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domenica 1 giugno 2014

Recensione: Il padre infedele di Antonio Scurati







Il padre infedele, Antonio Scurati
Bompiani
 188 pagine
17,00 euro
Leggere un libro candidato al Premio Strega non sempre risulta una buona idea. Anzi, spesso, diventa l’incipit di un’ indagine a più ampio spettro sulle direzioni che sta prendendo la narrativa italiana.
Il padre infedele è un romanzo scritto in forma diaristica, nel quale il protagonista tenta di raccontare gli aspetti positivi e negativi della vita alla figlia. Volendo riassumere a partire dal prologo, direi che è la storia di un uomo che ha capito, in seguito alle lacrime della moglie, che la sua vita coniugale è finita, per poi propinarci il racconto letterariamente arzigogolato di come è arrivato a tal punto. Fine. A condire il tutto ci sono la pubblicità della famiglia felice della Barilla, una visione piuttosto animalesca e misogina del sesso, una prosa altisonante e spesso complicata. Con ciò non voglio dire di non aver apprezzato l’elogio della lingua che solo un docente del calibro di Scurati avrebbe potuto regalare, ma in molti casi si verifica un effetto rebound, per cui il consistente utilizzo di subordinate rende la lettura faticosa, restituendo la sensazione di dover tradurre ciò che si sta leggendo come in presenza di una versione tratta dai testi di Cicerone. Certo, a narrarci la storia è Glauco, un laureato in filosofia che poi diviene chef, ma essendo un memoir rivolto alla figlia credo che avrebbe dovuto avere un altro registro, sicuramente meno alto-borghese e proustiano.
Non siamo in presenza di un cattivo libro, attenzione, ma credo che le mie aspettative fossero ben più alte rispetto a ciò che ho ritrovato tra le pagine. Se voleva essere uno spaccato generazionale della realtà genitoriale, Scurati è riuscito in poche occasioni a lasciar trapelare una sottile critica nei confronti di chi decide sempre più tardi di diventare madre/padre. A rendere il tutto ancora più antipatico è inoltre l’atteggiamento egoistico del protagonista, un edonista moderno al quale è interessano solo i propri sentimenti e non si accorge di ciò che subiscono gli altri (tanto da non rendersi conto della depressione post-partum della moglie).
In sintesi, lo stile di Scurati non accompagna bene il quadro ironico di una caricatura umana che sembra essere l’input dal quale è nata questa storia. Spero che gli altri libri di questo autore non seguano la stessa corrente, altrimenti mi sarebbe ancora una volta palese il motivo per cui preferisco la narrativa anglosassone a quella italiana.


Voto: 

Antonio Scurati (Napoli 1969) è ricercatore alla IULM di Milano e coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza. Editorialista della “Stampa”, ha scritto i saggi Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale (2003, finalista al Premio Viareggio) e Televisioni di guerra (2003). Bompiani ha pubblicato, in versione aggiornata, il suo romanzo d’esordio Il rumore sordo della battaglia (2006), i saggi La letteratura dell’inesperienza (2006), Gli anni che non stiamo vivendo (2010) e i romanzi Il sopravvissuto, con cui l’autore ha vinto la XLIII edizione del Premio Campiello, Una storia romantica (2007, Premio SuperMondello), Il Bambino che sognava la fine del mondo, finalista al Premio Strega 2009. Del 2011 il romanzo, uscito sempre per Bompiani, La seconda mezzanotte.

lunedì 12 settembre 2011

Anteprima La seconda mezzanotte di Antonio Scurati

E' prevista per mercoledì 14 settembre l'uscita del nuovo libro di Antonio Scurati, La seconda mezzanotte edito da Bompiani a 19,00 euro per 550 pagine. Lo scenario apocalittico in cui è ambientato vede l'egemonia della Cina sugli stati europei e la nostra Venezia trasformata in una città perversa e in declino. In questo sfondo drammatico si muovono però due paladini del vecchio mondo, prima che il continente venisse colpito da un clima equatoriale e colonizzato dalle forze cinesi. Un libro estremamente affascinante, di cui potete leggere un estratto dal quotidiano La Stampa qui, e forse più realistico di come potrebbe sembrare.



La seconda mezzanotte - Antonio Scurati
2092. L'Europa mediterranea è sprofondata in un clima equatoriale, i suoi antichi Stati nazionali hanno ceduto all'egemonia cinese. Venezia abbandonata dopo una terribile alluvione, poi acquistata e ricostruita da un'azienda di Pechino - è la perversa Las Vegas del declino europeo. Piazza San Marco è stata trasformata in un'arena: il Colosseo del terzo millennio. Il carnevale si avvicina, i padroni cinesi preparano lussi sfrenati e spettacoli sanguinari. La popolazione autoctona è confinata nel Castello. Nessuno sembra più volersi sottrarre alla violenza e alla lussuria di questo bordello della fine dei tempi. Eppure, perfino in questo parco giochi orwelliano, ci sono due uomini in rivolta che si levano contro l'orgia del potere. "Il Maestro", guida dei nuovi gladiatori che addestra sull'isola di San Giorgio, e Spartaco, il suo allievo più valoroso. Ciascuno ha imboccato per proprio conto la via della ribellione ma vivono entrambi per il mondo che verrà, uno per divenire padre, l'altro per tornare libero. Antonio Scurati torna all'ispirazione degli esordi con un romanzo visionario e insieme realista. Una grande avventura epica, che si fa carico della crisi del nostro mondo narrando di uomini in marcia dentro e contro l'onda distruttrice della storia, in un libro non solo ambientato nel futuro ma rivolto al futuro.


Antonio Scurati
Nato a Napoli nel 1969, ha studiato a Parigi e negli Stati Uniti. Insegna Sociologia della comunicazione presso l'Università di Bergamo, dove è tra i membri del Gruppo di ricerca sui linguaggi della guerra e della violenza. Su questi argomenti ha pubblicato, tra l'altro, "Televisioni di guerra" (Ombre Corte, 2003), "Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale" (Donzelli, 2003) e il romanzo "Il rumore sordo della battaglia" (Mondadori, 2002; Premio Chianciano, Premio Fregene, Premio Selezione Rhegium Julii Opera Prima, Premio Edoardo Khilgren). Per l'editore Bompiani è appena apparso il romanzo "Il sopravvissuto". È direttore del settore Formazione del Festival di Ravello

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