Questa
prolifica serie di romanzi fantasy umoristici ha avuto origine nel 1983 con The Colour of Magic, “Il colore della
magia”, e non si è ancora interrotta. Facendo un semplice calcolo, l’autore ha
sfornato più di un libro all’anno, senza contare i romanzi non ambientati nel
Mondo Disco (come il notevole Nation
del 2008).
Pratchett ha
ottenuto una lunga serie di premi e riconoscimenti tra cui, grazie ai suoi
scritti, otto lauree honoris causa. Si tratta di uno degli autori più noti del
mondo anglosassone: è stato il più venduto negli anni ’90, è stato votato
il secondo migliore autore inglese vivente e i suoi libri, che continuano ad
essere stampati in milioni di copie, sono tradotti in 37 lingue.
Con un
curriculum del genere si potrebbe pensare che le case editrici italiane abbiano
fatto la fila per pubblicare i suoi libri. Errato.
L’ultimo
volume a essere stampato è stato Soul
Music, “All’anima della musica”, edito da Salani a giugno 2013. Qual è
l’anno di pubblicazione della versione originale? Il 1994.
E’ frustrante,
per chiunque abbia iniziato ad apprezzare l’autore, che, sui quaranta volumi
della saga, in italiano ne siano stati tradotti solamente venti.
Ritorniamo
al tema principale: proviamo a considerare quali possano essere le cause di
questo odioso (per gli appassionati) ritardo delle versioni italiane.
Prima di
tutto, i diritti non sono stati acquisiti da un unico editore, ma troviamo i
vari romanzi pubblicati di volta in volta da Mondadori, Salani e TEA. Ciò è
problematico anche per quanto riguarda l’uniformità delle traduzioni (altro
problema ricorrente – ci torneremo in seguito).
In secondo
luogo, sicuramente il modo stesso di scrivere di Pratchett non facilita la resa
in un’altra lingua: l’autore adora i giochi di parole (in lingua originale è molto
spassoso, come può considerare chiunque mastichi un po’ di inglese), che però
spesso in italiano risultano intraducibili. Questo fatto, assieme allo humor
britannico (non immediato per il lettore italiano medio) ha spesso ostacolato e
frenato il lavoro di traduttori e case editrici.
Pur
considerando tutto ciò, non si giustifica il ritardo quasi ventennale nella
pubblicazione italiana delle sue opere. E inoltre: perché i lavori di Pratchett
vengono tradotti in ordine sparso? E’ vero, non si tratta di un’unica saga, al
suo interno possiamo trovare numerosi filoni (il Ciclo della Guardia, quello
della Morte, quello delle Streghe, ecc.), ma non si spiega la scelta di
ignorare i nessi logici nella scelta dei volumi da tradurre, con ovvia
confusione (e meno affezione) dei lettori italiani. Seguire l’ordine di pubblicazione
originale poteva essere una scelta più condivisibile.
Un’altra
osservazione (e ci avviamo alla conclusione). Fate un confronto fra le
copertine delle edizioni anglosassoni e di quelle italiane: proprio non ci
siamo. Pratchett ha instaurato da anni un felice sodalizio con degli ottimi
illustratori, come Josh Kirby (fino alla sua morte nel 2001) e Paul Kidby, che rendono
le copertine delle vere e proprie opere d’arte. Le edizioni italiane presentano
invece due tipi di copertine: con disegni da libro per bambini oppure con
sfondi neri e immagini solo vagamente a tema. Non molto allettanti.
Infine torniamo al tema principale: le traduzioni. A partire dai primi
volumi, (ma - ahimè - anche il recente “All’anima della musica” non fa eccezione),
vi sono numerosi e vistosi errori e passi falsi: nomi propri che a volte
vengono italianizzati e a volte lasciati in lingua originale (anche nello
stesso libro), giochi di parole non riusciti, talvolta addirittura errori pacchiani
che inficiano la comprensione di intere frasi. Pur concedendo l’attenuante che
sia un autore difficile da tradurre, la revisione non sembra essere
all’altezza.
Ammetto che
sono di parte: per me Pratchett è un grande della letteratura moderna. Per
questo ritengo il modus operandi delle case editrici nostrane una pratica
autopunitiva: come è possibile avere un autore del genere fra le mani e
valorizzarlo talmente poco?
