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giovedì 14 ottobre 2010

Tre metri sopra il cielo

Trama:
Le ragazze vestono secondo le mode dell'ultimo minuto. I ragazzi girano con i loro scooter o, meglio, con la BMW lunga, magari rubata al papà. Le ragazze si preparano ad incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, Stefano, detto Step, e Babi si incontrano. Lei ottima studentessa, lui ottimo picchiatore, violento, passa i pomeriggi in piazza davanti al bar o in palestra, la sera in moto o nella bisca dove gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Un romanzo di vite quotidiane, di noia, di fatica, di adrenalina e di violenza.


Recensione:
Ce l'ho fatta.
L'ho finito, concluso, l'ho chiuso per sempre.
Perché mi sono degnata di abbassarmi a tanto?
Perché sono masochista.
No, piuttosto perché ad un certo punto non mi sentivo più in diritto di criticare, non conoscendo personalmente l'oggetto del mio scherno.
Adesso ho ampio diritto di parola.
Ci sono milioni di cose da dire su questa sottospecie di Harmony adolescenziale, prima tra tutte, che ho i miei seri dubbi su quanto possa rispecchiare il mondo dei giovani.
Non mi sono potuta immedesimare in nessuno dei personaggi, nè ho trovato termini di paragoni con i miei coetanei.
O nessuna delle mie conoscenze rappresenta l'adolescente standard descritto da Moccia, oppure c'è qualcosa che non va.
O magari sono io troppo selettiva quando scelgo le mie amicizie.
Ma parliamo di loro, questi ragazzi: sorvoliamo sui nomi ridicoli affibbiati senza criterio, e passiamo alle loro personalità. Personalità? Ma che dico? Ma quali personalità? E' tutto un groviglio di stereotipi, luoghi comuni, senza nessun approfondimento psicologico (o meglio, nonostante il tentativo, Moccia ottiene scarsissimi risultati)...
Lo stile, il linguaggio, sono semplicemente patetici: frasi fatte da baci perugina, nessuna emozione, non c'è passione in questo libro, acciderbolina!
Ah ma dicevamo, i personaggi...
Lei è la solita ragazzina viziata dei quartieri alti, quella abituata ad avere tutto, perfetta, bionda e bella, bravissima a scuola, che quando esce fuori con gli amici per stare attenta ad entrare nelle sue taglie striminzite da modella anoressica ordina una schifosissima insalata mista (con la Diet-Coke pergiunta!!), quella che in teoria avrebbe dei principi morali che nel corso del libro vanno tutti a farsi fottere (così come il congiuntivo, dato ormai per disperso e con quasi nulle possibilità di resurrezione).
Babi, carissima Babi, su una cosa Step ha ragione: sei l'incoerenza fatta persona! Ma come, prima fai la santarellina, dici che non ti piacciono i violenti, i prepotenti, neghi e ti impunti, e dopo non solo ti ci butti tra le braccia (e tra le gambe...) ma arrivi persino a picchiare una che ti ha provocato? Eh no, non si fa così.
Però anche tu avevi ragionissima: Step è una bestia.
Come si fa a picchiare a sangue così la gente, spesso persino senza un motivo vero e proprio?
Ma chi è, il mafiosetto di turno?
Ma no, lo zio Fede  spiega che Stefanuccio viene da un passato difficile... Era vittima di bullismo poverino, poi ha pure beccato la madre con l'amante e allora l'ha quasi ammazzato...
Eh mi pare logico: è autorizzato a diventare un delinquente.
Giusto??
E' autorizzato a cercare di ammazzarsi nelle corse delle moto.
Ma poi, la scena in cui, all'inizio, i ragazzi fanno più flessioni possibili e le ragazze stanno lì a sbavare sul loro sudore... E' davvero squallida.
Ma nessuno ha di meglio da fare? Mi sembrano tutti un branco di animali, più che un gruppo di ragazzi. I maschi devono marcare il loro territorio, solo che anzichè usare la pipì come i cani, usano i cazzotti. Ma a questo punto andate ad orinare al largo, no? Sarà un po' più puzzolente ma almeno non si fa male nessuno.
Poi, per aggiungere un po' di melodrammaticità che non fa mai male, ci mettiamo in mezzo la morte di Pollo (Dio mio, non ci posso pensare a questi nomi...). Ma ecco che Moccia fallisce anche in questo, perché come ho detto prima, non c'è nulla... Non c'è pathos, non c'è emozione, è tutto FREDDO.
Ma questo poi, è l'uomo dei flashback?
Ma quanti ce ne sono in tutto il libro?
Tra l'altro resi malissimo... Anche i dialoghi sono scritti male, non è mai precisato chi parla, un botta e risposta di cui alla fine non capisci chi dice cosa. Ed il finale?
Questi due impiegano metà libro per mettersi insieme e poi che succede?
Velocissimamente, in poche pagine, consumano questa storia e si mollano. BUM.
Che senso ha avuto?
Ma come si fa ed emozionarsi?? Io non sono una che piange sui libri, ma giuro che non riesco a capacitarmene...
E mi stavo anche dimenticando di tutta quella pubblicità occulta o.ò
Signor Moccia, ma non è che la pagano per pubblicizzare tutte quelle marche? (Moltissime delle quali, tra l'altro, non avevo mai nemmeno sentito nominare...).
Ma mi spiega perché procede per metonimia??
Non è un vago ed inutile tentativo di fare poesia, vero? Perchè anzichè usare "scarpe" dice Superga?
Vede, io mi sono trovata ad un certo punto a leggere la seguente frase: "Le Superga sparse sul pavimento". Sono ignorante e non so che cabbaso siano 'ste Superga. Ma lei scrivelo chiaro e tondo no, eh?
Ah perché lei è figo e deve far vedere che conosce tutte le marche. Mi sa che è troppo bravo per me.
Piccola nota: ci credo che Babi si sia fermata ad "esperavisse" in quella versione di latino, non sapendo da dove provenisse. Quel verbo l'ho cercato appositamente: non esiste!! Ma dove l'ha trovato? Si è alzato una mattina e gli è venuto in mente, così come le canzoni di Battisti che ha disseminato nel corso del romanzo (leggasi "prodotto cartaceo analfabeta di nessuna utilità")?
Ma poi, prima di darsi al latino, non riterrebbe necessario imparare prima l'italiano?
Perchè ci sono un paio di termini che non credo esistano proprio...
Dimentico qualcosa?
Ah le parolacce.
Non mi piacciono.
Questa storia è finta come lei.



Scheda



Trama


Elena Gilbert è una ragazza d’oro, è bella, è brillante, ha tutto nella vita. Ma le sue giornate non hanno nulla di eccitante. Così, alla ricerca del brivido, intreccia una relazione con il tenebroso Stefan. Ma Stefan nasconde un segreto che potrà sconvolgere per sempre la vita della protagonista... Ha inizio per Elena la più affascinante e pericolosa delle avventure. Una storia d’amore e odio, di luce e ombra, in cui Stefan e Damon, due vampiri fratelli, avversari in una guerra millenaria, si contenderanno il cuore della ragazza e il suo destino.





Recensione:
Brutto, non c'è che dire. 
Personaggi piatti, privi di un qualsiasi spessore psicologico, eventi che si succedono troppo velocemente, stile infantile, idee poco orgininali, ambientazione scontata, descrizioni zero, dialoghi insipidi, costo decisamente elevato. 
Elena è a dir poco stupida, pretenziosa, la classica biondina senza cervello, senza arte né parte, con lo stuolo di corteggiatori ai suoi piedi e le servette che la venerano. Dico io, come fa a risultare simpatica una che impiega metà del suo tempo a chiedersi perché Stefan (oh, Stefan!! *coro adorante di sottofondo*) non la caghi -perdonatemi il termine-, lei che è così bella, brava e perfetta, e l'altra metà a scrivere insulserie sgrammaticate su un quadernetto che (udite udite!) attira l'attenzione del gemello cattivo vampirozzo di Stefan (tale Damon), come se ad un vampiro potesse fregarne qualcosa. Vogliamo parlare di questi due, Stefan e Damon? 
Naturalmente il più insulso è quello buono, Stefan, mentre con Damon diciamo che ha cercato di dare un'impronta più pregnante -per quanto pregnante possa essere questa "autrice"- tentando con tutte le sue forze di farne un personaggio vagamente accattivamente. 
E poi, i nomi: Stefan Salvatore e Damon. 
Ah, non ho precisato. 
Sono italiani.Vampirozzi italiani con nomi così ridicoli che hanno vissuto nel RINASCIMENTO. Ma informarsi un poco no, eh? 
E la cosa tragica è che questi libri hanno avuto tanto successo da essere tradotti in Italia. 
C'è speranza allora, ormai si pubblica di tutto. 
In sostanza, di bello vi ho trovato solo la copertina. Ma in qualche modo li dovranno pure attirare i lettori.


Scheda


L'autrice:
Lisa Jane Smith è una scrittrice di culto, i suoi libri sono stati tradotti in tutto il mondo e hanno conquistato il cuore di due generazioni di fan. La Newton Compton ha pubblicato in Italia le sue saghe di maggior successo: Il diario del vampiro, I diari delle streghe, Dark Visions, La setta dei vampiri e Il gioco proibito, di cui La casa degli orrori è il primo episodio. La saga Il diario del vampiro è ora diventata una serie TV.  
Scoprite tutto su Lisa Jane Smith visitando il sito ufficiale e quello dedicato alla sua ultima saga La setta dei vampiri.













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