lunedì 28 marzo 2011

Kreativ Blogger




Vista la settimana di assenza non ho proprio potuto scrivere questo post, e mi dispiace per il ritardo! Rimedio però subito ringraziando calorosamente tutte le blogger che hanno voluto consegnarmi il Kreativ Blogger Award:
Miss Meiko di Young Adult Lit, Nena di Tutto un altro mondo, Tricheco de Il magico mondo dei libri, Mirko Cullen de Il profumo dei libri perduti, Markus di News libri, Vittorio Emanuele di Valerioem, Pamela di Il piacere di leggere, RikkuReed di Beauty Objective, Selly di Romanticamente fantasy, Katia860 di Welcome to Bookland, Flavia di Inchiostro simpatico e anche Federica di Federica per giveaway che mi ha consegnato un award tutto personalizzato (per favore segnalatemi se ho dimenticato qualcuno!): il vostro appoggio mi riempie davvero di gioia, grazie a tutti! A questo punto, dopo aver ricevuto il premio, il mio compito sarebbe: 



  • trovare dieci blog da premiare
  • avvisare i blog premiati
  • raccontare dieci cose che non sapete di me


  • Mi trovo molto in imbarazzo a dover scegliere dieci blog, perché non vorrei fare torto a nessuno e penso che comunque ogni blog ha una sua particolarità e non vada scartato rispetto ad un altro. Motivo per cui, ho deciso di saltare i primi due passaggi. Raccontare dieci cose che non sapete di me invece è un'impresa davvero ardua!  Non amo dire molte cose di me al grande mondo del web, magari ve ne sarete accorti. Però uno sforzo ci sta, spero di non annoiarvi ;)

    1. Ho cominciato a scrivere all'ètà di sei anni, realizzavo giornali. L'idea mi venne perché uno dei miei quadernoni di scuola aveva una copertina con sopra stampato un collage di locandine di film famosi. Naturalmente, a parte Mary Poppins, non ne conoscevo nemmeno uno, quindi inventavo la trama di ognuno. Diciamo che erano le mie prime recensioni :D. Mi piaceva così tanto che decisi che da grande avrei fatto la giornalista: prima avrei studiato (sempre con ottimi voti), diplomata al liceo classico, sarei andata a Perugia all'università (perché lì mio padre aveva detto c'era l'apposita università), lavorando per pagarmi gli studi. Poi avrei fatto una gran carriera e mi sarei sposata XD. Avevo già programmato tutta la mia vita.

    2. Ho paura degli aghi, ne sono letteralmente terrorizzata. Anche questa è una cosa che riguarda la mia infanzia... i miei genitori mi portavano a fare le vaccinazioni, e per me era come avvicinarsi ad un mattatoio. Piangevo come una disperata. Fu da lì che nacque l'idea che (sto parlando del periodo precedente alle aspirazioni letterarie) sarei diventata una "dottoressa dei bambini". E' così che, molto candidamente, rispondevo quando gli adulti mi chiedevano cosa avrei voluto fare una volta cresciuta. Se solo avessero saputo quale era il mio vero intento! Mi si aprivano nella mente scenari sadicamente divertenti: un bambino in lacrime che si dimenava con il sederino scoperto ed io che, per pura sete di vendetta, gli infilzavo la siringa. Fortunatamente ho poi cambiato idea XD

    3. Non ho nessun mito in particolare. Nessun uomo o donna che stimo alla follia (oltre a Jane Austen e Oscar Wilde che sono morti e sepolti), nessun cantante, nessun attore, nemmeno nessuno scrittore in particolare per cui perdo letteralmente la testa (oltre a quelli sopra citati). Sono piuttosto asettica da questo punto di vista :D

    4. Ho scritto il mio primo libro a 14 anni, pubblicato su un forum su cui ebbe molto successo. Era una tenera storia fantasy lunga 130 pagine, divertente e, almeno all'inizio, scritta davvero male! Anche se me ne vergogno un po' i personaggi mi sono rimasti nel cuore... I protagonisti si chiamavano Vicky ed Andrew: lei era un'umana e lui il principe ereditario dei Liosalfar, gli elfi benigni! Vicky era la reincarnazione di un'elfa che... bla bla bla...

    5. Ho preso la prima nota della mia vita al quinto anno di liceo. Volevo provare l'esperienza almeno una volta XD

    6. Sono alta 1.62 metro, anche se mi dicono che sembro più alta, probabilmente perché sono magra. Ho gli occhi  grandi e castani, i capelli lunghi dello stesso colore che piastro rigorosamente ogni volta che faccio lo shampo (non vi dico come si riducono se non lo faccio...) e un naso un po' da befanella che amo e detesto allo stesso tempo. Ovviamente i miei amici dicono che senza di questo non sarei più io, così come dicono che "ogni naso sta bene alla sua faccia" e che il mio non mi sta affatto male. Io mi sforzo di crederci ma nessun famigliare/amico fidato/fidanzato è ancora riuscito a convincermi che sia così XD. 

    7. Odio praticare sport, ma mi piace guardarli. Amo il calcio da quando avevo 8 anni, tanto che per un'estate ho anche giocato. Solo che ad otto anni avevo decisamente molta più voglia di correre e saltare! Con il tempo qualsiasi tendenza all'attività fisica si è azzerata. Per me la palestra è una tortura cinese auto-imposta. Dopo due minuti di corsa -se non di meno- potrei anche svenire. La mia coordinazione occhio-mano è molto limitata. Di contro, quando passeggio non passeggio. Cioè, corro. Lo so che è una contraddizione, ma ho un passo molto veloce. Passo veloce non vuol dire "correre", quindi non mi stanco. Insomma, sono un gran casino.

    8. Gli unici manga che ho letto sono Nana (fino ad un certo punto) Rossana e Vampire Knight fino al numero 9 (meno male che c'è Surymae che cura la rubrica XD).

    9. Sono siciliana di Palermo, ma questo penso che lo sappiate. Sono molto legata alle mie origini, al cibo che si mangia qui, alle tradizioni, ai modi di fare, persino al dialetto. La consapevolezza che ci siano tante cose da migliorare spesso mi scoraggia e mi fa sperare di cambiare città, nonostante l'affetto che nutro per questa terra. Poi però penso al mare, il sole, lo sfincione, le stigliola, il panino con le panelle, la cattedrale della città e mi dico che mi mancherebbe tutto immensamente. E' un po' il solito dissidio che si vive quando ami i tuoi luoghi ma sai che non possono più darti quello di cui hai bisogno. 

    10. Sto per andare a comprare il Corriere della sera con l'intervista a Saviano e il corso di scrittura :-DDDD

    Volevo inoltre ricambiare tutte le ragazze gentilissime che mi mandano baci e abbracci e rispondere a quelle che mi hanno chiesto del viaggio che è andato tutto bene! (anche se in una intera settimana, non ho intravisto nemmeno un raggio di sole!! Ecco i casi in cui mi manca Palermo XD)

    venerdì 25 marzo 2011

    Nono appuntamento "Il tempio degli otaku" Devilman


    Scritto da Suymae Rossweisse.Salve a tutti, e benvenuti alla nona puntata de “Il tempio degli Otaku”. Siete in una posizione comoda, vero? Mettetevi ben seduti, mi raccomando, perché oggi parliamo di una serie in cui gli scossoni non mancheranno.  Si tratta di un manga vecchio, del 1972, ma che vale la pena di essere letto. Anzi, di più: deve essere letto, quanto meno da chi vuole qualcosa di forte e, in un certo senso, rivoluzionario. Un vero pezzo di storia, capace di unire l'horror più puro con tematiche profonde come la religione, con uno svolgimento avvincente ed un finale poetico come pochi: in sostanza, Devilman di Go Nagai.

    Akira Fudo è un bravo ragazzo. Ma proprio bravissimo, sapete: ligio alle regole, cavalleresco, che non si arrabbia mai e non è capace di usare la violenza nemmeno se provocato. In questo mondo brutale, ce ne sono pochi come lui. Lo sa bene il suo migliore amico, Ryo Asuka, che rivede dopo un mese di lontananza.
    In quel mese a Ryo sono successe parecchie cose, tutte negative. Per cominciare, suo padre – l'unico genitore rimastogli – è morto. Si è suicidato: nei giorni precedenti, pur sembrando sempre lo stesso fisicamente, aveva avuto dei comportamenti strani, piuttosto violenti, arrivando addirittura a cercare di uccidere il proprio stesso figlio. Dopo quest'ultimo episodio l'uomo si era chiuso in una stanza, e   aveva posto fine alla propria vita. Ryo cerca una spiegazione al tragico gesto tra i diari del padre. Tra quelle carte scopre infine la risposta alle sue domande, una risposta che risale a prima ancora che l'uomo popolasse la Terra.
    Secondo il defunto, archeologo, un'altra razza abitò il pianeta azzurro: i demoni. Sì, proprio quelli che oggi classifichiamo come creature mitologiche al seguito di Satana. Perfino più vecchi dei dinosauri, infatti, erano loro a dominare incontrastati, sconfiggendo gli avversari grazie alla loro capacità di fondersi con tutte le sostanze – organiche ed inorganiche – creando così nuove varianti, le une più terribili delle altre. Non a caso quello che sconfisse i demoni non fu un nemico fisico, ma   le glaciazioni, che li ibernarono sotto cumuli e cumuli di ghiaccio. Questo fino ai giorni nostri: i demoni si stanno risvegliando dalla loro condizione. Pessime notizie per il genere umano, perché le creature non sopportano che il loro bel pianeta sia dominato da un'altra razza. Sicuramente muoveranno guerra agli uomini; guerra che, grazie alla capacità di assumere nuove forme, gli uomini non hanno alcuna possibilità di vincere. A meno che...
    Qui Ryo è costretto a mettere in gioco il suo migliore amico, Akira. L'esperimento di suo padre è finito come è finito perché si è fatto controllare dal demone, che ne ha alterato la personalità. Ma se si effettuasse una fusione con una persona dotata di una grande volontà e di un animo gentile, allora forse si creerebbe un “Devilman”: un essere con la forza di un demone ma dalla cuore e mente umani. Un ibrido tra le due specie, che potrebbe essere in grado di salvare l'umanità dalla minaccia che corre. Ed il suo amico, purtroppo, è un perfetto candidato per essere quell'ibrido.
    Comprensibilmente, Akira ha una paura folle di quello che potrebbe accadergli: tuttavia, gli interessi dell'umanità sono più importanti dei suoi, e quindi accetta la proposta. Il piano prevede che, attraverso un sabba, sia Akira che Ryo si fondano con dei demoni, ed insieme salvino il mondo. Quest'ultimo non riesce a trasformarsi; il corpo di Akira, invece, diventa preda di Amon, una delle creature più potenti esistenti. Da quest'unione, nasce così il primo Devilman. Riuscirà l'umano a controllare il demone? E soprattutto: riuscirà nella nobile impresa?

    Qualcuno potrebbe pensare che, essendo Devilman una serie piuttosto vecchia, non valga la pena di leggerla, perché datata. Almeno a parere di chi scrive, invece, non è affatto così. Il manga di Go Nagai risulta sorprendentemente godibile e supera la prova del tempo senza particolari problemi. I motivi?
    La trama sotto alcuni aspetti potrebbe sembrare poco originale: l'idea dell'uomo con straordinari poteri che deve salvare l'umanità è stata vista un sacco di volte, forse troppe. Devilman, però, non si limita al buon vecchio supereroe senza macchia e senza paura che combatte il male senza nessun turbamento; quella è solo apparenza per nascondere i veri argomenti dell'opera.
    Più in generale, sembra che l'elemento fantastico non sia che una metafora che nasconda fatti e tematiche che di sovrumano non hanno nulla. I demoni, ad esempio, potrebbero rappresentare il nostro lato oscuro, quello che tutti nascondiamo perché abbiamo paura di esso. Il Devilman è questo: lo scontro tra la ragione, vale a dire l'umano, e il lato più animalesco, il demone. E proprio come i Devilman, la minoranza rispetto a coloro che non reggono la fusione, sono poche le persone in grado di conciliare perfettamente i due aspetti. Grazie a questa sua battaglia quotidiana – più importante di quella contro i demoni – Akira, di buon carattere ma ancora immaturo, finisce per diventare un vero uomo, disposto a sacrificarsi per ottenere quello che più desidera; un personaggio vero e tridimensionale, insomma. Lo stesso vale per Ryo: la sua maturazione si compirà solo nel quinto volume, l'ultimo, ma si tratterà dell'avvenimento più importante dell'opera, che stravolgerà il parere del lettore su tutti i fatti precedenti e che darà un senso all'intero manga, portandolo verso il tristissimo finale – Devilman andrebbe letto anche solo per quello.
    Questa è senza dubbio la cosa più importante, ma la serie ha anche altri lati vincenti. Primo tra tutti, la breve durata della stessa e il cast ridotto (si limita a tre persone, forse anche due): niente più mal di pancia e paure di vedere la propria serie preferita concludersi dopo chissà quanti numeri, e niente più mal di testa per ricordarsi chi è il personaggio spuntato in questa vignetta – forse quello apparso venti volumi fa...?
    Altro lato vincente è il tratto. Cos'è che dici, tu là in fondo? E' brutto e sgraziato? Beh, non hai tutti i torti. Le forme sono così stilizzate che quasi viene da piangere, quelle sopracciglia non si possono proprio guardare, le proporzioni sono cose che non si sono mai viste da quelle parti. Però, tu là in fondo, pensa a come sarebbe stata l'opera con un altro stile di disegno, magari quelli puliti puliti che vanno di moda oggi. Riesci ad immaginarlo? Io no. Volente o nolente, quello è l'unico tratto possibile per questo genere di storia. In fondo parliamo di un horror, non di una storia d'amore. Inoltre, dietro alla mano sgraziata si nasconde un occhio abile, in grado di scegliere le inquadrature e gli sfondi più evocativi per le scene narrate ed un cervello che sa captare e riprodurre un ampio numero di espressioni facciali.

    I pro sono più dei contro, quindi... non solo per quanto riguarda il tratto, ma in generale. Se ci tenete a conoscere i manga storici, non dimenticatevi di aggiungere Devilman alla vostra lista. Se apprezzate il genere, non ve ne pentirete. Arrivederci alla prossima settimana, con “Il tempio degli Otaku!”

    Recensione "Notte buia, niente stelle"


    Scritto da Ermes
    "Notte buia, niente stelle" è l’ultima raccolta di racconti scritta da Stephen King e tradotta da Wu Ming I, suo grandissimo fan e ammiratore.
    Senza troppi preamboli il Re mette a nudo sin dalle prime pagine la sua spiccata bravura nel descrivere in modo fin troppo reale alcune delle scene quotidiane rivestendole di un pizzico di orrore e gusto per lo splatter. Ma procediamo con ordine.
    Come dicevo prima il libro è una raccolta di racconti. I titoli sono “1922”, “Maxicamionista”, “La giusta estensione” e “Un bel matrimonio”. Quest’ultimo in particolare ( come dichiara l’autore stesso in un’interessantissima e bellissima postilla alla fine ) è stato ispirato da un episodio di cronaca nera realmente accaduto. Ma per analizzare meglio le quattro le storie iniziamo a parlare della trama di ognuna.
    1922 racconta la storia di una famiglia di contadini del Nebraska agli inizi del ventesimo secolo, quando l’innovazione tecnologica e le industrie erano ancora ben lontane da quelle terre e le piantagioni costituivano l’unico mezzo di sopravvivenza e di ricchezza per i nuclei famigliari. Il capofamiglia, entrato in conflitto con la moglie, progetta il suo omicidio insieme al figlio e da quel momento il suo incubo avrà inizio. Infatti Arlette, moglie di Wilf, torna dall’oltretomba decisa a vendicarsi del marito.
    Maxicamionista ( la seconda storia ) possiamo inquadrarla nel genere horror psicologico. La famosa scrittrice Tess, di ritorno da una conferenza in una libreria poco lontana dalla sua città, è costretta a fermarsi a causa di una gomma bucata. La soccorrerà un uomo gigantesco che però muterà il suo ruolo in poco tempo: da soccorritore diventerà la rovina della donna. Maxicamionista, come lo chiama Tess, sequestrerà la scrittrice e abuserà di lei per poi abbandonarla in un canale. Al suo risveglio la donna è fermamente decisa a farsi giustizia da sola.
    Il protagonista de “La giusta estensione” è Streeter, un uomo malato di cancro. Mentre fa ritorno a casa, dopo una seduta di chemioterapia, si ferma a osservare una bancarella vuota sorvegliata da un uomo che dice di vendere estensioni. Per la legge fisica sugli equilibri però l’affare concluso sarà la condanna del migliore amico del protagonista e l’occasione giusta affichè quest'ultimo possa finalmente vendicarsi delle ingiustizie della vita.
    “Un bel matrimonio”, l’ultima storia della raccolta, narra invece di una coppia felice che mette su famiglia. La vita scorre tranquilla finchè Darcy, moglie di Bob, non scoprirà una raccapricciante verità sul marito. Impaurita dalla colpa della quale il marito si è macchiato, la donna deciderà di perdonarlo finchè non si presenterà l’occasione giusta per sbarazzarsi di lui.
    Queste sono le trame della quattro storie. Quello che sicuramente avrete notato, e che comunque potete dedurre, è che la protagonista che lega tutti e quattro i racconti è la vendetta. Sarà infatti questa potente forza a muovere i personaggi che vengono spogliati di tutta la loro razionalità mostrando il loro lato folle messo in risalto da esperienze che ne provocano rabbia e paura. E in questo King è fenomenale.
    Un particolare che non mi è sfuggito è il modo in cui il Re descrive le scene. Ammiro molto questo scrittore e anche se non ho letto i suoi libri penso di essere in grado di fare un paragone. In questa raccolta infatti King sembra aver maturato una passione ancora più "maniacale" per i dettagli sia scenografici che introspettivi. Una cosa che certamente non mancava nei suoi precedenti lavori, ma che qui viene accentuata maggiormente.
    La disposizione dei racconti poi non è da prendere sottogamba. Le storie infatti si susseguono secondo uno schema di climax ascendente che rende la lettura sempre più piacevole finchè il lettore, girata l’ultima pagina, resta con l'amaro in bocca nel scoprire che il libro è finito trovandosi davanti la postilla scritta dall'autore. Ammetto con un po’ di imbarazzo che per un giorno intero mi sono rifiutato di leggerla perché non volevo mettere da parte il libro, un po’ come mi è successo con The Dome. Ma poi mi sono convinto e l'ho letta ed è lì che il piacere della lettura di questa fantastica raccolta ha raggiunto il suo apice. Un piacere così grande che quando ho chiuso il libro avevo stampato sul viso uno stupido sorriso che andava da un orecchio all’altro. Se vi dovessi consigliare di leggere il libro ( lo farete, vero? ) vi direi che vale la pena di farlo solo per questa postilla.
    Il voto che ho dato però non è il massimo che avrei potuto dare come avrete notato. Ancora una volta la questione del prezzo torna a tormentarmi, una cosa sulla quale non posso assolutamente chiudere un occhio. Ci sono tantissimi ragazzi che hanno tantissima voglia di leggere e che amano Stephen King quanto me, forse anche un po’ di più. Un ragazzo di diciotto anni con appena una ventina di euro in tasca ogni settimana viene inevitabilmente posto davanti a una scelta: rinunciare al piacere di uscire con gli amici o farsi prestare 1 Euro ( il prezzo è di 21 Euro ) per comprare un libro e passare il resto del Sabato solo in casa. Forse in merito a ciò sono un po’ troppo pesante ma vi prego di riflettere un attimo. Dicono sempre che leggere fa bene, fanno campagne pubblicitarie per promuovere la lettura fra i giovani per poi mettere i ragazzi di fronte a prezzi esorbitanti che minacciano di farsi sempre più alti. Se solo abbassassero un po’ i prezzi sono sicurissimo che la gente, non solo i ragazzi, acquisterebbe i libri con molta più facilità. Ricordo che tempo fa spesso uscivo dalla libreria tenendo fra le mani anche tre libri, adesso se riesco ad acquistarne uno è un vero e proprio miracolo.
    Tornando a “Notte buia, niente stelle” non mi resta che consigliarvi questa splendida lettura che mi ha emozionato e affascinato tantissimo. Lo stile scorrevole, le storie raccapriccianti, la psicologia così folle ma anche così reale dei personaggi, sono tutti elementi di quello che potrebbe entrare facilmente a far parte delle stelle del firmamento dei racconti dell’orrore.
     Voglio concludere questa recensione con un piccolo estratto della postilla delle quale vi ho tanto parlato. Vi ringrazio per l'attenzione nella speranza di tornare il prima possibile a consigliarvi qualche altro libro. A preso!

    "Bene, credo di essere rimasto quaggiù al buio abbastanza a lungo. C'è un altro mondo al piano di sopra. Prendi la mia mano, Fedele Lettore, e sarò lieto di riportarti fuori al sole. Anch'io sono contento di andarci, perchè credo che la maggior parte della gente sia fondamentalmente buona. Io so di esserlo.
    E' di te che non sono del tutto certo."

    giovedì 24 marzo 2011

    Anteprima "La collina più alta"

    Scritto da Ermes
    Come vi avevo ricordato poco tempo fa il nostro blog è molto interessato a far conoscere soprattutto gli scrittori esordienti. Il libro che vi presento oggi e che potrete trovare nelle librerie già da domani ( 25 Marzo ) è intitolato "La collina più alta" ed è stato scritto da Sara Aldegheri, un nome nuovo all'interno delle librerie. Il libro sembra molto interessante e potrebbe risultarlo ancora di più a chi ama i romanzi rosa con una piccola influenza di quelli storici. Non mi resta che lasciarvi alla trama.
    Pag. 224
    Euro 15.00
    Edito da 0111

    La collina più alta - Sara Aldegheri
    Siamo nel sud dell'Inghilterra, è il 1768. Jane ha vent’anni, è una ragazza di buona famiglia, con le idee ben chiare. Ha due sorelle: la maggiore, Elaine, si è appena sposata; la minore, Emma, non vede l'ora di farlo. L'aria di casa, infatti, sta diventando decisamente pesante per tutte e tre: alcuni cattivi affari del capofamiglia e le frequenti malattie immaginarie della moglie stanno minando pesantemente la stabilità familiare. Jane ha un pretendente, ma sa benissimo che non è "una buona sistemazione" ciò che la farà felice. Sfidando le ire della madre e i silenzi di coloro che non esitano a voltarle le spalle, decide di rifiutare la proposta di matrimonio. E quando il padre si ammala gravemente e viene alla luce una verità terribile per tutte le donne della casa, è Jane ad essere incolpata della disgrazia che precipita sulla sua famiglia. Non più libera, senza più un soldo, costretta a contare solo sulle sue forze, Jane deve imparare a vivere al servizio di un uomo che da alcuni mesi ha messo gli occhi su di lei. Enigmatico, scontroso, eterno provocatore: non è per nulla semplice capire il signor Hench. Ma è proprio grazie a lui che Jane troverà davvero la sua strada...


    Sara Aldegheri
    E' nata nel 1985, vive e lavora a Verona. E' un'appassionata di storia culturale e in passato è stata redattrice ed editor. Poi ha deciso di passare dall'altra parte della barricata e"La collina più alta" è il prodotto di questa scelta.

    mercoledì 23 marzo 2011

    W... w... w... Wednesdays (12)

    Scritto da Ermes
    Cari affezionatissimi lettori, come va? Avrete notato che in questo periodo sono un pò più attivo del solito ( il mio posto è quasi sempre dietro le quinte! ). Spero che ciò non vi dispiaccia. Questa possibilità di mettermi in gioco l'aspettavo da tantissimo tempo e adesso ho avuto modo di vedere l'enorme mole lavoro che occorre per tenere in piedi un blog come questo. Ed è solo grazie a voi lettori e alle soddisfazioni che ci date con la vostra partecipazione che troviamo la forza non solo di andare avanti, ma anche di migliorarci sempre di più.
    Finito il momento strappalacrime, vi lascio a "W... w... w... Wednesdays" ricordandovi gli step attraverso i quali si svolge questa rubrica del Mercoledì.

    * What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

    * What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)

    * What do you think you’ll read next?(Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)


    What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
    Il libro che al momento sto leggendo è Notte buia, niente stelle scritto da Stephen King. Questa raccolta di racconti ( in tutto sono quattro ) è davvero affascinante e ciò che mi fa arrabbiare di più è di non riuscire a dedicare a questo libro il tempo che merita. Se non fosse stato per i numerosi impegni che mi ostacolano la lettura lo avrei finito in quattro giorni! Eppure devo sbrigarmi se voglio scrivere al più presto la recensione che, vi prometto, potrete leggere entro la fine di questa settimana.







    What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
    L'ultimo libro che ho finito di recente è stato Proibito scritto da Tabitha Suzuma ( qui potrete leggere la recensione ). L'ho trovato molto carino anche se a dire il vero è la solita storia della classica famiglia abbandonata dal padre che deve provvedere a sostenersi come meglio può. Però ripeto, nonostante tutto il romanzo mi è piaciuto molto e se dovessi dargli un voto gli darei un bel 4 su 5.







     What do you think you’ll read next?(Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)
    Con questa domanda tocchiamo un tasto dolente dal momento che mi si pone davanti una scelta molto ardua, così nell'indecisione vi comunico entrambi i titoli ( che ne dite di aiutarmi a scegliere? ). I libri sui quali sono indeciso sono La contessa nera di Rebecca Johns e Il piacere di Gabriele D'Annunzio. Il primo ha una trama veramente intrigante e la figura della protagonista è molto interessante. L'altro invece mi piacerebbe leggerlo per primo perchè amo tantissimo questo poeta e scrittore italiano. Il suo modo di scrivere e i temi che tratta ( anche se a dire il vero non li condivido proprio tutti ) sono eccezionali. Allora, potete aiutarmi a scegliere?

    Recensione "Alan Wake"

    Scritto da Ermes
    Voto:  
    Il libro che recensisco oggi e che vi propongo di leggere è intitolato "Alan Wake" che alcuni appassionati di videogiochi conosceranno già.
    Alan Wake ( celebre scrittore di romanzi gialli colpito dal blocco dello scrittore che gli impedisce di scrivere ormai da due anni ) quando si lascia convincere dalla moglie a trascorrere un lungo periodo di vacanza nella lontana cittadina di Bright Falls, non può immaginare l'orrore che dovrà affrontare.
    Nei profondi abissi del lago sul quale si affaccia il cottage dove la coppia alloggia, sembra infatti nascondersi una potente forza oscura che rapirà Alice e farà precipitare il piccolo centro abitato nelle tenebre.
    L'unica arma che Alan ha a disposizione per farsi strada fra le ombre e per salvare la moglie è la luce e per salvare Alice dovrà contare sull'aiuto di Barry, suo fidato amico e agente finanziario.
    Ma qualcosa di ancora più strano accadrà nella foresta di Bright Falls. Infatti lungo il suo cammino Alan troverà alcune misteriose pagine di un manoscritto che sembrano raccontare la sua storia. Ma ciò che è ancora più strano è il fatto che il manoscritto è stato firmato da lui, anche se non ricorda di aver mai scritto quelle pagine.
    Tratto dall'omonimo videogioco, il romanzo “Alan Wake” è un racconto thriller che ripercorre l'intera storia del gioco che ha venduto tantissime copie e del quale è previsto un seguito.
    Ciò che mi ha spinto a comprare questo libro ( il cui prezzo è di 17.90 Euro ) è stata la curiosità di vedere se l'autore, Rick Burroughs, avrebbe approfondito alcuni aspetti del gioco che non erano stati chiariti o che mi fossero sfuggiti. E sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che il racconto non si discosti per niente dalla trama originale, anche se mi sono accorto che effettivamente il videogioco rende un po' di più dal punto di vista della storia, e che le mie aspettative siano state esaudite.
    Inizio col dirvi che ho dato al libro 4/5.
    L' aspetto positivo del libro, oltre alla trama ricca di colpi di scena e di misteri, è lo stile semplice dell'autore che rende la lettura leggera. Se deciderete di leggerlo ( ve lo consiglio ) difficilmente vi stancherete e arriverete alla fine di queste 320 pagine in pochissimo tempo.
    Ma se da un lato il libro gode di un'ottima trama e di uno stile che non vi dispiacerà affatto, la stessa cosa non si può dire del lavoro di editing. Infatti il libro è pieno zeppo di errori di battitura che a volte mi hanno rallentato un po' la scrittura, costringendomi a tornare indietro per poter capire cosa l'autore volesse dire. Proprio per l'enorme presenza di questi errori mi viene da pensare che questo lavoro di editing non sia stato fatto. Se non fosse stato per questa mancanza forse avrei potuto dare il massimo voto al libro, anche se ciò costituisce qualcosa di piuttosto rilevante.
    In definitiva il libro piacerà molto agli amanti del videogioco ( che spero diventi al più presto una duologia o perchè no? Magari una saga ), a coloro che amano l'horror, Stephen King ( in alcuni punti il romanzo si avvicina molto ad alcune opere dell'autore ) e a coloro che amano i gialli.

    Anteprima "Il codice Atlantide"

     Scritto da Ermes
    Da domani, ovvero dal 24 Marzo, se vi recate in libreria vi consiglio di spendere un pò di tempo per considerare l'acquisto de "Il Codice Atlantide" il nuovo libro edito dalla casa editrice Nord e scritto da Charles Brokaw. Come ormai vi sarete accorti sono sempre molto attento al prezzo dei libri e 18.60 Euro non mi sembrano poi molti considerando le 432 pagine e le critiche positive che circolano su internet a proposito di questo libro.

    Il codice Atlantide Atlantide - Charles Brokaw

    EGITTO - Il professor Thomas Lourds, linguista di fama mondiale, si reca ad Alessandria per girare un documentario della BBC sul recente ritrovamento di alcuni reperti archeologici. Uno di questi colpisce subito la sua attenzione: una campana che presenta delle iscrizioni non riconducibili a nessuna lingua conosciuta. Mentre Lourds è intento a studiare l’oggetto, però, un gruppo di uomini armati irrompe negli studi televisivi e ruba il manufatto…

    RUSSIA – Julija Hapaeva è consapevole di aver fatto una scoperta straordinaria: un cembalo preistorico decorato con iscrizioni indecifrabili. Ma, poco dopo aver mandato un messaggio al collega Thomas Lourds, l’archeologa viene uccisa e il suo ufficio messo a soqquadro. Sconvolto dall’aggressione subita e dalla notizia della morte di Julija, Lourds decide di partire per la Russia, convinto che i due furti siano collegati. Ma non può sapere che la verità è un mistero risalente alla creazione raccontata nella Genesi…

    CITTÀ DEL VATICANO – Il cardinale Stefano Murani è ossessionato dalla decadenza della Chiesa contemporanea. Anni di studi, però, lo hanno portato a credere che cinque strumenti musicali sono la chiave per svelare un segreto antichissimo e di enorme potere. E, quando una spedizione archeologica finanziata dal Vaticano porta alla luce una città sommersa nei pressi di Cadice, in Spagna, Murani è sicuro che quello sia il luogo dov’è nascosto il più grande dono che Dio ha fatto agli uomini…

    Charles Brokaw
    E' lo pseudonimo dietro il quale si cela un rinomato studioso e professore universitario del Midwest. È stata la sua passione per la Storia e l’Archeologia a fornire lo spunto iniziale per la stesura del Codice Atlantide, il suo primo romanzo. www.charlesbrokaw.com

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