Miellenium 1 -Uomini che odiano le donne
Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose.
Millenium 2 – La ragazza che giocava con il fuoco
Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne". È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all'intrigo diabolico unisce un'acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.
Millenium 3 – La regina dei castelli di carta
La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su "Millennium" un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi. L'ultimo capitolo della trilogia di Stieg Larsson è ancora una volta una descrizione della società contemporanea sotto forma di thriller. Un romanzo di trame occulte e servizi segreti deviati, che cattura il ritmo del nostro tempo e svela a cosa possono condurre le perversioni di un sistema malato. Una storia che, fedele all'anima del suo autore, narra di violenza contro le donne, e di uomini che la rendono possibile.
A cura di Lamia
Chiamare Millenium“trilogia” è in parte sbagliato, poiché, nell'idea originaria dell'autore, doveva trattarsi di una serie di romanzi polizieschi molto più lunga, che purtroppo è stata stroncata dalla sua morte prematura.
La serie, uscita postuma, è stata in vetta alle classifiche di tutta Europa, guadagnando il titolo di caso editoriale. Questa volta parliamo di un caso editoriale che merita di esserlo.
Forte della sua esperienza come giornalista -ottimo giornalista, oserei dire- Larsson ci presenta dei romanzi stilisticamente impeccabili. La scrittura è ottima, fluida. Ogni azione ha la sua giusta reazione, in un susseguirsi logico, realistico e ben congegnato. Nulla è lasciato al caso, tutto è valutato attentamente e curato. L'autore sa sempre fin dove spingersi con le parole: anche nelle scene più volente, riesce a essere descrittivo senza essere volgare o scadere in un linguaggio poco consono.
Ciò che più colpisce in questa trilogia è l'eroina, Lisbeth Salander, personaggio contraddittorio e del tutto anticonvenzionale che ribalta completamente i clichè del suo ruolo. È guidata da una propria morale, che agisce fuori dai parametri comuni. È una ragazza forte, benchè abbia perso completamente la fiducia verso il prossimo. Raggiunge i suoi obiettivi da sola, non chiede mai aiuto a nessuno e il gioco di squadra non fa decisamente per lei. Ama le sfide e ha una mente geniale.
Lisbeth si presenta come una persona eccentrica, con numerosi piercing e tatuaggi e un look da punk, ma dietro la sua corazza ha i suoi punti deboli e le sue fragilità sebbene non darà mai loro la chance di farla da padroni.
Larsson la dipinge con tinte talmente vivide da farla emergere prepotentemente dalla carta, come pochi autori sanno fare.
Dopo aver letto Millenium, non potrete che essere innamorati di questa ragazza.
La sua controparte maschile, Mikael Blomkvist, è invece molto più vicina ai canoni tipici del cavaliere senza paura. Il giornalista è guidato da una ferrea morale -che si scontrerà più volte con quella di Lisbeth-, è un paladino quasi donchisciottesco, che si erge a difesa del bene combattendo le ingiustizie del mondo tramite il suo giornale, Millenium.
Proprio la vividezza dei personaggi è un punto forte della trilogia. Nessuno, nemmeno i più secondari, sono lasciato al margine. Ognuno è descritto, caratterizzato e dotato di un background del tutto coerente e ben lontano dagli stereotipi.
Questa attenzione per i particolari, tipica di Larsson, che è capace di raccontarci i dettagli del lavoro di una comparsa, o la lista della spesa di Lisbeth, può risultare quasi snervante, ma non fa che contribuire a dare spessore e godibilità alla storia.
Un po' tecnico, forse, quando si parla di affari finanziari e inchieste giornalistiche, nel tipico modo di chi conosce la materia di cui sta parlando, ma non così tecnico da costituire un ostacolo insormontabile.
L'intreccio in tutti e tre i libri è ben congegnato, privo di tempi morti. Larsson sa manipolare l'attenzione del suo lettore e non è mai scontato, nonostante il numero spropositato di pagine. I suoi colpi di scena sono magistrali, mai banali ma sempre ben pensati e inseriti.
Come si ripete spesso Lisbeth prima di agire: “ogni azione ha una conseguenza”, e questo sembra essere il mantra anche dell'autore, che si muove sempre sicuro e padrone della scena. Anche quando gli eventi raggiungono apici quasi impossibili, Larsson riesce a tenerli ben imbrigliati e non cede alla tentazione di strafare.
(Fatta eccezione forse per la promisuità di Mikael, che occupa però poco spazio nei libri).
Lo stile di Larsson non è uno stile piacevole per tutti -a causa della sopracitata attenzione per i dettagli -ma se vi imbarcherete in questa avventura, sarete completamente catturati dai suoi intrecci, e incantati da quello che un bravo autore può creare.