A cura di Surymae Rossweisse
Salve a tutti, e benvenuti ad
un'altra puntata de “Il tempio degli Otaku”. Le raccolte di racconti, queste sconosciute. Possono essere, nel
peggiore dei casi, un'accozzaglia di scarti senza arte né parte, pubblicati
spesso per motivi economici; oppure possono essere un utilissimo strumento per
mostrare la bravura dell'artista, le sue influenze, ecc. Anche per noi lettori
possono servire, in particolare per farci un'idea dell'autore e vedere se è la
“nostra tazza di tè”.
Oggi parliamo di un mangaka
coreano, che dopo anni di gavetta in patria ed in Giappone, soltanto di recente
sta cominciando a farsi notare in Italia.
La sua caratteristica principale è probabilmente la versatilità, come
dimostrano gli editori che lo hanno portato nelle nostre fumetterie: Planet
Manga, famosa per i suoi manga di grande successo commerciale, e J-Pop, che al
contrario spesso punta più sui contenuti che sulle mere vendite. Ma adesso
bando alle ciance: facciamo la conoscenza di Boichi, con i cinque racconti contenuti in “Hotel”. Buona lettura!
La prima storia è quella che dà
il titolo alla raccolta, “Hotel”. L'inquinamento
atmosferico e l'effetto serra stanno per portare i loro infausti frutti
all'umanità: questa è, infatti, condannata all'estinzione a causa delle
temperature sempre più proibitive. Come palliativo, viene proposta la creazione
dell'Hotel, una torre dove verranno conservati campioni di DNA di tutte le
specie viventi... a parte l'uomo, responsabile della tragedia. Chi se ne
prenderà cura sarà un'intelligenza
artificiale, Louis, completamente solo a parte i suoi ricordi.
Non c'è che dire, è un bel
biglietto da visita. La storia è narrata dal punto di vista di Louis,
ovviamente asettico perché non si tratta di un essere umano. Nonostante tutto,
però, c'è sempre un sottofondo di
malinconia: il vedere la Terra rovinarsi inesorabilmente, con la sua
popolazione, e la perdita delle persone che si sono presi cura di lui, come il
“padre” o la ragazza che lo ha battezzato con quel nome.
Il tema narrato è fin troppo di
attualità, e non c'è da escludere che in un lontano – molto lontano, si spera –
futuro accadranno fatti del genere. Facciamo gli scongiuri e passiamo alla
prossima storia...
“Present”. Durante le feste natalizie, una studentessa, Hanako, si dichiara al suo insegnante,
portandogli un regalo. E non importa se lui la rifiuta per il suo status: non
sarà studentessa per sempre.
Anni dopo, Hanako ed il suo ex
insegnante sono sposati; purtroppo, però, ancora per poco. La donna è gravemente malata, nonostante tutte le operazioni
tecnologiche a cui è stata sottoposta: le restano soltanto pochissimi
giorni da vivere. Come reagirà suo marito?
Devo ammettere che quando ho
letto le prime pagine, ho temuto il peggio. Di relazioni più o meno torbide tra
insegnanti e studenti i manga sono pieni; non ci tenevo proprio a leggerne
un'altra. Ma Boichi mi ha preso in contropiede, perché si è concentrato sugli
eventi di decenni dopo. Nelle ultime
pagine, inoltre, c'è anche un colpo di scena molto interessante; un po'
stucchevole, forse... ma questo lo vedrete voi, se lo leggerete.
L'introspezione psicologica è molto curata, in particolare Hanako,
la cui crescita da ragazzina a donna è ben evidenziata. Anche gli altri
personaggi comunque regalano soddisfazioni, come l'insegnante o il padre di
quest'ultimo.
“Tutto questo è stato fatto per il tonno”. Uno dei più nitidi
ricordi d'infanzia di Jun Shiozaki è
il mangiare del tonno in un ristorante con il padre. Non è granché, direte voi,
ed invece no: perché quello era uno degli ultimi tonni al mondo, estinti per
l'eccessivo consumo. L'incontro ha lasciato talmente il segno che Jun decide di dedicare la sua vita alla
salvezza del pesce, per far sì che tutti possano assaggiare quella
prelibatezza. Questo è il resoconto tragicomico dei suoi tentativi.
Collegato per argomento ad
“Hotel”, “Tutto questo...” ha anche il comune il fatto di essere uno dei migliori racconti della raccolta.
Il ritmo è incalzante, ed è divertente osservare la delirante catena di eventi
che nasce dal pio desiderio di mangiare del tonno. Nella cinquantina di pagine
di cui è composta la storia, infatti, succederà di tutto... e ci sarà anche
spazio per commuoversi. La dedizione di Jun alla causa è esagerata per motivi
di comicità, ma ha delle radici profonde e plausibili, che lo rendono un
personaggio ottimamente caratterizzato.
Tra le righe del racconto si può leggere uno spiccato messaggio
ambientalista, e una critica nei confronti del Giappone, uno dei maggiori
consumatori di tonni al mondo. Garantito, non guarderete più questo pesce con
gli stessi occhi.
“Stephanos”. Una ragazzina
rimane incinta; gli accertamenti medici, però, rivelano un'altra verità: una
forma tumorale. Quale corrisponderà a realtà? La risposta sarà al di là di
ogni teoria razionale...
Secondo me, questa storia – pur
non essendo tra le migliori della raccolta, e nemmeno adatta agli stomaci più
deboli – riassume al meglio le varie anime di Boichi. Abbiamo l'ennesimo colpo
di scena imprevedibile, la storia che parte in sordina per poi esplodere nella
sua drammaticità, i personaggi delineati con pochi colpi, ma di sicuro effetto,
anche se negativi... e ovviamente, la volontà di intrattenere. Sintetizzare
l'opera di un autore in una ventina di pagine: un'impresa piuttosto difficile,
eppure il nostro c'è riuscito.
“Diadem”. Un classico
canovaccio fantasy: Lilith vive con il padre sotto l'oppressione di un
malvagio impero. Le ultime parole dell'uomo la spingono, come non mai, a
combattere sempre per la libertà. Non importa quanto siano superiori le forze
del nemico, ed ardue le battaglie: un giorno la dea del vento del nord, che
protegge la libertà, l'aiuteranno. Ci sarà un lieto fine all'epopea della
nostra?
La storia non è molto originale, ed il consueto plot twist non
colpisce perché era evidente sin dalle prime pagine. Non aiuta la breve durata,
che toglie molto dalle motivazioni di Lilith e – cosa ancora più grave –
dell'impero nemico. Non viene mai spiegato perché sia così malvagio, né per la
precisione in che cosa consista la sua organizzazione. Tutto quello che vediamo è qualche battaglia – nemmeno troppo
approfondita – e basta. Con il doppio, forse anche di più, delle pagine a
disposizione sarebbe potuto essere un gioiellino. L'unica nota positiva: la storia è tutta a colori...
Il tratto di Boichi è moderno ed accurato. Le fisionomie, pur
essendo molto simili fra loro – soprattutto quelle femminili – sono fatte bene
dal punto di vista delle proporzioni. Vengono
usati diversi retini per sfumare, quasi sicuramente anche un pizzico di
computer graphic, ma l'effetto non è mai pesante o invadente. I colori,
poi, sono usati con intelligenza: tonalità naturali, gradevoli alla vista, che
si adattano perfettamente a quanto narrato. E', in sostanza, uno stile
personale, che si staglia dalla massa anche se all'apparenza non propone niente
di nuovo. Un po' come le storie raccontate in questo volume...
...E per oggi è tutto, cari
amici. Arrivederci alla prossima settimana, con “Il tempio degli Otaku”!
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