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giovedì 10 luglio 2014

Blog tour Diari dal sottosuolo: intervista a Loredana La Puma




L’agghiacciante nenia di una sirena assetata di sangue. Una giovane strega desiderosa di vendetta che invoca demoni oscuri. Un uomo disposto a tutto pur di ricordare il suo passato. Città immaginarie, portali che separano il quotidiano dall’incubo. Echi provenienti dall’abisso dell’animo umano e che affiorano minacciosi come ombre. Tra le pagine di questi racconti, tutto può accadere. Una straordinaria antologia che coglie con un unico sguardo il mondo del sovrannaturale. Diari dal Sottosuolo ci inizia al perturbante confronto con un universo dalle tinte cupe e dai labili confini, quello dello Urban Fantasy, nel quale risuonano le voci di dieci talentuosi autori italiani che credono nella suggestione del diverso e nel fascino dell’orrore.




È uscita il 28 aprile la nuova antologia di Diario di Pensieri Persi, questa volta dedicata interamente all'urban fantasy. Diari dal sottosuolo non è una raccolta qualsiasi: raccoglie infatti i migliori racconti pervenuti al concorso Chrysalide indetto nel 2013 da Mondadori, e contiene le storie di Stefania Auci, Sabrina Grappeggia Bernard, Giacomo Bernini, Romina Casagrande, Gisella Laterza (che ha partecipato anche al nostro ultimo Christmas Tales), Laura MacLem, Giulia Marengo, Loredana La Puma, Eugenio Saguatti e Federica Soprani.
Ospitiamo per questa tappa del blogtour Loredana La Puma, che non è nuova di Dusty pages in Wonderland: non solo è già stata intervistata nel lontano 2011, ma  sotto pseudonimo ha diverse volte recensito per noi, scrivendo anche una puntata della rubrica I maestri del fantastico. E infatti chi meglio di lei potrebbe parlaci di urban fantasy? Autrice della saga dell'Averon che, nel suo piccolo, ha riscosso un discreto successo, è da anni impegnata nella stesura della sua fortunata tetralogia, ormai quasi conclusa. 
La notte del destino, il racconto fantastico contenuto in Diari dal sottosuolo, sembra l'incipit per un nuovo intrigante libro: una ragazza che non ha nulla da perdere, in procinto di uccidersi, viene fermata da un essere soprannaturale che le offre l'incredibile opportunità di poter controllare il suo destino e di non esserne più vittima. Cosa deciderà di fare la nostra protagonista? 
Non spetta certo a me dirvelo, vi basti l'estratto del racconto e l'intervista a Loredana. 


La notte del destino

Lara provò a sporgersi appena e a guardare in basso. Pessima idea: vertigini, vista offuscata, la strada che sembrava ondeggiare avanti e indietro. Si tirò via di scatto, il fiato corto e il cuore che galoppava come se volesse scapparle via dal petto.
Un tuono risuonò intorno a lei, percorrendo da un capo all’altro quel cielo nero che sembrava così vicino. La città si stendeva ai suoi piedi, enorme, di minuto in minuto più simile a una ragnatela luccicante. Non l’aveva mai vista così.
La ragazza chinò il capo e cominciò a piangere. Le prese così, d’un tratto. Non aveva pianto quando quel giorno era uscita di casa, decisa a chiuderla lì: dring, fine del giro, ora di scendere dalla giostra e grazie tante a tutti! Non aveva pianto mentre saliva sull’autobus che l’avrebbe portata in centro, e neppure mentre sgattaiolava senza farsi vedere in quel palazzo d’uffici.
“Lo vedi quello?” le aveva detto un sacco di volte sua madre quando era bambina. “È l’edificio più alto della città. Prima o poi ti porto sul terrazzo.” Non c’erano mai andate, ovviamente. Lei era fatta così: avrebbe voluto fare mille cose nella sua vita, ma non c’era mai riuscita.
Il pianto si fece più intenso. Adesso Lara singhiozzava senza riuscire a fermarsi. Un altro tuono scosse quel mondo che l’aveva delusa e tradita mille volte. La rabbia, l’angoscia, il terrore del futuro, i sogni infranti… tutto tornava a galla, tutto voleva uscire fuori. Ma era inutile, era come vomitare per poi dover ingoiare tutto di nuovo.
C’era un’unica strada, una sola, e l’incubo senza via di scampo che era la sua vita sarebbe finito.
Il piede destro di Lara si mosse in avanti, quasi dotato di una volontà propria.
«Io aspetterei ancora un momento.» Una voce femminile e matura, dolce e quasi divertita, si era materializzata dal nulla, proprio dietro di lei.
Lara sussultò e si accorse che la luce della grande insegna alle sue spalle proiettava un’ombra che si allungava fin quasi a raggiungerla.
Merda, l’avevano beccata! La ragazza si asciugò le lacrime e si rese conto di stare tremando fino a battere i denti. Per il freddo, la paura, il disappunto… il sollievo!


Interview with...

Loredana La Puma



Ciao, Loredana e bentornata su Dusty pages in Wonderland. La tua esperienza nel mondo editoriale comincia nel 2008 con La Saga dell'Averon, pubblicata da La Penna Blu Edizioni. Nel 2013 partecipi al concorso Chrysalide indetto da Mondadori e vieni scelta da Alessandra Zengo, curatrice di Diari dal sottosuolo, tra i cinque finalisti, approdando infine in questa antologia. Com'è andato e come sta andando il tuo percorso editoriale? Puoi farci un bilancio?

Ciao a voi. È un piacere essere di nuovo vostra ospite!
Per quanto riguarda il mio percorso editoriale devo dire che finora sono stata davvero fortunata: mi sono imbattuta quasi per caso in una casa editrice piccola ma onesta che ha sempre creduto in me e che, dal lontano 2008, continua a promuovermi senza sosta. Negli anni i libri della mia trilogia (adesso tetralogia, in effetti) hanno conquistato una propria fetta di affezionati lettori (pochi ma molto buoni, come dico sempre). L’anno scorso, infine, l’avventura del concorso Chrysalide che si è conclusa in maniera emozionante e del tutto inattesa. Era la prima volta che partecipavo a un concorso letterario ed era la prima volta che mi cimentavo in un racconto, per cui tutto mi aspettavo tranne che di ritrovarmi nella rosa dei cinque finalisti della mia sezione, soprattutto considerando l’elevato numero dei partecipanti. Ancora più entusiasmante è stato il successivo progetto Diari dal sottosuolo, per cui non smetterò mai di ringraziare Alessandra e il resto dello staff di Diario di Pensieri Persi.

Sei nata come autrice di urban fantasy, stai continuando per questa direzione e d'altronde sei una grande appassionata del genere. Hai mai pensato di discostarti da questa linea e intraprenderne una nuova?

L’idea di miscelare realtà e fantasia mi ha sempre affascinato, probabilmente perché sono convinta che, al di là delle apparenze, ci sia davvero qualcosa di più, qualcosa che magari definiamo misterioso o soprannaturale solo perché ancora non ne comprendiamo i meccanismi. Pertanto credo che il mio amore per questo genere non tramonterà mai, sia come lettrice che come autrice. Non escludo, però, di fare qualche capatina in ambiti limitrofi e, infatti, ho nel cassetto i primi capitoli di un romanzo fantasy decisamente più “classico”, che forse riprenderò in mano una volta conclusa la saga.

Il tuo racconto affronta la tematica del libero arbitrio e del destino. Com'è nata l'idea? Ma soprattutto, tu credi nel destino?

Purtroppo ci credo. Dico purtroppo perché, proprio come i “Viandanti” del racconto, preferirei che non esistesse e che la nostra libertà di scelta fosse totale, ma ho sempre avuto la brutta sensazione che in qualche modo sia già tutto prestabilito (spero di sbagliarmi, ovviamente). Questo racconto mi ha permesso di trattare dei temi che mi stanno molto a cuore e, non a caso, anche se in maniera meno diretta, finiranno per essere presenti anche nell’ultimo volume de La Saga dell’Averon. La Notte del Destino è nato appunto dalla volontà di affrontare queste tematiche e da alcune esperienze personali.

Non possiamo non cogliere l'occasione per chiederti informazioni sulla tua seguitissima opera. Hai deciso di dividere l'ultimo volume in due parti, la prima delle quali è uscita da poco e consta di ben settecento pagine. Quando uscirà l'episodio definitivo? Puoi darci qualche anticipazione sulla trama?

L’episodio definitivo (Il Mondo di Atlan - Parte Seconda) è attualmente in lavorazione. Per quanto riguarda i tempi questa volta ho deciso di non azzardare date. Ormai ho capito e accettato che i tempi creativi, così come quelli editoriali, sono imprevedibili. Spero solo che i miei fedeli lettori continuino ad avere la pazienza dimostrata finora. Per quanto riguarda la trama, invece, posso solo dire che finalmente tutti i nodi (e sono parecchi, più di quanto immaginassi) verranno al pettine e che ci saranno alcune grosse sorprese.

Ti ripropongo, per i nuovi lettori, una vecchia domanda: quali sono gli autori preferiti di Loredana La Puma? A chi si ispira, in particolar modo?

Quando circa dieci anni fa (come mi sento vecchia) iniziai questa avventura, il mio mito in assoluto era J.K. Rowling (seguita a ruota dal buon Tolkien). Sono stati i suoi romanzi a far nascere in me il desiderio di creare un mondo fantastico tutto mio e non a caso ne Il cerchio si è chiuso, il primo volume della mia Saga, si respira un’atmosfera alquanto “potteriana”. Nel corso del tempo, ovviamente, pur continuando a nutrire grande amore per la saga del famoso maghetto, i miei interessi letterari nel campo del fantastico si sono allargati e di pari passo si è esteso il parco degli autori da cui “assorbo” qualcosa. I miei preferiti cambiano spesso: praticamente ogni volta che scopro un romanzo entusiasmante. Di recente ho cominciato ad apprezzare molto Scott Westerfeld. Spostandoci verso un target più adulto, sono caduta anch’io nella trappola de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (di cui probabilmente non vedremo mai la fine, se Martin continua di questo passo), mentre nel settore fantascientifico sono rimasta stregata da Dan Simmons e dalla sua tetralogia I Canti di Hyperion. Amo gli scrittori che riescono a creare mondi immensi, vividi e coerenti, in cui ci si può perdere e sprofondare al punto da dimenticare tutto ciò che si ha intorno. È questa la sensazione che più amo quando leggo e il mio desiderio più grande è quello di riuscire, come autrice, a regalare ai miei lettori qualcosa di anche lontanamente simile.




mercoledì 16 marzo 2011

Interview with... Loredana La Puma

Sono lieta di ospitare presso il blog una talentuosa  (mia) concittadina autrice della saga fantasy dell'Avernon, Loredana La Puma, che ha fatto l'insolita scelta di ambientare i suoi libri a Palermo.  Dopo averne pubblicato i primi due episodi (Il cerchio si è chiuso, di cui trovate trama e recensione qui, e La città di pietra) siamo in fervente attesa del terzo romanzo; nel frattempo provate a godervi questa intervista che, spero, vi incuriosirà un po' verso Loredana e la sua saga ;)



Interview with...

Loredana La Puma


M: Ciao Loredana! Raccontaci un po' di te: quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

L: Ciao a te e a tutti i lettori.
La mia passione per la scrittura è nata davvero presto. Immagina che possedevo una macchina da scrivere portatile già a sette anni (quanto l’era della videoscrittura era ancora da venire). Ho sempre amato leggere e ho sempre amato scrivere. Da piccola passavo giornate intere a immaginare storie nella mia testa, e il passo successivo era proprio metterle per iscritto. Come molte delle passioni infantili, poi tutto scemò con l’andare del tempo e col sopraggiungere di impegni più pressanti. Il mio amore per la scrittura, a un livello più “serio”, è rinato solo nel periodo universitario, non a caso in concomitanza con la scoperta del genere fantasy. Sono state proprio queste nuove letture a entusiasmarmi e a darmi la spinta per ricominciare.

M:  Il Cerchio si è chiuso è il primo episodio della Trilogia dell'Averon, una saga fantasy ambientata nella tua città: ma sembra incredibile che un genere come questo possa rivivere nei luoghi che frequentiamo abitualmente! Come ti è venuta questa idea?

L: In un primo momento in maniera abbastanza naturale: ho iniziato a scrivere una storia che aveva per protagonista una ragazza comune e che conduceva una vita del tutto simile alla mia. Quindi il primo e più spontaneo pensiero è stato quello di collocarla nel mio stesso ambiente. Quando poi, poco alla volta, la storia ha cominciato ad acquisire sfumature sempre più fantasy, il legame con questa città non si è spezzato, anzi, si è rafforzato, perché parte di questa “virata” fantastica è stata causata proprio dalle suggestioni che Palermo mi ha sempre fornito. Del resto, uno degli aspetti più affascinanti delle storie che fondono il fantastico e il reale – le mie preferite – è proprio quello di trasfigurare luoghi a noi noti rendendoli “altri”, di aprire infinte possibilità immaginative partendo da elementi che fanno parte della nostra realtà.

M: Che cosa ti ispira di più di Palermo?

L: Palermo è un luogo incredibile, unico al mondo probabilmente. Possiamo ripercorrere millenni di storia semplicemente facendo una passeggiata di pochi chilometri per strade e ambienti a noi così familiari da farci spesso dimenticare quali tesori racchiudano. Ogni angolo di questa città è ricco di passato, di fascino e di mistero. Nel caso del mio romanzo, uno degli aspetti che di sicuro mi ha ispirato di più è l’esistenza della cosiddetta “Palermo sotterranea”, anche se poi ovviamente ho trasfigurato il tutto in chiave fantastica e ampliato il semplice spunto iniziale fino a creare il mondo sotterraneo dei Guardiani.
M:  In che modo hai dovuto "filtrare" la città così da adattarla al tuo libro, considerato anche il genere che hai deciso di trattare?

L: La Palermo del mio libro è in verità una trasfigurazione della città reale. Difatti nel romanzo, tranne qualche rara eccezione, non troviamo luoghi specifici descritti nel dettaglio; non si tratta di un caso ma di una scelta precisa, perché non era su quello che volevo puntare l’attenzione. Ciò che mi interessava era cercare di catturare e trasferire al lettore l’atmosfera che permea certi luoghi della città, quel senso di mistero che aleggia intorno a noi ovunque voltiamo lo sguardo.

M:  Ambienterai altri libri a Palermo? Oppure hai deciso di terminare con la saga dell'Averon l'ambientazione originale nella nostra città?

L: Dipenderà tutto dai libri che scriverò e dalle storie che mi verranno in mente. Ci sono storie che possono essere ambientate ovunque senza che questo ne cambi il significato – e che spesso, proprio per questo motivo, possono “sostenere” perfino un’ambientazione indefinita. Ce ne sono altre che invece sono strettamente legate a uno specifico luogo. La storia che conto di scrivere dopo la trilogia dovrebbe appartenere al primo caso, e quindi forse l’ambientazione sarà indeterminata, ma è difficile stabilirlo a priori. Comunque Palermo, a dispetto delle apparenze e dei pregiudizi, è un meraviglioso palcoscenico per storie a carattere fantastico (gli scrittori di genere statunitensi pagherebbero per avere a disposizione scenari simili, credetemi), e siccome questo è l’ambito in cui conto di muovermi anche in futuro, non escludo un ritorno alla mia città.

M: Parliamo della saga: come è nata la storia? quanto tempo hai impiegato per scriverla?

L: La storia è nata in modo imprevisto, come spesso accade. Inizialmente avevo in testa solo alcuni elementi, alcuni punti fermi: una ragazza dal passato oscuro e un’organizzazione che per qualche motivo vedeva in lei una minaccia. Ma non riuscivo ad andare oltre questo. Scrivevo e riscrivevo in continuazione un ipotetico primo capitolo, ma non funzionava. Avevo praticamente lasciato perdere quando, mesi dopo l’ultimo tentativo, decisi di svagarmi dallo studio scribacchiando a mano, sul quaderno degli appunti, la scena di una ragazza che, alla fermata di un autobus, fa un incontro con un uomo misterioso. E così la storia ha finalmente preso il via. Ho terminato la stesura del primo libro in sei mesi circa. Si può considerare un romanzo scritto di getto, anche se poi ovviamente ci sono state diverse versioni che si sono succedute nel tempo (del resto, sono passati tre anni prima di riuscire a trovare un editore). Lo stesso si può dire per il secondo libro. Il terzo si è rivelato invece ben altra faccenda: sia a causa di problemi personali sia per la maggiore lunghezza e complessità della storia (spesso ho dovuto interrompere la stesura per dedicarmi all’attività di documentazione), la stesura è iniziata circa tre anni fa e non è ancora terminata. Ma adesso finalmente ci siamo quasi.
M: Sappiamo che hai scritto la tua tesi di laurea sul Signore degli anelli: la passione per il fantasy deriva quindi da Tolkien? Quali sono gli autori, fantasy e non, che ammiri di più?

L: In parte deriva da Tolkien e in parte deriva da J.K. Rowling. In modi ovviamente del tutto diversi e per differenti motivi (i loro universi letterari sono distanti anni luce l’uno dell’altro) sono i miei miti e i miei punti di riferimento. Mi hanno aperto un mondo nuovo e mi hanno messo davanti agli occhi alcune delle infinite possibilità dell’immaginazione umana. La cosa curiosa è che in entrambi i casi il tramite per arrivare ai rispettivi libri è stato quello cinematografico: ho visto prima i film, poi ho “scoperto” i romanzi. Da quel momento mi sono innamorata del fantasy in tutte le sue declinazioni, e quindi quando è arrivato il momento di scegliere l’argomento della tesi di laurea ho deciso di occuparmi di qualcosa che amavo e che in parte conoscevo già molto bene; un argomento su cui sentivo di avere qualcosa da dire. Fra gli autori fantasy che al momento ammiro di più, oltre a quelli citati, ci sono Robert Jordan, Diana Wynne Jones, Ursula K. Le Guin, Neal Gaiman e Jonathan Stroud; fra gli autori “non fantasy”, in assoluto Jane Austen.

M:  Elli è una ragazza comune in cui è molto facile identificarsi: quanto di lei c'è in Loredana e in cosa, invece, siete totalmente differenti?

L: Potremmo dire che di Elli condivido un po’ tutti i difetti: sono timida, insicura, ho poco fiducia in me stessa, sono testarda e via dicendo. Purtroppo però mi mancano molti dei suoi pregi: non sono coraggiosa come lei – dubito che al suo posto sarei stata capace di affrontare tutti i guai che le ho fatto passare – né così altruista. Un aspetto “positivo” che invece condividiamo è probabilmente l’immaginazione e l’empatia nei confronti degli altri, nonché il valore attribuito ai legami d’amicizia (pochi ma buoni).

M:  Quella di immaginare la vita e il passato delle persone che si incontrano casualmente per strada, oltre ad essere una caratteristica di Elli, è anche una tua peculiarità?

L: Domanda molto azzeccata. Perché tutto questo deriva interamente da un’abitudine, probabilmente un po’ indiscreta, che ho sempre avuto. Se una persona per qualche motivo mi colpisce – può essere lo sguardo, la postura, il modo di vestire, un brano di una conversazione colto per caso – la mia immaginazione si mette in moto senza controllo. Quando iniziai a scrivere il primo capitolo del romanzo, in effetti, doveva trattarsi semplicemente di questo: avevo deciso di affibbiare al personaggio questa mia caratteristica, senza nessuna connotazione sovrannaturale (in quel momento, non avevo idea che avrei scritto un fantasy). A quel punto, però, mi solleticò l’idea di andare oltre: e se nel caso della mia protagonista non si fosse trattato di semplice immaginazione? E’ in questo modo che il mio libro ha imboccato, senza quasi che me ne rendessi conto, la strada che l’avrebbe portato a diventare un urban fantasy.

M:  Non pensi che la scelta di attribuire ai Custodi, le creature malvagie che nel tuo libro governano il mondo, una natura assolutamente malvagia, li renda un poco monodimensionali? Considerato tra l'altro che di loro sappiamo molto poco...

L: Sì, in effetti i Custodi sono decisamente monodimensionali, e non a caso diversi lettori me l’hanno fatto notare. In realtà però c’è un motivo ben preciso per questo aspetto della storia, qualcosa che ha a che fare con le loro origini e con la loro vera natura. Perché in effetti, chi sono davvero i Custodi?Da dove hanno avuto origine e da cosa derivano i loro poteri?Purtroppo non posso dire di più: sono domande che troveranno una risposta soltanto alla fine della saga.

M: Ultima domanda: a che punto è la stesura del terzo libro della trilogia?

L: Il terzo libro è a buon punto. Ho superato i tre quarti della stesura e al momento sono impegnata a fare il “punto della situazione”. E’ arrivato infatti il momento di raccogliere le idee per il finale e di dare una risposta a tutte le domande in sospeso.
M:  Grazie mille Loredana, sei stata davvero molto disponibile!

L: E’ stato un piacere. Grazie a te per lo spazio e il tempo che hai dedicato a me e al mio libro.


Loredana La Puma
Loredana La Puma vive a Palermo, dov’è nata nel 1981. Nel marzo 2008 si è laureata in Scienze e Tecnologie dello Spettacolo con una tesi su Il signore degli anelli. Appassionata di libri e di scrittura fin dall’infanzia, negli ultimi anni ha sviluppato un particolare interesse per il genere fantasy.
Ha esordito come autrice nel 2008 con il romanzo Il cerchio si è chiuso.
 

sabato 26 febbraio 2011

Recensione Il cerchio si è chiuso


Il cerchio si è chiuso - Loredana La Puma
Elli Giordano è una ragazza di vent’anni con una vita normalissima, tutta famiglia, studio e
  amici. Se non fosse per quella sua particolarità: a volte ha l’impressione di poter percepire le emozioni e i pensieri altrui. Ma l’incontro con un uomo misterioso stravolgerà per sempre la sua esistenza. Cosa la lega a due organizzazioni segrete, a una stirpe leggendaria e a un ciondolo magico che giace inutilizzato da oltre settecento anni? 

Accompagnata da persone straordinarie che intrecceranno indissolubilmente la loro vita con la sua, Elli scoprirà inquietanti segreti ed entrerà in un universo ignorato dal mondo intero. Da un giorno all’altro vedrà la sua vita minacciata da pericoli che non avrebbe mai potuto neanche immaginare.

Sarà un viaggio imprescindibile, un’avventura necessaria a comprendere la sua stessa natura. Una continua ricerca della risposta a un’unica, ineffabile domanda: chi è veramente Elli Giordano?

Un real fantasy di grande fascino, ambientato nell’odierna Palermo.


Voto: 

Una ragazza comune e insicura, l’incontro con un uomo che la pedina e con un ragazzo che sembra venire da un altro pianeta, la scoperta di essere una creatura speciale e di appartenere a qualcosa di cui nessuno conosce l’esistenza…
Questo è più o meno l’incipit de Il cerchio si è chiuso, primo libro della trilogia fantasy La saga dell’Averon, della scrittrice palermitana Loredana La Puma.
Elli è una ragazza normale, quasi banale potremmo dire, fatta eccezione per una fervida fantasia: non può fare a meno di immaginare la vita e i segreti di tutte le persone che incontra casualmente, suscitando l’ammirazione o l’ilarità della sua migliore amica, Rita. E così, tra una lezione all’università di Palermo (dove è ambientato il libro), un giro in centro e l’affettuosa onnipresenza dei genitori della ragazza, la vita di Elli scorre placidamente fino all’incontro, alla fermata dell’autobus, con un uomo misterioso… dopo aver recuperato alcuni libri che le erano caduti per terra, costui, approfittando di un attimo di distrazione della nostra eroina, scompare misteriosamente nel nulla. La stessa mattina Elli fa la conoscenza di un ragazzo che sembra provare un interesse per lei (almeno secondo l’opinione della sfrontata Rita!). Ma sarà davvero così..? C’è un collegamento tra l’uomo x incontrato poco prima e Fabio (questo il suo nome) che sembra sempre disorientato nonostante si trovi in luoghi a lui teoricamente familiari, come l’università?

Il cerchio si è chiuso si distingue per una peculiarità davvero originale: l’ambientazione a Palermo, abbastanza insolita per un fantasy. L’autrice decide però di creare una città sotterranea, subordinando a questa quella reale (che comunque è presente nella prima parte del libro e non sottrae alcune brevi descrizioni del centro città e dei negozi principali) e lasciando quindi un po’ Palermo nei contorni, anziché fare di essa il nucleo e l’indiscussa protagonista del romanzo. Questo, è doveroso dirlo, non toglie assolutamente nulla al pregio del libro.Caratterizzato da uno stile limpido e semplice, ma non per questo scialbo, il vero punto di forza consiste nella sua scorrevolezza. Nonostante la mole apparentemente importante (483 pagine) Il cerchio si è chiuso< fluisce piacevolmente pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, grazie anche ad una caratterizzazione magistrale dei personaggi. Tutti, ma in special modo Elli, vengono dipinti con una concretezza e una naturalezza davvero sbalorditivi. Non sono semplicemente figure di carta, ma essere palpabili e straordinariamente umani: non ci sono eroi, non ci sono vincitori, ma soltanto persone. Devo però annotare una piccola clausola: tutti i personaggi principali (e anche molti di quelli secondari) corrispondono a queste caratteristiche. I cattivi però, al contrario, vengono troppo assolutizzati nella loro malvagità. In questo caso, per via anche del fatto che se ne parli molto poco, non abbiamo l’approfondimento psicologico di cui la La Puma si è rivelata grande maestra per i protagonisti. La trama è ben architettata, e nonostante possiate avere l’impressione di “già sentito” a causa, per esempio, del dissidio primordiale tra bene e male, non risulta in realtà banale; lo spazio riservato alle vicende sentimentali c’è, ma è trasparente e sottinteso, e lascia grandi aspettative per il secondo libro. L’autrice è abilissima nel lasciar svolgere la trama, quasi si raccontasse da sé… gli elementi fantasy compaiono poco a poco, e sono così ben incanalati nella narrazione che li potremmo considerare addirittura plausibili! Potremmo annotare alcuni piccoli difettucci assolutamente trascurabili –come alcuni vocaboli e modi di dire che sono un po’ regionali, oppure l’espressione (usata molto spesso all’inizio) “sciogliersi in un sorriso” che scompare poi radicalmente- ma Il cerchio si è chiuso rappresenta un ottimo esordio per la La Puma: piacevole, originale e coinvolgente… assolutamente da divorare!

martedì 15 febbraio 2011

Teaser Tuesdays (13)

"Teaser Tuesdays" 





La puntata di questa settimana è dedicata a Il cerchio si è chiuso di Loredana La Puma, libro di cui presto vedrete la recensione e l'intervista all'autrice! 

  • Grab your current read
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  • Share two (2) “teaser” sentences from somewhere on that page
  • BE CAREFUL NOT TO INCLUDE SPOILERS! (make sure that what you share doesn’t give too much away! You don’t want to ruin the book for others!)
  • Share the title & author, too, so that other TT participants can add the book to their TBR Lists if they like your teasers!
Ovvero,  per i non-angloleggenti:
  • Prendi il libro che stai leggendo
  • Apri una pagina a caso
  • Copia due pezzi "teaser" da una parte di questa pagina
  • STAI ATTENTO A NON SCRIVERE SPOILERS! (assicurati di non condividere troppe cose! Non si deve rovinare il libro agli altri!)
  • Indica il titolo e l'autore, in modo che gli altri Teaser Tuesday partecipanti possano aggiungerlo alla loro lista dei desideri se il libro è piaciuto.

<<Elli , ti prego, promettimi che non farai nulla di avventato! Anche Luca è convinto che...>>
<<Luca?!?!>> esclamò Elli di scatto non appena ebbe registrato quelle parole. <<Che c'entra Luca?>>. Stava fissando Rita con gli occhi ridotti a due fessure.
<<Io... oggi ne ho parlato con lui>> ammise Rita imbarazzata. <<Insomma, è il mio Supervisore, avrò il diritto di chiedergli un consiglio, no?>> disse poi, come a volersi giustificare. <<E anche lui è stato del parere che se l'avessi saputo avresti potuto fare qualche sciocchezza, se vuoi saperlo.>>
<<Congratulazioni, Rita!>> le disse Elli in tono duro, un tono che non aveva mai usato prima con lei. <<Sei qui da appena due settimane e ti comporti già come una perfetta Guardiana! Certo, il bene dell'Ordine viene prima di tutto, non è così? E non si può certo permettere ad una Rivelatrice di farsi ammazzare per una cretinata simile, giusto?>>. (Il cerchio si è chiuso, di Loredana La Puma, pag. 213).

Elli, un po' stupita, le sorrise e scosse le spalle per darle a intendere che fosse tutto a posto. Uscendo dalla stanza si ritrovò a pensare che i Guardiani avevano tutti una cosa in comune: riponevano un'assoluta fiducia nelle proprie capacità di giudizio; erano convinti di non potersi mai sbagliare su niente, e quando capitava per loro era una vera e propria tegola in testa. Elli era sicura che pochissimi tra loro fossero in grado di ammettere di aver commesso un errore; Valeria l'aveva fatto, e non era cosa da poco. (Il cerchio si è chiuso, di Loredana La Puma, pag. 380)

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