A cura di Miki
Prendiamo tra le mani Non al denaro, non all'amore né al cielo e cominciamo il nostro viaggio tra canzone e poesia. La prima traccia, La collina (The Hill), è una sorta di introduzione e toccante ricordo di tutti i morti di Spoon River e del mondo che ora "dormono sulla collina": dai morti sul lavoro, alle donne morte per amore, ai soldati uccisi in battaglia, fino ad arrivare al suonatore Jones che "offrì la faccia al vento la gola al vino e mai un pensiero non al denaro, non all'amore né al cielo". In Un matto (dietro ogni scemo c'è un villaggio) (Frank Drummer), pezzo accompagnato da una musica ironicamente "allegra", Faber ci racconta di Frank Drummer, abitante di Spoon River considerato folle perché non riesce ad esprimere a parole l'universo che ha nel cuore e, spinto dall'invidia, decide di imparare l'enciclopedia Treccani a memoria. Proseguiamo con i fiati che introducono la terza traccia, Un giudice (Judge Selah Lively), storia di un nano che, sempre deriso da tutti, studia "nelle notti insonni vegliate al lume del rancore" e, una volta diventato procuratore, si vendica di tutte le cattiverie e angherie subite quando non era nessuno. Giunti alla quarta traccia, rimaniamo colpiti dall'atmosfera sognante e dal tema popolare inglese contenuto nella musica di Un blasfemo (dietro ogni blasfemo c'è un giardino incantato) (Wendell P. Bloyd), storia drammatica di un uomo che viene arrestato per aver affermato che Dio ha negato ad Adamo e a tutto il genere umano la verità della mela nell'Eden "per paura che ormai non avesse padroni" e lo ha costretto "a sognare in un giardino incantato"; il blasfemo della canzone viene poi ucciso da due guardie che "gli cercano l'anima a forza di botte".
Nell'Antologia di Spoon River Edgar Lee Masters (1868-1950) richiama alla vita, con grande limpidità espressiva, i personaggi di una città di fantasmi che sembrano giacere ormai quieti dietro le lapidi di un erboso cimitero del Midwest. Ognuno racconta la sua storia e da voce agli intrighi, alle ipocrisie e ai tormenti di un'esistenza repressa nelle abitudini e nel conformismo. Ne risulta un indimenticabile atto d'accusa contro lo stile di vita dell'America provinciale e puritana che ha il timbro crudo di una voce tagliente, che si consegna al tempo.
LATO A
- La collina - 4:03
- Un matto (dietro ogni scemo c'è un villaggio) - 2:37
- Un giudice - 2:24
- Un blasfemo (dietro ogni blasfemo c'è un giardino incantato) - 3:01
- Un malato di cuore - 4:18
LATO B
- Un medico - 2:37
- Un chimico - 3:01
- Un ottico - 4:34
- Il suonatore Jones - 4:24