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lunedì 24 dicembre 2012

Christmas Tales 3rd Edition: "Rosa Virgo" di Lara Manni


Arriva finalmente anche l'ultimo racconto del progetto che ci ha accompagnato verso il Natale: Rosa Virgo, di Lara Manni, è quello che vi offriamo per augurarvi una buona vigilia, in attesa che  domani esca l'ebook gratuito illustrato da Mario Chiabrera e Michele Penco. 
Sull'autrice di oggi potrei parlare per ore: l'ho sempre elogiata considerandola un'eccellente autrice fantasy (e QUI e QUI potete leggere le recensioni di Sopdet e Tanit, oltre che un'intervista QUI, e di Lara avevamo già ospitato un racconto, Il Volo). Sono pochi gli autori italiani che scrivono con la sua stessa maestria, riuscendo a plasmare l'universo del fantastico in modo ancora sconosciuto in Italia, e ad equilibrare attualità, fantasy e talento.
Il racconto che ci ha donato, però, non c'entra niente con il suo genere di esordio: si tratta di uno storico con flashback sulla resistenza inglese della seconda guerra mondiale, ovviamente scritto impeccabilmente.




Incipit: 
  
 Infine, accanto al tovagliolo di lei posa una rosa bianca, una rosa virgo. E’ stato indeciso fino all’ultimo su quale scegliere, e se la sua memoria non fosse stata bianca come la rosa avrebbe capito che non c’era che una possibilità:  petali color avorio che tremano al vento di maggio, odore di erba bagnata, Mit dir Lili Marleen. Se avesse ricordato subito, non sarebbe rimasto per un’ora intera dal fioraio, con il rischio di dover fare tutto di fretta e di arrivare stanco alla sera. Ma quando si era svegliato l’immagine non era completa: sapeva solo di desiderare dei fiori. 


Continua a leggere qui:





Il link porta ad una pagina raffigurante un villaggio invernale in bianco e nero: ci è sembrata un'immagine non scontata rispetto al solito albero di Natale. Solo alcuni elementi sono colorati, ed è lì che dovrete fiondarvi per scaricare il racconto. Appena passerete il mouse, se l'elemento è quello giusto, questo si illuminerà e potrete cliccare per scaricare la storia in pdf. Man mano che i racconti verranno distribuiti il villaggio comincerà a colorarsi, fino a ritornare ai suoi colori originari alla fine del progetto. 

lunedì 5 marzo 2012

Recensione: Tanit di Lara Manni

Lara Manni è un giovane talento italiano, e di questo possiamo andar fieri. Scrive fantasy in modo diverso, e 'diverso', ne suo caso, non vuol dire mai 'male'. Ho concluso il suo ultimo libro, Tanit, con grande piacere, e con altrettanto piacere l'ho intervistata QUI.


I narratori di storie aprono porte fra i mondi e non sempre questa è una metafora. A volte, quelle porte si spalancano davvero, e lasciano passare creature che non dovrebbero essere fra i mortali. In "Esbat", primo capitolo della trilogia, la Sensei, una disegnatrice di manga che inventa storie ambientate in un mondo fantastico, ha determinato l'arrivo sulla terra del demone Hyoutsuki. La magia di una stella in "Sopdet", il secondo libro, ha aperto un varco tra i due mondi e portato quello stesso demone e il suo antagonista Yobai a inseguirsi nei cieli grigi della storia umana. In "Tanit" è una dea crudele, Axieros, a calpestare le strade degli uomini per mettere al mondo una figlia che potrebbe distruggere il genere umano. Creazione e distruzione, vita e morte, sono i temi di questo romanzo, epica conclusione della saga. Creazione come talento artistico: quello di Ivy, una ragazza innamorata di Hyoutsuki, che con i suoi disegni cambia gli avvenimenti nel mondo dei demoni, e quello di Nadia, una donna misteriosa che si affianca a Ivy, forse per proteggerla, forse per annientarla. La distruzione minaccia l'universo dei due demoni Hyoutsuki e Yobai, chiamati a giocare una partita definitiva, e incombe su una Roma rabbiosa e impoverita che le fa da scenario. Vita e morte. Ma sarà l'amore, quello che Ivy prova per Hyoutsuki e quello di Axieros per Yobai, a determinare la sopravvivenza dell'uno o dell'altro universo. Vita, morte, amore. Di questo sono fatti gli uomini e le donne.


Voto: 


I demoni esistevano ancora, e sempre sarebbero esistiti. Solo, gli uomini non li vedevano più, e vivevano le loro esistenze ignorandoli. Qualcuno, intendiamoci, sembrava scorgere qualcosa, ogni tanto: nella fessura di una porta schiusa su una stanza buia, nel riflesso di un lampione sull’acqua di una fontana, nelle pupille di un cane che si fanno d’argento quando la luna è piena. O quando un volto normale – quello dell’impiegato postale o della donna dall’aria infelice a cui chiedete dove si trovi una certa strada – sembra incrinarsi e mostrare una crepa, e da quella crepa sembrano per un momento trapelare un occhio di troppo, o tremolanti ali di mosca che fremono dalla curva aggraziata di un tailleur di sartoria.
O, certo, il baluginare di una zanna.

Con queste parole si conclude la trilogia fantasy di Lara Manni iniziata nel 2009 con Esbat. Sono trascorsi tre anni in cui lo stile della Manni è maturato, discostandosi il più possibile dal genere “fan fiction”, diminuendo le citazioni, sbocciando in una struttura narrativa originale, riuscendo a conferire ai personaggi personalità e psicologie autonome.
Tanit incarna la quintessenza della Manni. Approfondimento psicologico, stile seducente, preziosismo dei particolari. E soprattutto un’ insolita ma calzante, conturbante, vicinanza al quotidiano. Il mondo degli umani –il nostro, proprio quello che vedete fuori dalla finestra in questo momento- che si fonde con quello dei demoni. Chi ha detto che il fantasy non ci riguarda?
Qualcuno ha pensato che esulare il genere per occuparsi anche di attualità sia stato un passo falso. Io no. Io credo che Lara Manni sia riuscita a far sentire questa storia nostra. Eliminate le distanze e le finzioni letterarie, le emozioni e le paure sono il centro di questa trilogia. Togliete i demoni, gli dei, i mondi paralleli.
Tanit parla di malvagità.
Tanit parla di terrore.
Tanit parla di quel momento in cui, sull’autobus, vedete quella viziatissima ragazzina vestita dalla testa ai piedi di capi firmati. E pensate che vostro padre è stato appena licenziato, e stringete i pugni dalla rabbia.
Tanit parla dell’amore mal ripagato verso una persona che non ci apprezza.
Tanit parla anche di amore filiale.
Tanit non è un fantasy comune e non vuole esserlo. Non vuole parlare solo di demoni e bambine nere che minacciano la fine del mondo, ma anche di persone, e di quello che provano le persone, e di quello che succede alle persone.
Che il fantasy non debba parlare anche di questo è una convinzione rigida e limitativa. Lara Manni lo fa, con maestria, con bravura, con cuore e tecnica.

Alla fine del secondo volume, Sopdet, Ivy ha sacrificato i suoi capelli e ha cancellato la memoria al demone Hyoutsuki, di cui è innamorata e di cui può controllare la volontà semplicemente disegnandolo.  Un pericolo, però, minaccia il mondo degli umani. La dea Axieros ha impiantato la propria figlia –Tanit, la bambina nera- nel grembo di una donna: alla sua nascita il nostro mondo si sgretolerà, permettendo a quello dei demoni di continuare ad esistere. I falsari Nadia e Brizio attendono da tutta la vita di impedire questa tragedia, ma, per un errore di calcolo, si convincono che sia Ivy la responsabile della fine…

Tanit, come accennato prima, si fregia di uno stile e di una struttura narrativa molto particolari. In alcune parti più lento, in altre molto più scorrevole, si ha l’impressione che i primi tre quarti del libro siano propedeutici. Sta per accadere qualcosa ma non succede, sta per essere lanciata la storia ma non parte ancora. Questa si brucia, invece, nelle ultime cento pagine, con incisione e scene ad effetto.
Particolarmente interessante è l’evoluzione di Ivy, in questo volume estremizzata e crudele, soprattutto se relazionata all’età della ragazza. La Manni spinge fino a impensabili livelli di sopportazione, corrode i suoi personaggi trascinandoli verso il limite. Hyoutsuki come Ivy, Max come Yobai.
Ad unire quasi tutti gli attori –nel senso latino del termine, coloro che agiscono- è la necessità di tramandare, di lasciare al mondo qualcosa di sé. Un figlio che ci sopravvivi, un lascito per il mondo.
Ogni figlio è più forte di suo padre. E questo, per un padre, è l’orgoglio più grande.
Il ciclo vitale, il  vecchio e il nuovo, la creazione e la distruzione sono altri temi forti del libro: mettono inquietudine, ma anche speranza. Il futuro, d’altronde, è una porta socchiusa: si scorgono le ombre e i riflessi, ma, al momento di spalancarla, non sai mai cosa troverai dietro. Il mondo potrebbe finire, o potrebbero aprirsi nuove incredibili possibilità: nel sorriso di un bambino, nella forza di dimenticare il passato. Tanit, in fondo, lascia un messaggio positivo. Qualcuno, al nostro posto, rimane. Qualcuno continua con la propria vita, perché è così che deve andare. E qualcuno, ancora, intravede qualcosa. Nella fessura di una porta schiusa su una stanza buia, nel riflesso di un lampione sull’acqua di una fontana, nelle pupille di un cane che si fanno d’argento quando la luna è piena. O, certo, il baluginare di una zanna.

domenica 4 marzo 2012

Intervista a Lara Manni: "nelle mie storie parlo di emozioni"

Lara Manni ha appena concluso, con Tanit -uscito lo scorso 17 febbraio con Fazi editore-, la trilogia fantastica che l'ha resa nota al pubblico, ma ha già in cantiere un nuovo libro. Tra immagini apocalittiche e romanzi di Stephen King, ecco l'intervista che ci ha gentilmente concesso. Noi le auguriamo un brillante futuro letterario!


Interview with...

Lara Manni





Malitia: Ciao Lara e benvenuta su Dusty pages in Wonderland!

Tanit, il romanzo di Lara Manni
dal 17 febbraio in libreria
Lara Manni: Grazie! Bentrovate a voi!

M: Anche Tanit finalmente è stato pubblicato. Come ci si sente a porre la parola "fine" dopo tre libri?

L: Non è un solo stato d'animo. Da una parte sollevate. Perché comunque si è riuscite a portare a termine una storia complessa. Dall'altra, è comunque la fine di un ciclo. Naturalmente, è anche un nuovo inizio. Insomma, con l'incertezza e anche l'euforia della strada che non si è ancora percorsa.

M: Già in Sopdet si notava una certa inclinazione alla riflessione di natura sociale o storica, e il principio di Tanit è infatti la crisi economica che ha colpito il paese e il mondo intero nel 2008. Nei tuoi libri l'atmosfera è imperniata di realismo, evidenziata, tra l'altro, dalla citazione di oggetti e situazioni comuni al nostro quotidiano.Perché conciliare fantasy ed attualità?

L: Perchè, nel mio modo di concepire il fantastico, non riesco a separarle. Non sto delineando un manifesto, intendiamoci. Questa è la strada che seguo io, e che seguono gli autori che amo. In "Duma Key", Stephen King scrive "Comincia da quel conosci". Ed è il mondo che io conosco, in cui vivo, o in cui hanno vissuto i miei genitori o i miei nonni, che mi interessa. Per farla breve, mi interessano gli esseri umani. Mi interessa il punto di frattura fra un mondo non reale e il nostr mondo. Raccontare cosa accade quando due mondi vengono a contatto, e le conseguenze che uno può avere ed ha sull'altro, è alla base del mio lavoro. Penso, anche, che raccontare quel che è noto possa dare credibilità a quello che noto non è. Infine, una storia fantastica è comunque, sempre, una storia di emozioni. Amore, dolore, paura, desiderio, rimpianto. Credo che tutte le storie siano tessute con le emozioni. Altrimenti, non potrebbero parlare al cuore di chi legge. Che sia un demone o un dio a camminare fra gli uomini, è quel che prova, e quel che provano gli esseri umani con cui viene in contatto, a interessarmi. Ecco.

M: E da Stephen King mi sembra che tu abbia carpito anche la particolarità di alcune tecniche narrative e l'amore per l'approfondimento psicologico...

L: Sì. Senza approfondimento psicologico non c'è storia, sempre a mio parere. Di lettrice, oltre che di autrice. Quanto alla tecnica: "On Writing" resta, per me, l'unico manuale di scrittura realmente valido. Semplice, diretto, contiene quella manciata di regole indispensabile per lavorare sulla propria lingua. Da King, ho appreso un'altra cosa: nessun fantasma, o mostro, o vampiro, può colpirti al cuore o terrorizzarti quanto i tuoi stessi sentimenti. Emozioni, ancora una volta. Quello che gli invidio è la "bonaccia": la capacità di far montare molto lentamente la tensione per scatenarla negli ultimi capitoli. In questo, resta maestro insuperato.


M: Esbat è stato pubblicato da Feltrinelli, mentre Sopdet e Tanit da Fazi editore. Tutti sappiamo però che il tuo esordio è stato in rete, grazie alle fan fiction. Com'è avvenuto il passaggio dal manoscritto alla pubblicazione?

L: Attraverso un agente. Le fan fiction sono il "grezzo" dei romanzi, equivalgono grosso modo a una prima stesura. Alla fine ne ho totalizzate cinque a romanzo. Giocoforza, direi. Almeno, secondo il mio modo di procedere la prima stesura avviene quasi sempre di getto. Poi, lascio "dormire" il testo per un bel po'. Sei mesi, possibilmente. Infine, comincio a lavorarci, prima aggiungendo e soprattutto togliendo. Poi, intervenendo sulle singole frasi, infine sulle singole parole.

M: Hai più volte ribadito, sul tuo blog, quanto le fan fiction siano un importante banco di prova per gli scrittori esordienti, e quanto sia ingiusto sottovalutarle o malgiudicarle. Siamo davvero così snob, in Italia?

L: Sì, lo siamo. In un senso e nell'altro. Lo siamo quando si dice (e accidenti se viene detto!) che letteratura e narrativa fantastica sono due cose separate. Lo siamo, sul fronte opposto, quando si giudica la medesima come serie B. E il fan writing come serie Z. Io ho sempre pensato che il fan writing sia antico come le storie. Rinarrare le possibili derivazioni da una stessa vicenda è qualcosa che si fa dai tempi immediatamente successivi a Omero. Peraltro, il fan writing attuale ha una marcia in più rispetto alle ormai decine di social network di scrittura: è disinteressato. Non è necessariamente finalizzato alla pubblicazione, intendo. E' piacere di condivisione, aiuto reciproco, anche critica feroce. A volte, critica malevola, certo. Ma più genuina di quella del mondo letterario ufficiale, a mio parere.

M: Ritornando a Tanit: per la sua stesura, oltre che dalla crisi economica, quanto sei stata influenzata dalle inverosimili previsioni apocalittiche sul 2012?

L: Per nulla! Quando l'ho scritto i Maya non erano ancora stati tirati fuori dal cilindro. Volevo un'atmosfera apocalittica: e nei fatti la vedevo. La crisi economica imminente si rifletteva nella rabbia, nelle piccole crudeltà quotidiane, in un tasso altissimo di violenza trattenuta che vedevo attorno a me tutti i giorni. E' stato soprattutto questo a ispirarmi.

M: Chi è Tanit?

L: La bambina nera, naturalmente. E poi, è il lato oscuro. La Dea - ogni Dea, e ogni Dio - ha sempre due aspetti, quello che crea e quello che distrugge. Axieros, nelle sue molte vite, li ha mantenuti entrambi. E tutti i miti della Grande Madre mantengono il dualismo. A pensarci bene, il dualismo fa parte della divinità stessa: un principio creatore e un principio distruttore. Luce e Tenebra. Tanit è tenebra, completamente.

M: Nel tuo libro compaiono anche due nuovi personaggi: Nadia e Brizio. Perché hai deciso di affidar loro il mestiere di falsari? C'è qualche implicazione psicologica?

L: No. Semplicemente ho conosciuto dei falsari e mi hanno sempre affascinato. Uomini e donne con un enorme talento artistico che copiano quadri famosi. Dovendo dare loro un mestiere, ho scelto questo. In effetti, sono falsari anche nella vita. Mentono sulla propria identità e sono costretti a mentire anche alle persone che amano. E poi, in effetti, essere un falsario significa rinunciare a proprio talento creativo originale. In un certo senso, senza fare spoiler, Nadia e Brizio sono costretti a essere ostili alla creazione artistica...

M: In quest'ultimo libro Ivy subisce una profonda maturazione, forse eccessiva considerata la sua giovane età. Nel libro si avverte anche un'atmosfera cupa e angosciosa di cui risentirà soprattutto Ivy. Anche la follia è un tema a te caro?

L: Più che la follia, il costeggiarla. Il poter perdere il controllo. La mancanza di lucidità. Come avveniva, in Esbat, alla Sensei. Sì, Ivy viene sottoposta a prove tremende, in Tanit. Come avviene a tutte le adolescenti: certo, non parliamo delle stesse prove. Ma l'intensità dei cambiamenti che si affrontano nell'adolescenza è tale che davvero può essere paragonata a una lotta con le forze del male. O all'incontro con la potenza del desiderio.

M: Tu, invece, com'eri a sedici anni? Avevi già la passione per la scrittura?

L: Ero molto simile a Ivy. Radicalizzavo tutto. Non ero nel club delle belle e vincenti e popolari. Leggevo disperatamente e facevo una tragedia per ogni piccolezza (cosa che tendo a fare ancora oggi, a dire la verità). La passione per la scrittura è stata negata e soffocata molto a lungo. Non mi sentivo all'altezza dei libri che leggevo. Le fan fiction sono state la prima cosa che ho scritto. Il primo tentativo di narrazione.

M: E i manga?

L: I manga sono venuti più tardi. Come lettura, intendo: gli anime in televisione li ho sempre guardati, ma i manga ho cominciato a leggerli molto più avanti. Amandoli perchè contengono molti "ibridi": molte sfumature fra bene e male, anche se il bene, infine, trionfa quasi sempre. E', appunto, quel costeggiare, quello stare sul confine: insomma, l'avrai capito, quello è il mio leit motiv.

M: Cosa scriverai, ora che la Trilogia è stata conclusa? Continuerai con il genere fantastico?

L: Sì. Ho già concluso un romanzo, che ha il titolo provvisorio de "Il gioco di Lavinia", ed è un preciso omaggio a Lovecraft in chiave femminile. Appena possibile, vorrei cominciare un romanzo più complesso e lungo, ambientato nel 1980.

M: Allora speriamo di rivederti presto in libreria! :)

L: Grazie! Intanto, continuo a scrivere racconti. Ogni tanto li dissemino in rete e forse prima o poi li raccoglierò in libro.

M: Allora spero che qualcuno vorrai concederlo a Dusty pages in Wonderland! Grazie mille per aver risposto alle mie lunghe domande, sei stata gentilissima! :)

L: Ma certo! Appena ho un po' di tempo per ragionarci, ne scriverò uno appositamente per voi. Grazie a te!


martedì 28 febbraio 2012

Teaser Tuesdays (50)



"Teaser Tuesdays" 

  • Grab your current read
  • Open to a random page
  • Share two (2) “teaser” sentences from somewhere on that page
  • BE CAREFUL NOT TO INCLUDE SPOILERS! (make sure that what you share doesn’t give too much away! You don’t want to ruin the book for others!)
  • Share the title & author, too, so that other TT participants can add the book to their TBR Lists if they like your teasers!
Ovvero, per i non anglo-leggenti:
  • Prendi il libro che stai leggendo
  • Apri una pagina a caso
  • Copia due pezzi "teaser" da una parte di questa pagina
  • STAI ATTENTO A NON SCRIVERE SPOILERS! (assicurati di non condividere troppe cose! Non si deve rovinare il libro agli altri!)
  • Indica il titolo e l'autore, in modo che gli altri Teaser Tuesday partecipanti possano aggiungerlo alla loro lista dei desideri se il libro è piaciuto



Riprende finalmente questa rubrica, lasciata in sospeso nelle ultime due settimane per motivi che ben sapete. E finalmente sono riprese le letture, che dovranno essere veloci per recuperare tutto quello che non ho potuto leggere in due mesi. Dopo Green ho, sul comodino, il meraviglioso Tanit di Lara Manni: fantasy atipico dalla atmosfere orientaleggianti ispirato all'anime Inuyasha, scritto come sempre -potete leggere la recensione del precedente libro, Sopdet, QUI e leggere il racconto di Lara da cui ha preso spunto per Tanit QUI- meravigliosamente. Ricordo che a Teaser Tuesdays possono partecipare tutti, sono curiosa di leggere i vostri teaser!


C'è il sole, e Nadia socchiude gli occhi, impreparata. Era dolce la penombra nel Tempietto Egizio. Era bello stare seduti in circolo, attorno alla bara dove dormiva Marcello, e ascoltare i ricordi degli altri. Ha imparato tante cose, in quella mezz'ora. Non sapeva che Marcello, da bambino, aveva incendiato un pagliaio. Non volontariamente, non sarebbe stato da lui: aveva dato fuoco a un vecchio pneumatico per farsi luce, e la gomma fusa, sgocciolando, gli aveva ustionato la gamba. Così per il dolore aveva fatto cadere la torcia, su un mucchio di paglia. Bum, tutto in cenere.
Questo sì, era da lui.
[Tanit, di Lara Manni, pag. 61]

Che profumo. Buono. Verdure.
Ne ha mangiate tante durante la gravidanza e Caterina è nata bella sana. Nonostante le botte che ha preso.
Non vuole dimenticare, non deve dimenticare. Deve contarle, anzi, le tirate di capelli e gli schiaffi che le facevano girare la testa, e tutte  le volte in cui la nuca urtava contro il muro e davanti agli occhi fiorivano stelline rosse.
Quante volte? Deve cominciare a segnarsele, affinché nulla vada perduto, ora che la Nuova Caterina sta per affacciarsi e già pulsa nel ventre come un sole. Perché nessun uomo si accosti più a lei, per ripetere quello che ha fatto Davide. Perché Caterina viva.
Aggiunge sale. Prende il parmigiano per grattugiarlo. Proteine. Tutto deve essere perfetto, lo dirà al dottore. Non subito, ma lo farà.
Il campanello.
Eccolo.
 [Tanit, di Lara Manni, pag. 116]



venerdì 3 febbraio 2012

Agli albori di Tanit: "Il volo", breve racconto di Lara Manni

Non ho mai nascosto la mia grande ammirazione per Lara Manni, una scrittrice che possiamo vantarci di annoverare nel panorama letterario fantastico italiano: suggestiva, talentuosa, dallo stile accurato ed esteticamente piacevole. In barba a chi disprezza la realtà emergente delle fan fiction, Lara è nata proprio da questo mondo in cui una passione può diventare un mestiere. Per questo sono molto felice di ospitare su Dusty pages in Wonderland un suo racconto, nato appunto come fan fiction e scritto per il medesimo pubblico. In particolare Il volo è la storia che ha dato via all'idea di Tanit (per questo ringrazio maggiormente la Fazi che ha voluto affidarmela ^^) e che vi avvicinerà al libro di imminente uscita. Protagonista è Hyoutsuki, demone che viaggia sulla Terra invisibile agli occhi umani, e che li osserva infastidito e disgustato dalle loro debolezze. Una piccola finestra sulla sua imperturbabile vita, una crisi mondiale alle porte, e un bambino che regala un attimo di (possibile?) felicità.



sabato 28 gennaio 2012

Anteprima: Tanit.La bambina nera di Lara Manni

Avevamo svelato la data dell'uscita e la copertina qualche giorno fa, ma finalmente è disponibile anche la sinossi: Tanit, capitolo finale della trilogia di Lara Manni -che, come abbiamo detto, uscirà con Fazi il 17 febbraio a 18.50 euro- ha come sottotitolo "la bambina nera". Si tratta infatti della figlia della terribile dea Axieros, già conosciuta in Esbat e Sopdet, che conferisce quasi una vena apocalittica al romanzo, ambientato agli albori della crisi economica che più che mai stiamo avvertendo in questo periodo. Ritornano anche i protagonisti dei libri precedenti: Ivy prima di tutto, la ragazzina dai capelli quasi bianchi col potere di rendere reale ciò che disegna; Hyotsuki, il demone di cui Ivy è innamorata, perfetto e immutabile; Yobay, l'antagonista, nato uomo ma divenuto demone. Verranno anche introdotti nuovi personaggi: fondamentali saranno Nadia e Brizio, falsari d'opere d'arte che saranno determinanti per la storia. Scenario, infine, della storia: l'eterna Roma. 



Tanit conclude la trilogia fantastica iniziata nel 2009 con Esbat e proseguita nel 2011 con Sopdet: una trilogia che unisce le leggende orientali ai miti mediterranei della Grande Madre, e li innesta nel racconto della contemporaneità. Stavolta, è lo smarrimento degli uomini alle prese con le bancarotte mondiali e la povertà imminente a fare da cornice a un evento fatale: una nascita divina che segnerà la fine dei tempi. 

Italia, 2008. In un paese dove inizia a colpire la grande crisi economica, fa la sua comparsa Axieros, l'oscura dea che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto. Cerca una donna umana piena di rabbia e odio, che possa partorire sua figlia Tanit, la bambina nera destinata a essere fatale per il genere umano. Sul cammino di morte che Axieros sta disegnando si incontreranno due demoni: Hyoutsuki, in cerca del suo destino, e Yobai, in cerca della vendetta. Ma sulla stessa strada cammina anche Ivy, che ha il potere di far diventare reale ciò che disegna e che rappresenta un pericolo per tutti: per la dea, per i demoni, per una coppia misteriosa che ha il compito di riequilibrare i due mondi. Solo Ivy può compiere la scelta definitiva: ma a un prezzo che forse non è disposta a pagare.

Lara Manni è nata e vive a Roma, dove traffica tra librerie e biblioteche. Dal 2006 scrive fan fiction su Efp con lo pseudonimo di Rosencrantz. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Esbat con Feltrinelli e nel febbraio 2011 Sopdet con Fazi Editore. Gestisce uno dei blog più seguiti in Italia: laramanni.wordpress.com



tanit


In occasione di quest'uscita -che attendo con molta ansia- la Fazi ha organizzato un contest molto particolare: 


Leggi gratuitamente il secondo capitolo di Tanit e libera la tua fantasia! La fan art, il fan video o la fanfiction più originale, a insindacabile giudizio della casa editrice,  riceverà in regalo da Lara Manni un racconto personalizzato! Desideri una storia horror? O preferisci un’ambientazione dove il soprannaturale è appena accennato? Vuoi un lieto fine o un dramma? E con quali personaggi? Per la prima volta, sarai tu a chiedere e commissionare, e l’autrice a eseguire.
Il vincitore o la vincitrice potrà inviare all’indirizzo lain@fazieditore.it gli ingredienti della storia che vorrebbe ricevere e Lara Manni si metterà al lavoro solo per lui/lei.
Partecipa! Hai tempo fino al 17 febbraio
Invia i tuoi lavori a: lain@fazieditore.it
Specifiche:
1) Le fan fiction non dovranno superare i 2000 caratteri spazi inclusi
2) Le fan art dovranno essere inviate in formato jpg, gif, png o tif
3) I fan video dovranno essere caricati in precedenza e dovrà essere mandato il link al video

Cosa ne pensate? :)

mercoledì 18 gennaio 2012

Il mistero di Tanit: Lara Manni pubblica la copertina

Volevo aspettare la trama ufficiale prima di scrivere quest'anteprima, ma dopo aver visto la copertina, non ho proprio resistito e sono corsa a scrivere l'articolo! Dopo Esbat e Sopdet, ad un anno di distanza da quest'ultimo arriva, il 17 febbraio al prezzo di 18.50 euro (370 p.) per Fazi editore, Tanit, il terzo libro della trilogia di Lara Manni. Con il sottotitolo "La bambina nera", di questo libro non si sa pressoché nulla. Avvolto nel più completo mistero, conosciamo soltanto un accenno di sinossi pubblicato qualche giorno fa dall'autrice sul suo blog:

“Una dea scende fra gli uomini, e la dea è Axieros, la Madre oscura che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto: tutto è cominciato con un Esbat, il passaggio di un demone spinto da un inganno e dal desiderio di cambiare il proprio destino che veniva scritto nelle pagine di un fumetto. Così, per volere della dea, il demone Hyoutsuki e il suo antico nemico, Yobai, si sono trovati a camminare fra gli uomini, e persino, grazie alla magia della stella Sirio, Sopdet per gli antichi, a condividere anni oscuri della loro storia: le due guerre mondiali, il 1977. Hanno incontrato donne in grado di intervenire nel loro mondo e modificarlo. Ne sono stati, a loro volta, cambiati. Ma ora i due universi sono destinati a scontrarsi. Perché quando una dea cammina fra i mortali, il tempo della fine è vicino, e solo uno dei mondi potrà sopravvivere”.

Oggi Lara Manni, che ha creato un tumblr chiamato Intornoatanit disseminato di indizi relativi al libro, ha pubblicato una meravigliosa copertina, ed eccola qui:




A cosa sarà mai collegato il colore così azzurro? Forse l'acqua giocherà un elemento fondamentale? E chi è questa misteriosa bambina nera?

Gli indizi pubblicati finora:

       

sabato 19 marzo 2011

Autori per il Giappone

Autori per il Giappone
Banner by Atelier dei libri

Siamo tutti informati sul disastro che ha colpito il Giappone in questi ultimi giorni, leso simultaneamente da un terremoto ed un maremoto e una catastrofe nucleare di ancora dubbia entità (e non si esclude che i primi siano la conseguenza di quest'ultima). La dignità con cui il popolo nipponico sta affrontando questo tragico momento ha mobilitato gli aiuti internazionali, che tuttavia temiamo non saranno sufficienti.
Autori per il Giappone è un'iniziativa nata grazie a Lara Manni sul suo blog che vuole tentare di sollecitare le coscienze, tramite l'arte e l'amore per la scrittura, a fare una piccola donazione a favore del Giappone. Riporto qui i post scritti da Lara per spiegarvi bene di cosa si tratta. Mi raccomando, passate la parola e metteteci un po' del vostro!


L’idea mi è venuta navigando. Quasi in ogni paese, artisti visivi, musicisti, scrittori, si sono organizzati sul web per fare una donazione in favore del Giappone.  Per esempio, in Inghilterra hanno fatto questo.
Mi sono chiesta: e noi?
E subito dopo mi sono detta: facciamolo.
L’ipotesi è questa. Apriamo un sito o blog. Postiamo, in regalo, un breve testo. Un racconto, direi. Sarebbe bello che fosse legato a quanto è accaduto e accade in Giappone.  Ma, visti i tempi, andrebbe bene anche un inedito, nel caso di autori già pubblicati. Perchè a me piacerebbe estendere l’idea a tutti coloro che scrivono: fan writer, frequentatori di blog e forum sulla scrittura. Perchè questa non è l’occasione, secondo me, di dimostrare che si è bravi: ma che si può usare la scrittura per uno scopo. Anche.
Dunque. Si postano i testi e si chiede a chi legge un euro, non di più, da devolvere in favore del Giappone. Personalmente pensavo a Save The Children e/o Medici senza frontiere. Dobbiamo contattarli, ma  credo proprio  che non ci siano problemi.
Tempi: rapidissimi.
Che ne dite?
Hanno già aderito, via Facebook, tanti scrittori: Virginia De Winter, GL D’Andrea, Francesco Falconi, Fabiana Redivo, Laura Costantini, Isabella Moroni. Ma anche tanti altri attivi in rete: Caska Langley,  Francesca Baraldi, Kei Nekomata, Diana Cullen, Andrea Cattaneo, Daniela Vio Benedetti, Federica Congedo, Vincent Mancuso. Dimentico sicuramente qualcuno, ma è l’elenco che si riferisce a poche ore fa. Che ne dite?


Si sono uniti a noi anche gli illustratori, su iniziativa del grande Paolo Barbieri. Un gruppo di artisti ci invierà opere che pubblicheremo insieme ai testi.
Dunque, il sito si chiamerà Autori per il Giappone: dovremmo farcela per lunedì ad essere on line, grazie al lavoro dell’eroico Valberici. Ma sarà in continuo aggiornamento, dunque non ci sono scadenze per i testi.
Alcune note, ora.
Potete partecipare tutti: non ha importanza se siete autori pubblicati o fan writer o autori che scrivono per la rete. Non c’è alcun limite, neppure di forma: vanno bene racconti, poesie, fan fiction.
Potete inviarmele in formato word (possibilmente) alla mia mail: lara.manni@gmail.com.
Donazioni. Stiamo ragionando in questo modo: per essere il più diretti possibile, con ogni probabilità linkeremo direttamente ad una pagina già attiva. Vi daremo notizie in breve. Dovrebbe funzionare così: nessun obbligo, ma la sollecitazione a chi passa e legge o guarda di donare almeno un euro. In altri paesi hanno fatto così, e ci sembra una bella idea. Gli autori sono ovviamente invitati a donare per primi.
Infine. Siamo, fin qui, a trentotto  testi. Ecco il primo elenco, aggiornato alle 19.15 di oggi, sabato 19 marzo. Qui la pagina su Facebook.
Grazie!!!

Liam e Lara di Antonella Albano

Lentamente muoio di Anita Book

Maiko di Jadel Andreetto (Kai Zen)

DOROTABO.Il monaco della risaia fangosa di Francesca Angelinelli

Foresta (prologo) di Stefania Auci

NUOVA GENERAZIONE di Luca Azzolini

MAYDALA EXPRESS di Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto

La rondine di Elisabetta Bricca

L’azzurro oltre il bianco di Luciana Busiello

Il Tiranno di Eleonora Castellari

L’ultimo uomo di Tokio di Andrea Cattaneo

I put a spell on you, because you’re mine di Diana Cullen

Il venditore di umanità di Valentina Coffetti

Addio di Ezio De Falco

Perché proprio io di Emy C

Sospesi di Endif

I segreti di Altieres di Virginia De Winter

Noa e Momo di Alessia Esse

Tsuki ni murakumo, hana ni arashi – Nubi sulla luna, tempesta sui fiori. di Giulia Eusebi

Nemesis, ~ La creatura del Daat ~ di Francesco Falconi

Sei qui per il te’? di Clelia Farris

L’ombra del peccato, di Chiara Guidarini

Ceneri di Vincent Mancuso

Prova a prendermi di Lara Manni

Non un millennio di più di Fabio Musati

Sortilegio di Mario P

Il mio amico Squitty di Annamaria Piccione

Gaijin di Guglielmo Pispisa

Ciò che conta di Carla Pivari

Negli occhi di Koi di: Erika Pomella

Il giorno dei ciliegi in fiore di Francesca Restuccia

Figlia di cuore di Daniela Sacerdoti

Watakushi di Shanmei

W di Licia Troisi

Chiamati a raccolta di Fabrizio Valenza

Solo di Maurizio Vicedomini

Silent Voice di Anna Chiara Zambello

Sogno Globale di Carlo Zappulla 

sabato 5 marzo 2011

Recensione Sopdet di Lara Manni


(leggi qui trama e informazioni sul libro)


In bilico tra il mondo reale e quello dei demoni, tra il presente e il passato, tra la vita e la morte, tra l’amore e l’odio. Umani, demoni, dee ma soprattutto la stella del cane, funesta e portatrice di morte.  I popoli antichi l’hanno temuta, tanto da sacrificare animali e umani per impedire che il suo splendore distruggesse mortali e raccolti. Ha moltissimi nomi, ma noi la chiameremo con l’antico termine egizio: Sopdet, la luminosa.
Una volta ogni mille anni, Sopdet diventa visibile non nei mesi estivi, ma in quelli autunnali. In questi settanta giorni il potere della stella diventa molto più grande, influendo nella vita di umani e non...

Ivy è una disegnatrice, una fumettista, una mangaka. Ha soli 16 anni, lunghi meravigliosi capelli e un potere, anche lei, non indifferente. Ah, ed è innamorata di Hyoutsuki, personaggio del proprio manga. Ma Hyoutsuki non è fatto di carta. E’ un demone reale, vivo e freddo. Troppo reale per non averne paura. E così Ivy lo uccide, nel fumetto, si intende. Ma tutto questo è assurdo, no? Non si può aver fatto l’amore con un demone che non esiste, così come non è possibile ucciderlo materialmente.
Ivy, però, non ne è così convinta. E proprio adesso che Sopdet veglia imperturbabile su di loro, è cominciata una gara all’ultimo sangue tra Hyoutsuki e il suo antagonista Yobai. E in ballo non c’è soltanto la vita della ragazza, ma anche quella del nostro demone…

Sopdet è un libro costruito su molti e differenti piani temporali, così come è ambientato in tanti luoghi diversi. Lara Manni costruisce una sorta di puzzle cronologico in cui presente e passato si frappongono. Se ciò crea inizialmente un po’ di confusione, intorno a pagina cento –quando la matassa della trama si dipana per coloro che, come me, non hanno letto Esbat-  questo diventa il punto di forza del romanzo. Trascurare lo stile dell’autrice sarebbe però un’offesa imperdonabile: affascinante, versatile, mi verrebbe da dire sospeso. Lara Manni sa come usare le parole, creando effetti incredibili che sezionano col bisturi l’animo del lettore. Sa bilanciare il binomio tra “detto” e “non detto” lasciando che le immagini sgorghino spontaneamente dalla mente e le parole emergano dal buio. Sa raccontare disseminando paura, tristezza, odio, inquietudine ma anche amore e desiderio.

Le ambientazioni sono uniche, allocromatiche, orchestrate con vera maestria. I piani temporali, di cui parlavo prima, abbracciano la storia del Novecento: prima e seconda guerra mondiale, anni settanta e 2007. I personaggi sono ben caratterizzati: dalla misteriosa e sorprendente Misia, ai due demoni Hyoutsuki e Yobai, a Johann, scagnozzo di quest’ultimo, alla stessa Ivy, ragazzina spaventata, forte e debole al tempo stesso e con una forte umanità che non la rende diversa da qualsiasi ragazza reale. Appena accennati risultano invece la dea Axieros, che sembra avere un ruolo fondamentale e interferisce nella vita dei demoni così come costoro inferiscono in quella degli umani e Max, il fidanzato di Ivy. Mi hanno invece colpito alcune figure temporanee che l’autrice dipinge molto bene, come l’infermiera dell’ospedale dove viene ricoverata Ivy e Billy, vagabondo romano che guadagna qualche soldo leggendo le carte e facendo ritratti.

E’ anche in queste figure, infatti, che Lara Manni sa dimostrare la propria abilità nell’introspezione psicologica. I personaggi principali sono molto approfonditi ed uno spazio particolare viene riservato ai demoni: entrambi disprezzano gli umani, li uccidono come mosche, non si curano dei loro sentimenti ma addirittura sono disgustati anche solo dal breve contatto fisico.
E’ in questa loro caratteristica che la dea Axieros, per farsene beffe, farà breccia: sia Hyoutsuki che Yobai diventeranno, nel corso del libro, molto vicini e pericolosamente simili agli umani.
Ruolo fondamentale avrà Adelina: bisnonna di Ivy, giovinetta molto più forte e decisa di quanto l’apparenza possa far pensare nel 1915, donna matura e consapevole presa anche lei da una passione sfrenata per Hyoutsuki nel 1945. Tra umana e demone nascerà infatti un amore vero, intenso e tenero, impossibile quanto doloroso.
Il finale, infine, emozionante e simbolico – lo scontro mortale, per esempio, tra Misia e Johann – ripristinerà l’ordine naturale delle cose, chiudendo un ciclo maestoso e macchiato di sangue.

In conclusione, Sopdet è un ottimo romanzo: non risparmia scene forti, è poetico e crudo al tempo stesso, dopo aver preso il ritmo diventa coinvolgente e avvincente. Gli aspetti quasi inquietanti non rappresentano altro che un pregio, la struttura risulta originalissima e unica, lo stile ipnotico culla il lettore nella dolce morsa di un cobra velenoso.
Assolutamente consigliato se siete alla ricerca di un romanzo appassionante che richiami le atmosfere dei manga giapponesi. 

martedì 22 febbraio 2011

Teaser Tuesdays (14)

"Teaser Tuesdays" 

E' con piacere che questa settimana aggiorno la puntata di Teaser Tuesday proponendovi due brani da Sopdet, il nuovo romanzo di Lara Manni che sto leggendo in questi giorni. 

  • Grab your current read
  • Open to a random page
  • Share two (2) “teaser” sentences from somewhere on that page
  • BE CAREFUL NOT TO INCLUDE SPOILERS! (make sure that what you share doesn’t give too much away! You don’t want to ruin the book for others!)
  • Share the title & author, too, so that other TT participants can add the book to their TBR Lists if they like your teasers!
Ovvero,  per i non-angloleggenti:
  • Prendi il libro che stai leggendo
  • Apri una pagina a caso
  • Copia due pezzi "teaser" da una parte di questa pagina
  • STAI ATTENTO A NON SCRIVERE SPOILERS! (assicurati di non condividere troppe cose! Non si deve rovinare il libro agli altri!)
  • Indica il titolo e l'autore, in modo che gli altri Teaser Tuesday partecipanti possano aggiungerlo alla loro lista dei desideri se il libro è piaciuto.

Ivy ha dormito come una bambina. ed era un sonno vero, profondo e tranquillo, non come lo spaventoso tuffo cieco del sacrario e dell'ospedale: era un sonno di cui sapeva bene di potersi svegliare. Anche aprire gli occhi era stato dolce: la luce filtrava dalle persiane accostate, ed era piacevole essere in quel letto morbido, sotto il crocifisso che riproduceva il Cristo di Giotto, con lo zaino poggiato sulla mensola di legno grezzo e i vestiti sulla poltrona di velluto. Bella, quella casa. Bello essere al sicuro. (Sopdet, di Lara Manni, pag.145).

Ero a letto che dormivo
Sotto il letto vi era un fra
Lui g'aveva gli occhi neri
Che faceva innamorar

Le voci erano alle sue spalle, arrivavano dal fondo di Piazza Unità d'Italia. Tendendo l'orecchio, aveva sentito sotto le parole della canzone il rumore cupo degli stivali che avanzavano sul selciato. Adelina si era irrigidita. C'era il coprifuoco. Non doveva esserci nessuno, per le strade. Nessuno, tranne la milizia fascista.(Sopdet, di Lara Manni, pag.185)

giovedì 3 febbraio 2011

Contest Fazi

 sopdet_vinci


Fazi ha bandito un contest in occasione dell'uscita di Sopdet, il secondo episodio della saga di Esbat. Si tratta semplicemente di liberare la vostra creatività! Dopo aver letto i primi due capitoli del libro, che si trovano qui, date spazio alla vostra immaginazione e create. Cosa? Una fan fiction, una fan art, o un fan video seguendo queste regole:


1) Le fan fiction non dovranno superare i 2000 caratteri spazi inclusi
2) Le fan art dovranno essere inviate in formato jpg, gif, png o tif
3) I fan video dovranno essere caricati in precedenza e dovrà essere mandato il link al video



Avete tempo fino al 28 febbraio per mandare i vostri lavori a lain@fazieditore.it. 


I vincitori delle categorie riceveranno una tavoletta grafica per la fan art, un Ipod touch per il fan video e un lettore ebook per la fan fiction!

venerdì 14 gennaio 2011

Anteprima Sopdet.La stella della morte

Dall'11 febbraio (ero già a conoscenza della notizia, ma la copertina è stata resa disponibile solo ieri sul blog stesso dell'autrice) esce in libreria -16.00 per 256 pagine circa- l'atteso seguito di Esbat, Sopdet.La stella della morte di Lara Manni pubblicato presso Fazi collana Lain. 


Trama:
Pubblicato a puntate su Efp, il più grande sito di fan fiction italiano, Sopdet è il secondo episodio della trilogia iniziata con Esbat. Lara Manni unisce elementi della tradizione fantasy occidentale con i più inquietanti temi dell'immaginario giapponese.
Nati sulle pagine di uno dei manga più famosi, i demoni Hyoutsuki e Yobai hanno preso sembianze umane e grazie a una congiunzione astrale hanno valicate le soglie della loro dimensione e raggiunto il mondo degli umani. Ivy, un'adolescente romana, da sempre appassionata lettrice, sogna di poter incontrare Hyoutsuki. Non sa ancora che sarà proprio lei a salvarlo, cambiando il finale della sua storia. Hyoutsuki e il suo mortale nemico Yobai sono impegnati da millenni in una partita fatale che nelle pagine del libro di Lara Manni tocca tre diversi momenti della storia italiana: sul Carso, durante la prima guerra mondiale; sul lago di Meina, fra l'armistizio e Salò; a Roma, nel 1977. Combattono per uccidere o per proteggere Ivy, che nel tempo presente fugge da altri nemici e conosce nuovi alleati. Ma quando i mondi si incontrano non c'è comunque scampo. I demoni diventano più simili agli uomini, e gli uomini - e le donne - acquistano poteri che forse non desiderano. Perché c'è una soglia, tra luce ed ombra, che non può essere violata nemmeno con lo sguardo.


Lara Manni è nata e vive a Roma, trafficando tra librerie e biblioteche. Dal 2006 scrive fan fiction su Efp con lo pseudonimo di Rosencrantz. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Esbat con Feltrinelli. Non ha un gatto, ma ha un blog (laramanni.wordpress.com).

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