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lunedì 17 novembre 2014

Recensione: L'estate di Ulisse Mele di Roberto Alba



L'estate di Ulisse Mele, Roberto Alba
Piemme
208 pagine, 14,50 euro
L'estate di Ulisse Mele è un giallo inquietante e drammatico che tiene il lettore col fiato sospeso fino all'ultima pagina e che fa riflettere con intelligenza. È un romanzo sicuramente diverso rispetto al precedente dell'autore, La spiaggia delle anime, di cui mantiene però la profondità e sensibilità nel trattare tematiche anche scottanti.
La trama ruota intorno alla famiglia del piccolo Ulisse e alla sparizione della sorella maggiore Betta, uscita una mattina per andare al mare con il fidanzato e mai rientrata. La vicenda è narrata in prima persona da Ulisse, bambino di nove anni sordomuto che stupisce per intelligenza, intuizione e profondità di giudizio e che è, in fin dei conti, il punto di forza di tutto il romanzo. Ulisse conquista il lettore fin dalle prime pagine e dimostra di essere un bambino forte che ha capito perfettamente il mondo degli adulti: questi ad ogni difficoltà chiudono gli occhi e si rifugiano in fretta nella corazza che si sono costruiti a fatica, e che spesso impedisce loro di vedere le cose in modo chiaro e semplice come da piccoli.

La narrazione rispecchia con precisione e realismo le dinamiche e i lunghi procedimenti della cronaca nera contemporanea:  troviamo ricostruiti i dubbi che gli addetti ai lavori si pongono ma anche la difficoltà nella soluzione di alcuni casi di cui a volte, vuoi per la mente distorta degli accusati o per la mancanza di prove effettive, è quasi impossibile venire a capo con certezza. Il romanzo scava a fondo dentro a una delle problematiche più taciute ai nostri giorni: la violenza in famiglia e i segreti non detti che minano i rapporti di parentela. Ben descritto è anche l'atteggiamento della stampa, colpevole nei confronti delle famiglie colpite da omicidi e drammi personali di fare un reality show della disperazione umana. Viene sottolineata inoltre la facilità con cui l'opinione pubblica e gli uomini condannano subito il presunto colpevole anche in assenza di prove certe.

L'intreccio del giallo alla base della vicenda è ben strutturato: alcuni indizi vengono lasciati qua e là nel testo per chi vuole intendere e approfondire. Non viene però collegato o precisato nulla, ma solo accennato: questo basta comunque a far gelare il sangue nelle vene anche al lettore più navigato. Affidare inoltre una vicenda così terribile alle parole semplici e candide di un bambino, seppur molto intelligente e acuto per la sua età, fa diventare i fatti ancor più crudi, drammatici e dannatamente umani.

Roberto Alba realizza con pochi tratti dei personaggi davvero indimenticabili e realistici: oltre alla drammatica innocenza del piccolo Ulisse, autore di vere e proprie perle sulla vita umana, il lettore resta colpito dall'atteggiamento composto e stanco della madre, dal silenzio sconvolto del padre e da tutte le dinamiche sotterranee che emergono pian piano durante le indagini.

Di Betta non sappiamo invece molto se non quello che ci racconta Ulisse: una ragazza tranquilla con una ferita nel cuore che scriveva e sognava di universi incantanti per non pensare al presente drammatico che viveva. I dialoghi sono immediati e verosimili ma è dalle riflessioni di Ulisse che scaturiscono le rivelazioni più forti.

Lo stile è concreto, realistico e drammatico. Roberto Alba fa parlare il cuore e i pensieri di Ulisse in modo profondo, libero e sincero. Il discorso diretto è invece maggiormente efficace e immediato, più consono forse a un bambino di nove anni. L'insieme di queste due voci è comunque completo e il risultato violento ed espressivo. In particolare le descrizioni della natura selvaggia e quasi incontaminata della campagna sarda, che si tinge dei pensieri di Ulisse, raggiungono attimi di intensità notevole. Il ritmo è altalenante, per lo più blando e pacato, ma subisce delle impennate improvvise che sconvolgono e turbano il lettore.
In conclusione L'estate di Ulisse Mele è un giallo atipico con atmosfere e accenni che sfiorano il noir, ricco di tematiche attuali, dotato di una narrazione intensa e profonda e di un protagonista simpatico e indimenticabile, per il quale il lettore fa il tifo fin dalla prima pagina.


Voto: 


lunedì 28 aprile 2014

Recensione: La sposa normanna di Carla Maria Russo



La sposa normanna, Carla Maria Russo
Piemme (collana Bestseller)
236 pagine, 10.00 euro
Pubblicato da Piemme nel 2004, La sposa normanna è il primo romanzo storico per adulti di Carla Maria Russo, già autrice di numerosi libri per ragazzi. Ispirata dalla lettura della Divina Commedia, la scrittrice ha scelto come protagonista della sua opera Costanza d’Altavilla – alla quale Dante dedica alcuni versi nel terzo canto del Paradiso –, offrendo al lettore la possibilità d’immergersi in uno dei periodi più affascinanti e avvincenti della storia siciliana, mescolando con sapienza creatività e invenzione narrativa a eventi realmente accaduti.

È il 1185 e siamo a Palermo, splendida e fiorente capitale del Regno di Sicilia, quando l’isola, terra ricca, sontuosa e prospera, ammirata per le sue rare bellezze e oggetto di contesa, ricopriva ancora un ruolo egemone nel Mediterraneo. Rimasto senza eredi cui tramandare il privilegio della corona, Guglielmo II d’Altavilla, obbliga l’ormai trentenne zia Costanza a rinunciare ai voti monacali e a unirsi in matrimonio con il diciannovenne Enrico Hohenstaufen di Svevia, figlio di Federico Barbarossa, sperando così di assicurarsi la discendenza al trono. Costanza parte così alla volta di Milano, dove l’imperatore ha deciso di celebrare le nozze, in segno di riconciliazione con i comuni della Lega Lombarda. Circondata da nemici e costretta a stabilirsi in Germania, terra fredda e ostile, la donna comincia la sua nuova vita al fianco di un uomo rozzo, violento e collerico che continuamente le rimprovera l’età avanzata e la sua sterilità. Ma Enrico è in realtà affascinato dalle sorprendenti e mature grazie di Costanza e, mosso dalla gelosia, immagina che la sovrana abbia non poche disdicevoli relazioni extraconiugali; per questo motivo la porta con sé in ogni suo viaggio. Nel frattempo, morti Federico e Guglielmo, i nobili siciliani si pongono a capo di una rivolta che il sovrano non è in grado di reprimere. Si trova ancora in Sicilia quando lo raggiunge la lieta notizia della gravidanza della moglie, la quale però, essendo debole e priva di forze, è costretta al riposo assoluto. Non credendo alla sua maternità e accusandola di tradimento, Enrico, insensibile alle disposizioni dei medici, ordina che lo raggiunga immediatamente in Sicilia. Il viaggio è lungo ed estenuante, ma Costanza, nonostante la stanchezza, si dimostra estremamente forte e decisa a mettere al mondo Federico che, rimasto orfano all’età di tre anni, dimostrerà di possedere la stoffa del grande regnante.

Federico è senza dubbio un personaggio di grande fascino: dotato di un temperamento vivace e di grande acume, cresciuto in una Palermo multietnica nella quale convivevano greci, arabi, ebrei e normanni, farà della cultura e della conoscenza i suoi punti di forza. L’autrice accenna la sua infanzia trascorsa tra i volumi della biblioteca di palazzo, l’unico luogo in cui – contravvenendo ai divieti della madre – riusciva a provare un senso di benessere, e alla su naturale inclinazione per l’apprendimento delle lingue, dal greco all’arabo, dal latino al dialetto siciliano, di cui utilizza perfino le espressioni più oscene e volgari. Ma il romanzo si limita a introdurre brevemente la sua figura, lasciando intendere le grandi cose di cui sarà l’artefice.

Viene invece dato maggiore spazio a Costanza, di cui Carla Maria Russo traccia un ritratto accurato dal punto di vista storico e impreziosito da un’attenta analisi psicologica. Costanza è di nobile stirpe, è una regina, ma è soprattutto una donna e, come tale, riesce a coniugare in sé fragilità e forza. Debole nel fisico, si dimostra tenace e combattiva di fronte alle avversità; subisce la prepotenza del marito ma sa essere agguerrita nei confronti di Gualtieri di Palearia, ed è madre premurosa e protettiva nei confronti del figlio che ha tanto sognato. Particolarmente carica di pathos è la descrizione del parto a Jesi, in cui emergono la sensibilità della donna, il suo desiderio di maternità e l’amore viscerale nei confronti della creatura che porta in grembo.

Dolore, sfinimento, paura scomparvero all’improvviso. Si sentiva solo struggere dal desiderio di guardarlo e di stringerlo a sé. Le prime braccia a scaldarlo, a confortarlo, dovevano essere le sue. «Datemi mio figlio» ordinò con un filo di voce. «Senza pulirlo, né coprirlo. Ci penserò io.» Travolta da un’emozione che non aveva mai provato, serrò al cuore Federico, incapace di parlare, scossa com’era da singhiozzi di gioia. Con le labbra, sfiorò la testa, le guance, la minuscola bocca. Attraverso la pelle, cercò di comunicargli tutta l’intensità del suo amore.”

Ma il romanzo ha una seconda, grande protagonista, Palermo, che prende vita tra le pagine coi suoi vicoli pulsati di vita, i suoi colori vivaci e i suoi profumi.

[…] città antica ed elegante, splendida e aggraziata, essa ti appare con un aspetto allettante, superba tra le sue piazze e i suoi dintorni, che sono tutti un giardino. Grandiosa nelle strade maggiori e nelle minori, affascina dovunque per la rara bellezza del suo aspetto. Ricorda Cordoba per lo stile, con i suoi edifici tutti di pietra intagliata. I palazzi del re circondano il centro della città come monili intorno al collo e al seno di una bella fanciulla, così che il sovrano, attraversando palazzi e giardini amenissimi, può sempre passare da un punto all’altro della capitale.”


Attraverso una scrittura suggestiva e scorrevole che alterna con sapienza i registri linguistici, Carla Maria Russo ci regala un’appassionata ricostruzione storica capace di ammaliare il lettore e di offrirgli un vibrante affresco di un’epoca lontana ma ancora carica di fascino. 

 Voto: 


A cura di Laura Giuntini.

mercoledì 29 gennaio 2014

Recensione: Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo




Tenebre e ghiaccio, Leigh Bardugo
Piemme
283 pagine; 17,00 euro
Non sono una grande amante dei libri fantasy: quando leggo di trame con cavalieri, spade e sacri calici, principesse e draghi, tendo a girare alla larga, preferendo generi a me più congeniali. Tuttavia, quando ho letto sul sito di Affari Italiani, lo scorso novembre, dell'uscita per Piemme di Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo mi sono subito incuriosita e ho voluto saperne di più. “Perché?”, vi chiederete. Semplice, sono stata catturata dall'accattivante titolo dell'articolo: Leigh Bardugo, un fantasy ambientato nella Russia degli Zar... In questo caso l'ambientazione originale del romanzo ha decisamente superato la mia diffidenza. Ho fatto qualche ricerca in rete per sapere di più su questo libro e sulla sua autrice, e ho scoperto particolari interessanti. La Bardugo, di professione make-up artist, è nata a Gerusalemme, cresciuta a Los Angeles e laureata a Yale: un curriculum di tutto rispetto per questa giovane scrittrice, la cui trilogia di esordio, di cui Tenebre e Ghiaccio rappresenta il primo capitolo, ha ricevuto recensioni entusiastiche ovunque, comprese testate del calibro del New York Times.

Il romanzo è ambientato in un luogo e in un tempo che ricordano da vicino la Russia ottocentesca. La sua protagonista, Alina Starkov, in seguito a un attacco da parte dei mostruosi volcra, scopre di avere un potere enorme che le permetterà di essere arruolata in un' élite di potenti maghi (Grisha), che manovrano proprio lo Zar. La stessa Bardugo, in un'intervista pubblicata on-line, ha ammesso di essersi voluta discostare dal mondo tradizionale utilizzato di consueto nel genere fantasy, ossia il medioevo anglosassone, e sebbene abbia voluto mantenere un certo “criterio culturale” (cultural touchstone sono le sue parole), ha scelto la Russia zarista, epoca evocativa per molti lettori. Gran parte dei commenti che si leggono sui vari siti in lingua inglese sono molto positivi: si parla di trama ben strutturata, emozionanti in alcuni passaggi, e di un “comparto” magico ben descritto e credibile. Insomma, pare che la nostra truccatrice/scrittrice abbia fatto centro anche in una lettrice refrettaria al genere come me.
In effetti, la lettura di “Tenebre e Ghiaccio” si è rivelata molto piacevole: la caratterizzazione dei personaggi è efficace e i molteplici riferimenti alla cultura russa rendono l'atmosfera del romanzo accattivante, come si può notare subito dall'incipit: un prologo narrato in terza persona dove sono abilmente presentati, in poche parole, due dei personaggi principali della vicenda.

I domestici li chiamavano malenchki, piccoli fantasmi, perché erano i più piccoli e i più giovani e perché infestavano la casa del Duca proprio come fantasmi. […] Il bambino e la bambina erano arrivati a qualche settimana di distanza l'uno dall'altra, altri due orfani della guerra di frontiera […] Il bambino era basso e robusto, timido ma sempre sorridente. La bambina era diversa e sapeva di esserlo. (pag. 9)

Conosciamo così Alina Starkov e Malyen Oretsev (detto Mal).
Alina, oltre a essere protagonista, è anche narratrice in prima persona della storia: è attraverso il filtro dei suoi occhi e delle sue emozioni che si dipana la tormentata vicenda del regno di Ravka, diviso da conflitti e letteralmente tagliato in due dalla Distesa delle Tenebre, un deserto oscuro e impenetrabile, popolato da spaventosi e voracissimi mostri, vulnerabili però alla luce.

Alina è un'eroina atipica: il suo enorme potere di Convocatrice del Sole, che le permette di accedere al potente gruppo dei Grisha, viene scoperto per caso durante l'attraversamento della terribile Distesa, quando, per difendere Mal dall'aggressione di un volcra, riesce a sprigionare un'eccezionale quantità di luce tale da mettere in fuga il mostro. Alina è quindi una ragazza forte . - pur non essendo appieno consapevole della sua potenza - è insolente e tagliente ma nasconde una naturachiusa e piena di dubbi. È legata a Mal da un sentimento molto profondo: Mal, forte e pragmatico, capace di affascinare donne e ragazze, cercatore di piste di eccezionale abilità, ma privo di un potere particolare e quindi escluso irrevocabilmente dalla cerchia dei Grisha, con il suo ottimismo e la sua sicurezza è complementare alla personalità più introversa dell'amica.

Alina non è nemmeno immune al fascino misterioso dell'Oscuro, un personaggio di raro fascino: bellissimo (“occhi grigio chiaro che splendevano come quarzo” a pag. 39), implacabile eppure capace di gesti gentili, crudele, manipolatore estremamente seducente. L'Oscuro nutre una sconfinata sete di potere e dominio: è lui la vera potenza del Regno di Ravka, capace di influenzare anche il debole re, la personalità dominante decisa ad avere tutto e a schiacciare chiunque non riconosca la sua sconfinata autorità. L'Oscuro ha bisogno del potere di Alina per espandere e consolidare il proprio dominio, ed è pronto a usare l'arma della seduzione per incantare la ragazza e soggiogarla, così da avere sempre a propria disposizione la sua “arma” implacabile.

La vicenda corre veloce, tra intrighi di palazzo e figure enigmatiche come l'Apparat (descritto in modo molto evocativo come un membro del clero ortodosso, ma con qualcosa di indecifrabile: “[...] lunga barba nera. Portava abiti da sacerdote, ma esibiva sul petto lo stemma della doppia aquila d'oro” – pag. 89 – “[...]L'Apparat mi stava osservando e le sue pupille nere avevano una luce particolarmente intensa” – pag. 123), fino al momento cruciale della resa dei conti fra Alina, Mal e l'Oscuro: un finale interessante, anche se forse un po' scontato, ma con ampi spiragli aperti che lasciano immaginare un degno seguito. Ho apprezzato la scelta dell'autrice di chiudere questo primo capitolo della trilogia con un epilogo scritto in terza persona (dando una sorta di “circolarità” al romanzo) proprio come in terza persona era narrato il prologo, lasciando intravedere alcuni temi che probabilmente saranno sviluppati nel secondo volume: rimorso, paura e fascino del potere. Per me, comunque, la vera carta vincente di questo romanzo è data dai continui riferimenti alla cultura russa: dai toponimi scelti (Ravka, Kribirsk, Os Kervo, Keramzin) ai nomi dei personaggi (oltre Alina e Malyev, Genya, Zoya, Sergei, ecc); dall'ambientazione di palazzo, con il Palazzo Minore dove alloggiano i Grisha e il Gran Palazzo destinato alla nobiltà, ai rifermenti a cupole, icone e giardini. Lo confesso, avendo visitato non troppo tempo fa San Pietroburgo, non ho potuto impedire alla mia mente di immaginare i nostri protagonisti aggirarsi per i corridoi e le sale del meraviglioso palazzo dell'Hermitage. Promuovo quindi “Tenebre e Ghiaccio” e ne consiglio la lettura!



Voto: 



martedì 9 luglio 2013

Looking for books (27): una carrellata di novità promettenti e non solo






Buonasera lettori,
so di essere stata troppo lontana dal blog e che gli aggiornamenti, sempre costanti, sono un po' declinati. Spero di riuscire a riprendere in mano la situazione da ora in poi (anche le mie letture sono naufragate come sempre in questo periodo, ve ne parlerò domani) e soprattutto di aggiornare tutte le recensioni che mi mancano: Il grande Gatsby - protagonista della prossima puntata di By the keyhole, la rubrica dedicata ai classici -, La donna del fango di Joyce Carol Oates, "Oh..." di Philippe Djian, L'ho uccisa perché l'amavo - FALSO di Loredana Lipperini e Michela Murgia e Il male che si deve raccontare di Simonetta Agnello Hornby e Maria Calloni - che probabilmente usciranno in un unico articolo -, e infine Di me diranno che ho ucciso un angelo di Gisella Laterza, promettente e giovanissima autrice edita da Rizzoli. 

E, a proposito di Rizzoli, noterete che in questa puntata di Looking for books sono ben cinque i titoli di questa casa editrice (giuro, non è stato intenzionale!). Trovo che siano tutti bei titoli, a partire da Il palazzo degli incontri, dello stesso autore de Il bambino con il pigiama a righe, continuando con gli italiani Valeria Montaldi e Luca di Fulvio - quest'ultimo primo delle classifiche tedesche, ma ignorato per lo più in Italia - che hanno in comune, nei loro La prigioniera del silenzio e La ragazza che toccava il cielo, il tema storico: la prima nella Venezia del 1300, il secondo nella Roma del 1500.

Vi sorprenderà scorgere in questa puntata un quasi-young adult, e che lo ricorda molto anche se Rizzoli non ha voluto classificarlo come tale: de Le streghe di Swan River, in verità, non so bene cosa mi abbia attratto. Le tematiche non sono originalissime, la copertina mi piace ma non mi sembra nulla di eccezionale. Nonostante questo, è inserito in wishlist!

De L'albero dei fiori viola, l'ultimo di questa casa editrice, mi ha colpito molto la trama che, tra l'altro, ha un elemento in comune con un altro libro che vi presento: proprio l'albero di jacaranda del titolo All'ombra dei fiori di jacaranda di Rosalba Perrotta. Le tematiche sono però molto diverse. Se ne L'albero dei fiori viola Sahar Delijani racconta dell'oppressione del regime tirannico, la Perrotta parla invece della Sicilia - o meglio, di come la Sicilia sia in grado di lasciare il segno, in chi vi nasce, a prescindere dei posti che vedrà e dai luoghi in cui abiterà - a partire dagli anni Quaranta, attraverso una protagonista ironica e disincantata.

E, per restare in tema siciliano, divertentissimo mi sembra il libro dell'editore palermitano Sellerio Aringhe rosse senza mostarda, di Alan Bradley, che racconta le vicende di una ragazzina di undici anni a metà tra il romanzo d’avventura e il giallo deduttivo.

Di The reader avrete forse già sentito parlare, o visto il film con Kate Winslet: mi piace segnalarvelo perché ha una media di quattro stelle su Anobii, ed io personalmente non lo conoscevo prima di vederlo in libreria.

Il romanzo di Neri Pozza che questa volta vi tocca - perché c'è sempre in questa rubrica un Neri Pozza - è Parlando con le api: dalla trama sembrerebbe anche questo un giallo, tuttavia qualcosa mi suggerisce sia un po' più complesso. Di Isbn edizioni mi ha incuriosito, invece, Il ladro di  gomme di Douglas Coupland mentre, di recentissima pubblicazione, è Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio, uscito lo scorso 3 luglio, dello scrittore colombiano Efraim Medina Reyes che anche questa volta costruisce una trama bizzarra. 

Se volete osare di meno e andare sul classico - pant pant, siamo alla fine! - non credo che vi deluderanno né La sognatrice bugiardastoria d'amore tra Rose, sarta in un magazzino putrido e Jim, venditore ambulante di hot dog nella New York dei primi del Novecento - postumo di Harry Bernstein più noto per Il muro invisibile, in cui racconta una vicenda autobiografica, né  La famiglia Karnowski di  I.J. Singer, fratello dell'Isaac Nobel per la letteratura.

Spero che almeno uno di questi libri vi abbia incuriosito! Attendo commenti, pareri, opinioni :)




Il Palazzo degli incontri
Il Palazzo degli incontri - John Boyne
Russia, 1915. Georgij Jachmenev è figlio di un contadino e ha solo sedici anni quando salva un membro del la famiglia imperiale da un attentato. Dall’izba di legno nel remoto villaggio rurale di Kašin al Palazzo d’Inverno il passo è breve. Georgij diventa la guardia del corpo di Aleksej Romanov, l’unico figlio maschio dello zar Nicola II, destinato a ereditare il trono. Nei sontuosi corridoi del Palazzo d’Inverno, ornati di malachite e oro zecchino, Georgij diviene l’ombra fedele dello zarevic e assiste impotente al le ambigue trame di Rasput in, alle incertezze fatali dello zar, ai presagi della disfatta che presto travolgerà il regime. E soprattutto incontra l’amore della sua vita. Più di mezzo secolo dopo, la donna che da molti anni è sua moglie e si fa chiamare Zoja sta morendo in un ospedale di Londra. Georgij ripensa al loro amore indissolubile ma segnato dall’esperienza dell’esilio e dal peso di un segreto mai tradito. Dall’autore del bestseller mondiale Il bambino con il pigiama a righe, un romanzo stupefacente che conduce il lettore al centro di uno dei misteri più sconvolgenti del Ventesimo secolo: il destino dei Romanov.
Anno: 2013
Editore: Rizzoli
Prezzo: 14,90 euro
Pagine: 416


Parlando con le api - Peggy Hesketh 
In un paesino della California del Sud, l'anziano Albert Honig butta i resti della colazione e si prepara ad andare al lavoro. Non importa che sia domenica e che faccia caldo: lo aspettano mezzo ettaro di bosco da pulire, sedici arnie da controllare e una miriade di barattoli di miele da inscatolare per il mercato. Mentre si sciacqua le mani al lavello di cucina, però, oltre la finestra avverte un rumore. Non può essere un vicino che aspira le foglie sul vialetto o il ronzio dei cavi elettrici, né tantomeno il motore di qualche macchina. Albert esce di casa e percorre la siepe che divide la sua proprietà da quella delle "Signore delle api", e suona il campanello, ma nessuno risponde. Da dentro, si sente gracchiare una radio. Claire o Hilda saranno uscite per qualche commissione, pensa Albert, lasciando l'apparecchio acceso per scoraggiare i ladruncoli. Fa per andarsene, ma quando nota la vecchia Rambler parcheggiata sul retro, cambia idea e, trovando la porta aperta, entra: le sorelle Straussman sono a terra, legate, imbavagliate; morte. Sigillata la casa e raccolte le impronte, il detective Grayson non ci mette molto a capire di trovarsi di fronte a una rapina finita male. Ci sono segni di effrazione, mancano all'appello alcuni gioielli e i barattoli del miele usati come salvadanaio sono in frantumi sul pavimento. Tuttavia, come trovare il colpevole?
Anno: 2013
Editore: Neri pozza
Prezzo: € 16,50
Pagine: 283


La sognatrice bugiarda - Harry Bernstein
Jim non aveva mai notato una donna prima di quel momento, troppo concentrato sulla fuga dalla miseria della casa in Irlanda in cui era nato, sul lavoro da apprendista cuoco nella cittadina inglese di Stockport che aveva appena trovato. Ma quella che stava di fronte a lui era diversa da tutte le altre. Dall’aspetto si sarebbe detta una gran signora, i modi raffinati e la pelliccia di visone adagiata sulle spalle. Gli occhi, però, erano inconfondibili: quella donna aveva fame. Jim aveva deciso di non fare domande, le aveva preparato il suo piatto migliore e l’aveva lasciata andare via, senza saldare il conto e senza una parola. Rose era fatta così. Amava fingersi una persona che non era, costruirsi ogni giorno una vita diversa. Fin da bambina raccoglieva dalla strada cartoni laceri e li portava a casa come se fossero gli eleganti arredi del suo palazzo. Oppure si recava nei giardini delle zone altolocate raccontando bugie a chiunque volesse ascoltarla.Quando, però, anni dopo il loro primo incontro, Rose e Jim si ritrovano per caso in una strada di New York, lei sarta in un magazzino putrido e malfrequentato e lui venditore ambulante di hot-dog, tutto quello che sono stati costretti ad affrontare e le menzogne che hanno accompagnato il loro primo incontro sembrano scomparire. Per Rose, lui potrebbe rappresentare l’occasione per amare finalmente la propria vita e per smettere di inventarne una migliore.Un omaggio dedicato dall’autore a sua sorella Rose, l’elemento più ribelle e audace della famiglia Bernstein. Una storia toccante sulla sottile linea che divide i sogni dalla realtà.
Anno: 2013
Editore: Piemme
Prezzo: € 9,00
Pagine: 208


La Prigioniera del silenzioLa Prigioniera del silenzio - Valeria Montaldi
Venezia, 1327. Quello di Giulia Bondimier, unica erede di un’illustre famiglia patrizia, è un amore sincero, travolgente e passionale. Ma anche impossibile. Vietata dai costumi del tempo, la sua relazione con il giovane Samuel Macalia, setaiolo ebreo, ha come tragica conseguenza una gravidanza inattesa. Segnata da questa macchia indelebile, Giulia non ha scelta: deve cambiare vita e rinunciare al frutto della sua colpa. Destino parallelo, quello di Nicoleta. Figlia di un umile carpentiere e vittima di uno stupro, è costretta a privarsi della creatura che porta in grembo. Fuggita in terraferma, riesce a trovare un lavoro capace di restituirle dignità e r ispetto. Giulia, invece, obbligata suo malgrado alla vita monastica, rimane nella città che l’ha vista nascere. Venezia è una prigione per lei, ma è anche l’unico luogo che le permette di rimanere vicino a chi non avrebbe mai voluto perdere. Passati vent’anni, Giulia sarà chiamata a scelte difficili e coraggiose. Nonostante la società di cui fa parte sia dominata dai rapporti di forza stabiliti da uomini, saprà dimostrare come il legame ancestrale che unisce una donna ai suoi figli non possa essere spezzato da niente e da nessuno. In una Venezia opulenta, alle soglie della più tremenda epidemia di peste mai conosciuta in Europa, Valeria Montaldi ci regala una vicenda dolce e potente, che, tra le pieghe della grande Storia, racconta il senso pieno dell’essere donne e madri.
Anno: 2013
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 18,00
Pagine: 432


Il ladro di gomme - Douglas Coupland
Roger Thorpe ha 43 anni, un divorzio doloroso alle spalle, qualche problema con l’alcol e un lavoro come commesso da Staples, un megastore specializzato in prodotti per l’ufficio. La sua collega Bethany – 24 anni, pelle diafana, rossetto nero e una sfilza di scheletri nell’armadio di famiglia – ha davanti a sé una prospettiva avvilente: anni a sistemare penne Bic, cartucce di toner e blocchetti di Post-it nei corridoi asettici del negozio. Ma un giorno Bethany trova per caso i diari privati di Roger, scritti in parte dal punto di vista di lei. Superato il turbamento iniziale, decide di rispondergli con una lettera, dando il via a un carteggio segreto, bizzarro e sempre più intimo, che si dipana parallelo alle vicende dei protagonisti dello Stagno del guanto, il romanzo borghese a tinte surreali che Roger sta scrivendo e che spera un giorno di riuscire a pubblicare. Con una prosa nitida e visionaria, Coupland crea un miracoloso congegno narrativo in cui tutti gli ingranaggi si combinano per dar vita a un caleidoscopico affresco dell’animo umano.
Anno: 2013
Editore: Isbn edizioni
Prezzo: € 17,50
Pagine: 256


A voce alta. The Reader - Bernhard Schlink
Siamo negli anni Cinquanta e Michael Berg attraversa i primi turbamenti dell'adolescenza. Quando un giorno, per la strada, si sente male, viene soccorso da Hannah, che ha da poco superato la trentina. Colpito da questa donna gentile e sconosciuta, irresistibilmente attratto dalla sua misteriosa e profonda sensualità, Michael riesce a rintracciarla. Tra loro nasce un'intensa relazione, fatta di passioni e di pudori. Presto, però, Michael intuisce che nella vita di Hannah, nel suo passato, ci sono altri misteri: qualcosa che lei non può rivelargli e che segnerà per sempre il destino di entrambi.
Anno: 2010 (prima edizione 1995)
Editore: Garzanti
Prezzo: € 9.90
Pagine: 180


Aringhe rosse senza mostarda
Aringhe rosse senza mostarda - Alan Bradley
Per Flavia de Luce, undicenne avventurosa, due fronti sono sempre aperti. L’uno: la resistenza attiva contro gli scherzi feroci delle sorelle maggiori, la colta Daphne e la frivola Ophelia, così diverse ma così solidali nel tormento alla sorellina. L’altro: l’investigazione degli strani casi del villaggio inglese di Bishop’s Lacey, dove sorge tra i cottage aggraziati la sua antica magione. Flavia è infatti di famiglia nobile, eccentrica come si deve e naturalmente squattrinata. La cosa più preziosa che ha ereditato da un avo è la passione fruttuosa per la chimica, che fa il paio, per affinità di metodo, con la vocazione investigativa.
Durante la fiera nel prato della parrocchia, ha la curiosità di consultare una veggente, alla quale giunge visione di Harriet de Luce, la madre morta in una escursione in montagna quando Flavia era bambina. Poco dopo, la zingara è aggredita nel suo carrozzone e ridotta in fin di vita. Il minaccioso episodio, sommato all’impossibile apparizione, sollecitano la piccola investigatrice. Qualcosa si è smosso, forse nei misteri del passato, forse in quelli del presente: stavolta è un cadavere vero che la ragazzina scopre, appeso, come un segno voluto, al tridente del Poseidone di una fontana nella sua tenuta, e con una posata dell’argenteria di casa infilzata nel naso. Impossibile non credere che sia un segnale mirato alla sua famiglia.
Le storie dell’incantevole Flavia, a metà tra il romanzo d’avventura e il giallo deduttivo, formano una serie di grande successo che possiede l’instancabile nutrimento dei colpi di scena continui, del brivido a ogni passo, della giocosità che prorompe dallo sfondo più tenebroso, proprio dei classici della letteratura per ragazzi. Il brio spumeggiante del libro che non può che avvincere a ogni paragrafo. Ma l’intreccio complesso e conseguente, lo spessore psicologico dei personaggi, la specificità dell’ambientazione appartengono alla letteratura universale.
Anno: 2013
Editore: Sellerio
Prezzo: € 14,00 
Pagine: 456



All'ombra dei fiori di jacaranda -  Rosalba Perrotta 

La zia Colomba, ricchissima e molto chiacchierata, non sembra la persona giusta per occuparsi della piccola Arabella. Il suo mondo è fatto di una villa colma di opere d'arte, una domestica bisbetica, molta disciplina e poco affetto. Ma la bambina trova nella sua tutrice e nella realtà che la circonda un universo di stimoli culturali e idee libertarie, che lei, come un fiore sotto la pioggia, assorbe e usa per crescere, per trovare la sua strada. E così, grazie all'educazione ricevuta nella sua famiglia di origine e grazie alla zia Colomba, che le trasmette allegramente la libertà, l'ironia e il disincanto con cui guarda il mondo, Arabella riesce a realizzare le sue aspirazioni, viaggia e studia, impara e si innamora, figlia cosmopolita di una Sicilia profumata, antica e piena di contraddizioni. È nato un nuovo genere, una narrazione originale e di qualità: simile a Zia Mame di Patrick Dennis per la vivacità dei personaggi, con la stessa capacità di emozionare di Simonetta Agnello Hornby e lo stesso umorismo dei romanzi di Stefania Bertola. La vita di una ragazza fuori dagli schemi, un ricco e vivido affresco della Sicilia a partire dagli anni Quaranta.
Anno: 2013
Editore: Salani
Prezzo: € 12,90
Pagine: 350


La Ragazza che toccava il cielo
La ragazza che toccava il cielo - Luca Di Fulvio
1515. Mercurio è un artista della truffa. Scaltro, veloce, abile nei travestimenti, ha fatto del le fogne di Roma la propria casa, imparando dalla strada che l’unico modo per sopravvivere è non avere altri cui pensare tranne se stesso. Convinto di avere ucciso un mercante ebreo che ha appena derubato, è costretto a fuggire: lontano potrà rimettere insieme i cocci del la sua vita. Certi vasi, però, nascono rotti, e non basta portarli  altrove per farli sentire meno a pezzi. Eccolo allora a Venezia, nel suo ingannevole intreccio di canali, dove conosce Giuditta, arrivata in laguna con l’illusione di trovare un luogo libero dal le persecuzioni contro gli ebrei. Ma l’amore che nasce tra i due è destinato a incontrare insidie e ostacoli: la gelosia della giovane Benedetta, innanzitutto, e la nascita, proprio a Venezia, di quello che sarà il primo ghetto d’Europa. Nel labirinto di calli malfamate perdersi è la norma, e a Mercurio non resterà che smarrire se stesso per ritrovare Giuditta, i l pezzo mancante nel la mappa strappata del suo cuore. Emozionante dalla prima all’ultima pagina, La ragazza che toccava il cielo è un fuoco d’artificio di passioni umane, un romanzo corale, fatto di uomini e di sogni . Luca Di Fulvio, con una scrittura incalzante, potente, capace di ricreare luoghi, sapori e atmosfere di un’epoca, conferma i l talento di un grande narratore, già protagonista, in Germania, di un successo entusiasmante.
Anno: 2013
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 16,90
Pagine: 798



La famiglia Karnowski - I.J. Singer
Bastano a volte poche pagine per accorgersi di avere fra le mani un grande romanzo, e per cogliere quel timbro puro che ne fa un classico. È ciò che accade con La famiglia Karnowski di Israel J. Singer, maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro, fra i memorabili del secolo scorso, ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente, il lettore potrà immergersi nel grandioso affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi – Polonia, Germania e America –, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna «essere ebrei in casa e uomini in strada». Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski – percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniante e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare. Con una sapiente orchestrazione che è insieme un crescendo e un inabissarsi, Singer non solo ci regala pagine d'inconsueta bellezza ma getta anche uno sguardo chiaroveggente sulla situazione degli ebrei nel­l'Europa dei suoi anni, rivelando quelle virtù profetiche che, quasi loro malgrado, solo i veri scrittori possiedono.
Anno: 2013
Editore: Biblioteca Adelphi
Prezzo: € 17,00
Pagine: 498



Le Streghe di Swan River - Mary Atwell
Contadini, ricchi villeggianti, ragazze per bene, hippie ingrigiti e perdenti d’ogni risma: c’è posto per tutti a Swan River, un pezzo d’America sperduto e un po’ selvatico nel cuore degli Appalachi, sede di un’esclusiva scuola per fanciulle e di un’antica comune ormai in rovina. È in questo luogo per metà idilliaco e per metà infernale che vive Kate Riordan. A sedici anni, Kate ha paura di una cosa sola: diventare un giorno uguale a sua madre. Troppo distratta per occuparsi delle f iglie, troppo stanca per contemplare un futuro qualunque. Ma quando una serie di episodi violenti funesta la cittadina, l’antica leggenda delle “ragazze selvagge” riaff iora, e tra le compagne del collegio dove Kate studia insieme all’amica Willow si diffonde il terrore di un contagio tanto misterioso quanto ineluttabile. Prima che sia troppo tardi, Kate dovrà provare a salvare se stessa e il ragazzo che ama dal la fol lia distruttrice che divampa tutto intorno. E scoprire chi è veramente. In un romanzo pieno d’atmosfera, vivido e serrato come una moderna serie TV, Mary Stewart Atwell celebra la fragilità, la bellezza e l’incontenibile furia della giovinezza.
Anno: 2013
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 17,00
Pagine: 288


Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio - Efraim Medina Reyes
Teo soffre di un tipo di lupus che lo rende vulnerabile agli agenti esterni e per questo ha trascorso gran parte della vita rinchiuso nella sua stanza. Ammira personaggi come Deleuze e Schopenhauer, anche se la sua religione è Lenny Bruce e il suo sogno è quello di reinventare la comicità. L'unica cosa certa è che ha quasi trent'anni, vive ancora con la madre (che è stata abbandonata sei volte dal padre) e un fratello minore che tutto sommato se la cava molto meglio di lui. La sua unica vera complice in quella che Teo chiama la realtà reale è Vlues: lei non solo lo ama ma lo capisce e ne condivide le ossessioni e lo stravagante erotismo. Durante una delle sue rare passeggiate notturne per la città, Teo viene sorpreso da un improvviso acquazzone e deve rifugiarsi nel Pesce Ghiaccio, un bar che non ricorda di aver mai visto prima. Lì conosce Lena, una ricca e misteriosa avvocatessa con cui tesse un'ambigua relazione. Lei sarà il punto di partenza di un viaggio iniziatico in un mondo lontano dal suo monotono ma sicuro nido materno. Un mondo popolato da ricchi napoletani cocainomani e cinesi che cercano di tenere nascosta la propria omosessualità, patetici pseudoartisti e poliziotti violenti e minacciosi. A condire il tutto, riflessioni filosofiche sui temi più svariati e l'incessante ricerca di un'identità che non si esaurisce nei suoni, nella musica e nei colori della caraibica Città Immobile.
Anno: 2013
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 18,00
Pagine: 432


L' Albero dei fiori violaL' Albero dei fiori viola - Sahar Delijani
Una vecchia casa con il portone azzurro, stretta tra i palazzi della moderna Teheran. E al centro del cortile, un magnifico albero di jacaranda. È qui, sotto un tripudio di fiori dalle mille sfumature di rosa e di viola, che si intrecciano le storie di Maman Zinat, Leila, Forugh, Dante, Sara e tanti altri. Membri della stessa famiglia perseguitata da un regime brutale. Voci di un paese esaltato dalla Rivoluzione e subito inghiottito dall’abisso della tirannia. La giovane Azar, arrestata per motivi politici, partorisce al cospetto della sua carceriera una bimba bellissima: Neda. Capace, con la sua sola presenza, di ridare speranza anche a chi credeva di averla persa per sempre. Maman Zinat aspetta che le sue figlie vengano rilasciate dal carcere e intanto cresce i tre nipotini, tessendo con silenziosa tenacia i sogni e le paure di tre generazioni. E per due amanti – Leila e Ahmad – separati dalla Storia, altri due trovano il modo di tendersi finalmente la mano. Nata nella prigione di Evin, a Teheran, Sahar Delijani mescola realtà e finzione in questo potente e ispirato primo romanzo. Che prende spunto dalle vicissitudini della sua famiglia per disegnare il ritratto di un popolo affamato di l ibertà.
Anno: 2013
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 18,00 
Pagine: 360

mercoledì 12 giugno 2013

Proclamata la cinquina dei finalisti per il Premio Strega 2013




Anche quest'anno lo Strega ha decretato i suoi cinque finalisti, dopo lo spoglio dei voti effettuato pochi minuti fa a a Casa Bellonci da Alessandro Piperno, "new entry" del circuito del più famoso premio letterario d'Italia e vincitore della scorsa edizione con "Inseparabili.Il fuoco dei ricordi".
Prevedibili tre nomi su cinque, quelli di Perissinotto (Le colpe dei padri, Piemme, 69 voti), Siti (Resistere non serve a niente, Rizzoli, 66 voti) e Di Paolo (Mandami tanta vita, Feltrinelli, 45 voti). Un'assoluta sorpresa, invece, quella delle altre due finaliste, entrambe donne in un premio che non vede vincitrici femminili da ben dieci anni - aveva vinto, nel 2003, Melania Mazzucco con Vita, edito da Rizzoli - : Romana Petri (Figli dello stesso padre, Longanesi, 49 voti) e Simona Sparaco (Nessuno sa di noi, Giunti, 36 voti).
Grande delusione per l'esclusione di Cognetti, il cui romanzo, "Sofia veste sempre di nero" (Minimum Fax), ha ottenuto recensioni molto positive.
Nel frattempo è di questa mattina la notizia che è Apnea, di Lorenzo Amurri (Fandango), il candidato tra i dodici semi-finalisti 2013 più votato dai 200 ragazzi del progetto Un anno stregato: appartenenti a 30 scuole secondarie, tra i 16 e i 18 anni, gli studenti hanno seguito l'iniziativa sostenuta dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci in collaborazione con la Fondazione Romaeuropa, che prevede una serie di incontri con gli autori e, appunto, la declamazione di un romanzo vincitore.



Le colpe dei padri - Alessandro Perissinotto
Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato.Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa.Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ciò che Guido è stato e quello che non potrà mai più essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso e sfuggente?Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione e l'esistenza dell'ingegner Marchisio inizia, prima piano poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda e della sua città.Di tutte le sicurezze costruite col tempo, non rimane più nulla: il suo ruolo di freddo tagliatore di teste, di manager di successo, la sua figura di uomo affascinante, tutto, per colpa di quel sospetto sembra scivolare via da lui, come se accompagnasse l'emorragia che lentamente svuota l'industria italiana.Andare a fondo significherà per Guido affacciarsi all'orlo di un baratro e accettare l'inaccettabile.Nessuno come Alessandro Perissinotto sa fondere sentimenti personali e conflitti sociali in una storia grande che lascia il segno.
Editore: Piemme
Pagine: 322
Prezzo: € 17.50

Alessandro Perissinotto 
Alessandro Perissinotto
Docente presso l’Università di Torino e autore di diversi saggi, approda alla narrativa nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale fanno seguito La canzone di Colombano e Treno 8017 (Sellerio, 2000 e 2003). Nel 2004 pubblica per Rizzoli il noir epistolare Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana), seguito nel 2006 da Una piccola storia ignobile (Rizzoli), un’indagine della psicologa Anna Pavesi, che torna anche in L’ultima notte bianca e L’orchestra del Titanic. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa evolve verso il romanzo politico con Per vendetta (2009). Le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi europei e in Giappone. Collabora inoltre con La Stampa di Torino e con Il Mattino di Napoli.




Resistere non serve a nienteResistere non serve a niente - Walter Siti
Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.
Editore: Rizzoli
Pagine: 324
Prezzo: € 17.00

Walter Siti
WalterSiti
Walter Siti, originario di Modena, vive a Roma. Ha insegnato nelle università di Pisa, Cosenza e L’Aquila. È il curatore delle opere complete di Pier Paolo Pasolini. Tra i suoi libri ricordiamo La magnifica merce (2004), Troppi paradisi (2006) e Il contagio (2008), di cui Il canto del diavolo è la naturale prosecuzione.







Figli dello stesso padre - Romana Petri
Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio. Sono diversissimi, accomunati unicamente dall’amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita.
Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello piccolo di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l’affetto del padre e del fratello. Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi.
Editore: Longanesi
Pagine: 304
Prezzo:  € 16.40


Romana Petri 
è autrice di vari romanzi e raccolte di racconti con i quali ha vinto il premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour ed è stata finalista al premio Strega. con Tutta la vita ha vinto il premio Bottari Lattes Grinzane. Le sue opere sono state tradotte in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Olanda e Portogallo. È editrice e traduttrice e collabora con Il Messaggero e il Corriere della Sera. Vive tra Roma e Lisbona.







Mandami tanta vitaMandami tanta vita - Paolo Di Paolo
Febbraio 1926. Moraldo arriva a Torino per una sessione di esami, si porta dietro una strana rabbia e una valigia più pesante di quanto gli sembrasse alla partenza da Casale Monferrato. Dagli anziani coniugi Bovis, che lo ospitano, Moraldo apre la valigia e scopre che deve averla scambiata con quella di un fotografo di strada. Come per chiudere un conto in sospeso, Moraldo si mette ancora una volta sulle tracce di un suo coetaneo. Si chiama Piero. Moraldo gli ha scritto due lettere senza ottenere risposta, l'ha visto passare all'università circondato dal gruppo dei suoi amici. Qualcuno li definisce l'Accademia dei Patiti, ma Moraldo ammira quella vivacità intellettuale proteste, riunioni, giornali, libri. Ma l'ammirazione, nel silenzio, diventa invidia, e l'invidia diventa rancore. A volte si trova a spiarlo mentre passa sotto i portici, senza avere il coraggio di avvicinarlo. Ma adesso di Piero, a Torino, non c'è traccia. Con i suoi occhiali di miope, che sempre gli sfuggono dal volto, Piero ha percepito la minaccia e il pericolo di restare. Lo strappo non è facile: c'è Ada da lasciare sola, con il piccolo Paolo che ha appena un mese. Mentre Piero cerca una sistemazione e si ammala, Moraldo incontra il fotografo che ha preso la sua valigia. È una ragazza: leggera, disinvolta e imprendibile come un fantasma. Ma sarà proprio lei a tenere i fili del destino. Fino all'istante in cui Piero e Moraldo staranno finalmente per sfiorarsi.
Editore: Feltrinelli
Pagine: € 13.00
Prezzo: 160

Paolo Di Paolo 
è nato nel 1983 a Roma. Nel 2003 entra in finale al Premio Campiello Giovani e, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte, al Premio Italo Calvino. È autore tra l’altro di Ogni viaggio è un romanzo (2007) e di Raccontami la notte in cui sono nato (2008). Per Feltrinelli ha pubblicato Dove eravate tutti (2011, Premio Mondello e Premio Vittorini) e, nella collana digitale Zoom, La miracolosa stranezza di essere vivi (2012).



Nessuno sa di noi - Simona Sparaco
Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di ''sesso a comando'', di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo ''corto''. Ha qualcosa che non va. ''Nessuno sa di noi'' è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Quale è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola. Una scrittrice di grande talento, un romanzo che tiene sospesi sul filo delle emozioni più vere, fino all'ultima pagina.
Editore: Giunti
Pagine: 256
Prezzo: € 12.00





Simona Sparaco
Scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Per Newton Compton ha pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Vive tra Roma e Singapore.






giovedì 6 giugno 2013

W...w...w... Wednesday! (48)

www...wednesdays è stato creato da MizB di ShouldBeReading


What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)






Buongiorno lettori,
avrete notato (spero!) l'assenza dal blog degli ultimi tempi - e se non ci fossero stati i miei collaboratori, Lizy in particolare, chissà per quanto tempo Dusty pages sarebbe rimasto sotto silenzio!
Al ritorno da una conferenza stampa che mi ha impiegato un'intera mattinata apro quindi il pc e decido che, un po', devo pur farmi viva. L'esperienza totalizzante dei miei esami universitari spesso mi impedisce anche di leggere - figuriamoci svolgere altre attività - però questa volta me la sono cavata con alcuni libri molto brevi che ho terminato in tempi molto lunghi. Dopo l'estenuante Oates - La donna del fango, un romanzo di cui, a distanza di venti giorni, devo ancora comprendere il senso - mi sono buttata su un libro particolarissimo targato Voland, la casa editrice che pubblica Amelie Nothomb in Italia. L'autore è Philippe Djian e il libro si chiama "Oh...", un titolo enigmatico almeno quanto la trama, che racconta con leggerezza lo stupro di una donna che finisce per essere amante del suo violentatore. 
Il secondo libro è stato "L'ho uccisa perché l'amavo - FALSO" di Loredana Lipperini e Michela Murgia, un saggio sul femminicidio - il secondo per me della prima autrice dopo Di mamma ce n'è più d' una - breve e conciso, che riassume la situazione italiana, chiarisce i punti per cui è importante varare una legge e risponde  ai negazionisti del fenomeno.
Dovendo passare poi a "La grande notte" di Chris Adrian, romanzo uscito ad aprile per Einaudi e rivisitazione di Sogno di una notte di mezza estate, ho deciso di leggere appunto la commedia di Shakespeare... sono solo al secondo atto e spero di terminarla presto, esami permettendo.
Dunque queste sono le mie passate, attuali e future letture, ho una pila interminabile (vedete la foto in basso) e, per il blog, la prossima dovrà essere "Le colpe dei padri" del candidato Strega 2013 Alessandro Perissinotto. Voi cosa leggete? Siete oberati quanto me? :D



What are you currently reading?



What did you recently finish reading?



What do you think you’ll read next?





Pila di alcuni dei libri da leggere... per fortuna solo alcuni sono obbligatori per il blog (da Perissinotto in giù)

 L'ho uccisa perché l'amavo FALSO (lipperini-murgia); 
Il museo dell'innocenza (Pamuk); 
Non lasciarmi (Ishiguro); 
L'invenzione della solitudine (Auster); 
La casa degli spiriti (Allende); 
Memorie di una ragazza per bene (De Beauvoir); 
Cecità (Saramago); 
Jezabel (Nemirovsky); 
Middlesex (Eugenides); 
Le parole segrete (Harris); 
L'ultima fuggitiva (Chevalier); 
Le colpe dei padri (Perissinotto); 
Scarlet (Meyer); 
La grande notte (Adrian); 
L'animo leggero (De martin pinter); 
Resistere non serve a niente (Siti); 
E' così che la perdi (Diaz); 
Una donna misteriosa (Lokko); Garden (Romero).

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