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sabato 1 marzo 2014

Ancora Wild Cards: la traduzione prosegue



Del progetto sci-fi Wild Cards, nato nel lontano 1987 e curato fin da allora dall'ormai celeberrimo George R.R. Martin, avevamo parlato appena un mese fa (QUI). Avevamo annunciato con sorpresa la nuova traduzione dei primi tre libri della serie da parte di Mondadori, quasi completamente passata inosservata dopo che la precedente, ad opera di Feltrinelli, era arenata da anni.
Nell'articolo esprimevamo la speranza che il progetto avesse un futuro, e che le vendite confermassero la possibilità - già anticipata dalla casa editrice - di tradurre anche il quarto volume della serie, primo di una delle tante trilogie di cui si compone la saga del monumentale (per dimensioni e contenuti) Wild Cards.
Ebbene, questa volta Mondadori ha scelto di esaudire i desideri dei suoi lettori, non solo portando in Italia anche il quarto volume Wild Cards. La missione, ma pubblicando senza ulteriori proroghe gli altri due volumi della trilogia, rispettivamente Wild Cards. Nei bassifondi e Wild Cards. Il Candidato.
Tutti quanti i libri sono già in libreria dal 18 febbraio, sia in formato cartaceo che digitale, al prezzo di 12.00 e .
Le sorprese, tuttavia, non sono ancora finite: pare, infatti, che per luglio 2014 sia attesa anche la traduzione di Wild Cards 7. La mano del morto.



Wild Cards 4. La missione
Nel 1986 il virus alieno wild card liberato sopra la città di New York ha causato impressionanti mutazioni genetiche in chi ne veniva infettato, portando alla morte e a devastanti deformità o, in pochi casi, a sviluppare superpoteri. Ma il raggio d'azione del virus non si è fermato alla Grande Mela, e neppure agli Stati Uniti: in tutto il mondo ci sono orribili joker e superdotati assi. Quanti sono? Qual è il loro destino? Per scoprirlo da New York parte in missione una delegazione internazionale finanziata dall'OMS, in cerca di risposte. Ne fa parte tra l'altro uno dei più influenti cittadini di Jokertown, Xavier Desmond, che registra nel suo diario gli eventi di quell'epopea. Dalle sabbie della Siria alle giungle del Guatemala, fino alla vita notturna di Rio e ai segreti sepolti nella storia russa, i newyorkesi vivranno impensabili avventure, tra sciamani aborigeni, fanatici terroristi, assi investiti di una missione divina e antiche divinità egizie in grado di predire il futuro.




Wild Cards 5. Nei bassifondi
Non c'è pace per la città di New York, devastata nell'autunno del 1986 da un virus alieno che ha ucciso molti dei suoi abitanti e ha trasformato altri in esseri deformi, chiamati joker, o, in pochi casi, in assi dotati di facoltà straordinarie. I bassifondi della Grande Mela sono diventati il teatro di una guerra sanguinosa tra due gang rivali, la Società Pugno d'Ombra e la mafia. La violenza esplode, ma i pericoli non sono solo questi. Il virus wild card, infatti, ha subito una mutazione e ora si presenta in una nuova forma, ancora più aggressiva. E nessuno può dirsi al sicuro, perché anche chi ne è già stato infettato, i joker e gli assi, può essere nuovamente colpito. Con conseguenze persino più impressionanti della prima generazione patogena, ancora inimmaginabili...








Wild Cards 6. Il candidato
Luglio 1988. Da quasi due anni l'America è stata infettata dal virus alieno wild card che ha cambiato per sempre il volto della sua popolazione e la struttura della sua società, divisa tra nat, i non infettati, i joker, deformati orrendamente dall'infezione, e gli assi, che invece dal virus hanno ottenuto poteri eccezionali. Ma i riti della civiltà statunitense si compiono come sempre, compresa la convention di Atlanta che dovrà designare il prossimo candidato presidente democratico. I favoriti sono Gregg Hartmann, capo della coalizione che si batte per i diritti dei joker, e Leo Barnett, animato da un fanatismo religioso, che vorrebbe internare tutte le wild card. La tensione è già alle stelle, ma salirà ancora quando si diffonderà la voce che un asso in incognito si aggira per Atlanta, forse con un piano in mente...





lunedì 24 febbraio 2014

Epic fantasy scritti da donne: un mondo sconosciuto nelle librerie






La lista "incriminata" di Waterstones
Pochi giorni fa è stato pubblicato sul blog del quotidiano The Guardian (post originale qui) un post di Alison Flood che riportava un’interessante osservazione: negli ultimi anni si è assistito ad un radicale aumento dei lettori di fantasy epico, soprattutto quelli che hanno come protagonisti i così detti blokes in cloaks, ossia gli uomini in cappa, così le librerie pullulano di reparti di questo genere. È inevitabile pensare che il ritorno in auge di un genere così di nicchia sia dovuto alla trasposizione telefilmica de Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, saga letteraria di G.R.R. Martin, ma altrettanto palese è la tendenza, nelle librerie, ad esporre per lo più fantasy epici scritti da uomini. La polemica è nata da un articolo della scrittrice Foz Meadows, che ha criticato la scelta della maggiore libreria di catena britannica Waterstones di pubblicare una lista che comprende i migliori 22 romanzi fantasy epici/eroici, nella quale passa quasi inosservata la presenza di sole due donne, Trudi Canavan e Gail Martin.
La scrittrice Juliet E McKenna rincara la dose, sostenendo che se si chiedesse ai librai il motivo per cui i reparti di genere mancano di una presenza femminile, la risposta sarebbe “perché le donne non scrivono fantasy epici”. Eppure oltre a G.R.R. Martin esiste un mondo di scrittrici femminili altrettanto capaci.
Parliamo per esempio di Robin Hobb, autrice della Trilogia dei Lungavista: pseudonimo di Megan Lindholm, scrive trilogie dotate di epiche battaglie e creature magiche (compresi i draghi), ma le sue storie sono pienamente incentrate sui suoi personaggi, le loro ragioni e aspirazioni. Si dice che  Martin sia un suo grande fan e sia stato ispirato proprio dagli animali magici dell’autrice per la creazione dei metamorfi in Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
NK Jemisin è quella che si può chiamare un’esordiente nel genere, ma ha dimostrato di sapere il fatto suo con The Inheritance Trilogy (traduzione italiana a cura della casa editrice Gargoyle) e la duologia Dreamblood. Il primo volume della trilogia, I centomila regni, racconta le contese per il trono di diverse famiglie, un po’ come quelle per ottenere il leggendario trono di spade.
Altra autrice famosa è Ursula K Le Guin, che ha scritto La saga di Terramare, paragonata alla Trilogia dell’anello di J.R.R. Tolkien e definita come un grande classico moderno, oscuro e quasi arturiano – racconta infatti le vicende di un pastore destinato a diventare signore dei draghi.
Io aggiungerei anche Robin LaFevers, della quale sto seguendo la serie His Fair Assassin – trovate la mia recensione del primo volume qui - che mi sta appassionando tanto da non riuscire ad aspettarne la traduzione italiana. Rispetto alle altre saghe presentate in questo articolo, la serie è basata su fatti storici realmente accaduti, ma l’elemento magico la rende degna di essere inserita tra i romanzi epic fantasy.  Tra le autrici le cui opere sono state pubblicate in italiano, c'è anche Marion Zimmer Bradley, che con la sua saga di Avalon ha fatto riscoprire i personaggi del ciclo arturiano e le leggende sull'isola da cui la serie prende il suo nome.
Ancora sconosciuti e inediti in Italia i romanzi di Kate Elliott (alias Alis A. Ramussen), la cui serie più famosa è Crown of Stars, composta da  sette volumi pubblicati tra il 1997 e il 2006, che condivide con la saga di Martin lo stesso setting storico, ossia il tardo medioevo, ed è incentrata su temi come la guerra, la religione, la cavallerie e le questioni di genere.
Elizabeth Bear, anch’essa inedita in Italia, è autrice della trilogia The Eternal Sky e ha pubblicato numerosi romanzi di sottogenere urban. The Eternal Sky è ambientata in una versione AU delle steppe dell'Asia centrale, abitata da tribù nomadi che ricordano i Dothraki. Il punto forte della saga sono la caratterizzazione e l’utilizzo intelligente dell’elemento magico.
Julie Victoria Jones ha scritto invece la trilogia The Book of Words e un seguito, Sword of Shadows, più maturo e sofisticato, incentrato sulla figlia dell’eroe della prima saga e nello stesso tempo slegata dalla trilogia. L’ambientazione scandinava ricorda le storie dei personaggi che in Martin vivono al di là della barriera.
Queste sono solo alcune delle più famose scrittrici di fantasy epici, ma se ne potrebbero nominare ancora: Alison Flood ricorda Jaqueline Carey, Juliet Marillier, Kelly Link, Muriel Gray, Diana Wynne Jones e Mary Robinette Kowal.
E voi cosa ne pensate? Anche le librerie italiane selezionano più autori che autrici di epic fantasy?

giovedì 23 gennaio 2014

WILD CARDS, ovvero il lato positivo del marketing



Qualche tempo fa sul blog avevamo dedicato una serie di articoli a Geroge R.R. Martin e al suo A Song of Ice and Fire. In uno di questi interventi ci eravamo soffermati, in particolare, su un progetto da lui curato, cioè Wild Cards. 

Riassumendo in poche parole, si tratta di una serie - che per ora consta di ventuno libri - di romanzi fantascientifici scritti a più mani, nata da un'idea di Martin e di altri autori e basata su un gioco di ruolo. La serie si è poi estesa fino a diventare un progetto vasto e in continua crescita, che coinvolge sempre più penne/tastiere e storie. L'universo delle antologie è condiviso: la Terra è stata invasa da un virus alieno, detto appunto Wild Cards, che risulta altamente letale per gli esseri umani. Fra le persone colpite dalla malattia ci sono due categorie molto particolari, gli Aces, ovvero gli Assi, che non solo sopravvivono al virus ma, grazie a esso, ottengono un superpotere, e i Jokers, che non traggono vantaggi dal Wild Cards e il cui aspetto diventa mostruoso. Per questo vengono ben presto isolati dalla società, andando a rimpinguare gli strati più loschi della popolazione. Dopo un iniziale sbandamento del genere umano la situazione torna parzialmente sotto controllo e Aces e Jokers si ritrovano utilizzati/amati/odiati dalla popolazione terrestre. Partendo da questi presupposti ogni autore - e si sono cimentati davvero in tanti – crea una sua storia che si lega o meno a quella degli altri, ma comunque contestuale all'universo che va espandendosi racconto dopo racconto. Le possibilità sono molteplici, c'è chi riprende personaggi chiave di un'altra storia, chi quelli secondari, chi se ne inventa di propri: ogni idea è la benvenuta.

L' esperimento narrativo ha saputo dare ottimi risultati: se il primo libro della serie presenta qualche lacuna e manca a tratti di armonia, grazie alla levatura degli autori e alla varietà di stili l'opera nel suo complesso risulta comunque originale e degna di nota.

Perché ne riparliamo? Ebbene, nell'ambito della traduzione italiana, arenatasi ai primi due libri della serie (Wild Cards – L'origine e Wild Cards – L'invasione, uscite in patria nel 1987 e portate in Italia da Rizzoli nel 2010), c'è una grossa novità: non solo i primi due volumi sono stati ripubblicati da Mondadori ma, cosa ancor più stupefacente, nonostante i ritardi a cui siamo ormai abituati e il timore che il progetto di pubblicazione in Italia fosse stato abbandonato, è uscito anche il terzo volume, Wild Cards – L'assalto.
Stranamente il progetto, ripartito a giugno 2013, è passato in sordina con pochi echi anche on-line, dove solitamente le novità rimbalzano fino a riempire completamente la rete.

Il motivo di un rinnovato interesse per la serie è comunque presto svelato: da un lato gioca un ruolo principe l'improvviso balzo di notorietà di George R. R. Martin, grazie anche ai telefilm dedicati a A Song of Ice and Fire, che hanno finito per coinvolgere e appassionare persino i non lettori o i refrattari del genere fantasy. Dall'altro, il fatto che la nuova notorietà di Martin ha catturato l'attenzione di Hollywood: l'occhio della Syfy Film e della Universal Picture si è focalizzato proprio su Wild Cards, di cui da tempo sono stati comprati i diritti per l'adattamento sul grande schermo (la notizia risale già al 2011). L'attesa potrebbe essere lunga, vista la necessità di sviscerare tutto il materiale disponibile per estrarne un' unica storia.

Mondadori deve aver quindi fiutato l'affare, rimettendo i primi due volumi sul mercato con una copertina tutta nuova, e pubblicando  il terzo. Da febbraio 2014, con un po' di fortuna, potrebbe approdare in libreria anche il quarto volume. Tutto dipende però dall'esito delle vendite dei primi libri: dopo l'entusiasmo iniziale, infatti, la casa editrice si è resa conto che la serie procede a gruppi di trilogie, nonostante la struttura non sia uguale in tutti e ventuno i volumi. Poiché il quarto volume rappresenta l'inizio della seconda trilogia, la casa editrice sta tentennando. La speranza resta quella che gli appassionati di Wild Cards possano godere della serie al completo, ma le complicate dinamiche editoriali e la corsa al guadagno  - che costringe spesso a interrompere le saghe - non giocano a favore del futuro italiano di questo meritevole progetto.





lunedì 13 maggio 2013

La nuova trovata di G.R.R. Martin: The Wit and Wisdom of Tyrion Lannister




Già le farfalle cominciavano a svolazzare nello stomaco, già gli occhi si riempivano di gioia, meraviglia e desiderio, già si ringraziava il nostro G. R.R. Martin per questa sorpresa inaspettata e già si pregustava “The Winds of Winter”, mettendo da parte lo sconforto per una prevista e lunghissima attesa….e invece no, nulla di tutto questo. 
L’attesa ci sarà e a Dicembre 2013 non sarà il tanto sospirato nuovo volume de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” ad andare a ruba nelle librerie, quanto “The Wit and Wisdom of Tyrion Lannister”,. Tradotto, “L’umorismo e la saggezza di Tyrion Lannister”.
Ebbene sì, mettiamo da parte i festoni colorati. 
La HarperCollins, presentando le uscite previste per l’autunno, ha annunciato questa nuova “fatica” di Martin, frustrando l’attesa di tutti coloro che, piuttosto che una raccolta delle battute sagaci o sagge di Tyrion Lannister, in arte il Folletto, si aspettavano di veder continuare la tanto amata saga. Una manovra commerciale, ovviamente.  Pare infatti che Martin ci abbia preso gusto, tra serie televisive ispirate alla saga e gadget di ogni genere. Il successo, si sa, di questi tempi va cavalcato e sfruttato fino all’ultimo dollaro, così Martin non ha perso occasione per lasciare i suoi fan con il fiato sospeso e dar in pasto loro opere di poco conto in modo da fomentare l’attesa e sicuramente aumentare i suoi incassi.


Nulla da togliere a Tyrion Lannister, uno dei personaggi più amati dagli appassionati e –ormai lo si è capito- dallo stesso Martin, ma dati i tempi d’attesa molti avrebbero preferito un totale silenzio coronato dall’uscita del fatidico volume che ci avvicinerà all’epilogo della saga. Inutile dire che, nonostante le critiche, il volume andrà a ruba. A Natale poi, sarà il regalo perfetto per chi è dichiarato fan di G.R.R, Martin. Anche la data d’uscita, quindi, non è certo una coincidenza. 
A contribuire sarà  sicuramente anche la magistrale interpretazione di Peter Dinklage nella serie della HBO. L’attore, affascinante e pieno di un indiscutibile charme, ha persino vinto un Emmy come migliore attore non protagonista e dunque era l’oggetto perfetto per un libro che raccoglierà tutte quelle simpatiche battute, pronunciate sempre con irriverente ironia e irresistibile acume, libro che probabilmente sarà acquistato anche e soprattutto da coloro che, più che lettori di Martin, sono fan di Dinklage.  



I punti di vista, nonostante ciò, sono molteplici: c’è chi, indignato, afferma che Martin dovrebbe pensare a scrivere “The Winds of Winter” data l’età avanzata e l’ormai proverbiale paura, da parte dei lettori, che lasci l’opera incompiuta; c’è chi, entusiasta, non vede l’ora di arricchire la sua collezione e dunque aspetta con ansia Dicembre; ci sono poi quelli che intendono comprare il volume solo se questo conterrà degli indizi sul possibile futuro  svolgimento della saga, quasi fosse un atto di protesta per un’attesa che si protrae e che viene per altro frustrata.  
Certo è che Martin ricaverà ancora una volta un bel gruzzolo da questa sua ultima trovata, benedicendo probabilmente il giorno in cui il mondo di Westeros gli si è affacciato alla mente.




George R.R. Martin (1948, Bayonne, New Jersey) è stato sceneggiatore per il cinema e la televisione. Ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, tra cui Fevre Dreams e The Armageddon Rag, vincendo, tra gli altri, i premi Hugo, Nebula, Bram Stoker e Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri della saga "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", oltre alle raccolte di racconti Le Torri di cenere (2007) e I Re di sabbia (2008). Nel 2011 è uscita in un unico volume la raccolta dei primi quattro titoli delle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco". L'autore vive a Santa Fe, in New Mexico, con la moglie e i loro gatti. 

giovedì 7 febbraio 2013

Recensione: La danza dei draghi di George R.R. Martin



La danza dei draghi - George R.R. Martin
Non c'è fine alla guerra dei cinque re: alimentato dall'infinita sete di potere di troppi condottieri e pretendenti, un insensato bagno di sangue continua a sconvolgere il cuore dei Sette Regni.

Nel remoto nord, alla Barriera ormai travolta dalla furia dell'inverno, il giovane Jon Snow è costretto a compiere una scelta tanto temeraria quanto estrema. Una scelta che susciterà le ire dei suoi stessi confratelli e che potrebbe costargli molto più del rango di lord comandante dei Guardiani della notte.
Ad Approdo del Re, nonostante il suo potere sia ormai disgregato, l'arrogante regina Cersei Lannister riconquista la libertà dalle segrete di una fanatica setta religiosa al prezzo di una pena infamante e ripugnante.
Nel mare stretto, Victarion Greyjoy, brutale e sanguinario ammiraglio della Flotta di Ferro, sta facendo rotta verso la Baia degli Schiavisti per conquistare la mano di Daenerys Targaryen, Madre dei Draghi: un disegno infido e pericoloso che lo spingerà persino a stipulare una blasfema alleanza.
Ma Victarion non è il solo a desiderare di occupare il trono di spade al fianco di Daenerys. Nella città di Meereen, tuttora sotto assedio, mentre il valoroso Barristan Selmy deve ordire un complotto contro l'ambiguo re Hizdahr, un principe dorniano ossessionato dalla furia dei draghi si lancia in un'impresa destinata a rivelarsi suicida.
E tra le linee dell'assedio yunkai, Tyrion Lannister, l'immarcescibile Folletto, studia una strategia per creare una nuova, inaspettata forza d'invasione con la quale riconquistare i Sette Regni.

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 504
Prezzo: 19,00 euro.





Voto: 
  

Tanto desiderata e or ben assaporata dai fan della saga, giunge il momento per Dusty Pages di puntar lo sguardo su  “A Dance with Dragons”.  Volume unico negli USA,  si conclude in Italia dopo esser stato spezzettato in tre parti dalla Mondadori: I Guerrieri del Ghiaccio, I Fuochi di Valyria e, appunto, La Danza dei Draghi. 

E’ l’ultimo episodio della saga di G.R.R. Martin, “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, la sua uscita sancisce dunque l’inizio dell’attesa per “The Winds of Winter”.
La Danza dei Draghi di certo colpisce immediatamente per una cosa: la copertina. A pieno campo, l’illustrazione di Paolo Barbieri non delude. Un drago nero, forse Drogon, ci guarda ostile con i suoi occhi rossi e le fauci spalancate. Il disegno è ricco di particolari, avvolto in giochi di luci e ombre nei toni del blu e dell’azzurro. Di certo, una tale presentazione non lascia indifferenti gli amanti del genere che finalmente vedono un drago degnamente rappresentato. 
Andando avanti con la lettura, si comprende che la trama seguirà le vicende dei Lannister di Approdo del Re, degli uomini alla Barriera, del beneamato  Tyrion, di Aria Stark e di Daenerys, con i suoi intrighi nelle città schiaviste oltre il Mare Stretto, mare per cui si avventurano  gli odiati Greyjoy, anche loro animati da sogni di gloria e accompagnati dal sempre più presente Dio Rosso.  I draghi – intesi sia nell’accezione di Targaryen che di vere e proprie fiere leggendarie -pervadono direttamente o con la loro sempre più decisa indiretta presenza le pagine del libro, prendendo ad acquistare agli occhi del lettore avido di novità sempre più rilevanza. Daenerys infatti non è più l’unica Targaryen e adesso il suo giovane e affascinante nipote sembra esser destinato dalla penna di Martin a grandi cose. Vedremo, ma nel frattempo sarà meglio non affezionarsi troppo!
Il Gioco del Trono nel continente Occidentale continua senza esclusione di colpi all’insegna di tradimenti, improbabili alleanze, complotti, omicidi e poche anime onorevoli che come al solito subiscono pesanti sconfitte. Specchio del reale? Forse qualcuno concorderà con me nel riconoscere molti dei processi descritti come perfetti rimandi al quotidiano. 
Lontane dal nostro sguardo rimangono quelle figure di cui ancora non si intuiscono i destini, ma che pure hanno preso forma nei libri precedenti, come quella di Petyr “Ditocorto” Baelish, Sansa Stark e Doran Martell, la figlia Arianne e le intriganti Serpi delle Sabbie. 
Figura di spicco è Barristan Selmy il Valoroso, di cui leggiamo interessanti capitoli in grado di farci riflettere sull’ormai perduta via dell’onore, ma anche sulla ragion di stato e sui modi che questi due “ideali” hanno di entrar in relazione e di scontrarsi. Ancora una volta, sembra che Martin voglia farci sì sognare, ma fino ad un certo punto.
Lo stile dell’autore è sempre lo stesso, quello cui ormai i suoi fan sono abituati.  Amante dei particolari, non evita d’esser diretto -a tratti scurrile- o di propinarci i dettagli più delicati, così anche quelli più crudi. Uno spiccato gusto dell’orrido accompagna se necessario descrizioni e dialoghi, senza inutili edulcorazioni. Questo raramente dispiace, perché Martin è un maestro della verosimiglianza. 
Sembrerà strano per quella che è un’ambientazione fantasy, ma “verosimiglianza” è una delle parole d’ordine dell’intera saga. La perfetta caratterizzazione dei personaggi- cui vengono dedicati interi capitoli narrati secondo il loro punto di vista- lo dimostra. Leggendo libro dopo libro poi, ci si chiede se la storia non stia forse andando troppo per le lunghe. La Danza dei Draghi, pur pregna di avvenimenti determinanti per il futuro dei Sette Regni, non fa eccezione e non lascia intraveder la fine. E’ un primo pensiero, libero tuttavia da una riflessione più profonda che porta invece a considerare quello che –coniando forse un ossimorico neologismo- mi arrischierei a definire “realismo fantasy”.  Chi, come me, segue la storia fin da “Il Trono di Spade”, sa che ogni azione narrata ha conseguenze future, che il dilatarsi degli spazi provoca effettivamente dei ritardi nel trasferimento di eventi, informazioni e processi e che la storia non è fatta di grandi gesta dalla risonanza universale, ma di piccole azioni dei singoli, azioni che combinandosi fra loro finiscono per scrivere la storia di un popolo. 
Nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco c’è molto di più quindi che una storia di draghi, di casate in lotta, di guerre e intrighi di corte. C’è l’evolversi di un popolo, c’è un microcosmo che ruota secondo i virtuosismi e i vizi dell’umanità. La Danza dei Draghi  è una parte di tutto questo, è uno dei tasselli che porteranno, forse, a una conclusione.  In fondo, Valar Morghulis, tutti gli uomini devono morire. 


George R.R. Martin (1948) 
è stato sceneggiatore per il cinema e la televisione. Ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, tra cui Fevre Dreams e The Armageddon Rag, vincendo, tra gli altri, i premi Hugo, Nebula, Bram Stoker e Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri della saga "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", oltre alle raccolte di racconti Le Torri di cenere (2007) e I Re di sabbia (2008). Nel 2011 è uscita in un unico volume la raccolta dei primi quattro titoli delle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco". L'autore vive a Santa Fe, in New Mexico, con la moglie e i loro gatti.

martedì 22 gennaio 2013

Anteprima: Armageddon Rag di G.R.R. Martin.







A questa stupenda notizia che il nuovo anno ci porta, gli amanti di George R. R. Martin drizzeranno sicuramente le orecchie! Incoraggiato dal successo riscosso da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, il 7 Febbraio arriva Armageddon Rag, un romanzo inedito in Italia che ha visto la luce nel lontano 1983 grazie alla Nemo Press, ma che solo ora- e per ovvi motivi- si prepara a mostrarsi sugli scaffali nostrani.
Di Armageddon Rag hanno parlato un po’ tutti, forse anche negli ultimi tempi grazie al successo che Martin ha riscosso con le Cronache. Si è espresso a riguardo perfino il grande Stephen King che definisce Armageddon Rag il “miglior romanzo sulla cultura musicale pop Americana degli anni Sessanta che abbia mai letto”. Su Goodreads non raggiunge per pochissimo le 4 stelline su 5 -con un rating di 3,68- ma dai quotidiani americani non riceve che giudizi positivi, come potete leggere sul famoso social dedicato ai libri.
Per quanto riguarda la Casa Editrice, sarà la Gargoyle Books a portare fra noi uno dei romanzi che negli anni Ottanta si rivelò un flop e che quasi costò al nostro Martin il tracollo della carriera. Per fortuna fu rivalutato l’anno successivo alla sua uscita, ottenendo la nomination per il Premio Locus e i Fantasy World Award appunto nel 1984. Pare a lasciare perplessi i critici nel 1983 fosse stato  il carattere sperimentale, intriso di filosofia hippie degli anni Sessanta e un pizzico di fantasy, mistery e horror. Di certo un bel mix che oggi non può non incuriosire tutti coloro che sono abituati a nobili Casate, Draghi e Metalupi.
Il romanzo farà parte della collana Extra della Gargoyle Books, insieme ad altre opere dello scrittore come Il Battello del delirio e In fondo al Buio.

Potrà essere acquistato, con le sue 480 pagine, a 16.50 euro.
Non so voi, ma io non vedo l’ora di conoscere questo “volto” inedito di Martin!

Armageddon Rag – G. R. R. Martin
Mai edito in Italia, questo romanzo sfugge alle classificazioni: giallo ben calibrato, thriller mistico-psicologico, amarcord musicale e affresco puntuale e realistico dell’America degli anni ’60, quella degli hippie e delle lotte studentesche, del “peace and love”, della Rivoluzione e, soprattutto, della musica rock di Jimi Hendrix, The Doors, Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Simon & Garfunkel, Joni Mitchell e di tanti altri, al cui ritmo il Movimento è esploso. New York, metà degli anni Ottanta. Sandy Blair, ex giornalista e ora scrittore in crisi d'ispirazione, viene inaspettatamente ricontattato dalla Hedgehog, rivista musicale e di cultura underground con cui lavorava prima di essere licenziato, per scrivere un reportage su un crimine inquietante. Jamie Lynch, personaggio di spicco della scena musicale rock anni '60 ed ex produttore del leggendario gruppo dei Nazgûl, è stato orrendamente assassinato nel suo ufficio; in sottofondo, le note dell'ultimo album della band, scioltasi dieci anni prima in seguito all’uccisione - durante un concerto - del loro leader, il cantante Patrick Henry Hobbins, detto "Hobbit". Incuriosito e come spinto da ragioni misteriose Sandy accetta di scrivere il pezzo mettendosi sulle tracce dei componenti della band, di vecchie amicizie e di chiunque sia in grado di fornirgli delle indicazioni per scoprire cosa si nasconda dietro gli omicidi di Lynch e Hobbins. Presto, però, il viaggio-indagine si tramuta in una spirale asfittica, in una resa dei conti con il proprio io e con i propri demoni, e ancora con un mondo e un passato soltanto in apparenza estinti, legati in modo profondo e oscuro alla musica dei Nazgûl - che qualcuno vuole riunire per un ultimo concerto- e alla controcultura rock degli anni Sessanta. L’ora dell’Armageddon sembra essere giunta. Con una scrittura diretta e dal ritmo concitato, visionaria e a tratti dolorosamente disincantata, Martin trascina il lettore in un’avventura allucinatoria dalle atmosfere apocalittiche, in un crescendo di episodi inquietanti e di sogni psichedelici che hanno a che fare con sacrifici, riti satanici e occultismo. Nella trama ben intessuta, gli elementi del thriller, dell’horror e del mystery soprannaturale si fondono con una ricognizione accurata e oggettiva della cultura americana degli anni ‘60, dei suoi miti e delle sue mode, come il nascente culto per Tolkien (ispirazione del gruppo musicale dei Nazgûl), del rock and roll e dei gruppi leaders di allora. Fil rouge la musica, che meglio delle parole può testimoniare, con disillusa nostalgia, un’epoca in cui “le canzoni non erano solo canzoni” ma esaltavano e avevano il potere di cambiare il mondo. Sullo sfondo dei battiti animali e selvaggi del rock, in Armageddon Rag si assiste impotenti al fallimento di un’intera generazione di giovani americani e dei loro ideali e a un ultimo, disperato, tentativo di impedire che l’Apocalisse si compia.


George R.R. Martin (1948, Bayonne, New Jersey) è stato sceneggiatore per il cinema e la televisione. Ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, tra cui Fevre Dreams e The Armageddon Rag, vincendo, tra gli altri, i premi Hugo, Nebula, Bram Stoker e Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri della saga "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", oltre alle raccolte di racconti Le Torri di cenere (2007) e I Re di sabbia (2008). Nel 2011 è uscita in un unico volume la raccolta dei primi quattro titoli delle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco". L'autore vive a Santa Fe, in New Mexico, con la moglie e i loro gatti. 


venerdì 11 gennaio 2013

Speciale: Lucca Comics and Games 2012



A cura di Miki

L'edizione del Lucca Comics 2012, svoltasi dal 1° al 4 novembre, ha visto ampliarsi la sezione Luk for Fantasy, area nata nel 2010 da una costola del Games e dedicata all'universo del fantastico. Come sempre, passeggiando per le vie di Lucca in questo periodo, sembra quasi di vivere in un universo parallelo popolato da personaggi appartenenti ad altri mondi: rispetto agli anni scorsi sono aumentati a dismisura i cosplayer fantasy, in particolare quelli de Il trono di spade, tra cui spiccano Khal Drogo e Daenerys Targaryen. Cosa c'è di più romantico per una coppia di interpretare questi due personaggi? Ma non finisce qui.


Per tutti gli amanti del libro di George R. R. Martin gli organizzatori del Lucca hanno pensato a due incontri speciali con i doppiatori della serie tv. Tantissime sono state le curiosità che sono emerse dalle interviste con Letizia Ciampa (Daenerys Targaryen), Daniele Giuliani (Jon Snow), Riccardo Rossi (Jaime Lannister), Edoardo Stoppacciaro (Robb Stark) e il direttore del doppiaggio Sandro Acerbo. Scopriamo così che Edoardo è un vero e proprio appassionato dei libri e della serie tv tanto da ricordarne le battute a memoria, mentre Riccardo Rossi, non conoscendo affatto la trama, si è accorto della crudeltà del personaggio a lui affidato solo durante il doppiaggio. Secondo Stoppacciaro, la voce di Robb Stark, il trono di spade dovrebbe andare a Daenerys e a Jon Snow. E voi come la pensate?
All'interno del padiglione Carducci, oltre a Mondadori, quest'anno era presente per la prima volta anche Fanucci con un stand ben fornito e un programma interessante: le danze sono iniziate il primo novembre con l'incontro Tutti i mondi possibili di Philip K. Dick. Omaggio ad un classico della fantascienza, per poi parlare soprattutto spagnolo con Lena Valenti, autrice de Il libro di Jade e concludere con l'astro nascente dello young adult Victoria Alvarez, che abbiamo recentemente intervistato.


Proseguendo nella lunga carrellata di eventi che hanno visto come protagonista la letteratura, arriviamo finalmente a quello che è stato uno dei pezzi forti della manifestazione: l'incontro con Valerio Massimo Manfredi dedicato all'uscita del suo nuovo libro Il mio nome è Nessuno, incentrato sul mito di Ulisse. La conferenza si è svolta davanti a circa seicento spettatori all'Auditorium San Romano, una chiesa barocca illuminata da poche luci che ha esaltato ancora di più l'unicità di questa esperienza: per l'occasione Manfredi ha letto alcuni brani tratti dal suo libro e si è lasciato poi andare ad un'interessantissima lezione sui miti della Grecia antica.
Uno degli eventi più esclusivi di quest'anno è stato inoltre il seminario di scrittura ad opera di Christopher Paolini, a Lucca anche per festeggiare la cittadinanza italiana appena ottenuta: l'incontro di due ore a numero chiuso ha avuto un gran successo e l'autore ha consigliato ai partecipanti i mezzi, le scelte e le tecniche di scrittura che possono trasformare una buona intuizione in una grande opera.


A concludere l'ampio carnet dell'edizione 2012 abbiamo ancora Greg Staples, illustratore inglese di fama internazionale, con la sua bellissima mostra, e i quattro moschettieri Lucio "Athos" Parrillo, Dany "Porthos" Orizio, Luca "Aramis" Zontini e Paolo "d'Artagnan" Barbieri, che hanno portato al Lucca il volume One4All, un artbook che rivisita il famosissimo libro di Alexandre Dumas. Paolo Barbieri ha presentato inoltre L'inferno di Dante, sua particolare versione dell'universo del poeta fiorentino, passando per Paolo e Francesca, Caronte, il Conte Ugolino e tutti i personaggi che popolano la Divina Commedia. Tra gli argomenti sollevati da Barbieri durante l'incontro, il più interessante è stato sicuramente il particolare paragone del capolavoro di Dante con il cinema horror contemporaneo: secondo l'autore, le scene descritte dal poeta si avvicinano molto allo "splatter" di alcuni film di John Carpenter e alle atmosfere del cinema orientale, a sottolineare ancora una volta l'attualità della Divina Commedia, un'opera che non smetterà mai di affascinare.
Vi lasciamo con il video che Paolo Barbieri ha accettato di fare per noi. Ci scusiamo per la qualità dell'audio ma il brusio e la musica del padiglione che ospitava il Games erano indescrivibili.





lunedì 5 novembre 2012

Novita: La danza dei draghi di George R. R. Martin

A cura di Lamia


Una buona notizia per gli appassionati della famosa saga di George R.R. Martin, Cronache del ghiaccio e del fuoco, che muove un altro lento passo verso la sua conclusione.
Il 30 ottobre, ad un anno dalla pubblicazione americana, per Mondadori, è uscito La danza dei draghi (Prezzo: 19,00 euro; Pagine: 328), il capitolo conclusivo dopo I guerrieri del ghiaccio e I fuochi di Valyria, di A Dance with Dragons, quinto libro dei sette previsti inizialmente.
E se ancora non lo avete letto, la stessa data ha visto anche la ristampa in edizione economica del primo dei tre volumi: I guerrieri del ghiaccio (10,50 euro).

Eravamo rimasti, ne i fuochi di Valyria, con un Trono di Spade pericolosamente vuoto dopo l'imprigionamento di Cersei Lannister, l'ultima regina dei Sette Regni. Il continente, privato di una guida, è in preda alle brame di potere di chiunque. Oltre il Mare Stretto le cose non precedono di certo meglio, con Tyrion Lannister in fuga per la vita. Una fuga che si trasmorma in prigionia presso gli Yunkai, che metteranno alla prova tutta la sua ormai proverbiale capacità di escogitare stratagemmi per sopravvivere.
Daenerys Targaryen è sempre più belligerante ma ancora lontana dal bramato Trono di Spade, nel frattempo impara a fare la regina. Accanto alla ragazza troviamo ora Quentyn Martell, un nuovo personaggio, che le ha portato l'alleanza di Dorne, ma che ha miseramente fallito l'altra sua missione.
Non dimentichiamo però la Barrieria, il luogo più importante allo stato attuale dei fatti. Mentre lord e cavalieri sono intenti al solito gioco dei troni, nell'estremo nord si combatte una guerra che potrebbe spazzare via tutti i Sette Regni e a fronteggiarla c'è Jon Snow, comandante dei Guardiani della Notte, sempre più incompreso e sempre più sul filo del rasoio.


La danza dei draghi - George R. Martin
Non c'è fine alla guerra dei cinque re: alimentato dall'infinita sete di potere di troppi condottieri e pretendenti, un insensato bagno di sangue continua a sconvolgere il cuore dei Sette Regni. Nel remoto nord, alla Barriera ormai travolta dalla furia dell'inverno, il giovane Jon Snow è costretto a compiere una scelta tanto temeraria quanto estrema. Una scelta che susciterà le ire dei suoi stessi confratelli e che potrebbe costargli molto più del rango di lord comandante dei Guardiani della notte. Ad Approdo del Re, nonostante il suo potere sia ormai disgregato, l'arrogante regina Cersei Lannister riconquista la libertà dalle segrete di una fanatica setta religiosa al prezzo di una pena infamante e ripugnante. Nel mare stretto, Victarion Greyjoy, brutale e sanguinario ammiraglio della Flotta di Ferro, sta facendo rotta verso la Baia degli Schiavisti per conquistare la mano di Daenerys Targaryen, Madre dei Draghi. Ma Victarion non è il solo a desiderare di occupare il trono di spade al fianco di Daenerys. Nella città di Meereen, tuttora sotto assedio, mentre il valoroso Barristan Selmy deve ordire un complotto contro l'ambiguo re Hizdahr, un principe dorniano ossessionato dalla furia dei draghi si lancia in un'impresa destinata a rivelarsi suicida. E tra le linee dell'assedio yunkai, Tyrion Lannister, l'immarcescibile Folletto, studia una strategia per creare una nuova, inaspettata forza d'invasione con la quale riconquistare i Sette Regni.


George R. R. Martin
Geroge Raymond Richard Martin (Bayonne, 20 settembre 1948), è uno dei più noti autori americani di fantasy e fantascienza. Divenuto famoso soprattutto grazie alla saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, ha una lunga lista di collaborazioni come produttore e sceneggiatore oltre che una nutrita serie di libri e racconti composti singolarmente o a più mani come nel caso della serie Wild Cards.
Ha pertecipato anche come autore alla serie tv The Twilight Zone.

venerdì 24 agosto 2012

Risultati test "Sei un vero fan di Martin?"

Buongiorno lettori, ecco finalmente le risposte del quiz "Sei un vero fan di Martin?" che abbiamo realizzato per lo Speciale sull'autore:


1. Quante e quali sono le figlie bastarde note di Oberyn Martell, detto La vipera rossa?
Sono otto (le cosiddette ‘vipere delle sabbie’): Obara, Nymeria, Tyene, Sarella, Loreza, Obella, Dorea, Elia.

2. Dove riposa il corpo di Lyanna Stark?
A Grande Inverno nella cripta degli Stark

3. Chi è soprannominato il “re mendicante”?
Viserys III

4. "Ti porti addosso l'onore come un'armatura, Stark. Tu credi che ti tenga al sicuro, ma tutto quello che fa è pesarti sulla schiena e impacciarti i movimenti. [...]". Chi pronuncia questa frase E in quale libro?
Lo dice Petyr ‘Ditocorto’ Baelish a Eddard Stark, ne Il Grande Inverno.

5. Come muore Viserys III?
 Drogo fa sciogliere una collana d'oro e ne fa versare l'oro bollente sulla sua testa

6. Chi é Balerion?
Balerion è il drago di Aegon Targaryen

7. A chi è attribuita la costruzione di Grande Inverno?
A Brandon Il Costruttore, membro della Casa Stark e forse fondatore, con l’aiuto dei giganti.

8. Chi viene salvato dal corvo con tre occhi?
Bran Stark

9. Come si sale in cima alla Barriera?
Per arrivare in cima alla Barriera c'è un ascensore manovrato dai Guardiani della notte in corrispondenza delle fortezze

10. Qual è il nome della battaglia in cui fu ucciso Rhaegar Targaryen?
Battaglia del Tridente

11. Chi sono i sette dei degli Andali?
 Il padre, la madre, il guerriero, la fanciulla, il fabbro, la vecchia e lo sconosciuto (sono nominati in una filastrocca del libro)

12. Come si incontrano Jon Snow e Ygritte?

 in una missione a nord della Barriera con Quorin, uccidono due guardie dei Bruti e visto che terza è una donna (Ygritte) la fanno prigioniera


13. Quando Tyrion viene accusato dell’omicidio di Joffrey e richiede un processo per singolar tenzone, chi combatte il duello all’ultimo sangue in rappresentanza delle due parti?
Oberyn Martell per Tyrion, Gregor Clegane per Cersei.

14. Per quale importante evento è famoso il Tridente?
Per la battaglia del Tridente, nella quale Robert Baratheon sconfisse Rhaegar Targaryen.

15. Come si è procurato la cicatrice sulla faccia Ser Sandor Clegane? A chi lo rivela?
Per uno screzio da bambini con il fratello, che gli ha ustionato il viso. Lo rivela a Sansa Stark


Per quanto riguarda la copia de I fuochi di Valyria, tra gli appassionati di Martin  che abbiamo seguito abbiamo deciso di regalarla a....


Simona Stark Cattaneo

mandaci il tuo indirizzo a dpinwonderland@gmail.com!:)

mercoledì 22 agosto 2012

I libri più visti in televisione: microspettiva sul piccolo schermo (2)

A cura di Lizy

Camelot PosterBen trovati al secondo ed ultimo appuntamento con il nostro viaggio sui rapporti tra letteratura e televisione. Nella puntata precedente abbiamo parlato delle serie tv di genere paranormal, comedy e drama, oggi ci occupiamo di quelle che invece hanno un alone storico- epico, che attraggono una larga fetta di pubblico, le più famose delle quali sicuramente sono quelle che riprendono il ciclo arturiano focalizzandosi sul mito di Merlino e le leggende di Avalon: sto parlando ad esempio dello sfortunato “Camelot”, che ha chiuso i battenti dopo solo una stagione e narrava le vicende relative alla costruzione del mito del regno di Re Artù dopo la morte di Uther Pendragon, ispirato al ciclo di romanzi “La morte di Artù”, composto da Thomas Malory alla fine del Quattrocento. Le vicende narrate sono un po’ diverse da quelle che abbiamo conosciuto attraverso altri film, nei quali fondamentale è il triangolo amorosa tra Ginevra, Re Artù e per il suo primo cavaliere Sir Lancillotto: in questa versione ella è promessa sposa di Leontes, uno dei primi cavalieri di Artù, ma già prima delle nozze mostra interesse verso il suo sovrano che, pur a malincuore, si trova a benedire il loro matrimonio. Ma Leontes avrà vita breve perché morirà in battaglia e Artù si troverà a consolare quella che crede essere Ginevra, ma in realtà è Morgana resasi uguale a lei con un incantesimo. Mi ha affascinato il modo in cui è stato trattato il mito di Excalibur, con Merlino che si rende responsabile della morte della bambina che porta il nome della spada e che diventerà la dama del lago. Peccato per questo telefilm, che aveva i presupposti per diventare un vero cult, ma che è stato forse criticato per la presenza di scene molto erotiche che cozzavano con l’anima dello show. Ad ogni modo ve lo consiglio per ammirare un’inedita Eva Green nei panni di Morgana e Joseph Fiennes nelle vesti di Merlino.

Un altro telefilm molto amato sulle vicende del mago più famoso della storia è “Merlin”, che ci racconta di un Merlino inedito e giovane, che muove i primi passi nel mondo della magia, le cui capacità sono sconosciute al principe Artù (del quale è il servo) perché nel regno l’uso della magia è punito con la morte. In questo caso si segue poco la leggenda, a cominciare dall’ambientazione decisamente più rinascimentale che medievale (addirittura si dice che il mito di Camelot sia di origine romana), come il fatto che Artù e Merlino siano coetanei e che Ginevra sia una serva. Benché sia poco fedele al ciclo arturiano, la serie appare molto godibile e improntata sulla comicità delle situazioni che accadono per inesperienza del mago, nonché sul rapporto di amicizia che si instaura nel corso delle serie tra lui e l’erede al trono. Il successo di pubblico ha portato la BBC a rinnovare lo show per una quinta stagione che vedremo nell’inverno 2012 – 2013.



Non spostiamoci dalla scena fantasy per trattare di un altro telefilm conclusosi solo alla seconda stagione, tratto dal famosissimo ciclo di romanzi di undici volumi de “La spada della verità” ( “The Sword of Truth” in originale) di Terry Goodkind. La serie televisiva, conosciuta in America come “The Legend of the Seeker”, è liberamente ispirata alla vicenda letteraria, e racconta di un mondo immaginario nel quale esiste un confine magico, un velo, che non permette alla magia di passare oltre e si lotta perché una terra vinca sull’altra, nell’eterna battaglia tra bene e male. In questo mondo esiste una Depositaria, Kahlan, che sta cercando di salvare le Terre Centrali e ha bisogno dell’aiuto del mago Zed per nominare un nuovo Cercatore (che guarda caso sarà Richard, un guardiano dei boschi che l’ha già aiutata), ossia un uomo che si serva della spada della verità per contrastare l’avanzata delle armate del cattivone di turno, Darken Rahl. Tutto questo potrebbe risultare molto interessante, se nonché il continuo utilizzo dello slowmotion per le scene di battaglia renda la visione quasi noiosa nonostante ci siano dei rari momenti di ilarità che ricordano vagamente “Hercules” e “Xena: Principessa Guerriera”, sempre dello stesso regista Sam Raimi. Inoltre, i romanzi presentano numerose scene di crudeltà, che ben si allontanano dal prodotto televisivo che sembra far parte di un preciso format di programmi dal sapore alquanto… commerciale. Ben diversa sarebbe stata la sua sorte se i produttori avessero deciso per una serie più cruda, visto il recente successo de “Il trono di Spade” ( “Game of Thrones”), ispirato alle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” (“A Song of Ice and Fire”) di George R. R. Martin.

La storia racconta le battaglie per la conquista del titolo di re dei sette regni attraverso le vicende delle varie famiglie che dominano queste terre: gli Stark, i Lannister, i Targaryen, per citarne solo alcuni (se volete approfondire potete leggere lo speciale“Cinque giorni di Martin” scritto dalla nostra Lamia). Il telefilm ha le caratteristiche dei prodotti cinematografici e riesce a catturare lo spettatore per la sua trama così fitta e ben studiata. Inoltre la spettacolarità delle ambientazioni (ricordiamoci che si tratta di una delle produzioni più costose degli ultimi dieci anni) e il forte legame con la saga letteraria rende ancora più interessante la visione: lo stesso Martin si è detto soddisfatto del risultato, affermando che la serie è molto fedele alla sua opera e che gli attori sono stati all'altezza delle aspettative. Sicuramente la visione è adatta ad un pubblico adulto, in quanto presenta un linguaggio decisamente esplicito e frequenti scene di violenza (non scorderò mai la testa di Stark così reale appesa ad un palo), nonché nudità e sesso a gogo.

Che dire, spero che questa ultima puntata vi sia piaciuta e abbia creato nuovi spunti sia per le vostre letture che per i vostri momenti davanti al piccolo schermo. Io vi consiglio una visione in lingua originale, perché alcune sfumature vengono a mancare nelle traduzioni italiane, soprattutto se avete una buona dimestichezza con l’inglese.

venerdì 10 agosto 2012

"Cinque giorni di George R.R. Martin"#5 Recensione "I fuochi di Valyria"

Si conclude con la recensione questo piccolo Speciale dedicato a Martin, spero sia stato interessante! Tra qualche giorno i risultati del quiz :)






Anteprima: I fuochi di Valyria di George R.R. Martin
Dopo I guerrieri del ghiaccio ecco la seconda parte di A Dance with dragons. Mentre la regina dei Draghi affronta soverchianti forze malefiche, Tyrionn Lannister continua nella sua ricerca di riscatto e Jon Snow stabilisce il suo comando sui guardiani della notte. 

A cura di Sakura87


Voto:

Si può giudicare obiettivamente il capitolo di una saga amatissima partorito dopo cinque anni di promesse e di false speranze (la postfazione a Il banchetto dei corvi prometteva a breve il seguito)?
Forse non si può. In ogni caso: A Dance with Dragons è una parziale delusione, un romanzo corale i cui i punti di vista – punto di forza della saga di Martin – si sono moltiplicati a dismisura e i cui archi narrativi restano praticamente in stallo.
Dopo l’assenza dal precedente volume torna infatti Daenerys, immobilizzata in una situazione senza uscita, incapace di prendere una decisione tra il tornare a Westeros dove sarà accolta e acclamata da un popolo piegato dalla guerra tra i re (il suo popolo di diritto) o restare nella baia degli schiavisti da cui non può muoversi salvo vanificare i suoi tentativi di abolire la schiavitù (proteggendo così il suo popolo acquisito). Torna anche Tyrion, che è l’ombra di se stesso, un giullare che gira in tondo nel tentativo di raggiungere Daenerys e che ha perso tutto il suo smalto, tanto che persino le sue battute mordaci ormai odorano di stantio. Dalle nebbie del passato riemergono anche Bran, in un pellegrinaggio senza fine verso il nord, Jon Snow, impegnato a imparare il prezzo del potere, Ser Davos Seaworth, alla ricerca di nuovi alleati per il suo signore Stannis, Theon Greyjoy, spezzato nel corpo e nello spirito. Torna anche Arya, sia pure per un singolo capitolo.
A tali personaggi si aggiungono nuovi punti di vista: Asha Greyjoy, sorella di Theon, che fortunatamente costituisce una nuova interessantissima voce in mezzo al grigiore; Melisandre, con troppi pochi capitoli perché il personaggio venga esplorato significativamente; Quentyn Martell, new entry praticamente superflua; Griff, misterioso compagno di viaggio di Tyrion – lui sì che fortunatamente ha qualcosa da aggiungere alla linea narrativa principale; Areo Hotah, capo delle guardie a Lancia del Sole, che conferma il mio spregiudicato amore per i dorniani e la casa Martell.
Esclusi Prologo ed Epilogo, in tutto ADWD parliamo di qualcosa come sedici pov diversi, ad alcuni dei quali è dedicato un solo capitolo: decisamente troppi, tanto che mi chiedo se non sarebbe stato meglio spostarne alcuni nel volume successivo, che di questo passo vedremo… nel 2017.
L’unico motivo per cui ADWD – finora, a mio parere, il peggior volume della saga – si riscatta è che Martin riuscirebbe a rendere interessante persino una saga familiare in cui i vari membri si tramandano una leggendaria ricetta della polenta: personaggi inutili o meno (Quentyn, tanto per citarne uno, lo è), lo scrittore riesce a renderli interessanti. Purtroppo si avverte in modo forte l’odore di minestra allungata, probabilmente non per aumentare le vendite tirando in lungo, ma per un calo di ispirazione (non è un mistero il blocco dello scrittore che per molto tempo ha impedito a Martin di continuare a scrivere) che forse lo ha costretto ad aggiungere personaggi per risolvere situazioni critiche.
Indipendentemente dal mio giudizio sul libro (che, in ogni caso, è riferito all'intero tomo – come si può giudicare un terzo di romanzo?), la mia opinione sul modo in cui la Mondadori sta trattando una gallina dalle uova d'oro qual è G.R.R. Martin è tutt'altro che positiva.
In questa sede mi limito a ricordare errori di traduzione di Altieri ormai entrati nella storia – qualcuno ha presente il cervo che ha ucciso la metalupa nel primo libro diventato magicamente un unicorno? Oppure i capelli di Catelyn, Robb, Sansa, Bran e Rickon, da color bronzo erroneamente diventati corvini, per poi tornare bronzo nel terzo volume? -, lo smembramento dei volumi in due o tre parti, la generale poca cura delle edizioni con titoli inventati di ben poca attinenza e terribili copertine in computer grafica.
A Dance with Dragons, in particolare, ha fatto full: tripartizione, copertine indecenti, titoli illogici, errori di traduzione, refusi di stampa a quasi ogni pagina (persino nelle mappe). Un prodotto, ricordiamolo, pagato (19x3) euro, ossia il triplo dell'edizione originale con un terzo della qualità, uno dei libri Mondadori meno curati che mi siano capitati tra le mani. Invece di stampare e ristampare nuove edizioni non corrette per cavalcare il traino della serie televisiva, qualcuno lassù avrebbe fatto meglio a pensare che forse i lettori (vecchi e nuovi) si meritano un libro che sia stato almeno riletto prima della stampa definitiva. Ma d'altronde, cosa ci aspettiamo? E' solo fantasy.




giovedì 9 agosto 2012

Speciale: "Cinque giorni di George R.R. Martin"#4 WILD CARDS





A cura di Lamia

Forse non tutti sanno che George R.R. Martin oltre all'ormai celebre saga de Le cronache del ghiaccio e del fuoco, ha curato anche un progetto dal titolo Wild Cards, passato un po' più in sordina in Italia, complice anche la lentezza della traduzione.
Pur componendosi di numerosi libri non siamo in presenza di una saga, ma di qualcosa di più particolare. Si tratta infatti di una serie di volumi che raccolgono storie di più autori, ma tutte con la medesima ambientazione spazio-temporale. Martin stesso è intervenuto con la sua penna fino al quinto volume.
La tendenza generale (ma non unica) è quella di dividere i libri in gruppi di tre: nei primi due di ogni ciclo si narrano vicende di personaggi separati e nel terzo si uniscono tutti i racconti.
In Italia sono arrivati solo i primi due libri, editi da Rizzoli, intitolati Wild Cards – L'origine e Wild Cards – L'invasione.



Ambientazione:

1946 – una bomba aliena scoppia su New York scatenando un pericolo virus chiamato Wild Cards. Il virus è altamente letale e quasi tutti gli infettati finiscono per morire. I pochi superstiti subiscono mutazioni genetiche mostruose divenendo Jokers, tranne pochi fortunati che pescano l'Asso e che ricevono quindi enormi poteri divenendo dei veri e propri supereroi chiamati Aces. Fra gli Aces stessi ci sono poi delle differenze, alcuni hanni infatti poteri straordinari, altri invece aquisiscono capacità inutili o poco importanti e vengono chiamati Deuces cioè due.
In questo mondo si sviluppano le avventure scritte di volta in volta dai vari autori in cui non mancano violenza, colpi di scena e vicende ironiche in base alla fantasia del momento.

Pur trattandosi di fantascienza è interessante notare come gli autori cerchino sempre di attenersi al mondo reale creando storie piuttosto realistiche.
Un altra caratteristica di Wild Cards è quella di essere quasi un unicum nel suo genere per via di oltre 25 anni di continuità e coerenza. Martin stesso parlando della serie dice:
"Una delle cose che volevamo realizzare era il senso di un'unica grande storia. Nei fumetti mainstream un personaggio è sposato, poi l'editore cambia idea e il giorno dopo non lo è più. Per me è frustrante. Le nostre storie sono in tempo reale, cambiano in parallelo con il nostro mondo".

La serie:

La serie americana si compone dei seguenti volumi:

1. Wild Cards, 1986 (Wild Cards. L’Origine)

2. Aces High, 1987 (Wild Cards. L'invasione)
3. Jokers Wild, 1987
4. Aces Abroad, 1988
5. Down and Dirty, 1988
6. Ace in the Hole, 1989
7. Dead Man’s Hand, 1990
8. One-Eyed Jacks, 1991
9. Jokertown Shuffle, 1991
10. Double Solitaire , 1992
11. Dealer’s Choice, 1992
12. Turn of the Cards, 1993
13. Card Sharks, 1993 (New Cycle trilogy)
14. Marked Cards, 1994 (New Cycle trilogy)
15. Black Trump, 1995 (New Cycle trilogy)
16. Deuces Down, 2002
17. Death Draws Five, 2006
18. Inside Straight, 2008 (Committee triad)
19. Busted Flush, 2008 (Committee triad)
20. Suicide Kings, 2009 (Committee triad)

21. Fort Freak


Il film?
Visto il successo avuto con il telefilm A Game of Thrones l'emittente televisiva Syfy Films ha acquistato i diritti di Wild Cards. Ora resta da decidere quale sia il film migliore da estrarre da tutto il materiale di cui si compone la serie e procedere alla realizzazione.
Chissà che la nuova ondata di interesse per Wild Cards non permetta anche al pubblico italiano di godere finalmente della traduzione di tutti i libri usciti.



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