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mercoledì 22 giugno 2016

Una Marina di Libri 2016: l'edizione dell'Orto è la migliore di sempre


Tra il 9 e il 12 Giugno si è tenuta a Palermo Una Marina di Libri, festival dell'editoria indipendente promosso dalle case editrici Navarra Editore e Sellerio e dal Centro Commerciale Naturale Piazza Marina & Dintorni. Giunta alla sua settima edizione, la manifestazione suscita un grande fermento nel panorama cittadino, grazie al suo carattere universale che coinvolge grandi e piccini alla scoperta della magia del libro. Quest'anno sono state tante le novità, a partire dalla location: per la prima volta, Una Marina di Libri è approdata all'Orto botanico, simbolo della bellezza del nostro territorio e della sua accoglienza - in esso sono ospitate piante provenienti da tutto il mondo -, vero e proprio museo a cielo aperto che si è trasformato in un perfetto scenario per le ottanta case editrici indipendenti presenti. Lontani dalla ben nota formula di disposizione circolare alla quale eravamo abituati dalle ultime edizioni allo Steri, alla Storia Patriae e alla GAM, gli stand dei vari editori hanno "invaso" la zona retrostante il Gymnasium e la navata centrale dell'orto, fino a circondare la famosa vasca delle ninfee.
Seminari, presentazioni, reading, mostre, spettacoli e dibattiti si sono susseguiti nelle varie sale e sfruttando i simboli dell'Orto all'esterno, come lo spazio vicino al ficus magnolioide. Tra gli eventi ai quali ho partecipato con molto interesse ci sono stati la presentazione di Caffè Amaro di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli), scrittrice che apprezzo moltissimo e che non smette mai di ammaliarmi con la sua grande eloquenza, e l'intramontabile umorismo di Guido Catalano. Da standing ovation la performance di Roberto Soldatini, che ha intervallato il racconto di come è nato il libro Sinfonie Mediterranee (Nutrimenti) con dei brani di Bach suonati al violoncello e con una lettura musicata di Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne.

Ma parliamo dei libri esposti al festival. Tra quelli che hanno attirato la mia attenzione, menzione d'onore alla Tunué con le proposte di narrativa e graphic novel per grandi e piccini. Uno dei volumi più interessanti tra quelli esposti è il racconto illustrato della vita di Gabriel Garcia Marquez, ossia Gabo. Memorie di una vita magica di Pantoja, Bustos, Camargo, Córdoba e Naranj.

Altro stand che mi ha colpito è stato quello di Quodlibet, con proposte di narrativa e saggistica davvero particolari. Tra i libri che vi segnalo, un romanzo poco conosciuto di Fëdor Dostoevskij, Il villaggio di Stepànčikovo e i suoi abitanti, e una raccolta di racconti di Gianni Celati divisa nei volumi Costumi degli italiani 1. Un eroe moderno e Costumi degli italiani 2. Il benessere arriva in casa Pucci.


L'Orma Editore mi ha stupito con proposte raffinate, tra le quali spiccano Il gatto Murr di E.T.A Hoffman, nella splendida edizione rilegata che è entrata subito nella mia wishlist, e Storie Assassine di Bernard Quiriny, racconti dell'assurdo da tener sicuramente in libreria.

In ultimo vi segnalo L'uomo che aveva sete di Hubert Mingarelli che, insieme a Il mistero del mare di Bram Stoker, rappresentano due piccoli gioielli del catalogo Nutrimenti.

Non dimentichiamo le altre case editrici che hanno partecipato, tra le quali non posso non citare Minimum Fax, Iperborea, Navarra, Sellerio, Voland, Corrimano, Glifo, Gorilla, Il Palindromo, Kalos, Nottetempo e Qanat - devo ammettere che sono quelle che mi hanno tenuto incollata agli stand nel tempo che passava tra una presentazione e l'altra.

Vorrei sottolineare un pensiero che mi ha attraversato mentre mi trovavo ospite della Marina: per quanto ci sembri assurdo, la cultura resta uno dei fondamentali cardini che muove la nostra società, e ciò è stato ampiamente dimostrato dalla forte affluenza a tutte le ore del giorno da parte degli avventori. Con enorme piacere, ho visto che gli eventi che hanno destato interesse, oltre alla presenza di Francesco De Gregori e Roberto Lipari, sono stati i reading dedicati agli autori scomparsi, in ordine l'omaggio ad Umberto Eco di Gianfranco Marrone e Gigi Borruso, l'apprezzatissimo ritratto di Emilio Salgari di Michele Mari e la lettura di Virginia Woolf di Paolo Briguglia e Sara Scarafia.

Ben organizzata e, soprattutto, dedicata a tutte le età, è stata la migliore Marina di Libri di sempre. Un auspicio portato alla voce da tutti i visitatori è stato quello di conservare anche per l'anno prossimo la splendida location dell'Orto Botanico, simbolo di intreccio in germoglio tra cultura e natura che non smette mai di fiorire se trattato con le dovute cautele.


martedì 27 maggio 2014

Una marina di libri 2014: 6-8 Giugno alla GAM

Si è tenuta oggi, nei locali del terzo piano della splendida Galleria dell’Arte Moderna di Palermo, la conferenza stampa che ha svelato le iniziative della quinta edizione di Una marina di libri, fiera dell’editoria indipendente di Palermo che avrà luogo dal 6 all’8 Giugno nella splendida cornice dello stesso GAM, coinvolgendo l’intero quartiere della Kalsa. Il comune denominatore dell’incontro è stata la parola “collaborazione”: il festival è diretto dalle case editrici Navarra e Sellerio, che hanno lavorato insieme al Consorzio Centro Commerciale Naturale Piazza Marine & Dintorni per offrire una manifestazione il cui entusiasmo organizzativo si è tradotto in un feedback eccezionale da parte dell’utenza – i visitatori del festival, nel 2013, sono stati circa 10000.
Secondo la direttrice della GAM, Antonella Purpura, Una marina di libri è un nuovo modo di recuperare e valorizzare l’arte del nostro territorio attraverso la letteratura, con un festival che ha riscontrato numerosi consensi, tanto da essere stato inserito da una giuria nazionale tra i dieci migliori festival italiani.
Alla sua voce si aggiunge quella di Alberto Coppola, vicepresidente del CCN e moderatore della conferenza, che ha presentato i vari oratori e ha ricordato, insieme ad Antonio Sellerio e Ottavio Navarra, la grande qualità offerta dal festival nonostante il suo budget molto basso (la kermesse di quest’anno prevede una spesa di circa 15.000 euro, di cui 5000 stanziati dal Comune di Palermo). 
Da sinistra: Antonio Sellerio, Alberto Coppola,
Antonella Purpura e Ottavio Navarra.
“Animazione culturale, relazione e collaborazione sono i punti chiave dai quali deve partire la rinascita della nostra città” ha dichiarato Michele Pavia,  presidente del CCN, al quale ha fatto eco Ottavio Navarra, per cui “quella che sembrava un’idea folle è diventata un luogo d’incontro, elaborazione, confronto e dialogo partendo da uno strumento demonizzato dalla contemporaneità quale il libro. (…) La scommessa è culturale e verte sul pluralismo dell'informazione partendo dall’editoria indipendente”. Dello stesso avviso anche Manfredi Lombardo, presidente dell’Arci Blowup e organizzatore degli eventi che animeranno le serate della Marina, convinto che “grazie alla manifestazione, Palermo respira un’aria europea. (…) Questa capacità di collaborazione deve essere istituzionalizzata e implementata, creando basi forti”.
Ha chiuso la conferenza stampa Maria Gianbruno, ex presidente del CCN, tra i fondatori della manifestazione, visibilmente commossa, che ha parlato della difficoltà della promozione dello sviluppo culturale in una città come Palermo che “ha tutti i crismi per candidarsi a capitale della cultura libraria”.
Saranno 53 le case editrici indipendenti di tutta Italia coinvolte nella manifestazione, tra le quali spiccano Edizioni di passaggio, Edizioni e/o, Iperborea, Marcos y Marcos, Minimum fax, Nottetempo e Voland.
Grandi scrittori attesi, invece, per questa edizione, a cominciare da Andrea Cammilleri che aprirà la serie di appuntamenti pomeridiani venerdì 6 giugno alle 19 con la presentazione del suo ultimo romanzo, La piramide di fango, alla quale seguirà la proiezione di una puntata della fiction sul commissario Montalbano tra quelle votabili sulla pagina facebook della Sellerio Editore. Tra gli ospiti anche Simonetta Agnello Hornby, Alicia Giménez Bartlett, Ester Rizzo, Neige De Benedetti, Adriano Sofri, Carlo D’Amicis, Andrea Cortellessa, Giovanni Renzo, Emiliano Erredia, Davide Orecchio, Livio Sossi, Marco Steiner, Davide Camarrone, Filippo Nicosia, Francesco Abbate e Renato Polizzi.
La cartellina per la stampa con il programma
e le informazioni della quinta edizione.
Non solo incontri con gli autori, ma anche reading e spazi di dibattito, nonché la novità di quest’anno, l’Edicola, dove scrittori e giornalisti si confronteranno sulle notizie culturali dei quotidiani.
Si è voluto arricchire il programma di animazione per i più piccoli con un percorso che ha per tema il libro, al quale sarà possibile partecipare dalle 10 alle 13. Manca, invece, il Librogame, gara che fino all’anno scorso ha coinvolto i ragazzi in età universitaria per la conquista di una pila di libri messi a disposizione dalle case editrici partecipanti.
Vi ricordo che, durante tutta la durata del festival, la Galleria d’Arte Moderna rimarrà aperta al pubblico sino alle 22 e potrà essere visitata gratuitamente.
Vi invito a visitare il sito ufficiale della manifestazione per visionare il programma completo (in aggiornamento sul sito http://unamarinadilibri.it/).




sabato 15 giugno 2013

Libriamo: Festival Letterario di Vicenza 2013

A seguito dei più famosi saloni del libro, tocca a Vicenza adesso risplendere di un Festival Letterario quale è “Libriamo2013”.
Giunta all’ottava edizione, la rassegna letteraria avrà come tema portante la Letteratura delle Emozioni e si articolerà in tre serate, due mattine e due pomeriggi, da venerdì 14 a domenica 16 Giugno, presso i Chiostri di Santa Corona.
Leggendo il ricco programma, si può dire che gli eventi non mancheranno e nemmeno gli ospiti, che incontreranno i fortunati partecipanti nel corso di  ben otto incontri e di eventi come “A spasso con l’autore”, una passeggiata nel centro storico di Vicenza con la guida di Giancarlo Marinelli. Non mancano nemmeno le tavole rotonde, come quella intitolata “Tradurre i Sentimenti”, i laboratori di lettura per i piccoli e persino degustazioni culinarie.
Obiettivo del Festival, di anno in anno, non è solo il valorizzare la cultura e in particolare la letteratura, ma condurre una vera e propria indagine su un ben determinato tema letterario che quest’anno, come dice Jacopo Bulgarini dell’Elci, vicesindaco e assessore alla crescita, è dedicato al successo che ultimamente riscuotono i testi narrativi orientati all’universo dei sentimenti.
Stando a quanto dicono i promotori del festival, la narrativa privilegia negli ultimi tempi esclusivamente il sentimento e la passione, disinteressandosi di quei romanzi che portando al razionale, alla logica, al ragionamento. Fatto sta che il romanzo filosofico, il romanzo politico impegnato e persino il poliziesco hanno fatto il loro tempo.  Ma sarà davvero così?
La particolarità del Festival sta proprio nel voler risolvere quest’ultimo interrogativo.
Secondo queste premesse infatti, scrittori, lettori, editori e critici letterari sono chiamati a confrontarsi per valorizzare l’insostituibilità della lettura, ma anche e soprattutto per verificare l’ipotesi di partenza. Ogni autore incarnerà infatti con il suo ultimo libro un  particolare sentimento, una passione  e starà ai lettori mostrare se è davvero il mondo dei sentimenti ad interessarli ultimamente o se altri orizzonti rimangono vivi, in attesa d’esser solamente innovati o semplicemente riscoperti.  Saranno presenti  autori come  il già citato Giancarlo Marinelli, Lella Costa, Antonella Boralevi, Andrea Kerbaker, Candida Livatino, Ennio Peres, Marco Bianchi e Guido Martinetti.

L’evento è promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e da Aim Energy, organizzato invece dall’associazione culturale Zoing!, con il patrocinio della Provincia di Vicenza e della Regione Veneto.  Per maggiori informazioni circa luoghi, orari, programmi e autori coinvolti, è possibile consultare il sito ufficiale, completo e aggiornato, interamente fruibile per essere informati il più possibile quanto a luoghi, orari e date.  


venerdì 7 giugno 2013

Una marina di libri 2013: dal 7 al 9 giugno Palermo celebra l’editoria indipendente

Nella splendida cornice di Piazza San Domenico - nei locali della Società Siciliana per la Storia Patria e del Complesso dei Domenicani-, al via oggi il festival dell’editoria indipendente Una marina di libri, che concentrerà in questo weekend le attività culturali della sua quarta edizione. Il programma è ricchissimo e prevede incontri dedicati agli esperti del settore editoriale, seminari indirizzati agli studenti universitari e attività pensate esclusivamente per i più piccoli. Incontri letterari, tavole rotonde, reading e gare si susseguiranno dalle 10,00 alle 24,00 per tre giorni, fino alla chiusura della manifestazione, il 9 gennaio.
Il festival, nato da un’omonima manifestazione culturale territoriale dedicata alla lettura e all'editoria siciliana proposta dal CCN Piazza Marina&dintorni, dal 2011 è organizzato in collaborazione con Navarra Editore, e quest’anno si avvale del patrocinio della casa editrice Sellerio, che ha curato il cartellone prefestival Aspettando Una marina di libri.

Per l'edizione 2013 i workshop in programma - ogni giorno dalle 10.00 alle 13.30 - sono tre:
  • Immagini, parole, fotografie: tra letteratura e visualità, cui prenderanno parte gli scrittori Giulio Mozzi e Lorenzo Pavolini, Stefania Rimini e Maria Rizzarelli della rivista Arabeschi e il prof. Michele Cometa;
  • Scritture collettive: la narrativa si fa in quattro, otto… duecentotrenta mani, con gli interventi di  Fabio Cuzzola del collettivo Lou Palanca, Gregorio Magini di Sic (Scrittura Industriale Collettiva), Christian Raimo e Filippo Nicosia;
  • Giornalismo culturale, con la presenza di alcune delle maggiori firme italiane: Luca Mastrantonio della Lettura del Corriere della Sera, Piero Melati del Venerdì di Repubblica, Daniele Balicco di Alias (Il Manifesto) e gli interventi di Clotilde Bertoni e Chiara Di Domenico.

Sempre tre saranno i dibattiti serali, in programma tutti i giorni alle 21.00:
  • 7 GIUGNO – Dalla carta alla celluloide: il cinema ha un libro sottobraccio, con gli interventi degli scrittori Roberto Alajmo e Giacomo Pilati, e quello della regista Costanza Quatriglio; modera Franco Marineo.
  • 8 GIUGNO – Scrivere di gusto: le parole a tavola, con Luca Iaccarino, giornalista e critico enograstronomico, Bruno Osimo, scrittore e teorico della traduzione, Martino Ragusa, scrittore e esperto gastronomo; modera Gianfranco Marrone.
  • 9 GIUGNO – Nuvole d'inchiostro, piove, governo magro!, cui interverranno gli scrittori Gabriele GalantiAngelo Orlando Meloni e i disegnatori  Mario Natangelo e Giuseppe Lo Bocchiaro, il giornalista Carlo Gubitosa, direttore di Mamma!. Modera il giornalista e autore satirico Gianpiero Caldarella.

Inoltre, alle 19.00 di quest’oggi, il festival promuoverà inoltre un incontro dedicato al Premio Italo Calvino, il più importante premio letterario italiano dedicato agli scrittori esordienti. Interverranno Fabrizio Pasanisi - finalista XXV Premio Italo Calvino con il romanzo Bert e il Mago -, Gaia Salvadori, responsabile segreteria organizzativa del Premio, Matteo Di Gesù e Evelina Santangelo, giurati dell'ultima edizione.

Anche quest’anno sono numerosissime le case editrici che prendono parte all’evento: Bibliofabbrica, Elèuthera, Exòrma, Gran Vía, La Linea, La Nuova Frontiera, La Penna Blu, Lineadaria, L’Orma, Neo, XL e Zero91, che vanno ad aggiungersi a grandi nomi dell’editoria indipendente italiana come minimum fax, Marcos y Marcos, Nutrimenti, La Meridiana, :duepunti e Mesogea.

Tutte le case editrici proporranno al pubblico incontri con i loro migliori autori tra cui Antonio Di Grado, Antonio Calabrò, Elvira Seminara, Gaetano Basile, Vincenzo Pirrotta, Caterina Resta, Giorgio Vasta, Claudio Finelli, Daniela Gambino, Guido Catalano, Irene Cao, Eugenio Baroncelli, Rosario Palazzolo e molti altri.

Ricco anche il cartellone dedicato a bambini e ragazzi che propone laboratori ludici, creativi e didattici ispirati alla lettura e al mondo del libro promossi dalle sedici associazioni del territorio e  ospitati nel Villaggio Ragazzi del festival; previsti inoltre tre incontri speciali legati all'editoria per l'infanzia, realizzati in collaborazione con l'associazione Così per Gioco, e dedicati a Gianni Rodari, al Premio Andersen e a Nati per Leggere.

Gli spettacoli serali saranno realizzati in collaborazione con la Fondazione Brass Group, il Teatro Ditirammu e il Conservatorio Bellini; in programma anche la musica della Banda alle Ciance e uno speciale spettacolo di musica e poesia dedicato a Alda Merini di Edoardo De Angelis, Michele Caccamo e Luisella Pescatori dal titolo Il segno clinico di Alda, in programma sabato 8 giugno alle 22.00 sul palco di Una marina di libri.
Tantissimi i nomi degli ospiti, interessantissimi gli eventi in programma, senza dimenticare la finale del gioco che scandisce il festival da tre edizioni: l’attesissimo Librogame, una vera e propria sfida di conoscenza della letteratura che vede contrapposte squadre di giovani amanti della carta stampata .

Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito ufficiale www.unamarinadilibri.it.
Trovate Una Marina di Libri  anche su Facebook, su Anobii  e su Twitter (con l’ashtag #Unamarinadilibri e con il livetweet di @assaggiletterar).
Disponibile inoltre, per dispositivi Apple ed Android, l'applicazione ufficiale della manifestazione:

giovedì 30 maggio 2013

Una giornata al Salone Internazionale del Libro di Torino: David Grossman e Simonetta Agnello Hornby







Sabato 18 maggio è stata una giornata davvero speciale: dopo averlo desiderato per molti anni, finalmente sono riuscita ad andare a Torino in occasione del Salone Internazionale del Libro. A onor del vero, devo ringraziare la mia amica Lucia, che ha lanciato l'idea durante uno dei nostri aperitivi dove parliamo di tutto e l'argomento libri riesce in qualche modo a essere sempre presente! Abbiamo quindi aspettato pazienti che il programma fosse pubblicato, abbiamo scorto e valutato gli eventi di ogni giornata e deciso per sabato 18 maggio che proponeva, fra gli altri, nomi del calibro di David Grossman e Simonetta Agnello Hornby.
Ammetto che da sempre ho un debole per la letteratura israeliana contemporanea - fra le mie letture preferite ci sono i libri di Amos Oz (primo fra tutti La scatola nera), così come quelli di Grossman e Yeoushua –, non sorprende quindi che fossi particolarmente entusiasta all'idea di assistere dal vivo a una conversazione letteraria con uno degli scrittori che apprezzo di più.
Così, dopo un'ora trascorsa in piedi in coda ad aspettare di entrare nell'ampia sala dell'Auditorium del Lingotto, siamo riuscite ad “accaparrarci” degli ottimi posti nelle prime file, pronte a gustarci l'incontro. Grossman era a Torino per parlare della sua ultima fatica, Caduto fuori dal tempo edito da Mondadori, e la conversazione era guidata dallo scrittore Gian Luca Favetto. L'incontro si è aperto in modo molto suggestivo e coinvolgente, con Favetto impegnato nella lettura in italiano di un breve estratto del libro, seguito dalla lettura in ebraico dello stesso passo da parte di Grossman. Sarà stato per la lingua ebraica, morbida e sconosciuta, per la voce ben modulata dello scrittore israeliano, per la profondità del testo... ma credo che un incipit simile sarà difficile da dimenticare.
Dopodiché, grazie all'alternarsi di domande e risposte (ottimamente tradotte da una bravissima interprete, di cui purtroppo non ricordo il nome), è stato possibile scoprire di più su Caduto fuori dal tempo. Si tratta di un libro particolare, non un vero romanzo e nemmeno una testo lirico, “qualcosa che sta in mezzo”, un mezzo letterario per parlare del viaggio verso il luogo dove la vita tocca la morte. Grossman dice di parlare a chi non possiamo più sentire e, sentendo questo, il mio pensiero era subito volato al figlio Uri, morto nel 2006 durante l'ultima guerra che ha visto schierati Israele contro il Libano. Per lui scrivere un libro è come avere un dialogo interiore, si comprendono cose e aspetti della vita che non si potrebbero capire in altro modo. A questo punto, ci svela la “genesi”, se così si può dire, di Caduto fuori dal tempo: afferma di aver superato la paura di esporsi, di lasciar trapelare le emozioni della propria vita intima, proprio grazie alla stesura di questo testo, “un libro contro l'istinto di protezione”, che ha iniziato a scrivere dopo la scomparsa del figlio. Racconta infatti di aver deciso di non volere essere protetto dal dolore (dopo una perdita simile, cerchi a tutti i costi di aggrapparti all’istinto di autoprotezione),  perché vivere una vita troppo protetta equivale a non vivere davvero. Inoltre essere uno scrittore è un privilegio, in quanto ti dà la possibilità di poter raggiungere e affrontare il “posto” dentro di te che più ti spaventa.
Favetto riporta il discorso sulla forma narrativa del libro, lo shir ebraico (canto e poesia, azione teatrale, canto corale) e chiede a Grossman la ragione che lo hanno indotto a fare una scelta simile. La risposta dello scrittore è disarmante: “It found me”, non aveva cercato quella forma, la forma aveva cercato lui, lo stile è la “pelle” del libro, cresce con esso. Non c'era altra scelta, quel libro doveva essere scritto perché altrimenti la sua vita sarebbe stata intollerabile. Inizialmente il romanzo era stato concepito come una prosa, ma non poteva proseguire in tal modo: la morte di un figlio è un evento contro natura, contro le regole che vogliono i figli sopravvivere ai genitori e un'opera simile richiedeva una rottura delle regole della scrittura. Particolarmente bella una frase della moglie di Grossman “Poetry is the closest to silence” (La poesia è la più vicina al silenzio), la forma di scrittura che permette di dire e non dire allo stesso tempo.
Favetto prosegue chiedendogli in quale dei suoi personaggi si riconosce di più: il duca, lo scriba, il centauro, l'uomo. Grossman dice di essere dentro ogni personaggio, ma di essere più vicino all'uomo, identificandosi nella sua incapacità di parlare, nel suo senso di soffocamento, che però riesce a vincere semplicemente cominciando a camminare. E qui nasce una bella riflessione sulle catastrofi e su come possiamo cercare di superarle: l'aspetto peggiore delle catastrofi è che ci paralizzano, ci trasformano in pietre; avere la possibilità di descriverle con le proprie parole è una forma di ribellione che ci rende non solamente vittime, ma ci permette di trascendere e di non accettarne i dettami, determinando la capacità di agire.
In Caduto fuori dal tempo l'uomo va “laggiù”. Ma che luogo è “laggiù”? Dove si trova? Lo scrittore spiega che il “laggiù” dell'uomo è un posto dove è possibile parlare di ciò che era successo, un punto di incontro fra vita e morte. Non possiamo saperne di più, non sappiamo ciò che c'è dopo; Grossman si è avvicinato il più possibile, l'ha sfiorato e ha fatto ritorno. Ma nei suoi libri forse è diverso: in un libro possono esistere contemporaneamente assenza e presenza.
Infine Grossman parla di sé, rivelando che ama soprattutto raccontare storie. Alcune sere in Israele  gli capita di leggere a voce alta, davanti a un pubblico stanco, che però si riscuote pieno di interesse e con gli occhi scintillanti quando viene condotto per mano verso una storia. La conversazione si chiude in modo circolare, con l'autore di Gerusalemme che legge nella lingua madre un passo del romanzo, dedicato al tempo se ben ricordo.
Mi ha fatto piacere notare che il pubblico in sala (1900 spettatori secondo alcuni fonti) è stato attento per tutta la durata dell'evento, se si esclude qualche improvvido cellulare fortunatamente subito spento, e uscendo dalla sale ho potuto ascoltare commenti entusiasti di persone che, come me sono rimaste conquistate dalla dialettica e dalla profondità di David Grossman. Tanta era la voglia di applaudire, ma tutti i partecipanti hanno rispettato il “consiglio” dello scrittore, che ha invitato a rimandare gli applausi a fine incontro e solo se meritati! Per quanto mi riguarda, si è trattata di una vera e propria emozione, e se già ero convinta di voler leggere Caduto fuori dal tempo, ora non vedo l'ora.
Nel pomeriggio è stata la volta di Simonetta Agnello Hornby, scrittrice siciliana e avvocato residente a Londra, che ha presentato il suo Il Veleno dell'Oleandro (Feltrinelli). L'incontro, breve ma ricco di verve, ha visto l'autrice (che in sala è stata veramente simpatica) presentarsi da sola, in centro al palco, senza moderatore, e rivelare i tanti temi che sono presenti nella sua ultima fatica, composta in un momento difficile della propria vita, ossia dopo la morte della madre. In ogni libro, Simonetta Agnello Hornby va contro un tabù; in questo addirittura i tabù da affrontare sono due: la bisessualità e le donne mature “accompagnate” da uomini più giovani. Secondo la Hornby, quello dei bisessuali  è un mondo ancora poco conosciuto e compreso, probabilmente vittima di pregiudizi sia da parte eterosessuale che omosessuale; mentre per le donne in là con l'età che hanno ancora occhi per i giovani (leggi tardone in giovane compagnia) sembra sussistere ancora il vecchio pregiudizio, secondo cui agli uomini queste sbandate vengono concesse con indulgenza, mentre alle donne sono invece riservate solo battutine, feroce ironia e implacabile giudizio sociale. 
Inoltre, ne Il veleno dell'oleandro, l'autrice ha voluto toccare anche il tema della famiglia - che anche in Sicilia, come in tutta Italia, tende a disgregarsi - e delle nuove malattie del benessere, come l'anoressia. Altro argomento rilevante è quello della proprietà, la “roba” (che reminiscenze di verghiana memoria!), molto sentito nella regione mediterranea, Sicilia inclusa: si parla di un'eredità, i classici gioielli di famiglia da utilizzare per cercare di risollevare le sorti della casa, che in questo caso, appartenevano a una nonna un po' libertina.
L'aspetto forse più interessante dell'incontro è stato cogliere il vivo coinvolgimento della scrittrice nel tema spinoso della violenza familiare: nel romanzo, una donna subisce violenza da parte del marito e l'Agnello Hornby racconta senza mezze misure di quanto sia difficile e disturbante scriverne. Del resto, non dobbiamo dimenticare che l'autrice è da anni impegnata in prima linea nella lotta contro la violenza domestica: ha fondato nel 1979 a Londra il primo studio legale con una sezione dedicata ai casi di questo tipo e dal 2012 collabora con la Global Foundation for the Elimination of Domestic Violence, attiva in Italia attraverso l'affiliata EDV Italy. Per non dimenticare il suo impegno, ha ricordato la recente pubblicazione (8
maggio) de Il male che si deve raccontare, il libro scritto con Marina Calloni, professoressa di filosofia politica e sociale all'Università Bicocca di Milano, che non è solo un libro-denuncia, ma anche un testo che mostra come combattere la violenza domestica e proteggere le vittime. I proventi di questo libro saranno devoluti proprio a EDV Italy. Simonetta Agnello Hornby mi ha molto colpito, soprattutto quando ha parlato dell'importanza di mantenere le proprie origini (lei mantiene infatti il proprio accento siciliano nonostante gli anni trascorsi all'estero), ma anche di quella di aprirsi al paese nel quale si è ospiti: ha raccontato con una punta di rammarico dei suoi nipotini che non conoscono l'italiano (tranne uno) perché, a tutti gli effetti, questi bambini sono inglesi (anche se, secondo me, conoscere più lingue dalla primissima infanzia è un grande arricchimento). Una donna che è stato un piacere incontrare, seppure dall'altra parte del palco.
Bilancio della giornata? Più che positivo, sono tornata a casa soddisfatta del pieno di emozioni vissute e con un paio di libri da aggiungere alla lista dei desideri... Non aggiungo altro, se non che sicuramente è un'esperienza da ripetere!

martedì 9 aprile 2013

Milano Manga Festival: la prima mostra sulla Storia dei Manga in 200 anni.






Un grande evento si prepara a Milano, evento unico nel suo genere e, si spera, primo di una lunga serie.
Si tratta del Milano Manga Festival, che si svolgerà dal 3 Maggio al 21 Luglio 2013 presso la Roma rotonda di Via Besana e, parallelamente, presso il WOW, Museo del Fumetto (i due siti sono collegati dal Corso XII Marzo).

Il progetto è stato presentato il 28 Febbraio al Palazzo Reale di Milano e si svolgerà con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone in Italia e del Comune di Milano. Ideato dalla compagnia Asatsu-DK in collaborazione con l’Associazione Culturale Giappone in Italia, il festival trasformerà  due spazi di Milano in veri e propri quartieri dedicati al Manga.

Duecento anni di storia del manga che verranno mostrati con l’esposizione di circa 500 tavole che raccolgono le opere più significative, a cominciare dal “Manga di Hokusai” del 1814, capostipite del genere – dal quale deriva per l’appunto il nome Manga. L’opera si compone di quindici volumi e circa 4.000 personaggi, i primi di tantissimi che son entrati nel tempo a far parte del cuore di molti, giapponesi e non. L’Europa infatti è il più grande mercato mondiale per quanto riguarda i Manga e l’Italia offre un contributo ragguardevole, contando tantissimi  appassionati che già partecipano a manifestazioni locali o estere, seppure dalle dimensioni ridotte rispetto a questo primo grande Festival dalla portata internazionale.



Cuore pulsante del festival è quindi la mostra allestita alla Rotonda Besana, dal titolo “200 Anni di Manga”. Isao Shimizu - curatore della mostra, consulente del Museo Internazionale del Manga di Kyoto e Direttore dell’Archivio Nazionale del Manga, già autore di oltre 80 libri sulla storia di queste particolari pubblicazioni - riunirà nelle 500 tavole un’antologia dell’arte del manga in grado di ripercorrere passo passo l’intero fiorire del genere, dalla nascita alle sue ultime manifestazioni.  Fondamentale è stato l’apporto di manga-ka e di circa venti case editrici che, fra ricerche e trattative, hanno dato vita a questa monumentale raccolta.
L’evoluzione del Manga viene mostrata tramite la divisione della sua storia in sei tappe rappresentative: il DNA del Manga, dall’adulto al bambino, il Dio del Manga (Tezuka Osamu), l’età delle riviste, lo sviluppo del Manga, il Media Mix.



Ma non finisce qui. Date le connessioni tra manga, cultura giapponese e culture che ne son diventate sostenitrici appassionate, è stato possibile creare delle aree tematiche di approfondimento: sarà illustrato il rapporto tra manga e alimentazione, educazione, medicina, musica e moda.
Un ottimo modo, insomma, per mostrare come il genere sia quanto mai attuale e per nulla settoriale.
Particolarmente apprezzata dagli Italiani sarà sicuramente la sezione dedicata a  “Captain Tsubasa”, meglio conosciuto come “Holly e Benji”, mito e di generazioni e generazioni, che vedrà ospite il creatore Yoichi Takahashi.


WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine Animata- ospiterà una serie di eventi il cui calendario non è stato ancora definito. Certo è che dal 15 Maggio al 15 Giugno ospiterà una mostra dedicata ai dōjinshi (manga indipendenti), esponenti delle avanguardie del genere che potranno così offrire uno squarcio sul futuro del Manga. L’ingresso, in questo caso, sarà gratuito. 
Il Festival tuttavia non si esaurisce qui e offre la possibilità di corsi, workshop in collaborazione con licei artistici e università come quella di Brera e delle Belle Arti, incontri con gli autori e conferenze con esperti provenienti dal Giappone o con gli specialisti italiani. In particolare, verrà dedicato spazio anche all’animazione, con la partecipazione  di doppiatori italiani disposti a parlare col pubblico, mentre gli editori faranno disquisiranno sulle condizioni del mercato giapponese e italiano. Ci saranno focus sull’arte nipponica più o meno tradizionale, spaziando dalla calligrafia agli origami o all'ikebana.

Chicca del festival sarà infine l’allestimento di una biblioteca gratuita, nella quale sarà possibile leggere una vasta gamma di manga in italiano e magari farsi un’idea sulle prossime pubblicazioni.

Supervisore del tutto sarà Osamu Takeuchi, professore ordinario presso il Dipartimento di Studi Mediatici della Facoltà di Sociologia all’Università Dōshisha, specializzato in letteratura infantile e storia del manga, tra i fondatori della rivista Biranzi (o Biranji), di cui è per altro il direttore, e anche autore di manga con lo pseudonimo di Osa Takeshi.

Il direttore del Museo del Fumetto, Luigi Bona, ha dichiarato che "È la prima volta che viene fatta un’esposizione e una presentazione del manga a questo livello. Un evento che non è stato possibile realizzare neppure in Giappone, può essere invece realizzato oggi a Milano", lasciando così intuire l’importanza e la significatività dell’evento.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Facebook dedicata all’evento, seguire l’account Twitter Ufficiale e il sito, ancora in lavorazione. 






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