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giovedì 14 luglio 2011

Recensione Il club dei suicidi


(Per info e trama clicca qui)

Voto: 

Un viaggio per gli Stati Uniti, quattro ragazzi giovanissimi che hanno tentato almeno una volta il suicidio, tanti problemi e il desiderio di sentirsi una famiglia. Il club dei suicidi si snoda in linea con questi punti, in un continuum che, non essendo intervallato da capitoli, risulta un po’soffocante. E’ questa linearità a dare l’impressione di una trama poco corposa, sebbene di cose durante il libro ne succedano parecchie: il viaggio tocca varie tappe e passa attraverso varie esperienze, ma si ha l’impressione di uno stallo, di un punto fermo, che ruota tutto intorno le personalità e i pensieri, i comportamenti e le relazioni tra i protagonisti. Frank ha un rapporto difficile con il padre troppo pretenzioso, quello di Audrey è in carcere -mentre sembra che alla madre non importi di lei-, Jin-Ae non ha il coraggio di confessare la sua omosessualità alla famiglia e Owen… questo sta a voi scoprirlo.
Lo stile è secco, incisivo, ridotto all’osso. Le frasi sono brevi e i pensieri vengono come delimitati dai numerosissimi punti che riempiono la pagina, tanto che all’inizio la definizione migliore che ho trovato per la prosa è stata “snervante”. L’autore riporta infatti gli avvenimenti in maniera analitica, senza descrizioni e spesso senza sentimenti. Verrebbe quasi da definire “arida” la personalità di Owen, che tuttavia è solo ferita, maciullata dal senso di colpa, ma che lo stile così scarno dell’autore non permette di far emergere. Potrebbe essere una scelta coerente con lo stato d’animo di un ragazzo profondamente ferito, ma nella svolta finale –quando le cose dovrebbero essere cambiate- si mantiene così. Breve, tanti punti, poche descrizioni e una narrazione poco fluida. Persino le fasi della nascita di un certo amore sono ugualmente rude, con tre o quattro frasi buttate lì per testimoniare l’evento. E’ come se il lettore dovesse intuire tutto quello che c’è dietro la semplice descrizione dei fatti nudi e crudi. Dei sentimenti non conosciamo niente, delle stesse motivazioni che spingono i ragazzi al suicidio sappiamo pochissimo, tranne alcune frasi sparse che finalmente fanno capire qualcosa, ma sono sprazzi che vogliono renderci chiaro che i ragazzi non sono realmente intenzionati a morire. Vogliono solo smettere di soffrire.
Quello di Borris è insomma uno stile che può piacere e non piacere, che si adatta alla tematica del libro ma che dice spesso troppo poco.
La storia è, invece, toccante per i personaggi e vicende –l’età, che si aggira intorno ai 15 anni, è forse l’elemento che colpisce maggiormente- ma, ripeto, è come repressa dallo stile. Il libro si legge comunque velocemente, ma capire cosa ti lascia in fondo è il quesito a cui non sono ancora riuscita a dare risposta…

martedì 28 giugno 2011

Teaser Tuesdays (29)

"Teaser Tuesdays" 


 

  • Grab your current read
  • Open to a random page
  • Share two (2) “teaser” sentences from somewhere on that page
  • BE CAREFUL NOT TO INCLUDE SPOILERS! (make sure that what you share doesn’t give too much away! You don’t want to ruin the book for others!)
  • Share the title & author, too, so that other TT participants can add the book to their TBR Lists if they like your teasers!
Ovvero,  per i non-angloleggenti:
  • Prendi il libro che stai leggendo
  • Apri una pagina a caso
  • Copia due pezzi "teaser" da una parte di questa pagina
  • STAI ATTENTO A NON SCRIVERE SPOILERS! (assicurati di non condividere troppe cose! Non si deve rovinare il libro agli altri!)
  • Indica il titolo e l'autore, in modo che gli altri Teaser Tuesday partecipanti possano aggiungerlo alla loro lista dei desideri se il libro è piaciuto



Buonasera! Come ho preannunciato la settimana scorsa e nell'ultimo post, il libro che sto leggendo questa settimana è Il club dei suicidi -ho dovuto momentaneamente mettere da parte Shadowhunters-. Non posso dirvi molto perché sono alle primissime pagine, probabilmente seguirete l'evoluzione della lettura sul gruppo facebook del blog :D.

Di nuovo in viaggio. Il naso mi fa ancora male. Forse Frank l'ha rotto. Abbiamo un sacco di chilometri da percorrere. Secondo i piani dovremmo fare come minimo nove ore al giorno -o di più se ci riusciamo- per essere in Colorado il 30 giugno , per Hunter S. Thompson, il mio personaggio famoso. Mancano tre giorni. Nessuno dice che il programma vada rispettato, ma credo sia nell'interesse di tutti, per arrivare alla tomba di Hemingway il giorno dell'avversario della sua morte. Frank ha chiamato suo fratello, ma non c'era. Io e Audrey non abbiamo fatto nessuna telefonata.
Adesso siamo sulla Pennsylvania Turnpike, poi passeremo attraverso Ohio, Indiana, Illnois, Iowa, e continueremo dritto finché non vedremo le Montagne rocciose. A Franck la sbronza è passata. O almeno così mi sembra. non ha un brutto aspetto.Audrey ha fatto la doccia e per la prima volta si è messa una maglietta senza maniche lunghe. E' dei Nirvana con uno smile davanti. Tanto per cambiare. Jin-Ae ha lo smalto viola di Audrey, anche se dice che è totalmente anonimo. Dice anche che lei lo smalto alle unghia non lo mette mai.
(Il club dei suicidi, di Albert Borris, pagg.93-94)

<<Voglio vedere il carro armato>> ridacchia Audrey.
<<Idem>> risponde Frank.
<<Che idea stupida>> dico io.
<<L'hai scelto tu Thompson>> replica Frank.
<<Lo so. Ma sul serio, non voglio perdere tempo in quel posto. Non ci sono tombe né niente.>>
<<Signore e signori, ci stiamo allontanando dal nostro obiettivo>> afferma Frank. <<Non vediamo una tomba o il luogo di un suicidio da giorni. Torniamo sulla pista.>>
<<Sono d'accordo>> dice Jin-Ae. Prendo un nacho e non dico niente.
(Il club dei suicidi, di Albert Borris, pagg.172-173)

   

giovedì 23 giugno 2011

Anteprima Il club dei suicidi: in viaggio verso la morte


Il club dei suicidi -uscito in america col titolo Crash into me- di Albert Borris è un libro abbastanza insolito in uscita dal 6 luglio per la collana Y della Giunti. Aspiranti suicidi, quattro ragazzi conosciutisi in chat intraprendono un viaggio attraverso le tombe di numerosi personaggi che si sono tolti la vita. L'inevitabile meta sembra essere proprio la morte (si dirigono infatti verso la Death Valley) ma avranno il coraggio di andare fino in fondo...? E per quale motivo suicidarsi? Al prezzo di 14.50 euro per 224 pagine, Giunti ci propone un altro libro -dopo la pausa di Angel e Paranormalmente- che si avvicina, per genere -il disagio giovanile-, ai già pubblicati Wintergirls, Luna o Break. 



Il club dei suicidi - Albert Borris
Sul sedile posteriore della macchina il timido protagonista Owen ripensa ai suoi sette tentativi di suicidio fallito. Così inizia Crash into me, un romanzo on the road, il viaggio strampalato della strana compagnia dei “Suicide Dogs”, quattro teenagers legati da un patto di morte. Dopo essersi conosciuti in una chat per aspiranti suicidi, i ragazzi decidono di partire dal New Jersey e attraversare il paese in un pellegrinaggio che toccherà le tombe di alcune celebrità che si sono tolte la vita, dalla poetessa Anne Sexton, prima tappa a Boston, a Kurt Cobain, passando per Judy Garland, Ernest Hemingway e Hunter S. Thompson. Un rituale che dovrebbe preludere al loro stesso suicidio. Scenario drammatico per il traguardo: la Death Valley.





I dieci modi peggiori e più stupidi per suicidarsi
10. Fare finta di avere una pistola e di sparare alla polizia
9. Soffocarsi con un sacchetto di plastica
8. Arruolarsi
7. Saltare giù dal tetto di una casa
6. Leccare una presa elettrica
5. Tagliarsi i polsi con un coltello di plastica
4. Fumare e aspettare che ti venga il cancro
3. Starsene in piedi su una collina sotto la pioggia con una gruccia di metallo in mano e aspettare un fulmine
2. Overdose di lassativi! (dovrebbe essere al primo posto)
1. Ascoltare i Nirvana in macchina finché il cervello non ti va in pappa.

Breve romanzo on the road divertente, tragico ed educativo, scritto con la consapevolezza di uno psicoterapeuta specializzato in ragazzi dai 13 ai 17 anni. Un’ottima lettura YA che affronta i temi del suicidio, dell’autolesionismo e dei rapporti in famiglia. nello scaffale con Speak di Laurie Halse Anderson

Albert Borris 
vive nel New Jersey, ha una lunga esperienza come psicoterapeuta per ragazzi. Questo è il suo primo romanzo.

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