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giovedì 8 ottobre 2015

Premio Nobel 2015 per la Letteratura a Svetlana Aleksievič



Svetlana Aleksievič vince il premio Nobel per la Letteratura 2015. Quattordicesima donna ad aggiudicarsi l'ambito premio dell'Accademia di Svevia, che anche quest'anno non va a Philip Roth, Aleksievič è una giornalista e scrittrice bielorussa che ha prodotto solo quattro libri, l'ultimo dei quali Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo, uscito lo scorso anno per Bompiani.
Nei suoi libri cerca di far emergere le voci e i volti delle persone, in un momento in cui l'umanità stessa è diventata multiforme: la cronaca diventa l'unico modo per preservare la realtà.
Nata nel 1948 e maturata letterariamente nel periodo della dittatura comunista nell’ex URSS, è stata perseguitata dal regime autoritario del presidente Aleksandr Lukašenko. Accusata di essere una spia della CIA, ha dovuto abbandonare il suo paese, in cui sono stati banditi i suoi libri, tradotti nel frattempo in oltre quaranta paesi. Il suo lavoro si incentra sulla raccolta di informazioni per mezzo di documenti scritti o interviste, ponendo un particolare accento sulla situazione dei paesi dell’ex Unione Sovietica prima e dopo il crollo del regime comunista. L'accademia di Svevia, ha annunciato la filologa svedese Sara Danius, ha deciso di premiarla per il suo “polyphonic work, writing a monument to suffering and courage in our time”.
Il lavoro di Svetlana Aleksievič, spiega la Danius, non ha la mera rilevanza di una raccolta di informazioni storiografiche, ma è un lavoro ragguardevole per l'importanza che dà all' “individuale”.
Le opere dell’ Aleksievič sono un’aperta denuncia alla politica violenta del regime comunista, ma in senso più generale, a quella scelleratezza che è la guerra, come si evince da Ragazzi di zinco (ambientato durante il periodo della guerra di Afghanistan) o La guerra non ha un volto di donna (che concerne le vicissitudini delle donne al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale). La Danius  (a sua volta prima donna in 114 anni di storia del Nobel ad avere ottenuto, solo quest'anno, la carica di segretario permanente del Comitato) e l’intera Accademia svedese avranno sicuramente tenuto conto di questa natura da autrice engegée che Svetlana Aleksievič ha dimostrato - attirando su di sé le antipatie dello stesso regime -, ma ciò che ha colpito e spinto l’organizzazione del Premio Nobel ad attribuirle l’onore di questa vittoria, risiede nel “new genre of literature”, in questo nuovo modo di fare letteratura che viene distinto dalla semplice esposizione degli eventi (“not only for the story”)
La scrittrice bielorussa non ha descritto la storia come successione di eventi, di cause e di conseguenze, ma si è concentrata sulle emozioni, focalizzandosi sull’ “exploring soviet individual”.



L'intervista a Sara Danius sul conferimento del premio a Svetlana Aleksievič


sabato 19 settembre 2015

A trent'anni dalla morte di Calvino: la vita, la militanza e le commemorazioni oggi nelle città italiane

A cura di Tonino Mangano.

Dopo una vita di studi, viaggi, lotte e militanza politica, trent'anni fa si spegneva Italo Calvino, una delle più autorevoli voci della letteratura italiana del Novecento. Le sue opere hanno saputo attrarre un pubblico vasto e variegato e rappresentano, ancora oggi, un esempio significativo di sperimentazione letteraria a lungo campo. A Calvino si deve una delle più interessanti riflessioni sul valore della letteratura, contenuta in "Lezioni Americane", come anche opere volte a raccontare lo sviluppo della vita nell'Universo ("Le Cosmicomiche") o a spiegare le più grandi inquietudini del secolo ambientandole nel medioevo ("I nostri antenati").

In quello che sembra delinearsi come l’anno di Calvino, alcune delle novità del 2015 legate alla figura del “favolista” d’adozione sanremese riguardano il mondo del disegno.
Tre artisti americani dell’Ohio hanno portato avanti, fin dall’aprile del 2014, il progetto denominato “Seeing Calvino”, con cui hanno dato forma e colore alle 55 città invisibili dell’autore. Alcune delle loro opere sono visibili sul sito Seeing Calvino, (per un collegamento diretto e per un numero maggiore di opere CLICCA QUI)
Anche altri artisti si sono cimentati nell’impresa di dare forma ad alcune delle città inventate dalla fervida immaginazione di Calvino. Per avere una visione di insieme più esemplificativa si rimanda a QUESTO LINK).

Ricordando quanto sia elevato il debito che il mondo contemporaneo ha nei confronti di un letterato illustre come Italo Calvino, tanto da render necessarie delle celebrazioni in suo onore nelle città che lo hanno ospitato e accolto nei suoi ultimi giorni di vita, prima di segnalarvi gli eventi in programma, ecco alcuni cenni sulla vita di questo importante scrittore.

Nato il 15 ottobre 1923 a Santiago de las Vegas presso L’Avana, Calvino arriva con la famiglia in Italia nel ’25, passa la sua infanzia in Liguria, per poi spostarsi a Firenze e Torino per motivi di studio. Dopo il sequestro dei genitori ad opera dei nazisti e la fondazione della Repubblica di Salò, si avvicina al Pci («La mia scelta del comunismo non fu affatto sostenuta da motivazioni ideologiche. Sentivo la necessità di partire da una “tabula rasa” e perciò mi ero definito anarchico […]. Ma soprattutto sentivo che in quel momento quello che contava era ‘azione; e i comunisti erano la forza più attiva e organizzata»), con il quale milita come partigiano tra il ’44 e il ’45: questa sarà un’esperienza che lo segnerà e che gli permetterà di consacrare il suo nome alla letteratura, visto l’argomento trattato nel suo primo romanzo, "Il sentiero dei nidi di ragno", un’analisi quanto mai oggettiva della sua esperienza da partigiano sulle Prealpi liguri.
La sua vita intellettuale, dopo la fine dell’esperienza di guerra, può contare sui contatti stretti con Elio Vittorini, Cesare Pavese, e con filosofi del calibro di Norberto Bobbio, alcuni dei quali gli permetteranno di collaborare con riviste culturali o con case editrici, in special modo l’Einaudi («Il massimo della mia vita l’ho dedicato ai libri degli altri, non ai miei. E ne sono contento, perché l’editoria è una cosa importante nell’Italia in cui viviamo e l’aver lavorato in un ambiente editoriale che è stato di modello per il resto dell’editoria italiana, non è cosa da poco») che gli affiderà la direzione della collana "Centopagine".
Calvino muore nella notte tra il 18 e il 19 settembre 1985, all’ospedale Santa Maria della Scala di Siena.
In suo ricordo, alcuni dei suoi amici (tra cui il già citato Bobbio), nel 1985 fondarono il Premio Italo Calvino, ad oggi uno dei più rinomati premi per autori inediti.

Il trentennale della morte di Calvino sarà un ottimo modo per ricordare la vita e le opere di un autore che continua a far riflettere, emozionare e divertire per mezzo delle sue opere, che molti critici hanno definito dallo stampo “fiabesco”.
Come ogni volta che si incontri, si scopra o riscopra un autore degno di tale titolo, sembra d’obbligo consigliare, a ogni nuovo appassionato o semplice curioso, di cimentarsi nella lettura della ricca e mai noiosa o ripetitiva bibliografia di un autore dalla poetica originale e dagli interessi poliedrici.


Ecco gli eventi in programma per oggi a Sanremo, Siena e Monopoli

Sanremo
Sanremo (luogo in cui la famiglia Calvino si trasferì al ritorno da Cuba) utilizzerà la Biblioteca civica dott. Francesco Corradi come sede privilegiata delle celebrazioni. Giorno 19, nell’atrio della biblioteca sarà inaugurata l’area allestita con pannelli che mostrano la città ai tempi di Calvino (Spazio Calvino a Sanremo), e questo evento sarà accompagnato dalla lettura di brani a cura del Liceo Cassini. La serie di pannelli sarà integrata da una mostra dal titolo “Calvino e le sue radici”, aperta da settembre a ottobre.
Nelle ore pomeridiane del 19 settembre, sempre dalla Biblioteca, partiranno escursioni per visite guidate ai luoghi cari allo scrittore. Per le prenotazioni alla passeggiata calviniana, ci si può rivolgere a questo numero 338/1375423.
Un’ulteriore curiosità che non dovrebbe sfuggire ai bibliofili o agli appassionati di Italo Calvino, è il Fondo librario dei genitori di Calvino, patrimonio che lo stesso Italo e il fratello Floriano donarono alla Biblioteca civica nel 1979. Il Fondo Librario dei Calvino è stato arricchito nel corso degli anni da una raccolta di opere di studi critici sui lavori dell’autore sanremese, e sarà possibile visitarlo nello stesso periodo della mostra “Calvino e le sue radici”.

Siena
La seconda città che ha accolto Calvino nei suoi ultimi istanti è Siena, eletta Capitale Italiana della Cultura 2015.
Sono tre gli appuntamenti dedicati a Calvino e che hanno preso il via ieri, 18 settembre.
Da venerdì 18 a domenica 20, a Santa Maria della Scala (ex ospedale in cui si spense Calvino ed oggi divenuto un centro monumentale) si potrà assistere alla videoinstallazione di Vanessa Rusci e Andrea Bassega, due artisti che narreranno di una Siena “Invisibile” per mezzo di immagini e video.
Nello stesso sito, sarà allestita la mostra di Ivano Tagetto, compositore di venti sculture di personaggi liberamente ispirati a Sofronia, una delle città invisibili. Il nome evocativo della mostra e che fa percepire la sua natura calviniana, è proprio “Siena Città Invisibile che si percepisce”. La mostra sarà aperta al pubblico dal 19 settembre al 1 novembre.
Il terzo e ultimo evento della rassegna di eventi dedicati a Calvino nella cornice senese, non sarà dedicato a un pubblico prettamente adulto, ma anche ai più giovani. Dal 19 settembre al 15 ottobre, presso la galleria di Palazzo Patrizi (Casa della Città), sarà possibile ammirare la mostra multimediale “Le visibili città invisibili” a cura dell’associazione 47Rosso di Firenze. Alla mostra saranno date delle caratteristiche dal taglio più interattivo, per mezzo di laboratori didattici dedicati alle scuole. Ma oltre ai laboratori, la mostra presenterà una ricca offerta di espressioni artistiche che abbracciano i più svariati campi di interesse: dall’incisione alla musica, dall’arte cinematografica alla lettura teatrale.

Monopoli
Anche Monopoli non si tira indietro dal clima fervente di attività che accompagna il ricordo di Calvino.
Sabato 19 settembre, alle ore 21:00, nella Chiesa S. Maria Amalfitana sarà organizzato un reading musicale di tre racconti tratti dalle Cosmicomiche. Il reading sarà incentrato sul dialogo tra due voci narranti e un contrabbasso.

domenica 24 maggio 2015

Malitia si dà a YouTube



Ciao, lettore! Questo sarà un post molto particolare perché sancisce uno spartiacque tra quella che è stata la mia attività di blogger da quasi cinque anni a ora, e quella che sarà, forse, da adesso in poi.

Quando ho aperto Dusty pages in Wonderland avevo diciassette anni ed ero all'inizio del quinto anno di liceo. Ero al limite della sopportazione di quel clima soffocante che ormai mi stimolava poco, perché mi costringeva a spendermi troppo (e da troppo tempo) sui libri (senza avere l'opportunità di svolgere qualsiasi altra attività) e perché stavo cominciando ad odiare seriamente il fatto di dover stare cinque o sei ore di fila col sedere attaccato a una sedia ad ascoltare materie  (matematica e fisica, ma anche filosofia) di cui non mi importava. Sentivo che il tempo tanto prezioso andava sprecato, di conseguenza durante molte lezioni non facevo altro che leggere.

Aprire il blog era stata una novità emozionante, ma ho sempre saputo quanto essere molto giovani possa anche essere pregiudizievole. Anche ora, nonostante abbia superato la maggiore età già da un pezzo, mi rendo conto di quanto la differenza tra me e una persona di vent'anni più grande pesi: pure nelle piccole cose si tende — magari inconsciamente — a evidenziare la maggiore consapevolezza, la maggiore esperienza, o, peggio del peggio, a lasciare intendere che la tua opinione sia frutto di un impulso giovanile che lascerà spazio, con la maturità, a un cambiamento. Non ci sono molte cose che trovo più offensive di questa. Ho sempre dato peso — e scusate se ripeto il termine — alla mia opinione a prescindere dalla mia età, che non ho mai considerato un ostacolo perché, a differenza di quanto facciano gli "adulti" (ma io mi sento un'adulta, anche se opinione comune, avallata da un certo ridicolo ritorno giovanilistico, sia che alla mia età si sia ancora bambini) io mi sono sempre considerata "alla pari" con chiunque. Anche con persone più piccole di me, a patto che dimostrassero di avere un po' di cervello. 
Sapendo, comunque, che sono pochi a pensarla allo stesso modo, non ho mai diffuso le mie foto — tra l'altro secondo me sembro più piccola, cosa che non mi torna utile —  né diffuso i miei compleanni su facebook, né mai detto ufficialmente la mia età. A diciassette anni, mi ero ripromessa che lo avrei fatto all'età di ventidue o ventitré, che mi sembravano sufficienti — e forse mi sbagliavo — per avere un minimo di considerazione.

Bene, qualche settimana fa ho compiuto ventidue anni. Questi cinque anni sono passati in fretta. Non fremevo per "farmi vedere", anche se tanto, grazie a qualcuno, alcune foto di me erano già circolate. Erano mesi, però, che pensavo che mi sarebbe piaciuto provare una nuova strada. Vedere come mi sarei posta in un campo molto più difficile e complesso di quello in cui mi sono sempre sentita a mio agio (la scrittura), ma anche parlare meglio di libri, in maniera più informale (la formalità! Purtroppo l'etichetta, l'impostazione linguistica, la sobrietà fanno parte di me. Sto cercando di smussarmi, ed è per ciò che ho avviato questo nuovo progetto) e anche più libera e frequente di quanto riesca a fare sul blog — dove la cura per la stesura della recensione e la sua revisione mi prende molto tempo. Volevo che fosse qualcosa di personale, inoltre. E' nata prima l'idea di YouTube, che tutto il resto, e in realtà è nata proprio dal fatto di volermi mettere in gioco, e di essere forse arrivata all'età giusta per farlo.

Non ho intenzione di lasciare il blog, ma solo di parlare, attraverso il canale, di quei libri che non trovano spazio qui. 

Alert: sono graditissime le critiche perché ho proprio bisogno di sapere cosa non va e in quale modo devo pormi, ma sapete benissimo che ripago maleducazione con la stessa moneta. 
Spero di caricare presto altri video ^.^






Ps: scusate l'accento. Lo odio anche io. Da morire.

venerdì 24 aprile 2015

#ioleggoperché a Palermo: cronaca di un pomeriggio di festa





Un'iniziativa data per perdente sin da subito. Anche io lo avevo pensato. 

“Le persone non leggono nemmeno se tiri loro i libri in testa”. 
“Regalare libri non servirà a nulla”. 
“Bisogna lavorare con le scuole per promuovere la lettura”. 

L'ultimo punto è indiscutibilmente vero. Sugli altri, invece, mi sono dovuta ricredere.

Ieri, come in molte città d'Italia, è stata celebrata a Palermo la giornata mondiale della lettura. Palermo, bisogna dirlo, non gode di un'alta percentuale di lettori, tutt'altro. In Sicilia, è stato stimato, i picchi di persone che non leggono nemmeno un libro all'anno raggiungono il 70%. Conosco i miei concittadini, e so che non si tratta di approssimazioni. Le biblioteche non funzionano o sono inesistenti, le librerie indipendenti chiudono e anche quelle di catena sono molto poche – soprattutto se confrontate con il numero di città come Torino. In tanti quartieri la lettura è vista come una perdita di tempo, una cosa effeminata addirittura, di certo l'ultima al mondo su cui investire dei soldi.

Nonostante avessi fortemente voluto partecipare a #ioleggoperché, avessi raccolto collaboratori, colleghi, volontari e richiesto l'autorizzazione al Teatro Massimo (il teatro principale della città, in pieno centro, il simbolo più importante di Palermo) affinché ci concedesse uno spazio, all'interno dei suoi cancelli, dove allestire un banchetto con i libri, i dubbi sono rimasti fino a un momento prima di metterci all'opera: come avremmo dovuto approcciarci ai palermitani? Ci avrebbero ascoltato? Avrebbero davvero letto il libro?


In realtà, invece, è venuto tutto da sé: alcuni (lettori) avevano sentito parlare dell'iniziativa ed erano venuti a curiosare e a chiederci un libro (che noi, abbiamo spiegato chiaramente, avevamo intenzione di dare solo a chi non legge. Ma su questo punto ritornerò dopo); ma molti di più sono stati i non lettori. Non avevamo nemmeno finito di sistemare i libri sul tavolo e di appendere le locandine negli espositori, che gruppetti di persone si facevano già avanti per chiedere di cosa si trattasse. Alla domanda: “leggi libri?”, cominciavano a imbarazzarsi. Quel “no, non leggo” suonava come una confessione. Ecco perché sapevamo se fossero davvero lettori o meno (alcuni dei primi fingevano di non esserlo per farsi dare un libro, ma era facile riconoscerli): si vergognavano di dover rispondere di no. A quel punto, bastava spiegare che stavamo regalando libri proprio ai non lettori. Non credevano che fosse qualcosa di plausibile, però passavano minuti e minuti con noi che parlavamo, entusiasti, di quale potesse essere il libro adatto a loro. Pur non avendoli letti tutti, ognuno di noi ha finito almeno due libri. Abbiamo studiato trame e riassunti e, soprattutto, individuato a quale fascia di età si rivolgeva ciascun libro. Se qualcuno non ne sapeva abbastanza di un determinato titolo, chiamava il volontario che lo aveva letto. Così ci alternavamo, e un non lettore ha avuto a che fare anche con due o tre persone. 

Le letterine dentro ai libri
Il momento più bello è stato però quello del dono. Pensavano davvero di doverci pagare (alcuni hanno addirittura insistito per farlo), o di dover firmare chissà quali scartoffie. Vederli illuminarsi quando capivano che potevano prenderli senza darci nulla in cambio è stata un'emozione indescrivibile. Li ho visti sorridere perché avevamo dedicato loro del tempo (ma eravamo noi a essere grati, perché non ci aspettavamo potessero pensare di concederci il loro) e perché, all'interno del libro, avevamo messo delle lettere personalizzate su ogni titolo e rivolte proprio al non lettore, a chi sapevamo, cioè, avesse avuto problemi con la lettura, o semplicemente non aveva mai pensato di affrontarla. Ci siamo accorti, infatti, che uno dei motivi principali per cui quelle persone non leggevano era che non erano mai stati educate a farlo. Non era nelle loro abitudini. Le ho viste scorrere quelle lettere poco moralizzatrici e dire: “sì, è proprio per me!”. Una delle cose più preziose che ho imparato da questa esperienza: le persone hanno bisogno di fiducia. Percepiscono la cordialità, la passione, la buona volontà, e ti ascoltano anche su quegli argomenti che non pensavi avrebbero mai voluto affrontare. Si trattava soprattutto di ragazzi che sono rimasti con noi delle mezzore e per cui, alla fine, siamo riusciti a trovare il libro giusto. Non crediamo sia stato tempo perso. Siamo sicuri che faranno almeno il tentativo di leggere i libri che gli abbiamo dato, perché abbiamo visto che, quando raccontavamo le magie della lettura, ci credevano. Si sono fidati di noi.
Speriamo di averli arricchiti allo stesso modo in cui loro hanno arricchito noi. Perché la sottoscritta, e non pensava che lo avrebbe detto mai, ha ritrovato fiducia nell'umanità. Ha capito che per leggere, certe volte, ci vuole solo bisogno di una spinta, e che, se le persone non leggono o non entrano in libreria, non è detto che lo facciano per ignoranza. Non conoscono i libri. Quindi perché dovrebbero spendervi dei soldi?


Ovviamente, abbiamo incontrato anche i refrattari. Un ragazzo si è finto straniero per non essere disturbato (lui non si era avvicinato spontaneamente, lo avevamo pescato in piazza), e ha tentato con tutti i mezzi di farci capire che non avrebbe letto perché, lo sappiamo, non aveva tempo. Abbiamo scoperto che in passato aveva anche letto e apprezzato Calvino (immaginate quanto tempo abbiamo trascorso con lui) e si è convinto, alla fine, a prendere quello che gli sembrava più interessante. Il suo amico, al contrario, non ne ha voluto proprio sapere. Ci ha detto di leggere solo biografie di calciatori, e quelle non le avevamo (per fortuna).

Un altro “colto” in piazza, mi ha invece detto che non leggeva perché non voleva essere illuminato. Non sto scherzando. Mi ha spiegato che, quando hai troppa cultura, non puoi fare altro che prendertela con il mondo. Siamo però riusciti a portarlo alla postazione (dopo averci chiesto se doveva rispondere a questionari o indagini di mercato) e a dargli un libro che pensavamo gli piacesse.

Un'altra ancora, avvicinatasi alla fine, ha affermato di essere una grandissima lettrice, essendo pendolare. Per poi rimangiarsi la cosa e dire che, in realtà, non era così: me lo aveva detto per farsi bella e fare buona figura. Ho avuto l'impressione fosse una bugiarda cronica, e che la verità fosse appunto quella di non lettrice.

Come si sono comportati, invece, i lettori?

Il nostro coloratissimo banchetto

Molti sono stati gentili, e abbiamo scambiato con loro diverse opinioni di lettura. Pur rimanendo male perché i libri non erano destinati anche a loro, hanno accettato la cosa di buona grazia, e li abbiamo invitati all'appuntamento che c'è stato alle ore 21 in Feltrinelli, durante il quale abbiamo condiviso brani letterari.

Altri, e sono stati tanti, hanno insistito in maniera maleducata e invadente, cercando in tutti i modi di prenderci un libro. Una coppia in età matura, ad esempio, aveva appena acquistato un libro in libreria. Nonostante questo, ci sono ronzati attorno cercando di scroccare un libro a noi ragazzi, tastandoli, tenendoli in mano e aspettandosi che dessimo loro il consenso di portarli a casa. Cosa che non è avvenuta. Un'altra signora, invece, non voleva proprio prendere il libro per la figlia quattordicenne che le avevamo consigliato. A lei ne piaceva un altro, che sicuramente la ragazza non avrebbe letto. Una coppia di ragazze, al nostro rifiuto, ha portato a turno (e da messaggeri sempre diversi) quattro amici o parenti non lettori, pensando che fossimo tanto ingenui (eufemismo) da non capire che glieli avrebbero strappati dalle mani non appena si fossero allontanati. Abbiamo dato i libri ugualmente, facendo finta di non aver intuito l'inganno ma capendo che, pur nel tentativo di prenderci in giro, si trattava sempre di ragazze giovani che forse non avrebbero avuto la possibilità di comprare molti libri. Cosa che invece, per le persone adulte (e spesso distinte) che tentavano in tutti i modi di impossessarsi dei libri, non era minimamente giustificabile.

Il Teatro Massimo sullo sfondo!
Abbiamo distribuito ben 117 libri in tre ore e mezza. Non si tratta di un numero piccolo, considerato tutto il tempo che abbiamo dedicato ai non lettori prima di indirizzarli verso il titolo adatto. Anzi, è stata una soddisfazione immensa. Anche perché, quando alla fine c'erano rimaste pochissime copie, si è avvicinato con la mamma un dodicenne. Lui era già un lettore: stava leggendo Il signore degli Anelli e guardava con aria di sufficienza i titoli che ci erano rimasti. Aveva addirittura visto il film tratto dal libro di Maria Pace Ottieri, Quando sei nato non puoi più nasconderti, che era difficile conoscere anche per noi lettori di più lunga data. Leggeva tanto e di qualità, e ci ha proprio dato un'iniezione di speranza.

Alla fine, ovviamente, gli abbiamo regalato “Brancaleone” di Age&Scarpelli e Mario Monicelli.





N.B.: un grazie caldissimo e affettuoso va ai ragazzi che si sono prestati, che hanno studiato i libri, che si sono impegnati e che ieri si sono intrattenuti con lettori e non lettori: Valentina, Roberta, Astrid, Mirella, Rosaria, Margherita e Antonino. Grazie a Michele, che mi ha appoggiato sin da subito. Grazie a Rossana e Angela, che hanno passato il pomeriggio a scattare foto, sciupando un po' del loro prezioso tempo. Grazie a tutti gli amici e i conoscenti che ci hanno portato i loro non lettori.
Grazie al Teatro Massimo e al Caffè del Teatro Massimo, che ci ha concesso uno spazio bellissimo e senza il quale l'iniziativa non sarebbe riuscita altrettanto bene. Grazie alla libreria Fetrinelli di Palermo, a Roberta Cusimano e alla direttrice Lia Vicari, che ci hanno invitato e accolto con gentilezza, disponibilità ed entusiasmo.




Perché ‪#‎ioleggoperché‬ a Palermo ha funzionato:


- Perché i (non) lettori si sono avvicinati spontaneamente a una postazione fissa, spinti dalla nostra veste "ufficiale" (le magliette), dalle locandine esposte e dalla nostra aria simpatica (ehehehehe)

- Perché il posto era centrale, famoso, tranquillo ma frequentato, esteticamente bello

- Perché abbiamo dedicato loro del tempo, abbiamo voluto conoscerli, abbiamo fatto capire che ci interessavano le loro opinioni

- Perché non abbiamo chiesto nulla in cambio

- Perché hanno avuto la possibilità di scegliere tra una rosa di 18 titoli, e sappiamo bene che scegliere un libro è il primo piacere del lettore

- Perché non erano soltanto i libri a essere pensati per loro, ma anche le lettere che abbiamo inserito al loro interno

- Perché abbiamo passione per i libri e, se qualcuno ci dà la possibilità di parlarne, sappiamo trasmetterla bene.

mercoledì 22 aprile 2015

il 23 aprile di Dusty pages in Wonderland: libri in regalo a Palermo



in collaborazione con




Ben tornati, lettori! Scrivo questo post per annunciarvi una lieta novella: domani, in occasione della giornata mondiale del libro, i collaboratori di Dusty pages in Wonderland si troveranno a Palermo, a Piazza Verdi (per la precisione, nello spazio esterno del nuovo Caffè del Teatro Massimo), a regalare libri a passanti NON lettori, cercando di individuarne gusti e preferenze. 
Si tratta dei libri messi a disposizione dalla campagna #ioleggoperché, in numero e titoli limitati, quindi i regali saranno ben mirati e distribuiti nell'arco del pomeriggio.
L'organizzazione è stata lunga e intensa, e spero che i risultati mi ripagheranno delle ore di sonno che ho perso questa notte per finire i preparativi. All'interno dei libri, il non lettore di riferimento troverà una lettera, scritta dai messaggeri, in cui sono spiegati i punti salienti, la trama, le tematiche (e anche qualche rassicurazione sulla scorrevolezza del testo). Non so se tutto questo servirà a portare nuovi lettori, anzi, ne dubito. Ma è un momento in cui non possiamo lasciare strade intentate. I tempi ci costringono a provare tutto, anche a regalare libri. Io spero che domani (l'appuntamento è dalle 16.00 alle 19.30, quindi, se siete di Palermo, perché non ci portate un non lettore?) riuscirò a convincere un non lettore che è più divertente e stimolante spegnere la tv e leggere un libro. Impresa titanica, ma chissà? Potrete seguire tutti i nostri spostamenti con l'hashtag #daiunachanceaunlibro e #ioleggoperché. Ci saranno tanti video e foto, dove probabilmente mi si vedrà impallidire puntualmente a ogni "no, io non leggo!", e l'evento continuerà alle 21.00 alla Feltrinelli (a due passi da Piazza Verdi), dove ci sarà un bellissimo incontro in cui racconteremo a microfono aperto i nostri libri preferiti in tre minuti.   
Trovate l'evento Facebook a QUESTO LINK. Vi aspettiamo per un pomeriggio di condivisioni, scambi letterari e regali! 


lunedì 29 dicembre 2014

Bilancio dei libri 2014: il meglio e il peggio!



Come ogni fine anno, eccomi a fare il bilancio delle letture: ho varato in lungo e in largo la mia libreria Anobii, che questa volta conta venti libri terminati in più dello scorso. Il numero esatto è 80 e il caos degli ultimi tre mesi mi ha impedito di arrivare a 100. Il numero di pagine totali è 19.887, cioè una media di 250 pagine a libro. La qualità delle letture sembra migliorata rispetto allo scorso anno: cinque libri da cinque stelle, solo tre libri da una stella ma dieci da due stelle, mentre i libri valutati tre stelle sono stati trentatré e quelli a cui ho assegnato quattro stelle sono stati ventinove. Devo precisare che il confine tra tre e quattro stelle può essere stato talvolta labile e che in media le letture sono state buone, anche se non necessariamente eccellenti. I più curiosi potranno vedere, sotto, la foto con la lista degli ottanta libri letti quest'anno.
La parte più difficile del resoconto annuale è, però, quella in cui devo decretare i libri migliori e peggiori. Ho sempre assegnato una categoria a sé agli Young Adult perché, quando il blog è nato, ne recensivo diversi. Ormai però il motivo è andato venendo meno e, non a caso, le uniche tre stelle sono state assegnate a libri per giovani adulti. D'altro canto, sono stata costretta, per esclusione, a incoronare come Miglior Young Adult un libro a cui ho dato solo tre stelle e credo quindi che dal prossimo bilancio questa categoria sparirà, magari facendo posto a un'altra.
Da questa classifica che vede due estremi mancano, naturalmente, libri bellissimi che meriterebbero altrettanti elogi . Li cito qui per dare loro giustizia: Lolita, Le relazioni pericolose, La ragazza con l'orecchino di perla, Il dio del massacro, L'amante (Duras), Cecità, Non lasciarmi e i vari episodi di Una serie di sfortunati eventi. Ho letto più classici ma sono ulteriormente intenzionata, per il 2015, a eliminare libri con alta possibilità di prendere una e due stelle (e mi farebbe piacere togliere anche quelli da tre, che mi lasciano un senso fastidiosissimo di insoddisfazione, ma questo non è facilmente prevedibile). Vorrei fosse presente ancora più letteratura contemporanea, e per questo ho stilato la TBR 2015, che trovate in un'altra foto in basso. Come scrivevo su Instagram e sulla pagina facebook,
è, come mio solito, una tbr utopica: anche se quest'anno sono riuscita a leggere libri di 900 pagine, mettere nella stessa lista Il secondo sesso, Infinite Jest e L'Ulisse (io che da due anni ho in lettura I miserabili) è un suicidio. C'è da dire, comunque, che il 2015 sarà l'anno della mia laurea, quindi forse avrò qualche mese di stop per leggere, scrivere, curare il blog (anche in questo, forse qualcuno avrà notato che il mio impegno negli ultimi 12 mesi è stato più carente. Vorrei tanto avere un clone. Vi prego, regalatemi un clone). Sui 48 libri della TBR 2014, sono riuscita a leggerne ben 8. Nella TBR 2015 sono invece presenti 41 libri: 21 romanzi (colonna a sx) e 20 saggi (dx). Li ho scelti in base a due criteri: imprescindibilità e volumi che ho già in casa. Sono infatti quasi tutti libri che ritengo importante leggere e sono per intero libri che già posseggo e che non posso continuare a tenere lì - e poi la consapevolezza di aver oltrepassato i 100 libri ancora non letti mi sta facendo passare la voglia di comprarne di nuovi. Alcuni però sono eBook; insomma, ho bisogno di colmare lacune di capretta. Potrei anche stilare un'altra TBR parallela visto che, tra l'altro, questa è assolutamente insufficiente, ma già riuscire a leggere questi 41 sarebbe un miracolo.
Vi lascio quindi alla mia classifica e attendo di leggere la vostra :) 



MIGLIOR LIBRO LETTO:

Sul miglior libro 2015 ci sono stati pochissimi dubbi. L'urlo e il furore, di cui trovate un breve commento QUA, è stato una lettura immensa. Malgrado la complessità dello stile, quasi interamente basato sul flusso di coscienza, è riuscito a farsi divorare e a farmi venire voglia di leggere altro dell'autore.



PEGGIOR LIBRO LETTO:

Come già detto, i tre peggiori libri sono stati tutti Young Adult. Dovendo variare la categoria ho quindi inserito questo libro da due stelle, anche se mi stanno venendo i dubbi sul perché sia stata tanto generosa. Le tematiche, sì, sono importanti e vorrebbero essere affrontate con leggerezza. Ma in realtà L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea è un coacervo snervante di luoghi comuni e banalità senza fine, che non è riuscito nemmeno una volta a strapparmi un sorriso e piuttosto è stato bravissimo a irritarmi e annoiarmi.



MIGLIOR CLASSICO:

Il premio come miglior classico va quest'anno a un libro che ho esitato troppo a leggere: La signora Dalloway. Un'altra esperienza con il flusso di coscienza, devo dire meno cervellotica e più rilassante, anche per le ambientazioni urbane e la personalità di Virginia Woolf che sento più affine di quella di Faulkner. Ho comprato l'edizione Feltrinelli tradotta e curata di Nadia Fusini, massima esperta dell'autrice inglese, e mi sono goduta un viaggio entusiasmante nei meandri psicologici della Woolf, rappresentati dagli alter-ego Mrs Dalloway e Septimus.


MIGLIOR YOUNG ADULT:

Come ho accennato, questa è una categoria che verrà depennata: è un po' inutile definire miglior Young Adult un libro che ho apprezzato molto relativamente. Di Raven Boys, che ha fatto scintille nel web, trovate la recensione QUI. Io l'ho trovato manchevole, seppur abbia apprezzato il tentativo di non rifilare ai lettori l'ennesima storia d'amore stucchevole.



PEGGIOR YOUNG ADULT:

Holly Black doveva essere la meraviglia delle meraviglie. La geniale, fantasiosa, originale autrice Young Adult. Anche no. Fate delle tenebre - e a me le fate neanche dispiacciono - è scritto così male ed è talmente pieno di buchi narrativi e cose totalmente prive di senso logico che, da un certo punto in poi, ho cominciato a soffrire durante la lettura. E si tratta di ben 665 pagine, che mi sono sembrate lunghe almeno il doppio. Nota per me stessa: se proprio devi leggere Young Adult, fallo a piccole dosi. Spararsi un mattone di questa roba non è stata decisamente una buona idea.



MIGLIOR ESORDIENTE:

Il miglior esordiente quest'anno è davvero, davvero, meritevole. L'autrice afropolitan Taye Selasi, come ho detto fino alla nausea anche QUI, è un mostro di scrittura. E' brava come una Holly Black non si sognerà mai di essere. Mi aspetto grandissime cose da lei, e il suo La bellezza delle cose fragili è decisamente sul podio dei migliori libri letti nel 2014.


LIBRO PIU' DELUDENTE:

Solo una domanda: perché? Di Paul Auster avevo letto L'invenzione della solitudine. Bello, elegante, profondo. Poi mi trovo davanti questi tre racconti gialli che formano Trilogia di New York: tematiche ancestrali, collegamenti internarrativi, misteri e indagini. Sembrava interessante.
E invece no.
Questo libro è stato, semplicemente, la noia. Roba che fa un baffo a Moravia e Brancati - maestri, loro - sul tema del nulla cosmico. Darò un'altra possibilità a Auster, ma questa cocente delusione non sarà presto dimenticata.



MIGLIOR SAGGIO:

Di saggi, quest'anno, ne ho letti pochini. Ma uno mi è proprio rimasto nel cuore: Perché scrivere di Zadie Smith. Sì, forse ha qualche difetto. Sì, certe volte l'autrice sembra un po' vaga. Ma è scritto meravigliosamente. E io, alle cose scritte così bene, non riesco proprio a dire di no.

 



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lunedì 1 dicembre 2014

Premio Mondello 2014: i vincitori

Il Premio Internazionale Mondello ha concluso la sua quarantesima edizione tra le splendide sale della Società Storia Patria di Palermo, premiando i vincitori della sezione Opera Italiana riconosciuti lo scorso 15 Aprile, ma nel contempo consegnando il Premio Mondello Critica, il Premio Autore Straniero, il Premio Speciale "40 anni di Mondello" e, dulcis in fundo, decretando il MondelloGiovani e il SuperMondello.
In tale occasione, seguita ad un interessante dibattito dal titolo “IL LIBRO CHE VORREI. Fonte di magia, rifugio o punto d’incontro? La lettura negli attuali immaginari giovanili”, il comitato composto dai critici Giancarlo Alfano, Salvatore Ferlita e Filippo La Porta, dallo scrittore Niccolò Ammaniti, e da 240 qualificati lettori, ha insignito Irene ChiasFrancesco Pecoraro (finalista del Premio Strega 2014) e Giorgio Falco dei premi Opera Italiana. Riconosciuto alla Chias, inoltre, il MondelloGiovani per Esercizi di sevizia e seduzione (Mondadori, del quale vi avevamo raccontato la presentazione in questo articolo), perché secondo la giuria "con risvolti surreali, a tratti irresistibili: l’autrice sa essere efficacemente graffiante e sarcastica, nella messa a punto dei tragicomici siparietti. La sua pronuncia, contaminata umoristicamente con la koinè della medicina è veloce, le battute contro la deriva maschilista e l’immaginario fallologocentrico si alternano con la velocità di imprevedibili cortocircuiti".

Ad aggiudicarsi il SuperMondello è stato, invece, Giorgio Falco con La gemella H (Einaudi), romanzo apprezzato dalla giuria soprattutto perché "Giorgio Falco lavora essenzialmente a due livelli. Il primo è quello dello stile, dove il carattere equitonale, semplice, addirittura piatto della scrittura rende banalmente normali gli stravolgimenti del Nazismo, della guerra mondiale e del periodo successivo, se possibile ancora più feroce. Il secondo livello è invece quello narrativo, che agisce in maniera molto sottile, creando inaspettati parallelismi tra chi ha approfittato della violenza aguzzina e chi, incolpevole ai tempi del Fascismo, ne ripete, inconsapevole, alcune forme di prepotenza".

Encomio della Critica per Enrico Testa con L'italiano nascosto, un testo critico volto ad analizzare gli usi della nostra lingua al di fuori del canonico divario tra italiano colto e dialetti, "un «racconto» limpido, persuasivo, coerente, affollato da mercanti, pescivendoli, ciabattini, soldati, monaci e briganti, e sapientemente affidato a una documentazione puntigliosa, che potrebbe ridurre la distanza tra lingua letteraria (congelata in una condizione di separatezza dai motivi e dalle espressioni legati alla proteiforme condizione umana) e lingua dell’uso e ridare un po’ di fiducia alla possibilità espressiva e comunicativa dell’italiano «pidocchiale», per dirla con Tommaso Landolfi, quello della vita nascosta".

Niccolò Ammaniti ha invece insignito Joe R. Lansdale del Premio Autori Stranieri, riconoscendo che "quando ho letto, oramai parecchi anni fa, La notte del Drive in di Joe Lansdale avevo idee chiare e sbagliate sulla letteratura. Gli scrittori, nella mia mente, abitavano in uno zoo, imprigionati in tanti recinti. C’era il recinto dei giallisti, quello degli scrittori di fantascienza, quello degli autori di romanzi rosa e così via. Poi, in questo meraviglioso zoo, c’erano gli scrittori con la s maiuscola che si potevano muovere con più disinvoltura, in spazi più larghi: Dostoevskij, Roth, Maupassant e tutti gli altri. Ma anche loro, a guardare bene, avevano una fastidiosa etichetta appiccicata sulla fronte che diceva maestro. E poi, ho scoperto, che c’era questo strano essere, completamente folle e imprevedibile, che saltava da un recinto all’altro ed era impossibile capire di che razza fosse. Quello era Joe Lansdale. Un autore che sguscia come un polipo tra le maglie dei generi e semplicemente racconta con la necessità di un bambino e la saggezza di chi ama la letteratura e sa che alla fine è fatta solo di storie".

Esercizi di sevizia e seduzione - Irene Chias
Ignazia, figlia di genitori siciliani, vive a Milano, dove fa l'architetta precaria e, senza averlo cercato, si imbatte in un ginecologo simpatico e gentile, che mangia vegetariano, fuma senza nicotina e la conquista in punta di piedi.
Ma Ignazia ha anche una segreta, personalissima missione a nome di tutte le donne (e non solo), lontana sia dall'impegno collettivo dei cortei neofemministi sia dalla dimensione glamour alla Sex and the City: leggendo la letteratura di ogni tempo si è resa conto di come qualsiasi forma di violenza sul corpo delle donne sia considerata più che normale, mentre l'equivalente ai danni di un maschio fa inorridire, al punto di essere tacciato di inverosimiglianza. È così che, in solitudine, Ignazia si dedica a un esercizio che non è solo di stile: sceglie con cura pagine letterarie che descrivono la violenza sulle donne e le riscrive al maschile, con gli uomini come vittime. Ma non finisce qui. Senza troppa fatica Ignazia seduce e rapisce uomini in carne e ossa, scelti in quanto prototipi di maschilismo, e li costringe ad ascoltare le sue pagine fino a terrorizzarli, iniettandogli infine una potente dose di ossitocina, ormone che favorisce il rilassamento, la fiducia e l'amore.
Ignazia non è un'eroina, non ha particolari traumi da vendicare, non si definisce una giustiziera: al massimo una serial scarer, una spaventatrice seriale. È una donna normale, semplicemente stanca dei luoghi comuni e delle discriminazioni che si annidano nell'immaginario di tutti, talvolta anche attraverso le pagine dei romanzi.
Irene Chias scrive un libro brillante, arguto, che dà vita a una piccola galleria di donne fuori dal comune e traccia un caustico ritratto della Milano di oggi.
Pagine ironiche e provocatorie, che si fanno denuncia proprio perché raccontano con grazia e senza acredine una storia femminile d'amore e ribellione, a tratti surreale, a tratti incredibilmente vicina ai nostri percorsi quotidiani.

La gemella HLa gemella H - Giorgio Falco
Negli anni Trenta Hans e Maria Hinner vivono a Bokburg, vicino Monaco. Lui dirige il giornale locale, lei fa la moglie del direttore. Hanno due gemelle, Hilde e Helga. È il loro sguardo a raccontare la vita quotidiana, le gite al lago con il cane Blondi, le frustrazioni economiche, le meschinità degli Hinner. Hans invidia il vicino ebreo che possiede una casa più grande e una Mercedes, mentre lui ha comprato a rate una Opel. Il rancore verso Kaumann sfocia nell'acquisto dei suoi beni, quando grazie alle leggi razziali sono confiscati e messi all'asta. Questo acquisto innesca una serie di speculazioni immobiliari che accompagnano tutta la vita degli Hinner, anche in Italia, dove si trasferiscono durante la guerra. Mentre Hilde, nel Dopoguerra, inizia a lavorare come commessa alla Rinascente, Helga segue il padre a Milano Marittima, dove comprano un albergo, frequentato soprattutto da turisti tedeschi. Nella Riviera Romagnola del '51, in un'estate di passaggio tra i segni del fascismo e le tracce del boom turistico imminente, l'Hotel Sand diventa il monumento alla rimozione collettiva di italiani e tedeschi, uno spaccato del rapporto tra due popoli, e della nostra Storia.



La vita in tempo di paceLa vita in tempo di pace - Francesco Pecoraro
Ivo Brandani, nato alla fine degli anni Quaranta, ha vissuto dunque in tempo di pace e oggi è arrivato ai sessantacinque. È l'emblema del "progresso" italiano, di origini piccolo-borghesi, avvicinatosi ai movimenti negli anni Sessanta e Settanta e poi attratto morbosamente nell'orbita della borghesia, dalla sua ideologia, dai suoi modi, dal suo sogno di successo, al quale finisce per aderire, facendo carriera in una grossa società a partecipazione pubblica e poi finendo, prima della pensione, come dirigente urbanistico del Comune in una Roma dei nostri anni. Brandani è un personaggio complesso e controverso, profondamente italiano; amante dei piaceri della vita (della barca, per esempio), diviso fra individualismo e aspirazione ideologica, sentimentalmente pigro, cinico eppure ingenuo, intellettuale e istintivo.

lunedì 11 agosto 2014

Arrivederci a settembre



Buonasera lettori,
è in questo assolato pomeriggio di agosto che vi diciamo arrivederci a settembre. Eh sì, il blog va in ferie. Almeno in teoria, perché stiamo già lavorando agli articoli di settembre e, soprattutto, alla grossa novità che vi aspetta il 13 ottobre, per il compleanno del blog. Come due anni fa ci saranno indizi e un trailer, ma non pensate di sapere già di cosa si tratta: questa volta vi sorprenderemo! 
Durante questo mese scriverò forse occasionalmente per aggiornarvi sulle mie letture, che potete comunque seguire meglio e più velocemente su instagram, twitter e facebook
Auguriamo a tutti serene vacanze e fantastiche letture,

Malitia e la redazione di Dusty pages.

giovedì 29 maggio 2014

Spin-off di Harry Potter presto al cinema: Gli Animali fantastici: dove trovarli


A cura di Tonino Mangano.

Da parecchio tempo, dopo l’uscita dell’ultimo capitolo della saga cinematografica di Harry Potter, si era sollevato un vero e proprio polverone di notizie intorno al progetto che riguardava una nuova avventura del maghetto più famoso al mondo.
Eppure una verità ancora più inaspettata, che ha lasciato poi il posto a una sensazione di piacevole sorpresa, è andata delineandosi nel tempo e ha preso maggiore consistenza: uno spin-off del mondo inventato dalla Rowling.
Di cosa si tratta esattamente?
A seguito della conclusione della saga letteraria di Harry Potter, J.K. Rowling aveva dichiarato in più interviste la sua intenzione di non dedicarsi a un’ulteriore creazione di avventure per il giovane mago. Il ripiego migliore – se così può essere definito – è stato ritrovato tra le pagine di una delle opere minori della scrittrice britannica: Gli Animali fantastici: dove trovarli [ed. Salani, 2002], pubblicato in Inghilterra nel 2001.

I lettori più accaniti della Rowling sono consapevoli di come sia impossibile creare una storia basandosi sulle parole dell’opera appena citata, visto che questa assume le caratteristiche di una piccola enciclopedia degli animali che popolano il mondo della magia. In realtà, quella che si presume essere una trilogia cinematografica, si incentrerà sulla descrizione della vita e delle avventure di Newt Scamander, pseudonimo con cui la Rowling aveva pubblicato il libro, nonché mago che studia e ricerca le differenti specie zoologiche magiche, per l’appunto un “magizoologo”. Si tratta di una creazione ex novo, che impegnerà in prima persona l’autrice del libro nella stesura della sceneggiatura.

Le vicende che vedranno come protagonista Newt Scamander avranno luogo in un periodo precedente di circa settant’anni alla saga di Harry Potter e, dalle più recenti notizie, si sa che saranno ambientante inizialmente nella New York degli anni Trenta.
La Warner Bros, ancora una volta, ha preso le redini di quello che è ormai il suo cavallo di battaglia per antonomasia, cioè il mondo magico inventato dalla Rowling, affidandone la direzione a Kevin Tsujihara.
La creatrice della scuola di Hogwarts sembra essere entusiasta della scelta, dichiarando che Tsujihara ha avuto la capacità di mettere in scena e fare diventare realtà la sua produzione letteraria.
Attualmente, le ultime notizie che sono trapelate dalle pagine di Variety non parlano ancora del cast, ma è sicura la data di uscita del film: 18 novembre 2016.
È indubbio che queste prime indiscrezioni faranno fremere dall’emozione molti dei più accaniti fan della serie e forse, almeno stavolta, l’originalità del prodotto, che non prende spunto da una trama già scritta in un romanzo, non farà storcere il naso ai più pignoli, che si sono ritrovati a criticare alcune scelte della precedente saga cinematografica.
Sarà una degna sorpresa come solo la Rowling sa crearne o si rivelerà un prodotto che dividerà a metà la critica, come è accaduto con altre opere di scrittori e registi tanto amati dal pubblico?

Non ci resta che scoprirlo in futuro grazie alle rivelazioni dei produttori e della stessa autrice.

sabato 5 aprile 2014

Premio Strega 2014: tra rumours e illazioni, ecco i candidati della nuova edizione



Negli ultimi due mesi c’è stata un’intensa attività dei giornalisti volta a predire, come ogni anno, i candidati che si contenderanno il LXVIII Premio Strega. Tra scontri annunciati e candidature dell’ultimo momento (ad un giorno dalla scadenza le opere candidate erano ventidue), sono state rese note le 27 proposte degli Amici della domenica che avranno la possibilità di essere tra i 12 semifinalisti, scelti l’11 Aprile dal Comitato direttivo del Premio. Quest’ultimo, presieduto da Tullio De Mauro, ha una composizione parzialmente rinnovata per il triennio 2014-2016: a Valeria Della Valle (consigliera della Fondazione Bellonci), Alberto Foschini e Giuseppe D’Avino (presidente e amministratore delegato di Strega Alberti spa) si uniscono gli scrittori vincitori del Premio Strega Paolo Giordano, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, i giornalisti Simonetta Fiori e Enzo Golino e lo storico della lingua Luca Serianni.
Come ogni edizione dello Strega, anche quest’anno non mancano le critiche fondate sull’idea che anche quest’anno l’esito sia scontato per la presenza dei superfavoriti Francesco Piccolo e Antonio Scurati, mentre nel mese scorso protagonista di un’accesa polemica è stata Alice Di Stefano, editor Fazi, perché il suo romanzo ha come protagonista il marito ed editore Elido Fazi. Grandi aspettative poi per Marco Magini , che l’anno scorso è stato finalista al premio Calvino 2013, e per la nuova graphic novel di Gipi.

Le opere ufficialmente candidate sono le seguenti:
1. Intanto anche dicembre è passato (Baldini&Castoldi) di Fulvio Abbate, presentato da Michele Mari e Massimo Onofri;
2. Oltre le Colonne d'Ercole (Book Sprint) di Lorenzo Bracco e Dario Voltolini, presentato da Daria Bignardi e Paolo Di Stefano;
3. Match nullo (Cavallo di Ferro) di Luca Canali, presentato da Roberto Pazzi e Paolo Ruffilli;
4. Non dirmi che hai paura (Feltrinelli) di Giuseppe Catozzella, presentato da Giovanna Botteri e Roberto Saviano;
5. Lisario o il piacere infinto delle donne (Mondadori) di Antonella Cilento, presentato da Nadia Fusini e Giuseppe Montesano;
6. Il mantello di porpora (La Lepre) di Luigi De Pascalis, presentato da Filippo La Porta e Claudio Strinati;
7. Il paese senza nome (Carabba) di Lucianna Di Lello, presentato da Vittorio Avanzini e Ludovico Gatto;
8. C’è posto tra gli indiani (Perrone) di Alessio Dimartino, presentato da Antonio Augenti e Elena Clementelli;
9. Bella mia (Elliot) di Donatella Di Pietrantonio, presentato da Antonio Debenedetti e Maria Ida Gaeta;
10. Publisher (Fazi) di Alice Di Stefano, presentato da Giuseppe Conte e Francesca Pansa;
11. Riscatto (Libroteca Paoline) di Melo Freni, presentato da Giampaolo Rugarli e Giovanni Russo;
12. unastoria (Coconino Press) di Gipi, presentato da Nicola Lagioia e Sandro Veronesi;
13. To Jest (Edizioni il Foglio) di Fabio Izzo, presentato da Predrag Matvejević ed Elisabella Kelescian;
14. Calcio e acciaio (Acar) di Gordiano Lupi, presentato da Marcello Rotili e Wilson Saba
15. Viaggiatori di nuvole (Marsilio) di Giuseppe Lupo, presentato da Salvatore Silvano Nigro e Sebastiano Vassalli;
16. Come fossi solo (Giunti) di Marco Magini, presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Piero Gelli;
17. Ganymede e la notte dei cristalli (Biblioteca dei Leoni) di Franco Massari, presentato da Giorgio Bàrberi Squarotti e Luciano Luisi
18. Oltre il vasto oceano (Avagliano) di Beatrice Monroy, presentato da Renato Besana e Corrado Calabrò;
19. Nella casa di vetro (Gaffi) di Giuseppe Munforte, presentato da Arnaldo Colasanti e Massimo Raffaeli;
20. La mia ora di vento (Il Papavero) di Gerardo Pepe, presentato da Piero Mastroberardino e Cesare Milanese;
21. La terra del sacerdote (Neri Pozza) di Paolo Piccirillo, presentato da Valeria Parrella e Romana Petri;
22. La vita in tempo di pace (Ponte alle Grazie) di Francesco Pecoraro, presentato da Giuseppe Antonelli e Gabriele Pedullà;
23. Il desiderio di essere come tutti (Einaudi) di Francesco Piccolo, presentato da Paolo Sorrentino e Domenico Starnone;
24. Storia umana e inumana (Bompiani) di Giorgio Pressburger, presentato da Gianfranco De Bosio e Sergio Givone;
25. Venga pure la fine (e/o) di Roberto Riccardi, presentato da Francesco Guccini e Giuseppe Leonelli;
26. Ovunque, proteggici (nottetempo) di Elisa Ruotolo, presentato da Marcello Fois e Dacia Maraini;
27. Il padre infedele (Bompiani) di Antonio Scurati, presentato da Umberto Eco e Walter Siti.

L’11 giugno si scopriranno i cinque finalisti che concorreranno per la vittoria, proclamata in diretta televisiva il 3 luglio, nella consueta location del Ninfeo di Villa Giulia, e scelta dal corpo votante di 460 aventi diritto tra gli Amici della Domenica – dei quali da quest’anno fanno parte anche il Premio Strega 2013 Walter Siti, il vicedirettore di Rai Uno Maria Pia Ammirati e l’operatrice culturale Maria Cristina Donnarumma; i giornalisti Pietrangelo Buttafuoco, Roberto Ippolito, Benedetta Tobagi, Massimo Lugli, Monique Veaute e Franco Di Mare; il direttore editoriale di Manni editori Anna Grazia D’Oria, l’archivista Linda Giuva e la storica Lisa Roscioni; il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e il direttore generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Rossana Rummo -, 60 lettori forti selezionati ogni anno da librerie indipendenti italiane e quindici voti collettivi espressi da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero.
Quest’anno la pièce si compone di un nuovo riconoscimento, il Premio Strega Giovani, che coinvolgerà una giuria quattrocento studenti tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di licei e istituti italiani ed esteri, e che sceglieranno il loro vincitore tra i 12 semifinalisti indicati dal Comitato direttivo.
Appuntamento a sabato prossimo per scoprire quali saranno le 12 opere che si disputeranno la sessantottesima edizione.


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