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domenica 14 dicembre 2014

Recensione: Silver. La porta di Liv di Kerstin Gier




Silver. La porta di Liv, Kerstin Gier
Corbaccio
336 pagine, 16.40 euro
La porta dei sogni è il secondo capitolo della Trilogia dei sogni di Kerstin Gier, autrice young adult da me molto apprezzata per l'innata capacità di costruire una narrazione ironica, con un punto di vista in prima persona mai melodrammatico o particolarmente grave - esattamente come si addice alle vicende di una sedicenne, che non deve necessariamente trovare l'amore eterno a questa età, tanto meno sacrificare la vita per lui.
Da questo punto di vista, in Silver. La porta di Liv Kerstin Gier non si smentisce: il sorriso domina su tutto il libro e, anche quando gli affari di cuore sembreranno non andare bene, la protagonista non cederà all'impulso di buttarsi da una scogliera o di passare mesi a fissare il panorama dalla finestra.
Sebbene, quindi, questo libro mantenga immutate le peculiarità della scrittura della Gier - che non sono scontate, dato il target - è evidente che rappresenti un calo notevole della sua produzione. Sorvolando, come avevo detto nella recensione del primo libro, sul fatto che Liv non si discosta in nulla dalla protagonista della Trilogia delle Gemme (come lei è ficcanaso, frizzante, irriverente), posso ragionevolmente affermare che in questo libro la trama è inesistente: Liv passeggia per i corridoi del mondo onirico, spia il suo bellissimo ragazzo in sogno, affronta feste di odiose nonne acquisite con un aplomb - questo le si deve riconoscere - ammirevole e devasta per vendetta cespugli decennali a forma di pavone. Fine. L'elemento mistery che era presente nel primo libro e che dava forza alla storia quasi scompare, per poi risolversi in maniera oltremodo banale e scontata. Anche il fantasy perde tutta la sua forza: il mondo onirico non palesa nuove attrattive, rimanendo tale e quale, e la storia si basa unicamente sulla vita privata di Liv. Che decida, però, di vandalizzare un cespuglio amato da tutta la città - azione che, nel suo totale, consentirà all'autrice di occupare almeno due o tre capitoli - non è in nessun modo utile ai fini della trama: la Gier si limita a inventare questo genere di episodi a sé, che non risultano particolarmente divertenti (non come nella Trilogia delle Gemme, almeno) e non arricchiscono in alcun modo le vicende.
A proposito di questo, l'autrice sembra aver perso un po' di smalto anche nelle gag e nelle situazioni divertenti, pur rimanendo geniale in alcuni episodi isolati - come l'apparizione di Benedict Cumberbatch, che arricchisce una serie di apprezzabili riferimenti al mondo nerd. Questi non compensano però una crisi di idee e di originalità, che danno l'impressione che la Gier non abbia idea di cosa scrivere e tenti disperatamente di prolungare il libro, alla fine facilmente riducibile alle ultime cinquanta pagine. Non si è inoltre premurata di vivacizzare la saga inserendo nuovi personaggi, ma giocando sempre con quei quattro che abbiamo conosciuto nel primo libro. Unica eccezione è un inoffensivo omuncolo che comincia ad aggirarsi per i corridoi dei sogni e che si fa chiamare Senator Morte. Ma sarà, appunto, solo una bolla di sapone, tanto più che maggiore spazio è riservato al blog di Secrecy, la Gossip Girl del liceo di Liv ed emblema dell'intero libro: una storia di pettegolezzi  e priva di azione, che poco ha di urban fantasy e che avrebbe molto più da imparare da una puntata di Pretty Little Liars.

Voto: 


venerdì 21 marzo 2014

Recensione: Silver di Kerstin Gier



Silver, Kerstin Gier
Corbaccio editore
324 pagine, 16,40 euro
Kerstin Gier è una delle poche autrici young adult che apprezzo: sembrerà quasi contraddittorio da parte mia, dato che l'autrice tedesca gioca il più possibile con gli stereotipi e i cliché romantici, ma, un po' come Sophie Kinsella, la Gier riesce a farlo in maniera intelligente, forzando al massimo – e consapevolmente – i suoi personaggi, dando vita a vere e proprie scene da commedia degli equivoci che lasciano anche intuire un certo background da parte della scrittrice. Una di queste scene è presente, ad esempio, durante una cena a cui la protagonista, Liv, prende parte assieme alla sorella, alla madre, alla governante e alla sua nuova “famiglia”: il nuovo compagno della madre e i relativi figli, Grayson e Florence. L'azione della storia comincia proprio con questa mesta notizia, che ovviamente crea sconvolgimento nella vita di Liv. Ma presto saranno ben altre le cose che le daranno scompiglio: scoprirà che il nuovo fratellastro fa parte di una sorta di setta segreta, e che lei riesce a interagire nei suoi sogni e in quelli dei suoi amici.
La Gier, come ho anticipato, non fa mancare cliché e situazioni tipiche degli young adult che abbiamo visto mille volte: già l'incipit, o l'idea dei sogni, non vi sembrerà particolarmente originale. Il personaggio di Liv, come temevo, ricorda molto quello di Gwen della Trilogia delle Gemme, anche se non risulta meno realistico. Sembra che le ragazze preferite della Gier siano quelle ficcanaso, un po' ignoranti, simpatiche e con la risposta pronta. Liv risulta tuttavia meno memorabile di Gwen, e la sua storia è troppo poco approfondita, soprattutto nel finale, quando molte cose non vengono spiegate e risultano un po' raffazzonate.
La storia d'amore, com'è ovvio, è affrettata, “lui”, com'è ovvio, è perfetto e bellissimo, e i suoi amici, compreso Grayson, sono tali e quali, camminano in branco e quando passano per i corridoi le fanciulle svengono. Liv, com'è ovvio, è impacciata, è carina ma non sembra – su questo punto la Gier non sembra essere molto decisa -, ma soprattutto è determinata a mettersi nei guai, nonostante la madre parli di lei come di una sfigata che finora ha avuto solo un “destino da tappezzeria”. E sembra incredibile a dirsi, visto la dote innata di Liv nel curiosare in ciò che non dovrebbe, con tutto quello che questa curiosità comporta.
La scrittrice gioca con l'elemento fantastico, e, forse proprio perché la protagonista lo mette continuamente in dubbio, questo risulta poco incisivo, molto confusionario e, come dire, tirato per i capelli. In questo senso viene lasciato molto più spazio ai rapporti interpersonali, alle scenette comiche e ai sospiri d'amore.
La lettura è velocissima, a tratti coinvolgente, ma per lo più abbastanza prevedibile e scontata: il finale non è particolarmente ostico da intuire, e lascia in sospeso molte domande che si spera verranno chiarite nei libri successivi. Intanto, in Silver, c'è solo molta confusione.
Nonostante alcune premesse negative, Silver non è un libro che sconsiglierei (certo, in confronto è molto migliore Red): il genio di Kerstin Gier non è espresso in tutta la sua potenzialità, ma la trilogia potrebbe avere le carte in regola per diventare una buona lettura adolescenziale, almeno al pari della Trilogia delle Gemme. Spero tuttavia che la Gier cambi strada, non dia troppo spazio alla superficialità – per amor di leggerezza – e riesca a conferire un'impronta più personale alla storia. Al momento attuale, sembra solo un'occasione sprecata.


Voto: 

domenica 6 gennaio 2013

Online il trailer di Rubinrot, tratto dalla trilogia di Kerstin Gier





Per chi attende trepidante il film di una delle saghe young adult/urban fantasy più seguite -la Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier (trovate QUI la recensione di Red, QUI quella di Blue, QUI quella di Green)- di produzione anglo-tedesca in uscita il 14 marzo 2013 (e su cui ancora non abbiamo nessuna notizia dell'eventuale distribuzione italiana) sarà entusiasta di sapere che è stato pubblicato il trailer della produzione cinematografica. Il cast comprende molti volti nuovi e avrà come interpreti dei protagonisti Maria Ehrich (Gwendolyn Sheperd), Jannis Niewöhner (Gideon De Villiers), Jennifer Lotsi (Leslie Hay), Laura Berlin (Charlotte Monterose) Gerlinde Locker (Lady Arisa), Johannes von Matuschka (Mr Whitman).






Trovate qui la versione con una traduzione amatoriale in italiano:




A settembre era già uscito questo teaser:












lunedì 4 giugno 2012

On my wishlist (29)

Hosted by Book Chick City 



Buona domenica lettori, ho latitato un po' in questi ultimi tre giorni ma gli esami si fanno sempre più vicini e il weekend pullula di impegni. Potrei raccontarvi, per esempio, che sabato sono stata alla fiera dell'editoria indipendente palermitana, Una marina di libri, stanziata all'interno di Palazzo Steri. La fiera, giunta ormai alla terza edizione, è una vera e propria novità per l'ambiente culturale della città, che fino a quattro-cinque anni fa non era dotata nemmeno di una libreria multicenter su più piani. Oltre ai vari interessanti appuntamenti, il pomeriggio, dalle 17.30 alle 19.00 circa, è stato occupato dal LibroGame, la sfida a colpi di giochi a tema libri che si è svolta tra cinque squadre giunte in finale. Okay, tutto questo per dirvi che ho partecipato anche io e ho vinto! :D Il premio è stato una scatola intera di libri (più di 40) che ho spartito coi miei amici!
Chiudendo la parentesi, passiamo all'appuntamento bisettimanale con On my wishlist, la rubrica dove vi illustro le nuove entrate della mia lista dei desideri.
Per i classici, questa settimana, c'è Cuore di tenebra di Conrad. Ho già a casa La linea d'ombra che non ho ancora letto e in generale non ho nessuna conoscenza di quest'autore, quindi mi piacerebbe approfondirlo.
Per i contemporanei c'è In verità è meglio mentire di Kerstin Gier, rifiutato perché sono oberata da troppi impegni, troppo studio, troppi libri da leggere.
Il secondo contemporaneo è invece Philip Roth, grave mancanza nella mia libreria. Un titolo a caso: Il seno.

Tra i classici:

Cuore di tenebra - Joseph Conrad
Marlowe racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluvialeucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e,giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stentie di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro.In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto apartire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere "la tenebra del suo cuore".




Tra i contemporanei:

In verità è meglio mentire - Kerstin Gier
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po’ freak e… vedova a nemmeno trent’anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità.
Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l’esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano.
Fra psicoterapeute incapaci, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai, e, perché no?, trovare l’uomo giusto per lei e a cui non importa se è «troppo» intelligente…



Il seno - Philip Roth
Il professor David Kepesh si sveglia una mattina scoprendo di aver subìto una metamorfosi: si è trasformato in un enorme seno femminile.
Costretto a letto, affronta le conseguenze della sua nuova condizione: sente e parla, ma non può vedere, e vive il suo rapporto con gli altri solo attraverso il tatto. "In assoluta umiltà io dico che certe cose sono più straordinarie di altre e che io sono una di esse".

giovedì 17 maggio 2012

Anteprima: In verità è meglio mentire di Kerstin Gier

In Wahrheit wird viel mehr gelogenIn Italia conosciamo Kerstin Gier per la sua Trilogia delle Gemme, conclusasi pochi mesi fa, ma la scrittrice tedesca ha all'attivo moltissimi libri (ben 36) tutti destinati ad un pubblico femminile, uno dei quali le è valso, nel 2005, il Premio Delia per il romanzo Ein unmoralisches Sonderangebot. Approfittando del successo della saga di , la Corbaccio rilancia l'autrice nel nostro paese pubblicando il prossimo 7 giugno In Wahrheit wird viel mehr gelogen, tradotto in italiano come In verità è meglio mentire. Ideale per inaugurare una frizzante estate all'insegna dell'umorismo intelligente a cui ci ha abituato la Gier, il romanzo, sempre dalla parte delle donne, racconta le problematiche di una trentenne troppo intelligente... e sventuratamente vedova. Come trovare, per una come lei, un nuovo marito?
Positivo il riscontro del pubblico tedesco, che le ha assegnato 4 stelle su goodreads, e incoraggiante il prezzo della Corbaccio, che lo pubblica a 9.90 euro per 220 paginette. Cosa aspettarci dal risvolto cick lit della Gier?

In verità è meglio mentire - Kerstin Gier
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po’ freak e…vedova a nemmeno trent’anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le sue qualità. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l’esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra psicoterapeute incapaci, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai, e , perché no?!, trovare l’uomo giusto per lei, a cui non importi se è «troppo» intelligente…





Kerstin Gier
nata nel 1966, vive con il marito e il figlio in un paese della Westfalia. In Germania è già un fenomeno da record. Ha raggiunto la notorietà grazie a romanzi femminili estremamente divertenti, apprezzati per la loro intelligente ironia. In verità è meglio mentire, il primo di questi romanzi che viene pubblicato in Italia, ha venduto nella sola Germania 200.000 copie in pochi mesi. Nel nostro paese è amatissima, per ora, solo per la sua produzione successiva: Red Blue e Green.



domenica 26 febbraio 2012

Recensione: Green di Kerstin Gier


Eccovi finalmente la recensione di un libro che ho atteso moltissimo: Green di Kerstin Gier è stata una lettura piacevole, ma da cui mi sarei aspettata qualcosa di più. 




Che si fa quando si ha il cuore spezzato? Si telefona alla migliore amica, si mangia cioccolato e ci si macera nel proprio dolore. Solo che Gwendolyn, viaggiatrice nel tempo suo malgrado, dovrebbe conservare tutte le sue energie per altre cose: sopravvivere, per esempio. Perché la trappola che il temibile conte di Saint Germain ha costruito nel passato è pronta a scattare nel presente. E per riuscire a trovare la soluzione dell'oscuro segreto, Gwen e Gideon, fra un litigio e l'altro, dovranno buttarsi a capofitto nei secoli passati cercando di schivare pericoli mortali.










Recensione


Voto:            


Il volume conclusivo della Trilogia delle gemme non poteva non chiamarsi Green, non avere una copertina bellissima ed evocativa e non richiedere qualche pagina in più degli altri due volumi. Anche questa  volta i requisiti da “episodio conclusivo” sono stati esauditi: approcciarsi ad esso non è semplice, sia per chi lo scrive che per chi lo legge. Ed è ovvio che le aspettative siano alte, da entrambe le parti.
Green non si smentisce, nel senso che non è né più né meno dei volumi precedenti: ironia, humor, romanticismo, mistero, salti nel tempo e una storia che si divora pagina dopo pagina.
La forza della Gier sta appunto in questo mix di caratteristiche, nella volontà di non prendersi mai sul serio e nella consapevolezza di star scrivendo un libro per ragazzi, che non vuole avere grandi pretese ma solo appassionare. C’è l’intelligenza di  un’autrice che fa sorridere con personaggi veri, che crea una protagonista che suscita empatia, senza essere banale con quello stile così vivace e divertente.
La trama è presto detta. Gwendolyn Shepherd ha una migliore amica, una grande casa a Londra e un “difetto” genetico: sa viaggiare nel tempo. Fa parte infatti di una misteriosa cerchia, la setta dei Guardiani, che si è impegnata, sotto la guida del Conte di Saint Germain –vissuto due secoli fa-, a raccogliere il sangue di tutti i viaggiatori del tempo della storia, dodici in tutto di cui Gwen è l’ultima. Accanto a lei c’è il bellissimo e tenebroso Gideon -anche lui viaggiatore nel tempo- con cui la ragazza fa un po’ il tira e molla durante tutta la trilogia. Personaggi accattivanti, divertenti, antipatici o pericolosi costellano questa trilogia, che si concentra intorno al segreto di ciò che succederà una volta raccolto il sangue di tutti i viaggiatori. Qualcuno negli anni precedenti ha però tentato di sventare i piani dei Guardiani: Lucy e Paul –anche loro viaggiatori- hanno rubato anni fa il cronografo, mezzo indispensabile per la trasmigrazione negli altri secoli, e si sono nascosti nel passato. Sono convinti che il conte sia un uomo malvagio, e che la sua missione non debba compiersi.
Ho già parlato nelle recensioni precedenti di quanto mi stupisca che questa trilogia riesca a fare tanta presa (anche su di me), nonostante gli evidenti cliché di cui è intrisa e i misteri facilmente intuibili già parecchie pagine prima che vengano svelati.
Ho amato Red e Blue (a mio parere l’episodio migliore) ma, sebbene Green mantenga le stesse caratteristiche degli altri due, lamenta una forzata corsa verso la fine: piani temporali troppo frequenti e contrapposti, situazioni spesso troppo veloci, finale affrettato e, oserei dire, tronco in alcuni aspetti. Avrei infatti preferito una maggiore incisività, sia per i personaggi che per le scene.
Non avrebbe nuociuto, per esempio, un maggiore approfondimento psicologico su Charlotte, la cugina perfetta e inviperita di Gwen, o sul rapporto tra Leslie e Raphael, il fratello minore di Gideon che resta un personaggio sin troppo di contorno, nonostante le potenzialità che poteva manifestare.
La Gier non ci svela un vero e proprio asso nella manica, ma lascia che la narrazione proceda senza troppe sorprese. Non c’è quindi un vero e proprio colpo di scena, soprattutto alla fine quando sembra che la scrittrice dica meno di quanto voglia effettivamente rivelare.
Molto spazio è invece lasciato alla parte romance, alle sviolinate dei giovani protagonisti e al cuore in frantumi –tragicamente comico- di Gwen. Si assiste però alla vicenda con una sete di particolari che non viene in tutto e per tutto soddisfatta. Alcune trovate sembrano un po’ improbabili, altre scene sprigionano il massimo dell’ilarità suscitando domande a cui non viene data risposta – e anche in questo caso mi riferisco a Charlotte.
Pur ammettendo che da Green mi sarei aspettata qualcosa di più, la Trilogia delle Gemme resta, a mio parere, uno degli young adult migliori degli ultimi tempi. Al di là delle apparenze voglio sottolineare ancora una volta la distanza –netta e innegabile- che la Gier pone dalle altre banali scrittrici YA, convinte autrici di capolavori e narratrici di grandi, impossibili e pretenziosi amori adolescenziali. Kerstin Gier riesce a far rivivere la freschezza tipica di quest’ età, mettendo al primo posto spontaneità e umorismo, senza quell’ombra di insopportabile tragicità che accompagna le sue (davvero poco) talentuose colleghe.

martedì 3 gennaio 2012

Anteprima: Green di Kerstin Gier

Finalmente in libreria il terzo volume della Trilogia delle Gemme! Dopo il travaglio sulla scelta della copertina nella pagina facebook dedicata al libro, abbiamo la cover definitiva di Green -seguito di Red e Blue-, episodio conclusivo della saga di Kerstin Gier che ha spopolato in Germania e in Italia e da cui verrà tratto un film. Blue ci aveva lasciato infartuati con un colpo di scena relativo al personaggio di Gideon, l'eroe maschile dei romanzi. Coinvolto in uno dei giochini del pericoloso Conte di Saint German, ha tratto in inganno Gwen... o forse no? Ancora viaggi nel tempo e oscuri intrighi per uno young adult spontaneo e divertente che potremo gustare, grazie a Corbaccio, a partire dal 9 febbraio al prezzo di 18.00 euro per 450 pagine! 



Che si fa quando si ha il cuore spezzato? Si telefona alla migliore amica, si mangia cioccolato e ci si macera nel proprio dolore. Solo che Gwendolyn, viaggiatrice nel tempo suo malgrado, dovrebbe conservare tutte le sue energie per altre cose: sopravvivere, per esempio. Perché la trappola che il temibile conte di Saint Germain ha costruito nel passato è pronta a scattare nel presente. E per riuscire a trovare la soluzione dell'oscuro segreto, Gwen e Gideon, fra un litigio e l'altro, dovranno buttarsi a capofitto nei secoli passati cercando di schivare pericoli mortali.


Anteprima: Blue di Kerstin Gier
Kerstin Gier 
è nata nel 1966 e vive con marito e figlio vicino a Bergisch Gladbach, in Westfalia. Alla sua attività di insegnante ha affiancato dal 1995 quella di scrittrice. I suoi romanzi, come Männer und andere Katastrophen, da cui è stato tratto un film, Für jede Lösung ein Problem e Die Mütter-Mafia sono rimasti per mesi in vetta alle classifiche tedesche dei libri più venduti, ma è con Red che Kerstin Gier ha raggiunto il successo mondiale. Un successo da 600.000 copie e diritti venduti in 15 Paesi. Sito dell’autrice: http://www.kerstingier.de/

martedì 4 ottobre 2011

Recensione: Blue di Kerstin Gier


(Leggi trama e info qui)


Voto: 

Blue mi ha ricordato –non voglio peccare di presunzione, è solo una constatazione!- la mia prima fan fiction originale che, per motivi non meglio identificati, aveva avuto un modesto successo nonostante molte cose lasciassero a desiderare (perdonatemelo, avevo quattordici anni!). Anzi, forse i motivi un po’ li avevo compresi: era una storia semplice, con qualche cliché e molto divertente. E i personaggi erano vicini alla realtà, pensavano come pensavo io e agivano come agivo io. Prendiamo, adesso, Blue: cosa ha di speciale questo libro? Lo stile? I personaggi? La trama? Sì.

Blue è un libro fuori dal comune perché al suo interno non ha nessuna finzione letteraria, sebbene sia un urban fantasy. Gwen narra le vicende con il suo piglio fresco, ingenuo, tipico di una ragazzina e per questo estremamente divertente: la sua storia non annoia un solo secondo per via delle espressioni gioviali, delle situazioni mistery e/o amorose che tengono col fiato sospeso e fanno procedere velocemente nella lettura, dei personaggi affascinanti, simpatici o antipatici. Impossibile non immedesimarsi, non provare fastidio per il modo in cui è trattata (quasi fosse davvero una stupida), non essere contagiati  dal ritmo della storia.

Parliamo appunto del ritmo: decisamente migliore di quello di Red, dove poche ore venivano concentrate in trecento pagine. In Blue gli eventi vengono meglio gestiti, c’è meno spazio per le congetture un po’ strambe del primo libro e più per l’azione, ma non sono tralasciati i momenti e i dettagli esilaranti. Anche i nuovi personaggi contribuiscono a rendere interessante questo secondo episodio: prima di tutto Xemerius, il saggio gargoyle invisibile a tutti tranne che a Gwen, fido alleato e amico prezioso. Poi un’entrata molto interessante per Leslie, Raphael, fratello minore di Gideon. Infine lo spocchioso Mr Giordano, maestro esperto del secolo XVIII,  in combutta con Charlotte per fare sentire Gwen un’animella rozza e ignorante, e Mr Marley, adepto di secondo grado a Temple.

La trama prosegue dal punto in cui si era interrotta con Red: Gideon ha baciato Gwen, e questo non fa che confondere la ragazza –in seguito ai comportamenti contrastanti del De Villiers- sui suoi sentimenti per lei. Il conte di Saint Germain, che l’aveva minacciata nel primo libro, desidera che Gwen partecipi ad un ballo –o meglio, ad una soirée- per conoscerla più approfonditamente. Gideon rimane misteriosamente vittima di un agguato, e l’epilogo fa venire voglia di acciuffare subito il seguito…

Ciliegina sulla torta, un messaggio in codice alla fine facile da decifrare (basta seguire le istruzioni di Leslie nel corso del libro) che incrementa ancora di più la curiosità!
Una saga coinvolgente, uno young adult di tutto rispetto, scorrevole, semplice e di puro intrattenimento. 

martedì 27 settembre 2011

Teaser Tuesdays (39)


"Teaser Tuesdays" 

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Sono immersa nella lettura di Blue (negli ultimi tre giorni sono stata presa da... chiamiamole "distrazioni" e non ho in pratica fatto nulla. Mea culpa), che cercherò di finire il prima possibile (non vi dico quanto mi irritino certe cose... il modo da stupida in cui trattano Gwen fa venire i nervi persino a me!!). Soprattutto perché devo fare un sacco di cose. Devo leggere un sacco di libri, devo recensire due romanzi, devo aggiornare le rubriche e finire quella nuova sui libri in edizione economica. E poi la corrispondenza, c'è tanto da fare :O. Inutile tediarvi con i miei impegni, però. Mi auguro stiate affrontando tante belle letture e che vi godiate questi due Teaser di Blue. E i vostri quali sono?

Il corvo, nel suo rubino volteggiare,
tra i mondi sente i morti cantare,
non conosce la forza, il prezzo ignora,
si leva il potere, chiuso il cerchio è allora.

Il leone -fiero volto di diamante,
incantesimo che offusca la luce folgorante-
al calar del sole arreca mutamento,
la morte del corvo palesa il compimento.

Dagli scritti segreti del conte di Saint Germain

(Blue, di Kerstin Gier, pag. 215)

<<Puoi appoggiarti a me.>> Dopo un attimo di silenzio aggiunse: <<Mi spiace di essere stato così brusco prima>>.
<<Figurati, l'ho già dimenticato>>. In realtà era una bugia. Ma era la prima volta che Gideon si scusava del suo comportamento e forse dipendeva dall'alcol o dallo scemare del suo effetto, ma ne rimasi molto colpita.
Restammo per un po' così a guardare la luce tremolante della candela sull'altare. Le ombre tra le colonne sembravano muoversi e creavano macchie scuse de pavimento e sul soffitto. <<Quell'Alastair, perché odia tanto il conte? E' una questione personale?>>.
Gideon cominciò a giocare con una ciocca che mi ricadeva sulla spalla. <<Pare di sì. Ciò che tanto pomposamente si chiama Alleanza fiorentina in realtà è da secoli una specie di impresa famigliare. Durante i suoi viaggi nel XVI secolo il conte ebbe involontariamente un litigio con la famiglio del conte di Madrone a Firenze. O, meglio, diciamo che le sue capacità furono fraintese. I viaggi nel tempo non si sposavano con la concezione religiosa del conte, inoltre ci fu un equivoco con la figlia, in ogni caso era convinto di avere di fronte un demone e riteneva di avere ricevuto da Dio il diritto di spedire all'inferno tale abominevole creatura.>> La sua voce di colpo risuonò vicino al mio orecchio e, prima di continuare, mi sfiorò con le labbra il collo. 
(Blue, di Kerstin Gier, pag. 287)

sabato 20 agosto 2011

Recensione Red




Voto: 

Ci sono casi –rarissimi, sporadici- in cui le letture che faccio, per quanto frivole, leggere, piene di difetti tecnici, mi piacciono. Devo dire che Red rientra tra i pochissimi fortunati, sebbene i tanti stereotipi, lo stile che lascia molto a desiderare, la tipica cornice da ragazzine al primo amore (complessi di inferiorità e personalità goffe, Bella Swan docet).
Elemento relativamente innovativo per il genere young adult, la storia racconta di viaggi nel tempo: Gwendolyn vive da sempre all’ ombra della cugina Charlotte, che, per una strana congiunzione astrale derivata dal giorno della sua nascita, ha ereditato il gene di Viaggiatrice, pronto a manifestarsi da un momento all’altro adesso che ha raggiunto l’età adatta. Charlotte è istruita, bella, elegante: per via di ciò a cui è destinata sin dalla nascita e dell’educazione che, di conseguenza, le è stata impartita, gode, in famiglia, di molta più considerazione di quanto ne abbia Gwen, che non ha certo i voti brillanti della cugina e nemmeno le sue strabilianti caratteristiche. Ma quando Gwen, dopo qualche capogiro, si trova improvvisamente piazzata all’inizio del secolo, è evidente che non sia la perfetta Charlotte la persona giusta.

Il libro si presta benissimo a quella che potrebbe essere una trasposizione televisiva in chiave urban fantasy, e di certo farebbe parecchio furore. Tutto, nel romanzo, sembra infatti richiamare il mondo dei telefilm: la narrazione in prima persona che rispecchia appieno la personalità di una ragazzina come tante e per cui è facile provare simpatia, la vicenda amorosa, i dialoghi e le situazioni divertenti, ma, soprattutto, la struttura stessa del libro, quasi concepita come una sceneggiatura. L’arco temporale in cui si svolge la vicenda è brevissimo –appena qualche giorno- quindi la narrazione, che deve essere dilatata in 326 pagine, risulta concentrata su tutto l’arco della giornata e non sorvola sui dettagli. Dettagli che derivano, per esempio, dalle ingenuità della ragazza –vedi le ricerche su Google dell’amica Leslie, per esempio-. E’ facile capire che servono a creare momenti comici e a definire la personalità di Gwen, ma, ripeto, sono molto “televisivi”. Non a caso, alla fine del libro viene riportata la dicitura “l’avventura continua…”. Questa struttura, unita allo stile estremamente semplice e alla dinamica della narrazione, rende la lettura piacevole e niente affatto impegnativa. La trama, che potrebbe essere banale per i soliti cliché, produce brevi sprazzi di originalità grazie all’elemento fantastico che ci fa ben sperare per i prossimi libri.

Purtroppo, per quanto Red mi sia obiettivamente –e stranamente, aprite le bottiglie di champagne!- piaciuto, resta un libro estremamente semplice (rimando all’inizio della recensione per rileggerne brevemente i difetti) e dedicato ad un pubblico giovane, che ne sarà però sicuramente entusiasta. Questo il motivo per cui non posso dare più di due stelline e mezzo –e la metà della terza è dovuta al mio gradimento personale-, anche se rimango comunque molto ansiosa di leggere il seguito. 

martedì 9 agosto 2011

Teaser Tuesdays (34)

"Teaser Tuesdays" 



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Come vanno le vacanze? Quanto state leggendo? Io dovrei finire tra oggi e domani Red, di Kerstin Gier, abbastanza carino ma che non mi sta facendo impazzire. Ho da scrivere una recensione su Shadowhunters (se volete sapere il voto in anteprima: 3 stelline e mezzo) ma sono presa da pigrizia acuta. Sarà il caldo? L'estate? Per fortuna la voglia di leggere non passa mai....

Leslie aveva definito la nostra casa "un rispettabile palazzo" per via delle numerose stanze, i quadri, i pannelli in legno e le antichità che la riempivano. Immaginava che dietro ogni parete ci fosse un passaggio segreto e in ogni armadio quantomeno uno scomparto nascosto. Da piccole ci piaceva avventurarci i esplorazioni ogni volta che veniva a trovarmi. Il fatto poi che fosse veramente proibito ficcanasare in giro rendeva la cosa ancora più eccitante. Sviluppammo strategie sempre più raffinate per non farci scoprire. Negli ultimi individuammo effettivamente diversi scomparti e addirittura una porta segreta. Si trovava nel sottoscala, dietro un dipinto a olio che ritraeva un cavaliere grasso e barbuto con la spada sguainata e lo sguardo torvo.
(Red, di Kerstin Gier, pag.33)

<<Hai l'aria distrutta>>, mi disse Leslie durante l'intervallo. 
<<Mi sento da schifo, infatti.>>
Leslie mi batté sul braccio. <<Però queste occhiaie ti stanno bene>>, osservò cercando di rinfrescarmi. <<Ti fanno sembrare gli occhi ancora più azzurri.>>
Non potei fare a meno di sorridere. Leslie era così tenera. Eravamo sedute sulla panchina sotto il castagno. e dovevamo parlare sotto voce, perché dietro di di noi c'era Cynthia Dale e con un'amica e poco più in là Gordon anatrastarnazzante/orso-brontolone Gelderman discuteva di calcio con altri due ragazzi. Non volevo che sentissero quello che dicevamo. Già mi trovavano abbastanza bizarra.
(Red, di Kerstin Gier, pag.87)


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