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lunedì 11 aprile 2016

Una questione di genere: Lo Stampatello editore alla Bologna Children's Book Fair


La Bologna Children's Book Fair rappresenta da anni il maggiore punto di riferimento per il settore editoriale ragazzi, un crogiolo di colori, illustrazioni e locandine che tende spesso a uniformare, anziché diversificare, l'offerta, rendendo indistinguibili gli stand. Individuare la politica dietro ogni casa editrice diventa una operazione complessa, e poche riescono a coniugare un messaggio che vada oltre il generico tributo all'infanzia con la bellezza degli allestimenti.

Un arcobaleno veste le pareti dello stand dello Stampatello, piccola e coraggiosa casa editrice italiana che dal 2011 si occupa di tematiche LGBT, e la scritta: “Forte! Non lo sapevo che si poteva!” palesa l'invito esplicito a rompere i tabù legati alla discriminazione di genere. Di proprietà di Francesca Pardi e Silvia Maria Fiengo – con cui ho avuto il piacere di chiacchierare – , Lo Stampatello nasce dall'esigenza di sopperire all'incapacità di genitori e maestre di rispondere alle frequenti domande dei compagni di scuola dei figli delle fondatrici. Esigenza a cui la Pardi aveva risposto con la stesura di un libriccino da pubblicare con una grossa casa editrice, che alla fine, per mancanza di coraggio, si era tirata indietro: da qui l'idea di avviare una propria attività che aiutasse ad affrontare la sfida dell'omogenitorialità.

Alle spalle dello Stampatello c'è una nutrita comunità che, per usare le parole dell'editore, “ha bisogno della casa editrice e di cui la casa editrice ha bisogno”, sostenendo in maniera concreta la pubblicazione. “È una produzione dal basso”: nel caso di Perché hai due papà?, per esempio, è stata necessaria una prevendita che finanziasse la stampa delle copie. Fondamentale la mediazione dei social network, in particolare di Facebook, che gioca un ruolo centrale nella diffusione delle iniziative dello Stampatello. Se però i maggiori sovvenzionatori sono gli omosessuali, quasi totale è l'interesse nei confronti di queste tematiche delle coppie etero: alla mia domanda su quali siano i libri che vendono di più, l'editore risponde con amarezza che il principale tramite è rappresentato dall'Associazione Famiglie Arcobaleno – malgrado Lo Stampatello sia distribuito da Messaggerie – e che risultano pressoché invenduti quei libri che mettono in discussioni gli stereotipi maschili – l'anatroccolo che ama il rosa e diviene vittima di bullismo – o che affrontano i temi della guerra e dell'immigrazione. Maggiormente apprezzati i volumi che parlano di emancipazione femminile e la serie Piccolo Uovo – illustrata da Altan –, unico long-seller della casa editrice giunto alla quarta ristampa. Solo cinque titoli su trenta (con tirature di 1500/2000 copie) sono stati esauriti; per gli altri, la casa editrice risulta in perdita.

Emerge da questi dati il quadro di un paese impreparato, spaventato e incapace di affrontare le problematiche legate al mondo LGBT. Paradigmatico il caso di una libreria che, in assenza di un reparto specifico in cui collocare i libri dello Stampatello, decide inizialmente di esporli nello scaffale per adulti: l'episodio risale a cinque anni fa e manifesta la portata rivoluzionaria di questa casa editrice, prima in Italia a parlare ai bambini di omosessualità.

Chiedo ancora: “I vostri libri vengono adottati nelle scuole?”. “No”, è la risposta secca, mentre all'estero, soprattutto nel Regno Unito e nei paesi del Nord Europa, editori simili possono puntare all'esaurimento della tiratura grazie alla diffusione presso le biblioteche e le scuole, dove viene insegnata educazione sessuale. Sono anche paesi in cui la cultura, sostiene Maria Silvia Fiengo, è “popolare”, vissuta come un piacere e costantemente immersa nel quotidiano. “Nessuna sorpresa che si leggano molti più libri, laddove in Italia siamo ancora annichiliti dalla divisione tra cultura 'alta' e 'bassa' ”.
Nonostante queste cattive notizie, però, durante la mia visita allo stand Lo Stampatello vende diverse copie: alcuni trovano finalmente titoli a lungo cercati, altri non si negano un abbondante bottino, prova tangibile che eventi come quello di Bologna rappresentano ancora una vetrina importante e un canale di vendita non indifferente. La casa editrice non sarà tuttavia presente al Salone del Libro di Torino: in fondo, le fiere costano troppo.

venerdì 31 luglio 2015

Parlando di editoria, selfpublishing e minimum fax: la mia tesi di laurea




Ciao a tutti! La scorsa settimana mi sono laureata e, siccome una ragazza mi ha chiesto un video sulle modalità con cui ho raccolto la bibliografia, ho deciso di ampliare l'argomento parlando della mia tesi in generale, e quindi di editoria, selfpublishing e minimum fax (su cui ho incentrato la seconda parte della relazione). È un video destinato a pochi interessati, motivo per cui a breve usciranno video più frivoli e facili da seguire (a proposito: a qualcuno interessa un video sui regali di laurea? Quello sui libri che mi hanno regalato sarò costretta a girarlo a metà agosto). Spero riusciate ad arrivare alla fine! XD


giovedì 28 maggio 2015

Una Marina di Libri: presentato il programma




Si è svolta stamattina alla Galleria d'Arte Moderna la conferenza stampa di Una Marina di Libri, fiera dell'editoria indipendente di Palermo che si terrà il 5, 6 e 7 giugno nel complesso di Sant'Anna (sede della GAM). Il festival, nato sei anni fa da un'iniziativa di CCN Piazza Marina&Dintorni in collaborazione con l'editore Navarra e Sellerio, è quest'anno sponsorizzato per la prima volta da Unicredit. 

Fittissimo il programma, forse il più ricco e intenso finora presentato: centrali i temi dell'editoria, con un ciclo di seminari professionali che attribuiranno crediti formativi agli studenti universitari (da segnalare che venerdì 5 giugno alle 10.00 Mariarosa Bricchi di Fondazione Mondadori, il critico letterario Silvia De Laude e l'addetto storico all'ufficio stampa di Einaudi Edia Manente interverranno nel dibattito Gli editori protagonisti) e numerosi gli autori di richiamo invitati a intervenire. Tra gli altri: Michela Murgia, Francesco Piccolo, Giorgio Vasta, Filippo Tuena, Marco Cubeddu, Fulvio Abbate, Roberto Alajmo, Valentina D'Urbano, Giorgio Fontana, Letizia Muratori

Ospite d'onore sarà Andrea Camilleri (venerdì alle 19.00), che presenterà al pubblico l'ultima indagine di Montalbano, La giostra degli scambi. A distanza di un anno Camilleri, che di rado partecipa ai festival, replica la partecipazione a Una Marina di Libri, salutata durante la scorsa edizione da un'affluenza di più di duemila spettatori.

Sellerio protagonista anche del reading che si terrà  domenica alle 21.00, in occasione della presentazione del libro La memoria di Elvira, dedicato a Elvira Sellerio e curato dai figli Antonio e Olivia. 

Spazio al web, con dibattiti su Twitter, e alle nuove forme di espressione artistica (interessante l'incontro sulle serie tv che sarà tenuto da Marco Picone e Antonio Manzini sabato alle 16.30. Avevamo parlato anche noi di serie tv, romanzi e contaminazioni QUI).

Costante dagli esordi del festival la presenza delle scuole e lo spazio dedicato ai più piccoli, che verranno intrattenuti con laboratori e incontri (Giorgio Vasta racconterà Madame Bovary agli alunni delle scuole secondarie venerdì alle 11.00)

È con orgoglio che durante la conferenza, presenziata da Ottavio Navarra, Antonio Sellerio, Michelangelo Pavia (Presidente del CNN Piazza Marina&Dintorni), Antonella Purpura (direttrice della GAM), Masha Sergio (Editor Navarra) e Maria Romana Tetamo (titolare Libreria Dudi, curatrice delle attività per i bambini), si è parlato dell'impegno culturale che Una Marina di Libri rappresenta per Palermo. Il coinvolgimento delle aree di Piazza Vespri e Piazza Sant'Anna sottolinea la volontà di fare animazione territoriale. Il tentativo è però soprattutto quello di stimolare una rinascita della città che la trasformi nel terzo polo editoriale d'Italia, dopo Torino e Roma. Si tratta dopotutto, sostiene Ottavio Navarra, di una città in cui la moltiplicazione delle realtà editoriali, malgrado la crisi, è esponenziale. Fedele ai criteri originari del festival, Una Marina di libri rimane anche quest'anno una fiera dedicata esclusivamente all'esposizione di stand di editori indipendenti (ben 49), da cui sono esclusi gli editori a pagamento. Nonostante il maggiore impegno che potrebbe venire dalle istituzioni o le difficoltà di limitare i costi, Una Marina di Libri si apre nuovamente al pubblico palermitano, offrendogli probabilmente la migliore fiera del libro che abbia mai visto.



L'ingresso è libero




mercoledì 15 aprile 2015

Libri e librerie d'oltre Manica: viaggio nella distribuzione editoriale scozzese


Durante il mio ultimo viaggio nella terra degli Highlander, ho avuto modo di osservare da vicino i luoghi di distribuzione editoriale più significativi di una grande città quale Glasgow. In quattro giorni ho assaporato il modo in cui la cultura vive immersa in un paesaggio bucolico, permeato da gusto vittoriano e propensione alla ricerca. Gli ultimi dati riguardanti la lettura nel mondo anglosassone sono nettamente differenti dai nostri: il Governo inglese ha infatti comunicato, riferendosi ai dati statistici rilevati alla fine del 2014, che nonostante la forte propensione per la lettura registrata negli ultimi anni (grazie a varie campagne promosse dal National Literacy Trust nelle scuole primarie), circa il 25% della popolazione del Regno Unito non ha mai letto un libro per diletto. Seppur in diminuzione, dunque, la percentuale di lettori si aggira intorno al 70%, ben più elevata dell'Italia

Nel nostro paese si è registrato non solo un calo nei confronti della lettura in formato cartaceo, ma anche di quella digitale  non sempre la preferita per via del rifiuto di acquistare dispositivi eReader o semplicemente perché il costo dei testi virtuali è ritenuto proibitivo. I britannici continuano a preferire  la prima opzione, nonostante i costi ben più alti dei volumi (la prima edizione di un qualsiasi testo ha generalmente un costo che si aggira tra 25 e 30 sterline, intorno ai 35-40 euro per inciso  e questa dovrebbe essere una risposta significativa per chi afferma che in Italia i libri costino troppo).

Davanti all'avanzata degli eBook, come corrono ai ripari le librerie?
L'interno della libreria Voltaire e Rousseau
Innanzitutto, è doveroso parlare del sistema di distribuzione editoriale, decisamente diverso da quello italiano. Trovare un negozio che venda libri non è impossibile, anzi: li troviamo anche nei negozi d'abbigliamento (ad esempio Urban Ourfitters), sebbene appartengano, per lo più, a particolari settori  indie, saggistica e letteratura "hipster". Le librerie indipendenti sono pochissime e per lo più dedicate a generi specifici, mentre tantissimi sono i charity shop (ad esempio Oxfam) che, oltre a vendere materie derivanti da commercio equo-solidale, hanno una vasta scelta di testi letterari e dvd di seconda mano, organizzati per genere e ordine alfabetico. 

Una vera scoperta, tra le librerie indipendenti, sono state due vere istituzioni per la città di Glasgow: la Caledonia Books e Voltaire & Rousseau. Si tratta di due librerie dell'usato storiche, ma completamente diverse l'una dall'altra. La Caledonia Books si trova sulla Great Western Road, una zona ricca di ristoranti, pasticcerie e pub per tutti i gusti, non lontana dall'Università di Glasgow. Nata nel 1986, è la culla del sapere storico sulla città e sulla Scozia, al quale è dedicata la maggior parte degli scaffali, senza dimenticare i classici e i manuali tecnici (la sezione dedicata alle scienze sociali e alle arti figurative al piano di sotto è così ricca da lasciare col fiato sospeso). Orgogliosamente ho potuto notare, tra gli scaffali, alcune copie dei libri di Umberto Eco e Italo Calvino, ritrovati anche da Voltaire & Rousseau. La sensazione profonda, in questo spazio enorme occupato da volumi e volumi impilati, è quella di essere in  presenza di un posto ideale per gli accumulatori seriali. Lo spazio è totalmente occupato dai libri, ma è quasi impossibile cercare un titolo preciso, è più logico pensare che siano i libri stessi a mostrarsi appetibili e a farsi scegliere: mia sorella e io abbiamo trovato una copia del Silmarillion in buone condizioni a poco più di due sterline. Un luogo in cui perdersi è decisamente il sogno proibito di ogni lettore. Passiamo invece alle temutissime librerie di catena.


Le più famose e diffuse sul territorio sono Waterstones e WHSmith. La prima è forse quella che mi ricorda maggiormente la Feltrinelli per disposizione di volumi e organizzazione degli spazi: quella visitata da me si trova nel City Centre, a Sauchiehall Street, consta di ben 4 piani ed è fornita di uno splendido caffè Costa, che ribadisce il binomio inglese della pausa lettura accompagnata da una tazza di tè. È un luogo assolutamente conciliante, nel quale si potrebbe benissimo passare l'intero pomeriggio senza rendersene conto. Il catalogo è davvero ricco e, oltre ai libri, è vasto l'assortimento di gadget dedicati alla lettura, soprattutto ai classici: carte da lettera, biglietti da visita, tazze e cartoleria dedicata a Jane Austen, Charles Dickens e Lewis Carroll  i cui prezzi sono assolutamente proibitivi. In più, ho trovato un'ampia sezione dedicata alla collana celebrativa degli 80 anni della Penguin, la Little Black Classics, della quale ho acquistato per me The Night is Darkening Round Me di Emily Brontë e Goblin Market di Christina Rossetti. Ho notato che non si effettuano particolari sconti sui volumi, se non quelli applicati ai libri acquistati in prenotazione: ad esempio, al momento del mio soggiorno era prenotabile il sequel de Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Go set a watchman, acquistandolo ad un costo del 50% rispetto al prezzo di listino. Passando a WHSmith, devo dire che non mi fa davvero impazzire, poiché la disposizione mi ricorda quella della sezione dedicata ai libri degli ipermercati, ma di contro ha uno sconto permanente dedicato esclusivamente ai tascabili che risulta davvero succulento: con l'acquisto di un edizione brossura è possibile acquistarne un'altra a metà prezzo (risparmiando dunque il 25%). Ovviamente si tratta più che altro di una grande cartoleria dedicata ai libri, ma ammetto che ne preferisco la versione presente negli aeroporti che, spesso, risulta più fornita.


In città universitarie come Glasgow, visto l'elevato costo dei libri nonostante le promozioni offerte dalle librerie di catena, le librerie dell'usato sono fondamentali per tutti coloro che non vogliono rinunciare al piacere della lettura scegliendo di dar nuova casa a un libro dimenticato. Le grandi distribuzioni sopravvivono grazie ai beni accessori venduti, piuttosto che ai libri, ma soprattutto grazie al sistema di sconti offerto ai clienti. Sebbene non sia più molto redditizio possedere una libreria, trovo meraviglioso che luoghi come la Caledonia Books e Voltaire & Rousseau siano ancora presenti, guardando amaramente a che ne è stato, nel nostro Paese, di questi piccoli gioielli ormai perduti.




 

lunedì 30 marzo 2015

Editori allo scoperto: successo confermato per il primo evento



Francesco Romeo e Dario Ricciardo
di Corrimano Edizioni
Si è concluso ieri il primo appuntamento di Editori allo scoperto, progetto collettivo nato a Palermo dalla sinergia di quattordici piccole case editrici; fare rete creando momenti di incontro con il pubblico, ma soprattutto dare vita a dibattiti culturali, reading e occasioni preziose per diffondere l'amore per la lettura sono gli intenti di questa nuova iniziativa che profuma, diciamolo, di speranza.
In un momento dove nessuno scommette sull'editoria, Glifo Edizioni, Corrimano Edizioni, Il Palindromo Edizioni, Edizioni Leima, Navarra Editore, Torri del Vento Edizioni, Urban Apnea Edizioni, Istituto Poligrafico Europeo, Mesogea, AAS Press, Spazio Cultura Edizioni, Edizioni Caracol, 21 Editore e Qanat Edizioni, ovvero la migliore rappresentanza dell'editoria palermitana, si uniscono per cercare di "spuntarla" e per rivoluzionare il concetto di editoria  chiusa in se stessa e tacciata di autoreferenzialità, promuovendo l'incontro diretto tra l'editore e il pubblico e incoraggiando quest'ultimo, anzi, a divenire parte attiva del processo editoriale.



Tutto questo, non mi stancherò mai di dirlo, è vitale in una città dove gli sforzi culturali (che però, forse, dovrebbero concentrarsi anche in periferia, e non solo nel centro) devono sopperire alla mancata educazione alla lettura  la quale, se esiste, ha dato risultati desolanti: in Sicilia, infatti, è il 71,8% della popolazione a non aver letto nemmeno un libro in un anno [Fonte: La Sicilia]. Si tratta però di rafforzare anche il bacino di lettori già esistente, indirizzandolo verso la realtà locale spesso misconosciuta, inglobandolo in un'esperienza artistica (Bobez Arte, in via Isidoro La Lumia, è stata la prima tappa di Editori allo Scoperto) e sensoriale. È infatti un clima di vivace dialogo, che ha avuto come colonna sonora le parole riecheggianti dei libri protagonisti durante i reading, quello nel quale ci si è immersi sabato 28 e domenica 29. Il piacere dell'incontro con chi i libri li fa, mettendo questa volta in gioco la propria presenza  non solo il proprio nome   è stato accresciuto dall'ambientazione suggestiva e dall'atmosfera informale, davvero lontana dall'aria di austerità ed elitarismo spesso associata agli eventi culturali.
Un'affluenza sorprendente è stata poi la conferma che "fare rete" a Palermo non è una cosa soltanto possibile, ma addirittura vincente. 

Bobez Arte è in via Isidoro La Lumia
22, Palermo
La novità più eclatante: portare libri anche nei contesti insoliti (all'interno di appartamenti ed esercizi commerciali, e non solo nei caffè letterari), rendendo il libro (non il marchio) veicolo di una rivoluzione culturale che parla ai cittadini.
Mentre i palermitani attendono la nuova edizione di Una marina di libri, fiera dell'editoria indipendente, Editori allo scoperto mette radici nel suolo sassoso della vita culturale della città. Per cercare di rompere l'humus della diffidenza, per coinvolgere una città che, nei libri, vuole credere come in questi anni non aveva mai fatto. 







venerdì 27 giugno 2014

Il meglio dell'editoria indipendente: cosa ho scoperto a Una marina di libri




Una marina di libri è il festival dell'editoria indipendente che si svolge da cinque anni a Palermo, organizzato da Navarra Editore e Sellerio grazie alla collaborazione con il Consorzio Centro Commerciale Naturale Piazza Marine & Dintorni. La difficoltà di organizzare eventi culturali - e più specificatamente legati ai libri - in questa città non ha mai frenato l'entusiasmo di Ottavio Navarra, da cui è nata l'iniziativa quest'anno svoltasi alla Galleria d'Arte Moderna.
Questo tipo di manifestazione è l'occasione ideale per scovare nuovi talenti, nuovi libri, nuovi autori, nuove case editrici. Ho quindi fatto una carrellata degli editori che mi sono sembrati più interessanti, sperando di darvi l'opportunità di ampliare le vostre vedute sulla piccola editoria di qualità!



Gorilla Sapiens è stata una scoperta straordinaria: vi basterà dare un'occhiata al sito per capire il carattere anticonformista di questa casa editrice romana appena nata. Divertentissimo è Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi (sì, avete letto bene), dove il linguaggio viene completamente stravolto in funzione della narrazione. Tutto il catalogo, comunque, è interessante e fuori dal comune, con copertine bellissime e d'impatto.








Del vecchio editore non è un nome nuovo (abbiamo già recensito uno dei loro titoli), ma è quello che mi ha colpito di più per la grafica del catalogo (stampato a mo' di quotidiano) e l'estetica con cui si presentava il banchetto, merito anche delle bellissime copertine. In particolare sono rimasta sorpresa dalla presenza di Colette e di Marguerite Duras, di cui sono state stampate Le ore lunghe e La ragazza del cinema. Sono opere minori, ma vale la pena comprarle, se appassionati. Entrambi fanno parte della collana "Forme brevi" che raccoglie appunto romanzi brevi, mentre per quanto riguarda "Forme lunghe" è da segnalare Concerto per mio padre di Yasmine Ghata, figlia della poetessa libanese Vénus Khoury Ghata.


Ho visto la Terre di mezzo editore tre volte quest'anno: a Più libri più liberi a Roma, al Salone del libro di Torino e a Una Marina di libri a Palermo. Ogni volta rimango incantata dalla bellezza di questi libri illustrati. Guardate la copertina de La valle dei mulini e ditemi se non vi sentite già trasportati in un altro mondo. O de La grande fabbrica delle parole. All'interno, ve l'assicuro, sono libri bellissimi. E quest'ultimo è appena uscito in copertina morbida a soli 8.00 euro!





Rimanendo in tema di libri illustrati, un riferimento deve essere necessariamente fatto alla rueBallu, la cui particolarità è essere una "casa editrice musicale" (lo noterete visitando il sito che, oltre a essere molto elegante, si concede un sottofondo di musica classica). L'ho notata per via de Il primo concerto, la storia per bambini di Fulvia Degl'Innocenti con illustrazioni di Paolo D'Altan - lo stesso artista che ha prestato la mano a Loredana Lipperini e ha dato un volto alla sua Pupa. Sono disegni bellissimi e che si fanno subito notare.








Franco La Cecla / Falsomiele. Il diavolo, Palermo
:duepunti edizioni, casa editrice palermitana, era quasi impossibile da non notare: a vendere i libri c'era un simpatico macellaio, dotato di coltellaccio. Il banchetto era una sorta di tagliere con salamini di carta sparsi e finte bistecche di carne. «Non si vive di solo filetto», dichiarano gli editori sul sito, e chi lo dice che con la cultura non si mangia? La :duepunti ha allestito un'intera macelleria o, come si dice a Palermo, una carnezzeria in cui potrete saziarvi a volontà: di cultura e bibliodiversità.
Del catalogo vi segnalo Falsomiele.Il diavolo, Palermo di Franco La Cecla: storia di Caruso che aveva il dono dell'ubiquità. Datogli da un diavolo, certamente.




Miraggi Edizioni

Anche Miraggi edizioni ha delle copertine davvero particolari, e i contenuti non sono da meno: sono rivestiti da una carta marroncina, quasi da imballaggio, che rivela solo un dettaglio di quella che è la vera cover - che potrete ammirare rimuovendo la sovraccopertina. Tra i tanti libri presenti nel catalogo interessante è il successo di Ti amo ma non posso spiegarti, che ha venduto oltre cinquemila copie e raccoglie poesie (comiche?) fuori dal comune.
(Date un'occhiata alla vera copertina...)







CANTI DEL MID-AMERICANuovissima quanto promettente è la Corrimano edizioni. Per "nuova", intendo proprio nuova: ha debuttato il 6 giugno con un catalogo che si fa già notare, una grafica minimalista ma d'impatto e niente poco di meno che Garsin, Cechov e Anderson, scrittore americano a cui si rifecero E. Hemingway, J. Steinbeck, F. S. Fitzgerald e J. D.Salinger e a cui si deve la pubblicazione del primo romanzo di Faulkner. Non è da trascurare, comunque, la parte "italiana" del catalogo, che spicca per originalità e presenza scenica - le copertine, ribadisco, che trovo fantastiche.






Ho conosciuto L'orma Editore al Salone del libro di Torino grazie all'antologia di Andrea Cortellessa La terra della prosa (che di recente ha fatto tanto parlare di sé) e ho scoperto una casa editrice di qualità, con un catalogo impegnativo ma da spulciare attentamente - troverete più di una perla.










Edizioni di Passaggio ha avuto risonanza, negli ultimi temi, per un libro di cui vi ho già parlato: Ma tu che lavoro fai? degli editori Luana Lupo e Stefano Nicosia, un libro inchiesta che raccoglie le voci di moltissime case editrici indipendenti e che testimonia la passione e la difficoltà per questo straordinario mestiere - quale mestiere? ci chiediamo ancora.










Navarra editore, infine, attivissima a Palermo dal punto di vista culturale, si concentra su temi civili sia per quanto riguarda la narrativa che la saggistica. Ho messo nella lista dei desideri Il libro delle vergini imprudenti, romanzo collettivo sulla figura femminile che ha, tra le tante autrici, una che stimo molto: Beatrice Monroy, abilissima narratrice che ho avuto la fortuna di ascoltare più volte e che sa raccontare storie come pochi. 






Doverosamente da ricordare sono case editrici che conoscete benissimo e che vanno segnalate per l'altissima qualità e la competenza con le quali si destreggiano nel mondo editoriale: Minimum fax (altresì chiamata SbavoPerpetuo e ManiaCompulsivaDiComprareTutto), Marcos Y Marcos (anche nota con il nome di TaschePienePortafogliVuoto), Voland (che dignitosamente porta il titolo di AncoraUnGoccioDiNothomb), Sellerio (ovvero CristoAssumetemiSonoDiPalermo), Iperborea (SieteIMeglio) e SUR (VediMinimumFax).
Sono state cinquantatré le case editrici indipendenti presenti a Una Marina: era impossibile segnalarle tutte e mi ha fatto piacere riscontrare quanto la qualità sia stata - come lo è stata negli altri anni - un valore fondamentale per la realizzazione di questa manifestazione.
L'affluenza generosa e la stessa riuscita di qualcosa di tale spessore a Palermo sono risultati altissimi per una città e un'amministrazione che poco si dedica e si è dedicata alla cultura, soprattutto in mancanza di fondi. Un grazie sentito viene da una comune lettrice e cittadina, che sente ancora accendersi un po' di speranza quando eventi come Una Marina di libri si impongono sulla realtà problematica della Sicilia.  



mercoledì 18 giugno 2014

W...w...w... Wednesday! (61)

www...wednesdays è stato creato da MizB di ShouldBeReading


What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)





Una volta tanto riesco ad aggiornare in tempo questa rubrica. Pochissime le modifiche rispetto alla scorsa settimana, da cui tuttavia si differenzia per un importante discriminante: ho dato l'esame più importante dell'intero corso - Lingua e letteratura latina 1 - con voto soddisfacente dopo mesi e mesi di studio e, nonostante debba dare altre due materie, mi sento leggera come una piuma. Quindi la prima cosa che ho fatto ieri è stata fiondarmi su un libro breve e piacevolissimo: Ma tu che lavoro fai? di Luana Lupo e Stefano Nicosia (Edizioni di passaggio), un'inchiesta sull'editoria indipendente con gli interventi di addetti ai lavori e librai. Anche se non dice sostanzialmente nulla di nuovo, ho apprezzato molto la parte corale e la volontà di dare voce agli editori indipendenti, di costruire un unicum che fosse allo steso tempo diversificato. Forse utile per chi è all'asciutto di questi temi, per gli altri potrebbe essere trascurabile. Ne consiglio comunque la lettura: si sente che è scritto con passione, amore e molta competenza.
Poi ho acchiappato un altro bellissimo e brevissimo libro che avevo sul comodino: Perché scrivere di Zadie Smith. L'autrice è del 1975, e di lei ho sentito parlare per la prima volta l'anno scorso quando è uscito il suo ultimo romanzo, "NW" per Mondadori. Nonostante mi avesse incuriosito, non ho mai comprato quel volume. Ora che sto leggendo Perché scrivere - due saggi sulla scrittura -, però, l'interesse si è rinnovato: trovo che scriva davvero molto bene e senza annoiare. Ad ogni modo lo finirò in giornata - è lungo solo 75 pagine - e poi mi dedicherò alle letture in corso - in particolare Le relazioni pericolose, che tra l'altro devo leggere per l'esame di letteratura francese. Dopo di questo, l'intenzione è sempre quella di leggere Come finisce il libro di Alessandro Gazoia, anche se Il cardellino comincia a chiamare...



What are you currently reading?


L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea


What did you recently finish reading?



What do you think you’ll read next?








martedì 27 maggio 2014

Una marina di libri 2014: 6-8 Giugno alla GAM

Si è tenuta oggi, nei locali del terzo piano della splendida Galleria dell’Arte Moderna di Palermo, la conferenza stampa che ha svelato le iniziative della quinta edizione di Una marina di libri, fiera dell’editoria indipendente di Palermo che avrà luogo dal 6 all’8 Giugno nella splendida cornice dello stesso GAM, coinvolgendo l’intero quartiere della Kalsa. Il comune denominatore dell’incontro è stata la parola “collaborazione”: il festival è diretto dalle case editrici Navarra e Sellerio, che hanno lavorato insieme al Consorzio Centro Commerciale Naturale Piazza Marine & Dintorni per offrire una manifestazione il cui entusiasmo organizzativo si è tradotto in un feedback eccezionale da parte dell’utenza – i visitatori del festival, nel 2013, sono stati circa 10000.
Secondo la direttrice della GAM, Antonella Purpura, Una marina di libri è un nuovo modo di recuperare e valorizzare l’arte del nostro territorio attraverso la letteratura, con un festival che ha riscontrato numerosi consensi, tanto da essere stato inserito da una giuria nazionale tra i dieci migliori festival italiani.
Alla sua voce si aggiunge quella di Alberto Coppola, vicepresidente del CCN e moderatore della conferenza, che ha presentato i vari oratori e ha ricordato, insieme ad Antonio Sellerio e Ottavio Navarra, la grande qualità offerta dal festival nonostante il suo budget molto basso (la kermesse di quest’anno prevede una spesa di circa 15.000 euro, di cui 5000 stanziati dal Comune di Palermo). 
Da sinistra: Antonio Sellerio, Alberto Coppola,
Antonella Purpura e Ottavio Navarra.
“Animazione culturale, relazione e collaborazione sono i punti chiave dai quali deve partire la rinascita della nostra città” ha dichiarato Michele Pavia,  presidente del CCN, al quale ha fatto eco Ottavio Navarra, per cui “quella che sembrava un’idea folle è diventata un luogo d’incontro, elaborazione, confronto e dialogo partendo da uno strumento demonizzato dalla contemporaneità quale il libro. (…) La scommessa è culturale e verte sul pluralismo dell'informazione partendo dall’editoria indipendente”. Dello stesso avviso anche Manfredi Lombardo, presidente dell’Arci Blowup e organizzatore degli eventi che animeranno le serate della Marina, convinto che “grazie alla manifestazione, Palermo respira un’aria europea. (…) Questa capacità di collaborazione deve essere istituzionalizzata e implementata, creando basi forti”.
Ha chiuso la conferenza stampa Maria Gianbruno, ex presidente del CCN, tra i fondatori della manifestazione, visibilmente commossa, che ha parlato della difficoltà della promozione dello sviluppo culturale in una città come Palermo che “ha tutti i crismi per candidarsi a capitale della cultura libraria”.
Saranno 53 le case editrici indipendenti di tutta Italia coinvolte nella manifestazione, tra le quali spiccano Edizioni di passaggio, Edizioni e/o, Iperborea, Marcos y Marcos, Minimum fax, Nottetempo e Voland.
Grandi scrittori attesi, invece, per questa edizione, a cominciare da Andrea Cammilleri che aprirà la serie di appuntamenti pomeridiani venerdì 6 giugno alle 19 con la presentazione del suo ultimo romanzo, La piramide di fango, alla quale seguirà la proiezione di una puntata della fiction sul commissario Montalbano tra quelle votabili sulla pagina facebook della Sellerio Editore. Tra gli ospiti anche Simonetta Agnello Hornby, Alicia Giménez Bartlett, Ester Rizzo, Neige De Benedetti, Adriano Sofri, Carlo D’Amicis, Andrea Cortellessa, Giovanni Renzo, Emiliano Erredia, Davide Orecchio, Livio Sossi, Marco Steiner, Davide Camarrone, Filippo Nicosia, Francesco Abbate e Renato Polizzi.
La cartellina per la stampa con il programma
e le informazioni della quinta edizione.
Non solo incontri con gli autori, ma anche reading e spazi di dibattito, nonché la novità di quest’anno, l’Edicola, dove scrittori e giornalisti si confronteranno sulle notizie culturali dei quotidiani.
Si è voluto arricchire il programma di animazione per i più piccoli con un percorso che ha per tema il libro, al quale sarà possibile partecipare dalle 10 alle 13. Manca, invece, il Librogame, gara che fino all’anno scorso ha coinvolto i ragazzi in età universitaria per la conquista di una pila di libri messi a disposizione dalle case editrici partecipanti.
Vi ricordo che, durante tutta la durata del festival, la Galleria d’Arte Moderna rimarrà aperta al pubblico sino alle 22 e potrà essere visitata gratuitamente.
Vi invito a visitare il sito ufficiale della manifestazione per visionare il programma completo (in aggiornamento sul sito http://unamarinadilibri.it/).




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