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sabato 11 gennaio 2014

Recensione: Il signore della Neve e delle Ombre di Sarah Ash



Il signore della neve e delle ombre, Sarah Ash
Gargoyle Books
600 pagine, 19.90 euro
Edito dalla Gagoyle Books, il “Signore della Neve e delle Ombre” è il primo dei tre romanzi di Sarah Ash che comporranno il ciclo de “Le lacrime di Artamon”.
Il romanzo racconta delle avventure di Gavril, un giovane pittore che scopre di essere il figlio del Drakhaon e dunque erede al trono di una regione fredda e desolata, l’Azhkendir. Qui è costretto a recarsi subito dopo la morte del padre, dovendo adeguarsi controvoglia ai costumi di un popolo barbaro e trovandosi per altro catapultato in intrighi volti a privarlo del potere per assicurarlo al Tielen. Quest’ultimo è un regno vicino, che punta alla supremazia sull’Azhkendir e sul Muscobar, patria della bella Astasia, duchessina di cui Gavril è innamorato. Insieme all’Azhkendir, Gavril eredita dal padre tremendi poteri legati alla possessione del suo corpo di un demone drago, il Drakhaoul. Sono poteri che potrebbero aiutarlo salvare la sua gente, ma che al contempo possono dannare la sua anima e renderlo un mostro senza scrupoli e assetato di sangue.  Con l’aiuto di Kiukiu - una ragazzina che scopre di avere innati poteri magici legati alla musica - e di un improbabile alleato, Gavril affronta gli ostacoli che gli si parano innanzi, lottando contro coloro che minacciano il suo regno e allo stesso tempo contro il demone che vive in lui.

A prima vista la trama promette bene, tuttavia il modo in cui la Ash ha rappresentato e sviluppato il tutto è a dir poco deludente.
Pensando al romanzo nel complesso, non posso che associargli un calderone ribollente dentro cui sono stati gettati alla rinfusa elementi tra loro disomogenei e a volte persino stridenti.
Innanzitutto scarsa o addirittura inesistente è la descrizione che la Ash ci dà di Rossiya, il continente in cui sorgono Azhkendir, Muscobar e Tielen. A parte la cartina inserita a inizio volume e qualche descrizione riguardante la conformazione territoriale o climatica delle aree del continente, poco o nulla sappiamo delle genti che lo popolano, eccezion fatta per il popolo dell’Azhkendir, di cui abbiamo qualche notizia in più. La gente dell’Azhkendir crede infatti negli spiriti dei morti, ma si può notare quasi subito la presenza di una congregazione di monaci al servizio di un Dio di cui non ci si dice assolutamente nulla. In cosa credano i protagonisti, spesso distanti dalle tradizioni dell’Azhkendir, non è dato sapere e ancor meno sappiamo di coloro che provengono dal Tielen o del Muscobar.

Stessa cosa si può dire della storia dei tre regni: dalla lettura si evince che il continente era riunito sotto l’Imperatore Artamon e che alla sua morte le diverse casate si contesero il potere, senza riuscir mai a prendere il sopravvento l’una sull’altra. Troviamo di fatto diversi regnanti, ma questi hanno diversi titoli: Principe, Granduca e Drakhaon. Anche qui, non v’è uno straccio di spiegazione sull’organizzazione politica di tali realtà, a parte forse l’indiscutibile assolutismo.  
Si nota anche una convivenza della Scienza - avanzata non si sa fino a che punto -  con una non meglio precisata arte alchemica/stregonesca. La cosa, per come la Ash la mette in gioco, non può che far storcere il naso: accanto a gas venefici, strani aggeggi che permettono la comunicazione a distanza, macchine volanti e pietre che brillano in corrispondenza dell’energia vitale dell’uomo a cui sono collegate, compaiono infatti le pistole. Sì, pistole, normali e atte a lanciare gas lacrimogeni, insieme ovviamente ad asce, spade e lance. Un quadro che stride come unghie sulla lavagna.
Non mancano poi nelle descrizioni termini come “giardini all’italiana”, “illuminato come un luna park”, risposte come “Pronto?”  - quest’ultima data da Gavril a un aggeggio simile a un telefono mai visto prima in vita sua -  e riferimenti a Santi del culto dei quali non ci si dice nulla. Sono elementi, questi, che mandano in mille pezzi l’atmosfera fantasy, scagionando la traduzione italiana di cui si arriva inizialmente a dubitare.

Un mondo che non ha nessun elemento di continuità rispetto al mondo reale aveva sicuramente bisogno di una storia meglio delineata e soprattutto di culture, di lingue, di tecnologie a sé stanti.
Quanto ai personaggi si può dire che il carattere di ognuno è stato abbozzato ma non sviluppato fino in fondo, eccezion fatta forse per Kiukiu. Nonostante tutti vivano una sorta di dramma interiore, l’intensità delle loro reazioni emotive è tiepida, troppo in confronto alle azioni che ne derivano, le quali assumono così tinte da melodramma. Banali si rivelano anche quelli che dovrebbero essere colpi di scena o drammatiche coincidenze, piuttosto prevedibili e scontate, echi lontanissimi e mal riusciti delle tragedie shakespeariane.
Di questo primo capitolo della trilogia, insomma, non si può dire un granché bene. Ottima l’idea di base, ma forse, in previsione del secondo romanzo, sarebbe meglio per la Ash approfondire meglio le parti che lo meritano e concentrare di più l’azione, evitando i troppi periodi di stasi in cui gli eventi si susseguono, inconcludenti.  


 Voto: 


mercoledì 23 ottobre 2013

Novità: Il Signore della Neve e delle Ombre di Sarah Ash







Ispirandosi direttamente alla mitologia e al folklore nord-europeo e asiatico, Sarah Ash presenta finalmente anche in Italia un avvincente romanzo caratterizzato da un calcolato mix di suspense, magia, horror e romanticismo gotico, 10 anni dopo la prima edizione inglese.
Scritto con stile chiaro e asciutto, a parere dei critici anglosassoni Il Signore della Neve e delle Ombre, uscito per Gargoyle il 17 ottobre, poggia su un intreccio ben congegnato ed essenziale, che non cede troppo al dettaglio né si disperde in sottotrame e rivoli narrativi, a vantaggio del coinvolgimento e dell’empatia del lettore, che non può non condividere il travaglio interiore del protagonista Gavril Andar, fatto di paura, rabbia, vendetta, pietas e voglia di amare.
Cosa sembra distinguere questo libro dagli altri fantasy, non tutti di elevato livello, disponibili in libreria? Innanzitutto la facile leggibilità, da molti presentata come una delle migliore caratteristiche dell’autrice, assieme ad un argomento molto affascinante, quello delle creature mitologiche più conosciute, i draghi, presentato da un punto di vista decisamente innovativo.

Un assaggio? Eccolo:
«Voi siete il Drakhaon. Il sangue che scorre nelle vostre vene non è normale sangue umano».
«È quello che mi hai ripetuto centinaia di volte. Ma che cos’è un Drakhaon?»
«Guardate». Kostya alzò il braccio e indicò la randa della nave. Sulla tela bianca era dipinto, in nero e argento, un simbolo […], un’enorme creatura dalle ali adunche che sembrava librarsi in aria a ogni soffio di vento che gonfiava la vela.
«Un drago?», sussurrò Gavril sgomento. «Ma di sicuro… dev’essere una metafora, un titolo, una…»
«Voi siete il Drakhaon, signore», ripeté Kostya ostinato.
«Ma mio padre come poteva essere un uomo… e un… un…» Gavril non riusciva a dirla quella parola; la sola idea era assolutamente ridicola. I draghi erano leggende da libri di favole per bambini.
«Drakhaon non è semplicemente un drago, signore.  Drakhaon è un drago guerriero. Un uomo che può distruggere i suoi nemici con il respiro, che infiamma i combattenti del suo clan con il potere del suo sangue ardente».

Per chiunque fosse interessato alle storie di draghi e vendette, il Signore della Neve e delle Ombre, primo volume dell’attesa trilogia “Le lacrime di Artamon” edita da Gargoyle, è disponibile in libreria dal 24 ottobre.


Trama
Tutto ciò che Gavril Andar conosce della vita è il clima soleggiato e pieno di calore della Smarna, l’ameno principato sito a sud di quello che un tempo è stato l’impero di Rossya, la casa accogliente che divide con la bella e protettiva madre, la passione per la pittura. L’arrivo di uno spietato manipolo di guerrieri provenienti dal Nord infrange tale armonia, segnando per sempre il destino del ragazzo. I soldati vengono ad annunciare che Lord Volkh, il signore del gelido regno di Azhkendir, uomo nelle cui vene scorre il sangue ardente del guerriero-dragone noto come Drakhoul, è stato assassinato. La vendetta è ineluttabile e soltanto Gavril può compierla dal momento che Volkh era suo padre, malgrado il ragazzo ne sia stato finora alloscuro.
Ferito e frastornato da quanto saputo, il giovane viene condotto contro la sua volontà nella fredda e innevata Azhkendir, la sua terra natìa dove vigono leggi, consuetudini e alleanze tribali e cruente assai diverse da quelli cui è abituato.
Rinchiuso nel castello del Drakhaon, Gavril è controllato a vista dai suoi carcerieri; frattanto la notizia del suo arrivo si diffonde nei principati vicini, intenzionati a studiarne le mosse per anticiparle attaccando a sorpresa Azhkendir.
Al centro di mille pressioni, mentre il suo popolo reclama guida e vendetta, il giovane dà inizio alla battaglia più importante della sua vita, quella per salvaguardare la sua parte umana, seriamente minacciata dal suo sangue Drakhoul: Gavril sta diventando, infatti, una creatura che non vuole diventare, una creatura dal potere incommensurabile... assecondarne la forza vuol dire cedere alla barbarie e a orribili crudeltà.
Titolo originale: Lord of Snow and Shadows
Traduzione di Stefania Minacapelli
Editore: Gargoyle
Prezzo: 19 euro
Pagine: 601 pagine


Sarah Ash

Si è diplomata in Musica e Drammaturgia presso il Murray Edwards, College femminile dell’Università di Cambridge, ed è autrice di otto romanzi e diverse raccolte di racconti. La sua formazione la porta a rivestire ruoli di dirigenza e insegnamento nella scuola, dove valorizza con passione giovani talenti anche nella veste di autrice e produttrice di musical. Contemporaneamente scrive, allinizio degli anni Novanta, la sua short story «The Mabinogion Mice» (mai pubblicata in volume) che entra nella classifica dei dieci migliori racconti per l’infanzia del quotidiano Guardian, e nel 1992 la nota rivista Interzone pubblica il suo racconto «Moth Music». Il successo arriva nel 2003 con l’uscita del romanzo Lord of Snow and Shadows, primo episodio della trilogia The Teas of Artamon (Le lacrime di Artamon), che le fa ottenere una grande popolarità tra i lettori anglosassoni e francesi. Da allora Sarah Ash si dedica completamente alla narrativa. Vive nel Kent con il marito e i due figli.

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