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lunedì 21 novembre 2011

Recensione: Le emozioni difettose di Laurie H. Anderson


Voto: 


“Le emozioni difettose” non era il titolo adatto per il romanzo di Laurie Halse Anderson, autrice di Wintergirls e del fortunato Speak, da cui è stato tratto un film con Kerstin Stewart.
Catalyst (questo il titolo originale) di emozioni ne ha ben poche, esattamente come la sua frigida e asettica protagonista, Kate. Piccolo genio della chimica, orfana di madre e figlia di un reverendo che dimentica di essere un padre presente, Kate Malone ha un solo scopo nella vita: andare al MIT, il Massachussetts Institute of Technology. Quello che non è un semplice desiderio (ma una volontà ferrea e morbosa) diviene pericolosamente ossessiva a causa della folle decisione di non scegliere altri college a cui iscriversi. Kate vive quindi giorni di forte tensione aspettando la lettera di ammissione, una tensione che scarica correndo, bruciando suole e polmoni  in un atto quasi autolesionista.
Al centro dei pensieri di Kate c’è quindi esclusivamente se stessa, Il MIT, se stessa (x2) e di nuovo il MIT.

Pensieri felici, pensieri felici. MIT, MIT, MIT. Il mio pianeta. La mia gente. Mi vedo aprire la busta: <<Siamo lieti di informarla…>>. Mi vedo fare jogging nel campus di Cambridge, entrare nel laboratorio di chimica e indossare gli occhiali di protezione e il mio camice, perfettamente inamidato, taglia S.
Mi ammetteranno. Devono farlo. Non ci sono altre possibilità.

A turbare il quieto (e noioso) vivere di Kate è Teri Litch, una compagna di scuola verso cui esiste una reciproca antipatia –da piccole “giocavano” alla parte del carnefice e della vittima- che, andata a fuoco la casa, va a vivere con lei insieme al fratellino di tre anni per intercessione del reverendo Malone. Da questo fastidio, occasione di confronto con una nuova realtà, Kate non impara pressoché nulla. Ancora una volta il suo unico pensiero è il MIT che, si scopre, ha frequentato anche la madre. Eppure dei sentimenti verso questa figura precocemente scomparsa, accennata come se fosse una zia lontana e a cui non vengono dedicate più di poche righe, non si parla.

Le emozioni di questo romanzo, in sostanza, tacciono. La loro descrizione, che rimane abbozzata, non basta a trasmettere delle forti impressioni sul lettore. Sembra anzi che l’apatia di Kate coinvolga anche chi legge il romanzo, così che, essendo la narrazione interamente incentrata nella testa della ragazza, risulta noioso e statico fino al punto di svolta (ovvero a 2/3 del libro). Quando finalmente ci aspettiamo un risvolto emotivo, però, questo non arriva e Kate continua ad avere per la testa il MIT. Non importa quello che le succede intorno, non le importano le tragedie, gli errori umani, la morte e la vita: lei deve andare al MIT. Non vi è quindi una crescita da parte della protagonista, che alla fine deciderà finalmente di fermarsi e prendere una pausa (“Ho corso troppo. Le mie gambe hanno bisogno di riposo”) non –secondo me- per libera scelta, ma perché costretta dagli eventi.

Facendo un paragone con Wintergirls (decisamente superiore) mi sono accorta che l’errore della Anderson è stato quello di voler introdurre un’altra protagonista, Teri Litch. E’ innegabile che sia una figura centrale, ma, poiché la narrazione è affidata all’egocentrica Kate, non le viene lasciato spazio ed il romanzo perde un’occasione di approfondimento. A differenza di Wintergirls, in cui unici protagonisti sono Lia e i suoi disturbi alimentari, Le emozioni difettose sposta infatti malamente l’attenzione su un’altra figura, senza darle però modo di parlare e di esprimere adeguatamente rabbia e dolore. Questo non fa altro che rafforzare l’impressione di una storia superficiale, scritta male e piena di particolari superflui – elementi che rispecchiano la personalità di Kate.

Il binomio realtà-apparenza (la Kate buona e la Kate cattiva di cui leggiamo nel retro del romanzo) viene anch’esso tralasciato e non porta a nessun punto utile. La nostra rimane quindi ingabbiata dentro se stessa, dentro la Kate cattiva che finge di essere una Kate buona, senza che peraltro questo aspetto subisca una maggiore indagine: un altro esempio di superficialità ed occasioni sprecate.

I personaggi secondari subiscono la stessa sorte, lo stile ogni tanto regala qualche sporadica perla, ma rimane per lo più piatto e lineare come la trama. Uno young adult che non fornisce spunti positivi ed educativi ma che si affossa, assieme alla sua protagonista, in un circolo soffocante e vizioso, alla cui fine sarete morti di noia o di depressione. 

martedì 11 ottobre 2011

Teaser Tuesdays (40)



"Teaser Tuesdays" 

  • Grab your current read
  • Open to a random page
  • Share two (2) “teaser” sentences from somewhere on that page
  • BE CAREFUL NOT TO INCLUDE SPOILERS! (make sure that what you share doesn’t give too much away! You don’t want to ruin the book for others!)
  • Share the title & author, too, so that other TT participants can add the book to their TBR Lists if they like your teasers!
Ovvero, per i non anglo-leggenti:
  • Prendi il libro che stai leggendo
  • Apri una pagina a caso
  • Copia due pezzi "teaser" da una parte di questa pagina
  • STAI ATTENTO A NON SCRIVERE SPOILERS! (assicurati di non condividere troppe cose! Non si deve rovinare il libro agli altri!)
  • Indica il titolo e l'autore, in modo che gli altri Teaser Tuesday partecipanti possano aggiungerlo alla loro lista dei desideri se il libro è piaciuto



Come ogni martedì torna Teaser Tuesdays, la rubrica che pesca teaser dal libro che tengo sul comodino (in senso metaforico, perché i miei libri sul comò sono più di una decina). Come ho detto stamattina in occasione del giveaway, sto leggendo il nuovo libro della Giunti Y, Le emozioni difettose di Laurie H. Anderson. E voi cosa state leggendo?

<<No, apri la palpebra un po' di più, ancora un po', ecco, così va bene. Ok. Adesso tieni la lente a contatto con la punta del dito, avvicinala all'occhio e... No. Hai gli occhi molto asciutti, vero? Proviamo con le lacrime artificiali>>.
La ragazza che mi insegna a mettere le lenti a contatto è vestita da medico: camice bianco con ampie tasche, occhiali professionali, cercapersone fissato alla cintura. Niente di più finto. Durante a settimana fa la cassiera al supermercato. Non saprei dire se insegnare alla gente a ficcarsi una cosa nell'occhio dia punti in più o in meno per la carriera.
<<Riproviamoci>> dice la signorina. <<Respira profondamente>>.
(Le emozioni difettose, di Laurie H. Anderson pag.145)

Appoggio la testa alla parete di casa. Abbiamo finito per oggi. Sono distrutti, felici ma distrutti. Gli anziani parlano ancora un po' di jazz. di trombe, sassofoni e percussioni. Mitchell raccoglie i piatti sporchi e i tovaglioli, e i butta nel cestino della spazzatura, poi si siede vicino a me. Si è fatto la doccia prima di andare a prendere la pizza. Riesco di sentire il profumo di sapone che viene dal suo collo. Sono troppo stanca per spostarmi e troppo stanca per essere arrabbiata con lui. Farò semplicemente finta di avere accanto uno sconosciut che sa di buono e che emana un calore incredibile, uno sconosciuto senza pretese.
(Le emozioni difettose, di Laurie H. Anderson pag.194)



martedì 20 settembre 2011

Online la copertina de Le emozioni difettose (Catalyst) di Laurie Halse Anderson

E' con il titolo "Le emozioni difettose" che uscirà il 5 ottobre presso Giunti Y il romanzo Catalyst dell'acclamata (per lo meno all'estero) autrice young adult Laurie Halse Anderson, resa nota in Italia grazie alla pubblicazione di "Speak" (da cui è stato tratto un film con Kristen Stewart diretto da Jessica Sharzer) e Wintergirls. Ancora in attesa della trama ufficiale (quella riportata sotto è una mia traduzione) e di maggiori informazioni [Edit: prezzo: 14,50 euro; pagine: 304],  è però già disponibile la copertina, uno svolazzo rosa e un paio di Converse sull'asfalto bagnato. Il libro è valutato 4 stelline su  Goodreads, sebbene le stroncature siano molto ben motivate, e si approccia al mondo degli adolescenti toccando problematiche e modi di essere/sentire tipici dell'età. 



Kate gestisce la sua vita organizzandola con la logica di una tavola periodica. Lei può controllare tutto, o almeno così pensa. Ma poi le cose cambiano all'improvviso, velocemente come una serie di reazioni chimiche.  Prima di tutto, la casa dei vicini va a fuoco. Kate deve dividere la stanza con la sua nemesi, Teri Litch, e il suo fratello più piccolo. I giorni fanno tic tac e lei attende la risposta dall'unico college presso la quale ha fatto domanda: il MIT. Kate sente di star perdendo il controllo della sua vita, e dopo accade qualcosa che spazza via tutto. Ambientato nella stessa città di Speak, Catalyst è un libro che cambierà il vostro modo di vedere il mondo.

Edit, recensione originale:


Kate Malone frequenta l’ultimo anno di liceo ed è bravissima in chimica. Ha fatto domanda di ammissione all’università più importante del paese e, in attesa della lettera di risposta, corre a più non posso, di notte e di giorno. Corre per punirsi, per annullarsi, per non sentire l’ansia e la rabbia che le aggrovigliano le viscere e per fuggire da quel dolore che ha il nome di sua madre, morta molti anni prima.
Quando però la casa dei vicini viene distrutta da un incendio, Kate è costretta a fermarsi per affrontare con coraggio se stessa e una realtà del tutto inaspettata.

Un’altra prova magistrale di Laurie Halse Anderson, scrittrice pluripremiata e considerata una delle dieci autrici di YA più influenti nel mondo, tra le pochissime capaci di descrivere il complicato universo dei teenager.


"Aspetto che tutti siano andati a dormire, poi m'infilo le scarpe da ginnastica ed esco. Le file di case che costeggiano la strada sono le pareti di un labirinto da cui sto cercando di uscire. E' come se il mio respiro provenisse da un altro corpo. Ho paura di aprire la bocca e dire qualcosa, perchè potrei mettermi a urlare. Mi sento come se mi avessero tagliato in tanti piccoli pezzi di Kate che sono tutti uguali a me, corrono come me, parlano come me, si comportano come dovrebbero, ma si sono persi in questo labirinto. 
Kate Cattiva - che mi sta sempre addosso - dice che il labirinto è sempre stato lì, sono io che adesso riesco a vederlo per la prima volta perchè porto le lenti a contatto. 
Kate Buona non fa che dire cose senza senso, è ora di andare a dormire."

lunedì 1 novembre 2010

Wintergirls - Laurie Halse Anderson (recensione)



Trama:
Lia e Cassie sono amiche fin dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.

Recensione:

Spesso, con invadenza, prepotenza, senso di superiorità e fastidiosi atteggiamenti da “ioticapisco”, gli adulti si approcciano al mondo degli adolescenti convinti di sapere tutto, di ricordare come ci si sente, di essere gli unici in grado di salvare un ragazzo dai suoi problemi (perché, sì, è normale, loro hanno più esperienza). E in realtà no, non è affatto così, i rimedi pratici servono raramente, gli unici effetti che produce tanta invadenza sono diffidenza e rabbia.
Tra le prime cose che ti colpiscono di Wintergirls, a lettura finita, è l’assoluta, totale e deleteria incapacità da parte dei “grandi” di aiutare Lia. Ognuno si prodiga per evitare che ricada nell’anoressia, la matrigna le controlla svogliatamente il peso, il padre vuole pensare che sia di nuovo tutto a posto, la madre preme perché torni in ospedale o perlomeno dalla strizzacervelli, la psicologa ad un certo punto decide che forse è meglio mandarla dallo psichiatra. Sono tutti interessati a lei, tutti preoccupati, tutti irritati che questa povera ragazza non voglia proprio decidersi a crescere e smettere di dare problemi. E Lia, dov’è?
Lia è in ogni pagina, in ogni pensiero, in ogni incubo. Ma non sente di avere nessun posto nel mondo, non si sente amata e nemmeno accettata. Solo Cassie l’ha vista, solo Cassie l’ha fatta sentire viva, solo con lei ha avuto il coraggio di buttarsi nel vortice dell’anoressia e dell’autolesionismo. Ma Cassie adesso è morta da sola in un motel, dopo aver lanciato un ultimo disperato appello a Lia, che non ha risposto.
E Lia, che già inganna i genitori truccando la bilancia e fingendo di mangiare e non è mai guarita, ricomincia a dimagrire, un chilo dopo l’altro, scavando la pelle con la lametta, resistendo eroicamente al profumo del cibo.
Cassie,  è sempre con lei. Lia la vede, o almeno crede di vederla. La incoraggia, le dice che sta facendo un ottimo lavoro, che manca poco, solo poco, e staranno di nuovo insieme.
Lia non vuole chiedere aiuto, non vuole guarire, vuole scomparire. Diventare sempre più magra e smettere di esistere.
Ed è triste, così immensamente triste, che ti vengono le lacrime agli occhi. Perché no, non è giusto che debba stare così male, che non possa sorridere ogni tanto, che debba lasciarsi morire lentamente.
E’ triste vedere che nessuno le dà un abbraccio sincero, nessuno cerca di capirla, nessuno si accorge che esiste, troppo preso dai propri impegni.
<<Allora adesso mi vedi?>> chiede Lia alla madre. <<Finisco una cosa e sono da te>>.
E’ agghiacciante, una coltellata al cuore. E altrettanto doloroso è sapere che tutto questo è realtà.

Wintergirls è un romanzo che striscia silenziosamente nel petto, procede lentamente e si insinua sempre più in profondità, serrandoti in una morsa che ti toglie il respiro. E’ ridondante e velenoso. Un epilogo a sorpresa, una storia che rimane nel cuore, e un invito a riflettere. Cercando di vedere oltre l’apparenza, senza dare nulla per scontato.

Voto: 


Laurie Halse Anderson:
Laurie Halse Anderson è nata nel 1961 a Postdam, cittadina dello stato di New York. Con 25 libri all’attivo e numerosi riconoscimenti letterari è attualmente una delle scrittrici più amate nel campo della narrativa Young Adults.
L’autrice ha studiato in Danimarca, vissuto in una fattoria, lavorato in un negozio di vestiti, approcciato la vita collegiale all’Onondaga Community College e si è infine laureata nel 1984 alla facoltà di lingue e linguistica della Georgetown University. Dopo aver costruito una famiglia e dato alla luce due bambine, ha iniziato la sua carriera di scrittrice pubblicando la sua prima opera nel 1996: Ndito Runs, a cui sono seguiti svariati racconti per l'infanzia.

Tra gli altri romanzi di Laurie Halse Anderson si segnalano: Catalyst (2002), Prom (2005), Twisted (2007) e Wintergirls (2009) che ha scatenato un dibattito tra le teenager americane, ricevuto ottime critiche e un notevole successo di vendite. Speak, che pubblicato originariamente nel 1999 ha ispirato un film (2004) con lo stesso titolo e identica fortuna, è il suo primo romanzo ad arrivare finalmente in Italia (a partire dal 14 ottobre).

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