giovedì 16 agosto 2012

Recensione: Le parole lontane del fuoco di Tiffany Baker



A cura di Miki


Le parole lontane del fuoco - Tiffany Baker
È il solstizio d'inverno e il vento freddo ha ricominciato a soffiare sul piccolo paese di Prospect, a Cape Cod. Claire conosce bene quel vento capace di alimentare il fuoco e sa che niente è cambiato da molti anni prima. Le pare ancora di essere lì, intorno al falò, insieme a sua sorella Joanna: aveva solo sei anni quando per la prima volta ha sentito le parole del fuoco, e ha previsto il futuro secondo un antico dono trasmesso di generazione in generazione da tutte le donne della famiglia. Un'arte antica ma solo una terribile maledizione per gli abitanti del paese, che le considera streghe, le uniche colpevoli di un maleficio che da anni si abbatte sugli uomini della famiglia, vittime di strani incidenti, e che ha colpito anche Henry, il gemello di Joanna scomparso a soli otto anni. Ma Claire è fuggita da tutto ciò. Si è ribellata a quel destino di sventura, ha cercato solo di essere una ragazza normale. Ma il richiamo del fuoco è troppo potente e Claire non può più scappare. Joanna ha bisogno di lei, ora come non mai. La sua famiglia è in grave pericolo, l'odio e la superstizione che da sempre le perseguitano stanno per distruggere tutto. Claire deve affrontare i fantasmi del passato, distinguere la verità dalla menzogna, affrontare la sua paura più grande. Perché Claire lo sa: il cerchio potrà chiudersi di nuovo solo di fronte all'abbraccio delle fiamme, in una fredda notte stellata. Solo così potrà salvare sua sorella e anche se stessa.

Voto:


«Una cicatrice al contrario era semplicemente il vuoto che rimaneva quando il cuore veniva strappato dalla sua cavità»

Le parole lontane del fuoco è un romanzo che profuma di saga famigliare sia nella narrazione che nello stile e unisce i destini di due clan molto diversi, i Gilly e i Turner, legati durante tutto il libro da vincoli concreti e a volte nascosti ma comunque sempre inscindibili. Prospect, il villaggio dove le due famiglie abitano, è un luogo che si basa ancora su lavori e tradizioni di un'altra epoca: gli abitanti vivono del pesce che viene pescato ogni giorno, vanno alla funzione la domenica per avere la benedizione di Padre Flynn e al falò della sagra di dicembre dove il sale prodotto dalle sorelle Gilly viene gettato nel fuoco e, a seconda del colore della fiammata, predice auspici positivi o negativi. Al di là della fitta rete di sentimenti che percorre The Gilly Salt Sisters, questo il titolo originale, uno dei temi principali del libro è sicuramente il passaggio dagli antichi sistemi di produzione e guadagno, rappresentati dal sale delle sorelle Gilly, a quelli più moderni dei Turner, che nel figlio Whit, desideroso di comprare la salina e trasformarla secondo il suo gusto, vedono la modernizzazione della produzione. Ne Le parole lontane del fuoco si respira quasi sempre la maestosità della salina, ben descritta con poche pennellate efficaci, e del paesaggio lungo la baia, punteggiato dalle piccole tombe dei maschi Gilly, vittime di strani incidenti, sui quali secondo molti pesa una sorta di maledizione. Il sale, ancora raffinato a mano e per questo migliore di quello industriale, è anche uno dei protagonisti del romanzo e viene considerato quasi magico: non mente mai e bastano pochi grani sulla lingua per avere consigli e improvvise illuminazioni; è inoltre anche il motivo per cui le donne della famiglia Gilly sono spesso trattate come streghe da cui fuggire.

La caratterizzazione dei personaggi è piuttosto ben fatta e realistica: le Gilly, i Turner e gli altri abitanti del villaggio, protagonisti e non, sono persone sfaccettate e a tutto tondo, ognuno con le proprie caratteristiche e un ruolo ben chiaro fin dall'inizio. Nel modo di rapportarsi e soprattutto scontrarsi, le Gilly e i Turner, con i loro caratteri e le loro diverse attitudini nei confronti della vita, ricordano e sono in parte una commistione delle divisioni e differenze tra gli Earnshaw e i Linton di Cime Tempestose: Jo e la madre Sarah Gilly sono sì di temperamento burrascoso ma legate alla terra e al sale che lavorano, mentre i Turner sono ricchi, logici, in apparenza tranquilli ma anche proiettati verso il futuro. Tra queste due realtà così diverse spicca il personaggio di Claire, una furia dai capelli rossi ma anche una Gilly incompresa che non sente il legame con la salina in cui è nata e che vorrebbe fuggire lontano: tocca a lei, con la sua disperazione, il suo cuore colmo di cicatrici e le sue azioni spesso avventate, mettere in moto il cambiamento che influenza per sempre le vite e il cuore degli abitanti di Prospect. Claire è il personaggio più complesso del libro e anche, secondo me, quello meglio caratterizzato: la minore delle sorelle Gilly, talmente ricca di contraddizioni da sembrare ancor più vera e realistica, è uno di quei personaggi che inizialmente possono risultare antipatici ma che, via via che la lettura prosegue, ci scopriamo ad amare proprio perché non riusciamo a capire fino in fondo. A differenza di Claire, la sorella Jo, più grande di qualche anno, è molto più simile alla madre Sarah, solida e dotata di una forza interiore senza limiti: rappresenta il sale e la salina, in apparenza così duri e amari ma in realtà produttivi e saporiti. Jo risulta per questo davvero molto facile da amare e viene quasi spontaneo simpatizzare con lei fin dalle prime pagine e seguire le sue avventure e disavventure. Un personaggio che ha invece molte cose in comune con Claire è sicuramente Dee, la ragazzina di diciassette anni orfana di madre che arriva in città col padre per gestire la tavola calda del luogo: oltre ad essere finemente caratterizzata, coi suoi problemi e la sua giovane età, riesce a mettere in moto gli avvenimenti e a cambiare gli altri personaggi. Whit è infine un uomo molto ambiguo, inizialmente affascinante, poi davvero pessimo sotto ogni aspetto: insieme alla madre Ida è forse quello meno caratterizzato, ma che comunque risulta di facile comprensione se analizzato nei rapporti con le due sorelle.

Le parole lontane del fuoco è un romanzo costellato di triangoli, relazioni e storie d'amore spesso sfortunate e sofferte, che vedono protagonisti Claire, Jo, Whit e molti altri personaggi: interessante e sempre toccante è anche il rapporto tra le due sorelle Gilly, che cambia durante tutto il libro, alternando momenti di tensione a silenzi, fino a raggiungere l'accettazione reciproca e la comprensione finale.

Il ritmo narrativo è inizialmente lento e alcuni capitoli risultano piuttosto noiosi nonostante l'utilizzo del flashback e il salto continuo (almeno fino ad un certo punto) tra presente e passato, col passato che si riaffaccia costantemente sul presente e riporta a galla segreti dimenticati. Le parole lontane del fuoco è sicuramente un buon libro, ben scritto e caratterizzato, con descrizioni acute, dialoghi vividi e sentimenti dipinti con maestria. L'autrice decide di nascondere qualcosa al lettore, ma il segreto, su cui ruota in un certo senso tutto il romanzo, è purtroppo sempre più chiaro di capitolo in capitolo. In conclusione, nonostante abbia tutto al posto giusto, la narrazione e lo stile risultano in alcune parti un po' troppo confusi e piatti e non riescono, nemmeno con il colpo di scena finale, a stupirci e a far sussultare il nostro cuore come lo spessore della storia vorrebbe.



Tiffany Baker
Tiffany Baker vive a Tiburon, in California, con il marito e i tre figli. Questo è il suo primo romanzo. Si dichiara dipendente dalla scrittura, dal cioccolato e dal caffè. Già autrice bestseller del New York Times, con Le parole lontane del fuoco, in corso di pubblicazione in diversi paesi, sta ottenendo un grandissimo successo a livello internazionale.

2 commenti:

  1. Mi è piaciuto moltissimo questo libro

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  2. Anche a me è piaciuto,molto!

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Grazie per aver condiviso la tua opinione!

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