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venerdì 12 dicembre 2014

Recensione: A bocca chiusa di Stefano Bonazzi




A bocca chiusa, Stefano Bonazzi
Newton Compton
288 pagine, 9.90 euro
A Bocca Chiusa segna l'esordio nel mondo del romanzo lungo di Stefano Bonazzi, giovane artista ferrarese conosciuto grazie alle sue foto e composizioni, oltre che ad alcuni racconti.

La trama ruota attorno a un bambino con una storia familiare piuttosto travagliata. Il padre è assente da sempre e la madre è quindi costretta a estenuanti turni di lavoro per mantenere entrambi. Il bambino si trova quindi a trascorrere lunghi e solitari pomeriggi in custodia del nonno. Un nonno invalido sia fisicamente che mentalmente, reso cinico e incattivito dalla vecchiaia e dalle fatiche della vita, che tende a vedere il mondo esterno come il luogo più pericoloso in cui il nipote possa vivere. Lo tiene quindi segregato in casa, ben al riparo, senza esitare a ricorrere alla violenza fisica e psicologica per fare ciò che lui ritiene giusto. Al bambino non resta che annoiarsi e giocare con i suoi mattoncini, sul suo tappetino, confine invalicabile fra il suo mondo tranquillo e le ire dell’anziano che lo rendono così simile a un orco. A contrapporsi a questo nonno-tiranno arriverà Luca, un ragazzino biondo con cui nascerà una grande amicizia, che non darà però gli effetti sperati. Anzi, l’arrivo di Luca segna un momento ancora più cupo nella storia del protagonista, che per amore del nuovo amico è disposto sempre più a valicare il confine e a subire le punizioni del nonno che diventano ogni volta peggiori. Questi profondi traumi infantili non si faranno da parte con l'età adulta, e il protagonista del libro ne sarà segnato in modo estremamente profondo, fino alla loro liberazione definitiva: una sorta di catarsi in negativo.

Quello descritto da Stefano Bonazzi è un mondo grigio, popolato da un'umanità altrettanto grigia. I suoi personaggi sono anonimi abitanti di provincia, tanto anonimi che non conosciamo nemmeno il nome del protagonista, il cui punto di vista filtra tutta la narrazione. Vivono la loro vita in solitudine e preda delle miserie umane, sono personaggi tristi, sottomessi dal destino e consapevoli di esserlo, senza qualsiasi volontà di lottare. Sono isolati, i vicini non rappresentano altro che un nuovo carico di fallimenti e problemi che è meglio evitare. È un mondo pesante a tal punto che riemergene è quasi come riempire di nuovo di aria i polmoni, eppure non è affatto irreale.
Da questo mondo, l'autore estrae una storia estremamente cupa e desolata, che racconta alla perfezione, complice uno stile rapido, che dedica poco spazio alle descrizioni esterne –  il mondo del protagonista altro non è che il suo tappeto rosso con i mattoncini e lo scintillio invitante di ciò che sta oltre la finestra – preferendo di gran lunga il microcosmo personale dei suoi personaggi. Cosa, quest'ultima, che gli riesce molto bene. È uno stile fluido, fatto di pennellate rapide ma efficaci che dipingono una storia come tante che è, però, resa eccezionale dall’attenzione che vi viene dedicata. Stefano Bonazzi, richiama nella scrittura le immagini che crea lui stesso, grazie a cui è conosciuto, tanto che ci si trova di fronte a un susseguirsi di scene illuminate da sprazzi di flash che tornano poi buie e inquietanti subito dopo. Un momentaneo sguardo a un volto dal finestrino di un treno in corsa e l’oblio immediato che segue subito dopo.

La narrazione prosegue con una tensione continua, che non può fare a meno di catturare il lettore e portarlo dritto fino alla fine, senza troppe interruzioni. Non è assente un colpo di scena ben assestato che rappresenta, appunto, questa “catarsi in negativo” e che libererà forse in definitiva il protagonista da tutti i suoi spauracchi infantili. Il finale è pregno di significato e di riflessioni sospese che non vengono sviluppate spingendo così il lettore a una riflessione personale.

Un punto negativo di questo libro è la sistemazione dei capitoli che spesso non ha davvero senso. Ci sono capitoli lunghi anche solo una pagina, il cui capitolo seguente costituisce il naturale proseguimento di quello che si sta leggendo. L’ultima frase di uno, e la prima del successivo sono strettamente legate fra loro e in perfetta continuità narrativa. Il modo in cui l’intero libro è suddiviso manca di logica e genera quindi un senso di fastidio nel lettore. Soprattutto in chi è abituato a orientarsi nella lettura in base ai capitoli.

A Bocca Chiusa è un racconto quasi onirico, in bilico continuo fra la realtà è i meandri più reconditi della psiche umana. L’autore sa sicuramente raccontare il dolore e nemmeno per un momento la scrittura vacilla o si tira indietro di fronte alla grande sfida di dar voce a un protagonista così complesso come quello da lui creato: l'infanzia, l'evoluzione del suo trauma nel mondo adulto e il compiersi di un destino ineluttabile, sono tutti passaggi trattati in modo profondo e si nota una certa analiticità e una grande voglia di mettersi in gioco e di raccogliere la sfida di un argomento così complesso. Il risultato non può che essere una narrazione dura e angosciante, sicuramente non adatta ai lettori più sensibili, ma di grande efficacia evocativa, capace di creare nel lettore un senso di partecipazione elevato.

Voto: 


venerdì 27 settembre 2013

Recensioni in breve per piccoli racconti






Ultimamente ho trovato davvero poco tempo per leggere romanzi dalla media dalle duecento pagine in su: a volte mi sembra quasi mi scrutino con rimprovero dalla scrivania, altre imploranti, chiedendo solo di venir letti e compresi fino in fondo. Quando la combinazione tra scarsità del tempo si fonde ad una “malavoglia” inspiegabile, il lettore si trova davanti ad un bivio: sprofondare nell'oblio della pausa sabbatica dalla lettura o affidarsi ai racconti/romanzi brevi, che permettono una leggera soddisfazione nell'arrivare alla loro conclusione nel giro di quei dieci/trenta minuti che facilmente possono essere spesi, nel corso della giornata, per rilassarsi con la lettura – anche perché in genere è improprio dichiarare che non si sta leggendo nulla, visto che siamo circondati da scartoffie quotidianamente e, se si è studenti universitari, è quasi raro non trovarsi tra le mani un volume interminabile che non rappresenta una lettura altrettanto edificante quanto quella di un libro da noi designato.
Dopo la lettura in lingua originale di Tutti mi danno del bastardo di Nick Hornby, ho riscoperto la gioia del racconto/romanzo breve, al quale non mi approcciavo da diverso tempo – credo l’ultima raccolta di racconti letta risalga a circa quattro anni fa, ma non ricordo se si trattasse di quelli di Edgar Allan Poe o di Guy de Maupassant. Trovato dunque un buon compromesso tra il bisogno di evasione e la relatività del tempo, in contemporanea alla lettura di Né con te né senza di te di Paola Calvetti (la cui recensione leggerete prossimamente), mi sono affidata dunque alle storie one-shot.  Innanzi tutto ho finalmente concluso – e devo dire con un po’ di difficoltà – il secondo racconto del volumetto La casa stregata di Howard Phillips Lovecraft, che mi trascinavo dalla mia breve vacanza di una settimana, per poi passare alla lettura di Sono uno scrittore ma nessuno mi crede di Silvia Pillin, un simpatico vademecum per l’aspirante scrittore, per poi gettarmi a capofitto nel brevissimo Storia d’amore senza parole di Luis Sepúlveda e infine su Da tutte le strade si alzeranno lamenti di Kurt Vonnegut (del quale presto leggerò sicuramente Mattatoio n.5). 
In ultimo, su consiglio di quella grande appassionata dei fumetti americani Marvel di mia sorella minore, mi sono catapultata nel mondo dei comics trovando molto interessante la serie di Thor, dio del tuono appartenente alla nuova generazione di albi Marvel Now!, che non intendono cancellare un cinquantennio di storia del fumetto americana, bensì avvicinare i nuovi lettori alla realtà fumettistica – mossa di marketing ben architettata dato l’enorme successo delle pellicole cinematografiche che raccontano le storie di Spiderman, Thor, Captain America, Iron Man, gli Xmen, i Fantastici Quattro e tanti altri personaggi che saranno protagonisti dei prossimi film. Ho scelto proprio questa serie perché sono una grande appassionata della mitologia germanica e delle storie di Odino e dei suoi figli raccontate dall’Edda maggiore, testo inestimabile che ha permesso alle leggende norrene di giungere a noi. Di questo non vi posterò una recensione, poiché bisognerebbe scrivere qualcosa di ognuno degli albi già usciti (in tutto quattro) e comprendono una storia principale divisa in “puntate”, le avventure dei Young Avengers e due storie che cambiano di volta in volta (nel terzo comincia Journey into Mystery, saga che vede coinvolta Lady Sif, una dei miei personaggi preferiti).


La casa stregata – H.P. Lovecraft
Il volume si compone di due storie, la prima delle quali è omonima. Nonostante abbia apprezzato moltissimo lo stile di Lovecraft -  che tende a mantenersi esterno alla vicenda, raccontandola con una perizia quasi scientifica, carica di suspense e molto “fotografica”-, ritengo che le due storie non fossero egualmente interessanti. Ne La casa stregata è forte il topos del luogo maledetto che ha accumulato una lunga lista di abitanti morti in modo misterioso. Pare che le morti siano dovute ad un qualcosa che risiede in cantina. Mi sarei aspettata molta più azione, che la risoluzione della storia non fosse semplice, ma ne sono rimasta davvero delusa, tanto più che (OCCHIO ALLO SPOILER) il finale mi ricorda molto quei film in stile Final Destination. Inoltre ho trovato eccessive le descrizioni e ridondante l’elenco genealogico degli abitanti del maniero e ben poco terrificante il contenuto.
La seconda storia è L’orrore a Red Hook. Rispetto al primo racconto, questo è molto più coinvolgente, avvicinandosi al genere giallo per certi versi, gradevole nella sua descrizione di un quartiere malfamato e misteri irrisolti sui quali indaga il poliziotto Malone, che sembra quasi un “Hercule Poirot” del sovrannaturale. Ho trovato questa storia qualitativamente superiore alla prima, più vicina all’orrore che mi aspettavo dal “rivale” di Edgar Allan Poe.
Nel complesso, ho apprezzato e spero di riuscire a cimentarmi presto nella lettura delle storie di vampiri dello stesso autore.
Voto: 3 stelline

Sono uno scrittore ma nessuno mi crede – Silvia Pillin
«Se il vostro peggior nemico è il congiuntivo e fate un uso involontariamente creativo della consecutio temporum, beh il vostro romanzo ha davvero poche possibilità di essere selezionato».

Spero non pensiate di avere a che fare con un piccolo saggio di auto-aiuto per aspiranti scrittori, ma piuttosto ad un interessante, ironico, in alcuni casi pungente, vademecum per chi vorrebbe vedere la propria storia pubblicata da un editore. Questo brevissimo saggio, ben organizzato in alcuni capitoli, attraversa gli errori più comuni dell’aspirante scrittore, quali ad esempio quello di essere un cattivo lettore. Secondo la Pillin non si può scrivere un buon romanzo se non si è letto e analizzato ciò che si è letto in passato, poiché solo il lettore può rendersi conto di quali possono essere i punti forti di una trama, lo stile adeguato e il registro linguistico da utilizzare. Prima di tutto si parla di pianificazione della storia, della scelta del punto di vista e della caratterizzazione dei personaggi, per poi analizzare caratteristiche più tecniche quali l’interazione e le variazioni temporali. Segue una parte più interessante dedicata alla revisione e alla scelta dell’editore al quale inviare il proprio manoscritto, spiegando in modo semplice ma efficacie la differenza tra case editrici a pagamento e non, le problematiche relative all’editing e alla realizzazione della copertina, le caratteristiche del contratto d’edizione e interviste ad esperti del settore. Dunque un vero e proprio case study sul mondo editoriale per comuni mortali che vogliono averci a che fare.
Voto: 4 stelline

Storia d’amore senza parole – Luis Sepúlveda
«Con il passare del tempo passò il tempo sui miei passi, e pian piano mi colmai di cose dimenticate che pian piano mi dimenticarono. La città della quale ho parlato non esiste più, né le strade, né il negozio delle mute, né le cravatte larghe come remi, né le palme nane, né l’atmosfera proustiana senza decadenza. Tutto è scomparso. La musica, la sala da ballo, il cane chino accanto al grammofono. Tutto si è perso, l’ho perso».

Questo racconto è stato una piacevole sorpresa: una storia d’amore semplice tra un giocatore di biliardo e una donna muta che lo incanta con gesti e sguardi. Lo stile di Sepúlveda è altamente poetico, la sua scrittura è ricca di giochi di parole che avvincono il lettore fino alla fine, trascinandolo pienamente in un universo reale nella sua finzione narrativa. Ho apprezzato moltissimo il riferimento alle “atmosfere proustiane”, quella continua sensazione di vedere davanti a sé uno scenario fatto di macchie imprecise - ricordo che nel leggere i primi volumi di Proust trovai snervante scoprire, dopo circa novanta pagine, che in realtà l’autore stava parlando di un campanile – con la sola differenza, l’autore tiene a precisarlo, che ciò che abbiamo davanti a noi è «un’atmosfera proustiana priva di noia»: riesce infatti a scrivere un racconto semplice ma altamente evocativo. La vera dimostrazione che la parola può diventare storia.
Voto: 4 stelline

Da tutte le strade si alzeranno lamenti – Kurt Vonnegut
«Abbiamo colpito ogni chiesa benedetta, ospedale, scuola, museo, teatro, la vostra università, lo zoo, e ogni condominio della città, ma onestamente non era quello che volevamo. C’est la guerre. Scusateci, dunque. Inoltre il bombardamento a tappeto oggigiorno è di gran moda, lo sapete».

Ho la grossa lacuna di aver conosciuto Vonnegut solo leggendo Lo strano mondo di Alex Woods, dove veniva ampiamente citato. Nell’attesa di potermi addentrare in Mattatoio n.5, mi sono fiondata su questo brevissimo testo che racconta la vera storia della distruzione di Desdra da parte degli americani durante la seconda guerra mondiale, evento snocciolato nei minimi dettagli da un soldato americano prigioniero dei tedeschi che ha vissuto sulla propria pelle l’epilogo della città pacifica (le memorie dello stesso Vonnegut). Si tratta di un report di guerra, altamente critico nei confronti della sua stessa nazione, nella quale Vonnegut avanza l’ipotesi di una più veloce risoluzione del conflitto se gli americani non avessero dato atto allo stragismo e alla distruzione incondizionata di una delle poche città dichiaratamente antinaziste. Lo stile di Vonnegut è asciutto e essenziale, con picchi di ironia dosata ma fortemente esplicita e biasimo per la guerra e le azioni di potere – ricordo che i testi di Vonnegut, primo tra tutti Mattatoio n.5, sono considerati le pietre miliari della letteratura pacifista. Un testo breve, ma intenso, da leggere assolutamente.
Voto: 5 stelline


sabato 6 aprile 2013

Premio Bancarella 2013: ecco i sei finalisti



Lo scorso 25 Marzo è stata inaugurata la Sessantunesima edizione del Premio Bancarella, con la presentazione dei vincitori del Premio selezione 2013, in tutto sei, individuati dai librai tra l’1 Marzo 2012 e il 28 Febbraio 2013.
I libri che hanno trionfato concorreranno, il 21 luglio, al Premio Bancarella, la cui giuria sarà composta da duecento librai. Le manifestazioni del premio e collaterali si terranno a Pontremoli dal 19 al 21 luglio.

“Il Bancarella nasce, come è noto, da una tradizione di emigrazione che ha visto la gente di Lunigiana e principalmente di Montereggio, paese dei librai, abbandonare la propria terra per trovare occasioni di lavoro. Singolare e fertile esito di tale vicenda è stata la diffusione del libro, celato entro gerle di vimini, in un'Italia che a fatica costruiva la propria identità nazionale. A questa attitudine, che vede il libro incontrare la gente e soprattutto i giovani, resta fedele il premio organizzando presentazioni e incontri con le scolaresche italiane e con la popolazione per una promozione della lettura e dell'accesso alle librerie, il cui clima non asettico come quello dei grandi magazzini, induce alla riflessione e consente una scelta non dettata dagli input della pubblicità, ma dal ruolo del libraio che propone, indirizza ed aiuta a soddisfare i bisogni dei lettori”.



I romanzi finalisti dell'edizione di quest'anno sono:


IMPLOSION di M.J. Heron, De Agostini Libri

Non è affatto un giorno come un altro. Il destino ha premuto il tasto on.
Le loro vite stanno per cambiare in modo definitivo.
Quando Katherine Evans incontra Armand non sa che dietro quelle sembianze da bello e dannato si cela uno dei più potenti Generali dell'Antica Stirpe. Non può immaginare che sarà proprio lui la sua salvezza... o la sua rovina, né può conoscere il suo vero piano: crudele, spietato, oscuro come le tenebre.
Un paranormal venato di fantasy in cui gli eventi si susseguono con i ritmi del thriller. Una verità agghiacciante sta per essere svelata. Nessuno è più al sicuro, i protagonisti stanno per essere soffocati dalle loro stesse esistenze. Ognuno di loro nasconde un segreto, nessuno può permettersi di fallire. Una sola certezza: quando supera se stesso, l'amore può uccidere.
Se nulla è come sembra, come fai a prendere la strada giusta?
Tu chi sceglieresti tra chi ti ha dato la vita e chi potrebbe togliertela? La risposta potrebbe non essere così ovvia.



VIPERA di Maurizio De Giovanni, Einaudi

Una nuova primavera si affaccia, e tenta uomini e donne con i suoi profumi, ma anche il male è nell'aria. Manca una settimana a Pasqua nella Napoli del 1932. Al Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, Vipera, la prostituta più famosa, è ritrovata morta, soffocata con un cuscino. L'ultimo cliente sostiene di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già morta. Chi l'ha uccisa, e perché? Ricciardi deve districarsi in un groviglio di sentimenti e motivazioni. Avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Amore. La scoperta di passioni insospettabili si accompagna alla rivelazione di una città molto diversa da come appare. Sotto i nostri occhi prendono forma, vivissimi e veri, illuminati da dettagli sorprendenti, sorretti da una genuina vocazione narrativa, i mercati, i vicoli, le strade, i mestieri, la rete rigogliosa dei commerci vecchi e nuovi, accanto alla vigliaccheria e al coraggio, alle violenze arroganti di chi pensa già di essere impunito per sempre perché indossa una camicia nera. Tanto che uno dei compagni di Ricciardi, il dottor Modo, vecchio estimatore di Vipera, finisce per cacciarsi in un guaio molto serio... E il romanzo, come non mai, sembra costruirsi da solo, sotto le mani abili di chi sa dosare e mescolare gli ingredienti più diversi, come accade nelle vere ricette del periodo pasquale di cui è insaporita la storia.



IL BAMBINO CON LA FIONDA di Vanna De Angelis, Piemme

Marek ha nove anni e sa che la mamma gli nasconde molte cose. A Varsavia ci sono i nazisti, non si va più a scuola, la madre è ebrea, anche se nessuno lo sa. Il padre, medico, diventa anche insegnante per le lezioni clandestine che Marek e altri bambini polacchi continuano a seguire. Tra di loro c'è Lavinia, la bambina che gli piace (e che sarà uccisa a sangue freddo durante una recita clandestina). Quando il padre di Marek viene arrestato, anche l'ultima parvenza di normalità crolla. Durante l'ennesima deportazione dal ghetto ai campi di concentramento, la famiglia viene fatta uscire di casa e incolonnata. Su ordine della mamma, suo malgrado, nel tragitto Marek scappa. Sarà lei, gli dice, a tornare a prenderlo. Nel ghetto, i rimasti organizzano una sorta di disperata resistenza. Tutti partecipano a quelle che diventeranno le famose ventotto giornate di lotta. Marek avrebbe più volte la possibilità di non rientrare nel ghetto, ma non vuole neppure sentirne parlare: sua madre non gli ha forse detto di restare lì? Altrimenti come farà a ritrovarlo?


TI PREGO LASCIATI ODIARE di Anna Premoli, Newton Compton
E se quell'odio nascondesse amore?
E se Lei provasse qualcosa per quell’arrogante e detestabile collega?
E se dietro quel fare presuntuoso di Lui ci fosse altro?
Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due team nella stessa banca d’affari londinese, tra di loro è da sempre scontro aperto e dichiarato. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: gestire i capitali di un nobile e facoltoso cliente.
E così si ritrovano a dover passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l’orario d’ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di Londra e le sue “frequentazioni” non passano mai inosservate: basta un’innocente serata trascorsa in un ristorante, per farli finire sulla pagina gossip di un noto quotidiano inglese. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con la collega hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca con il facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ben presto però, quello che per Jennifer sembrava uno scherzo, si rivela più complicato del previsto e un bacio, che dovrebbe far parte della messa in scena, scatena brividi e reazioni del tutto inattesi…


IL PROFUMO DELLE BUGIE di Bruno Morchio, Garzanti

La famiglia D'Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica e continuamente accresciuta grazie all'attività immobiliare e a solide relazioni con i "poteri forti" della città, a cominciare dai politici. Su tutti, nell'ampia villa dove risiedono i D'Aste, domina il vecchio patriarca, il nonno Edoardo. Visti i pessimi rapporti con i figli, ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, a cui viene affidato il risanamento di un vecchio quartiere. Le tensioni non mancano: tra Edoardo e i figli, il padre di Francesco, che è medico, e zia Lena, che è tornata dopo un lungo soggiorno in India. Perché anche le donne hanno un ruolo centrale, negli equilibri e nelle faide familiari: la moglie di Edoardo, anziana e malata; sua nuora Rosita, che non essendo "nata bene" resta per sempre un corpo estraneo al clan; e soprattutto la giovane Dolores, la fidanzata di Francesco, con la sua leggerezza e la forza seduttiva della sua giovinezza e la sua sensualità. Sarà lei a scardinare l'ipocrisia che ha sempre regolato i rapporti familiari e a far divampare contrasti soffocati troppo a lungo, nell'arco di poche settimane - raccontate attraverso il punto di vista dei tre uomini della dinastia - che conducono a un Natale decisivo per la vita di tutti.


L'ULTIMO SOGNO LONGOBARDO di Ugo Moriano, Coedit
Un romanzo epico e cavalleresco che, prendendo avvio nel 773 con la battaglia di Pulchra Silva, oggi Mortara, si conclude agli albori del nono secolo.
Mentre Carlo Magno consolida il proprio regno, Brunilde, reclusa nel monastero di Noirmoutier e poi liberata, riprende le redini dell’Aquitania iniziando una feroce lotta per tramandare il ducato ai propri eredi.
Landari, Maggiordomo di Corte di Desiderio, consacra la propria vita all’ultimo erede vivente del Regno Longobardo. Egli metterà in campo forza, astuzia e intelligenza con lo scopo di proteggerlo e assicurargli la possibilità di rivendicare quanto gli spetta per diritto di sangue.
Durante la campagna di Spagna, alla caduta di Pamplona espugnata dalle forze di Carlo Magno, tre ragazzini arabi riescono a sfuggire alle stragi, ma solo l’intervento di un nobile franco permetterà loro di sopravvivere e mettersi in salvo.
Nel 799, l’assalto alle coste provenzali e liguri da parte di una potente flotta araba coglierà di sorpresa tutti i protagonisti della storia costringendoli a battersi per la propria vita, pagare debiti d’onore e affrontare scelte di campo che li segneranno per sempre.

Per chi fate il tifo? Chi vincerà il prestigioso Premio? Non ci resta che attendere il 21 luglio per saperlo!




martedì 2 aprile 2013

Looking for books (26)



Dopo il week-end di Pasqua e i due giorni di assenza - non ho avuto proprio tempo nemmeno di programmare gli articoli - ho pensato di aprire questo mese con Looking for Books, la rubrica sui libri che scovo ogni settimana in libreria e per un motivo o per un altro non trovano spazio sul blog.
La prima grandissima novità è il nuovo libro di Riikka Pulkkinen, autrice che io ho apprezzato tantissimo in L'armadio dei vestiti dimenticati (di cui trovate la recensione QUI), uscito lo scorso 28 marzo, e che si intitola La promessa del plenilunio.  Altra recentissima uscita è il nuovo libro di Bajani, Mi riconosci, scritto in memoria di Antonio Tabucchi.
Tra gli altri libri segnalati che personalmente giudico molto interessante c'è quello dell'italiana Beatrice Masini, vincitrice di diversi premi e traduttrice per Salani della saga di Harry Potter (Tentativi di botanica degli affetti) e Il bambino che cadde sulla terra di Kathy Lette, che parla con ironia della storia di una madre e un figlio autistico ed è leggermente accordato per tematiche a Se ti abbraccio non avere paura.
Vi segnalo inoltre I figli della mezzanotte, uscito per la prima volta in patria nel 1981 e di cui è uscito il film nei giorni scorsi, e un libro che mi è sembrato carinissimo: La banda degli insoliti ottantenni.



La promessa del plenilunio - Riikka Pulkkinen
In una notte di plenilunio Anja e il marito sono insieme nella stretta calda di un abbraccio. Lei guarda quegli occhi che anni prima hanno conquistato il suo cuore e che ora a volte la fissano persi e vuoti. La casa con il grande albero in cima al vialetto ha custodito la felicità del loro matrimonio per più di vent'anni. Con accanto la presenza forte e rassicurante del marito Anja ha osservato le stagioni alternarsi sempre uguali e la foresta cambiare lentamente colori e odori. Ora invece è sola: lui rincorre un passato che non ha più contorni nitidi e convive con un presente che non potrà mai più essere lo stesso. Giorno dopo giorno la sua memoria si affievolisce, i suoi ricordi come in un caleidoscopio costruiscono realtà sempre diverse e frammentate. Il marito non riesce a sopravvivere al peso di tutto questo e in quella notte di luna piena le affida la più grande delle responsabilità: ucciderlo per salvarlo. Anja è davanti a un bivio e si chiede quale sia il confine tra giusto e sbagliato, tra un gesto d'amore e un'azione consentita. Le parole sussurrate dall'uomo che ha amato per una vita intera la tormentano. Non è mai stato così difficile per lei decidere se tradire o mantenere una promessa.
Anno: 2013
Editore: Garzanti
Pagine: 308
Prezzo: € 17.60 


I figli della mezzanotte - Salman Rushdie
Questa è l'opera che ha rivelato al mondo il talento letterario di Salman Rushdie. Il libro narra le vicende dei mille bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l'India ha proclamato la propria indipendenza dall'Impero britannico. Tutti costoro posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia.
Anno: 2008
Editore: Mondadori
Pagine:
Prezzo: € 11,00



Il bambino che cadde sulla terra - Kathy Lette
Da quando il padre di Merlin, Jeremy, se n'è andato, subito dopo la diagnosi di autismo, Lucy ha fatto del figlio il centro del suo mondo. Alle prese con le gioie e le difficoltà di crescere un bambino eccentricamente adorabile, ma impegnativo (se soltanto Merlin fosse arrivato con un manuale di istruzioni!), Lucy non ha tempo per altri uomini nella propria vita, perciò perché darsi la pena di cercarne uno? Quando Merlin compie dieci anni, Lucy comincia seriamente a preoccuparsi che il Papa possa contattarla per chiederle suggerimenti in materia di castità, perciò decide di rimettere piede (per quanto il pedicure lasci a desiderare) nel mondo degli uomini. Ma a causa della bizzarria di Merlin, le cose non vanno come aveva immaginato. Tuttavia, proprio quando Lucy sta per rassegnarsi a una vita da single, ecco che Archie - il più perfetto, per lei e per suo figlio, degli uomini imperfetti - bussa alla sua porta. E lo stesso fa Jeremy, pronto a implorare perdono e una seconda possibilità... Di cosa ha bisogno Lucy? Di un vero padre per Merlin o di un compagno affidabile per se stessa?
Anno: 2013
Editore: Dalai
Pagine: 288
Prezzo: € 15,90


Tentativi di botanica degli affetti - Beatrice Masini
Primo Ottocento, primavera. Bianca Pietra, giovane donna di buona educazione e scarsi mezzi, lascia la casa natale sul lago di Garda per approdare nella campagna milanese, ospite di un poeta di chiara fama: don Titta ha l'estro dell'agricoltura sperimentale, che pratica nella sua tenuta, e in più coltiva fiori e piante esotiche nel parco della villa di Brusuglio. E Bianca, abile acquerellista, è chiamata a ritrarre il patrimonio botanico del padrone di casa. Graziosa, ardente, irrequieta, si accinge al compito con slancio, entrando a far parte di una famiglia grande quanto complicata. Disegna, dipinge, esplora i giardini e studia con interesse la miriade di personaggi che popolano la grande dimora: tra di loro c'è Pia, una servetta orfana di acuta intelligenza e garbo innato che gode di singolari privilegi. Curiosa fino all'impudenza, sincera all'eccesso, incline alle fantasticherie, Bianca si convince che le origini di Pia nascondano un segreto e che don Titta con tutta la famiglia si stia dando molta pena perché esso resti tale: quanto basta per darle il desiderio di scoprire la verità avviando un'indagine appassionata. Ciò che Bianca, così acuta nell'osservare e illustrare la natura, si ostina a non comprendere è che questa ricerca del vero vede in gioco i suoi stessi sentimenti: ed è un gioco pericoloso, perché la botanica degli affetti non è una scienza esatta, non conosce regole e può rivelarsi profondamente ingannevole.
Anno: 2013
Editore: Bompiani
Pagine: 324
Prezzo: € 17,50


I disorientati - Amin Maalouf
Una chiamata inattesa spinge Adam, professore arabo di Storia, a tornare nella sua terra d'origine dopo venticinque anni di esilio. Tutto è rimasto identico, il tempo non è trascorso per i luoghi che frequentava. Quel "paradiso perduto" si accompagna ai nomi dei suoi amici di gioventù, il Circolo dei Bizantini, che volevano cambiare il mondo e hanno invece finito per essere cambiati da una guerra che li ha separati e spinti ognuno verso una strada diversa. Ma chi è, in fondo, lui per giudicare da lontano, dal suo esilio "dorato", mentre loro sono stati travolti da un destino ineluttabile? Con l'aiuto di Semiramis, rimasta sempre bella e ribelle, Adam cerca di riunire i suoi vecchi compagni. Almeno i sopravvissuti. Ma questo confronto con il passato cambierà per sempre il presente di Adam e metterà in discussione l'esilio dorato che si era costruito. Un romanzo sulla memoria, sull'amicizia, sull'amore.
Anno: 2013
Editore: Bompiani
Pagine: 428
Prezzo: € 20,00


Mi riconosci - Andrea Bajani
"Mi riconosci" è la storia di un'amicizia. Uno scrittore maturo e uno scrittore giovane hanno camminato in equilibrio sul filo di un'intesa trasognata e terrena. L'hanno fatto senza rete, tenendosi d'occhio. Insieme sono riusciti a guardare dentro il mistero delle parole. Per un tempo più o meno lungo sono stati amici, come possono esserlo uno scrittore maturo che ama l'impertinenza dei giovani e uno scrittore giovane più incline a proteggere che a essere protetto. Poi un giorno arriva la malattia, e la corda su cui camminavano comincia a tremare. È in quel momento, quando il filo lascia cadere il più vecchio, che il giovane comincia a raccontare. Perché solo raccontando dell'altro, del suo funambolismo, e della sua caduta, può sperare di non perdere l'equilibrio. "Mi riconosci" è un ballo intorno all'abisso delle parole, del nonsenso, del sogno. È la storia della nostalgia di essere vivi che i due scrittori hanno condiviso, e che ora è colmata di gesti, di oggetti che prendono vita, di case che fanno i dispetti, di bambini che sanno scombinare le carte, di sorrisi irriverenti, sardonici, pieni di luce. "Mi riconosci" è l'omaggio, commovente e stupefatto, di Andrea Bajani alla memoria di Antonio Tabucchi.
Anno: 2013
Editore: Feltrinelli
Pagine: 143
Prezzo: € 12,00


La banda degli insoliti ottantenni - Catharina Ingelman-Sundberg
I loro giorni trascorrono all'insegna della noia e dell'avvilimento, specie da quando il nuovo proprietario dell'istituto ha tagliato tutte le spese: cibo, divertimenti e persino le decorazioni natalizie! Tanto che arrivano a pensare che starebbero meglio in prigione, dove almeno la mensa funziona. Perché allora non evadere e commettere una rapina, per venire incarcerati? Il primo colpo della scombinata gang non va però come avevano previsto, così decidono di rimediare pianificando il furto del secolo. Ma essere arrestati non è semplice come si immagina e quando finalmente finiscono al fresco si accorgono di aver sopravvalutato la vita e gli agi di quel "ricovero". Anzi, tra rigide gerarchie, mafiosi slavi e criminali senza scrupoli che farebbero di tutto per impossessarsi del loro bottino devono far ricorso a ogni possibile stratagemma per uscirne incolumi. Dove porterà la rocambolesca avventura di questa banda di intrepidi Lupin dai capelli grigi? Chiunque li incontri farebbe meglio a mettersi al riparo...
Anno: 2013
Editore: Newton Compton
Pagine: 411
Prezzo: € 12,90


Se ti abbraccio non aver paura - Fulvio Ervas
Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L'autismo l'ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l'America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero Pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre.
Anno: 2012
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 319
Prezzo: € 17,00

venerdì 8 marzo 2013

Libri a 0.99 euro? La politica ammazza-editoria della Newton Compton





Vent’anni fa era la collana “CentoPagineMilleLire”, oggi è la collana “Live”. 
Il nome è cambiato. Il concetto, però, è sempre lo stesso.
La Casa Editrice Newton Compton ha infatti avviato il progetto che vedrà la pubblicazione di classici e best seller contemporanei, tutti di 130 pagine e tutti al prezzo di 0,99 euro.  Le prime dodici uscite hanno visto la luce, con il loro piccolo formato, il 7 marzo, e sono destinate –almeno secondo la versione ufficiale- ad incoraggiare i lettori a recarsi in libreria e, ovviamente, a comprare di più.
Si tratta, più in particolare, di classici quali:




L’arte di essere felici di Seneca



Il Sogno e la sua interpretazione di S. Freud




Il Grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald



Le notti bianche di F. Dostoevsky; 





Lady Susan di Jane Austen




Amleto di W. Shakespeare; 




Racconti del Terrore di E. A. Poe





Il Ballo di I. Némirovsky;





L’arte della guerra di Sun Tzu. 





I classici in prima uscita sono poi accompagnati da un romanzo contemporaneo straniero di successo, come “Il diaro del vampiro – Il Risveglio” di L.J. Smith e da due romanzi inediti di autori bestseller italiani,  ovvero da “I sotterranei della cattedrale”  di M. Simoni e da “Il Tiranno di Roma” di A. Frediani. 







L’iniziativa non è nulla di completamente nuovo, infatti la Newton cominciò a stampare i “Centopaginemillelire” nel 1992, seguendo l’idea che Stampa Alternativa aveva avuto nel 1989 con i “Millelire”.  
Certo è che per i lettori sarà una ghiotta occasione, come quelle che da sempre offre la Newton Compton , ma sarà altrettanto vantaggiosa una mossa del genere per il mondo dell’editoria? 
Sarà davvero un bene per i lettori? 
E servirà davvero a risvegliare la passione per la lettura?



Quello che la casa editrice presenta come un progetto dedito ad incoraggiare la lettura in tempo di crisi, è infatti nient’altro che un’abile mossa di marketing volta, come è sempre stato, a presentare la Newton Compton come casa editrice addetta alle versioni economiche per antonomasia.

 Nel delicato gioco di equilibri tra case editrici -che va sempre più sfaldandosi- una tale mossa può far la differenza e sembra saperlo molto bene la Newton Compton, che in questo modo si assicura di certo l’attenzione dei lettori e probabilmente anche larghi introiti, lasciando in ombra le colleghe che,  tra crisi, ebook e un più generico e desolante calo dell’interesse per la lettura, arrancano sempre di più. 
Inoltre, come non s’è mancato di far notare altrove, spesso le versioni economiche, che pur devono produrre un qualche guadagno, si rifanno sul prezzo immancabilmente basso con una pessima qualità di stampa, pessima rilegatura, pessima impaginazione. 
Certo, a 0,99 euro non ci si può aspettare pregiate edizioni, ma siamo sicuri che abituare il pubblico ad una tale scadenza sia la strada giusta per assicurarsi, alla lunga, vendite consistenti?
Radicalizzando forse lo scenario, potremmo immaginarci lettori che, abituati a spendere non più qualche euro, rifiutano edizioni più costose, costringendo le altre case editrici ad adeguarsi per non esser fagocitate dalla giungla intricata della concorrenza. 
Risultato? Un generale abbassamento della qualità di stampa, accompagnato da un per nulla certo abbassamento dei prezzi, i quali sicuramente troverebbero modo di lievitare. E su questo punto, il futuro per i lettori appassionati non è certo roseo. 
La visione è forse apocalittica e vedrebbe per altro la fine di case editrici che più che sulla quantità delle vendite puntano sulla qualità delle edizioni o sulla pubblicazione di un unico genere letterario, ma forse tale visione non è troppo lontana da quello che è lo scenario che si prospetta in un ambiente sempre più in difficoltà, dove manovre di marketing del genere sono all’ordine del giorno e mirano sempre più a stroncare la concorrenza. 
Per finire, davvero bisogna credere al fatto che l’intento della Newton Compton sia quello di incoraggiare la lettura? Non sarà forse quelli che con 0.99 euro comprano il famoso panino da McDonald, continueranno a farlo?
Sorvolando sull’ ultimo desolante particolare, noi amanti dei libri, noi che teniamo le dita incrociate per il mondo dell’editoria, il mondo –sempre che esista- ancora puro e appassionato di edizioni curate e buoni e onesti affari con i lettori,  possiamo solo sperare che questa collana arricchisca le librerie di chi ama leggere ma non può permetterselo e che, per il resto, non vada a colpire troppo a fondo chi di questa collana non si fregia. 

domenica 11 novembre 2012

Recensione: 90 giorni di tentazione di Lucinda Carrington


90 giorni di tentazione - Lucinda Carrington
Genevieve Loften lavora per un’agenzia pubblicitaria a Londra. È una donna sicura di sé, intraprendente, di successo. 90 giorni di tentazione non sono affatto quello che aveva in mente per accaparrarsi un nuovo cliente. Ma l’arrogante e affascinante James Sinclair non le lascia scelta: firmerà il contratto solo a patto che lei accetti di esaudire ogni suo desiderio. È così che Genevieve viene introdotta in un mondo fino a quel momento sconosciuto, dove c’è chi comanda e chi è dominato: scoprirà sensazioni ed emozioni mai provate prima e diventerà la protagonista di conturbanti giochi erotici. Quella che era iniziata come una semplice trattativa d’affari si trasforma in un incastro di fantasie sempre più intense, che finiranno per stravolgere l’esistenza di Genevieve. Sedotta e soggiogata da James, riuscirà a trovare un equilibrio tra la sua carriera e l’universo di piaceri proibiti che quell’uomo irresistibile le offre?
Editore: Newton Compton
Pagine: 320 pagine
Formato: rilegato
Prezzo: € 9,90

Voto

 A cura di Lizy

Prendete un uomo affascinante, capelli scuri e sguardo magnetico, vestito di tutto punto e naturalmente straricco, che propone un contratto basato su novanta giorni di intrattenimento sessuale ad una donna normale che farebbe di tutto pur di avere una promozione. Mixate il tutto con bigliettini contenenti ordini, corse in moto con i glutei al vento, bandgang, voyerismo, bondage e avrete “90 giorni di tentazione”.
La protagonista è Genevieve, donna in carriera che si autodefinisce una “donna all’antica”, con non molta esperienza in fatto di uomini, capace di arrossire per un disegno del kamasutra, ma pronta a lasciarsi sopraffare dalle fantasie erotiche anche in ufficio, dopo una certa ritrosia ad accettare il fatto che anche una donna possa provare certe sensazioni e facendo, di contro, la morale al fratello che ammette di non essere alla ricerca di una storia seria e di volersi solo divertire. Insomma, l’ipocrisia di Genevieve è palpabile, a maggior ragione quando si rende conto che certi giochetti sono di suo gradimento, è pronta a contraddirsi con la giustificazione che, se non fosse per l’accordo, non farebbe certe cose.
Ben diverso è Sinclair, l’uomo che le propone l’accordo vertendo proprio sui vantaggi che questo porterà alla sua carriera, tenendo in pugno la sua preda, rivelando però di avere una personalità inesistente nonostante giochi nel ruolo del padrone. Due personaggi che si smentiscono fin dall’inizio, ostentando di sé cosa realmente non sono.

Alternando momenti dall’ “alto” contenuto erotico, che sostanzialmente non fanno altro che suscitare sbadigli, a blandi tentativi di ergersi contro gli stereotipi, il romanzo non ha una trama, se non quella comune della donna sodomizzata che si innamora del suo padrone frustrato che ha bisogno di smuovere la sua vita dando sfogo alle più indicibili perversioni.

Per fugare ogni eventuale dubbio vi dico subito che la Carrington parla di una realtà degli anni novanta e che il libro è datato 1996, ma credo sia arrivato in Italia solo quest’anno sulla scia del successo del filone pseudo-erotico scatenato dalla trilogia di  “Cinquanta sfumature di…” che, tengo a precisarlo, non ho letto e non ho nessuna intenzione di leggere. “90 giorni di tentazione” non è altro che un insieme di parole che si susseguono senza trasmettere nulla, che diffamano il lemma “romanzo”. La storia parte in quarta con l’accordo e il primo approccio, per poi lasciare nell’agonia della ripetizione nonostante la sperimentazione sessuale che vorrebbe essere sempre più scabrosa ma che alla fine, più che insoliti pruriti, genera solo volontà di dar fine ad un vero e proprio supplizio. Senza contare che, in alcuni casi, le situazioni descritte risultavano poco realistiche perché prevedono capacità contorsionistiche di cui non tutti sono dotati (e non mi pare che la protagonista lavori in un circo, ma faccia la sedentaria vita di una pubblicitaria annoiata).
Non c’è spessore, ma c’è pretesa di raccontare quello che le donne “vogliono” senza tener conto che il mondo è vario. I dialoghi sono privi di senso e non ci dicono nulla di più delle descrizioni, racchiudono spesso volgarità nel linguaggio e contribuiscono ad aumentare la sciattezza dello stile.

Si tratta di un volume di cui si può fare volentieri a meno, “premiato” con una stellina giusto perché su Anobii è impossibile valutare con zero. 

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