mercoledì 7 settembre 2011

Poems (22) Ultimi giorni d'estate


E' arrivato settembre e l'estate, nonostante il caldo insistente, è ormai al tramonto... Per questo vi propongo una poesia di Hermann Hesse, Ultimi giorni d'estate. Sperando che dica davvero addio a questa afosa stagione e il benvenuto ad un piacevole autunno =)


Ultimi giorni d'estate

Nonostante il caldo opprimente di questi giorni, sto molto fuori.
So fin troppo bene quanto questa bellezza sia effimera,
come rapidamente si accomiata ed io sono così bramoso,
così avido di questa bellezza dell’estate che declina!
Vorrei vedere tutto, toccare tutto, odorare e assaporare
tutto ciò che questo rigoglio estivo offre,
vorrei conservare tutto questo e tenermelo per l’inverno,
per i giorni e gli anni futuri, per la vecchiaia.

In giardino, sulla terrazza, sulla torretta sotto la meridiana,
ogni giorno sto seduto per ore, e con matita e penna,
con pennello e colori disegno accuratamente le ombre mattutine
sulla scala del giardino e le contorsioni dei grossi serpenti
del glicine e cerco di riprodurre le lontane, limpide tinte
delle montagne al crepuscolo, diafane come un sospiro
eppure fulgide come gioielli.

Quindi rientro in casa stanco, molto stanco,
e quando la sera metto i miei fogli nella cartella,
quasi mi dà tristezza vedere quanto poco del tutto
ho potuto segnare e fissare per me.

Chi è l'autore?
Hermann Hesse nacque il 2 luglio 1877 a Calw nella Foresta nera come secondogenito di Johannes Hesse e sua moglie Marie, nata Gundert. La famiglia paterna è di origine baltico-tedesca, quella materna svevo-svizzera. Hesse frequenta inizialmente la scuola latina a Calw, dal 1891 entra nel seminario teologico protestante del monastero di Maulbronn, da dove fugge dopo pochi mesi. Dopo un apprendistato come meccanico presso la fabbrica di orologi per torri Perrot impara a Tubinga e a Basilea il mestiere di libraio e pubblica i suoi primi scritti (poesie e prosa). Da Basilea fa due viaggi in Italia. Nel 1904, dopo aver pubblicato il romanzo Peter Camenzind, che fu il suo primo grande successo letterario, sposa Maria Bernoulli e si trasferisce a Gaienhofen sul Lago di Costanza. Qui, nella solitudine della campagna nascono i suoi tre figli. Nel 1911 fa un viaggio nell'Asia orientale. Dal 1912 Hesse vive a Berna. Nel 1919 pubblica il famoso romanzo Demian. Senza la famiglia si trasferisce nello stesso anno a Montagnola (Ticino). Divorzia dalla mia prima moglie e sposa nel 1923 Ruth Wenger. Der Steppenwolf (Il lupo della steppa), probabilmente la sua opera più famosa, viene pubblicato nel 1927 per il suo 50mo compleanno.Nel 1931 si sposa per la terza volta con Ninon Dolbin, nata Ausländer. Nel 1924 Hesse diventa cittadino svizzero. Ancora durante la seconda guerra mondiale pubblica la sua opera programmatica: Das Glasperlenspiel (Il giuoco delle perle di vetro, 1943). Nel 1946 gli viene assegnato il premio nobel per la letteratura. Muore il 9 agosto 1962 a Montagnola.
[Fonte: hermann-hesse.de]

lunedì 5 settembre 2011

Sondaggio #8. Legge Levi: favorevoli o contrari?

Sondaggio precedente:



Avevo pronto un altro argomento per questo mese, ma credo urga parlare di qualcosa di più importante e che riguarda noi lettori da vicino. Come sapete... no, effettivamente non è detto che lo sappiate. Non è detto perché nessun telegiornale si è preoccupato di dare notizia dell'allarmismo che serpeggia in rete da circa un mese, dovuto all'approvazione della Legge Levi riguardo la disciplina del prezzo dei libri.

La legge Levi-Prodi (scarica il testo) vede la luce per la prima volta il 3 agosto 2007, durante la XV legislatura guidata dal Presidente dei ministri Romano Prodi. Gli aspetti inerenti la regolarizzazione dei blog, tenuti a registrarsi come testata giornalistica (art. 2: Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso; art.5: Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative; art: 6: Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione), le valgono subito l'appellativo di Ddl ammazzablog e suscitano le efferate polemiche di personalità come Luca Spinelli e Beppe Grillo, ma anche (e persino) del quotidiano britannico Times. Con la caduta del governo Prodi nel 2008 l'iter della legge è stato interrotto.

Nel giugno dello stesso anno, Ricardo Franco Levi, promotore della legge (da cui, come avrete capito, prende il nome) la ripropone, all'alba della XVI legislatura, modificata in piccole parti e innescando nuovamente aspre polemiche. A seguito di questo il deputato del PD ha dichiarato di voler cancellare dalla legge il "capitolo su internet". E così ha fatto. Almeno in teoria.

La nuova Legge Levi (scarica il testo) non è altro che l'articolo 14 della vecchia Legge Levi-Prodi, su cui l'opinione pubblica si era scagliata solo relativamente alla libertà di parola online. Non esiste quindi più l'obbligo, per i prodotti editoriali (blog compresi), di iscriversi al Registro degli Operatori di comunicazione, ma viene regolata l'applicazione degli sconti da parte di case editrici e librerie (aspetto che, ripeto, nel 2008 era stato trascurato).

Per le prime, il tetto massimo fissato è del 25% (art. 2, comma 3) con la limitazione che le campagne promozionali non possono essere indette a dicembre (quindi nel periodo natalizio) e non possono  superare la durata di un mese. Le librerie, invece, in base al comma 2 dell'articolo 2, sono tenute ad applicare sconti non superiori al 15%, "anche nel caso in cui [la vendita] abbia luogo mediante attività di commercio elettronico" (cit.). Sono quindi inclusi i grandi store online come Amazon, BOL e Ibs.

In queste disposizioni non rientrano i libri artigianali e a tiratura limitata, quelli usati e fuori catalogo, "pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio" ed "edizioni destinate in via prioritaria ad essere cedute nell’ambito di rapporti associativi." (cit. art.2, comma 5). Gli eBook sono quindi soggetti a questa legge? Da un'intervista condotta da kindleitalia.com al deputato Levi, leggiamo che "la disciplina di questa legge non si estende agli e-book (il mondo di internet è in così rapidi divenire e trasformazione che qualsiasi intervento legislativo rischia di essere immediatamente superato dalla realtà)".

La legge bipartisan (presentata sia dal Partito democratico nella persona di Ricardo Levi, sia dal deputato del Popolo della Libertà Franco Asciutti),  è stata approvata il 22 luglio scorso ed è entrata in vigore il primo settembre 2011.

La legge Levi limita l'azione indipendente di case editrici e librai, a vantaggio di una fantomatica tutela del pluralismo. Fissando un limite così basso agli sconti, infatti, si vorrebbero agevolare i piccoli imprenditori e i piccoli commercianti che hanno sofferto la scalata delle grandi catene come le librerie Feltrinelli e Mondadori, e che non possono permettersi di concorrere con queste imprese. In realtà, applicando la legge anche sui siti di rivendita online è stato facile dedurre che a esserne colpiti saranno soprattutto questi ultimi, e in particolare Amazon. Il colosso americano è infatti noto per le vantaggiosissime offerte di cui molti lettori italiani sono soliti usufruire ma, grazie alla nuova legge, i consumatori non potranno più avvalersi di questi prezzi speciali.
Le reazioni dei lettori sono state violente, soprattutto in rete dove si è scatenata un'accesa protesta. Oltre al pericolo di un rincaro, i più pessimisti prevedono l'uccisione definitiva della lettura in Italia, già in precarie condizioni e gravemente minacciata da prezzi che di certo scoraggiano anche i più predisposti. Neanche una petizione online promossa dall'Istituto Bruno Leoni  indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché non firmasse la legge ha avuto i suoi esiti.
I lettori non sono, però, gli unici contrari alla Legge Levi: i bibliotecari temono di non riuscire ad acquistare lo stesso quantitativo di libri precedente la legge e persino il piccolo editore Facco, per cui, in teoria, questa legge è stata confezionata, ha dichiarato che l'avrebbe deliberatamente ignorata.
Chi sono, allora, i favorevoli?
Ali -Associazione librai italiani- e Aie -Associazione italiana editori- (ad esclusione di Facco, ovviamente) che gioiscono del poter concorrere liberamente con "le grandi".

Quali saranno le conseguenze della legge?
Molti sono i lettori intenzionati ad attuare uno sciopero degli acquisti, ed è certo che il primo feedback risulterà essere una diminuzione capillare delle vendite. Probabilmente l'ultimo rifugio saranno gli eBook o, più probabilmente, gli eBook pirata, a danno delle copie cartacee che già sembrano destinate, dal punto di vista evoluzionistico, all'estinzione. Anche questo farà forse un favore a piccoli librai ed editori? Dopo la Legge Levi ci sarà forse un incremento in questa direzione? Gli Italiani cominceranno ad accorgersi dei piccoli editori o preferiranno andare sul sicuro, acquistando, allo stesso prezzo, autori che sanno incontrare i propri gusti invece che andare alla cieca con gli esordienti? E' possibile attuare una legge simile in Italia, dove la percentuale dei lettori è già così bassa?
Noi crediamo che questo sia l'ennesimo attentato alla cultura, ma tant'è, a che pro parlare di cultura in un paese dove l'istruzione viene pesantemente penalizzata da tagli economici e dove persino i meri tentativi di promozione della lettura risultano ridicoli? Cultura è una parola che sta assumendo significati sempre più sfocati, forse troppo abusata persino da coloro che la offendono quotidianamente. Ma, prima di lasciarvi con le parole che campeggiano nell'articolo 1 (comma 2) della Legge Levi, vi pongo il nostro usuale interrogativo mensile: e voi, siete favorevoli o contrari alla legge sugli sconti? Credete che possa aiutare concretamente il libero mercato dei libri?


Art. 1.
(Oggetto e finalita` generali)

2. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creativita` letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione.



domenica 4 settembre 2011

Premio Campiello 2011: la vittoria di Andrea Molesini


Sembra non essere l'anno fortunato per Mondadori. Dopo il clamoroso sorpasso di Edoardo Nesi (Storie della mia gente, Bompiani), proclamato vincitore del premio Strega 2011 ai danni del Ternitti di Mario Desiati (classificatosi soltanto quarto), si vede infatti nuovamente soffiata la vittoria al quarantanovesimo Premio Campiello, questa volta dall'editore siciliano Sellerio, noto soprattutto per la pubblicazione dei romanzi di Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Data per favorita, Federica Manzon (Di fama e di sventura, Mondadori) si è dovuta invece accontentare del secondo posto. Trionfatore è stato il concorrente Andrea Molesini, professore di Letterature comparate all'università di Padova, che con il suo Non tutti i bastardi sono di Vienna rivive, alla luce di un patriottismo che fa da sfondo al centocinquantesimo anniversario dell' unità d'Italia, i giorni successivi la disfatta di Caporetto e la conquista austriaca, dal 9 novembre 1917 al 30 ottobre 1918. L'autore, commosso, ha dedicato il premio ad Elvira Sellerio (1936-2010), "perché ha difeso la lingua dei padri dalla volgarità dei tempi". Il terzo, quarto e quinto posto se lo sono aggiudicato, rispettivamente, Ernesto Ferrero (Disegnare il vento, Einaudi), Maria Pia Ammirati (Se tu fossi qui, Il Cairo editore) e Giuseppe Lupo (L'ultima sposa di Palmira, Marsilio).


Primo classificato

Campiello 2011: Vince il veneziano Andrea Molesini con Non tutti i bastardi sono di Vienna
Non tutti i bastardi sono di Vienna - Andrea Molesini
Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch'esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell'area geografica e nell'arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l'andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell'età; la giovane Giulia, procace e un po' folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l'insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall'impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria.


Secondo classificato

Di fama e di sventura - Federica Manzon
Tommaso nasce nell'ora più calda del giorno più caldo dell'estate più calda. "È nato sotto una cattiva stella", dicono le comari. Ma quel bambino ha qualcosa di speciale. Sarà in grado di capire l'animo degli uomini con uno sguardo, di leggere il futuro, ma su di sé attirerà tanto il successo quanto la sventura. A un'esistenza segnata dall'abbandono e dall'ingiustizia Tommaso opporrà una voglia di rivalsa che lo porterà a lasciare la sua città di mare e di confine, di matti e sognatori, per il mondo oscuro e spietato dell'alta finanza americana, trasformandosi da piccolo indiano dal cuore buono in cowboy dall'anima di pietra. La sua storia sarà attraversata da personaggi indimenticabili. La nonna Vittoria, che cammina alzando la gonna sopra il ginocchio e incanta gli uomini. Ariel Fiore, il giovane amico campione di nuoto, sempre buono, sempre bello, facile da amare e da tradire. Mila, la figlia del grande assicuratore, dagli occhi gialli come il miele e velenosi come il serpente. Federica Manzon disegna una saga coinvolgente, la storia senza tempo di un uomo che lotta contro le lusinghe del lato oscuro. E al tempo stesso racconta, in una cronaca dura e originale, l'economia di inizio millennio, tra speculazioni crudeli e dissennate e l'onda nera e travolgente della crisi.


Terzo classificato

Disegnare il vento - Ernesto Ferreri
"Il padre degli eroi", Emilio Salgari, è lo scrittore che ha infiammato generazioni di italiani creando centinaia di personaggi avventurosi sospinti dalla forza travolgente d'una eterna giovinezza. Ma il vero eroe è lui, il giornalista veronese appassionato di ciclismo e di scherma, pessimo scolaro e lettore onnivoro, che insegue tormentosi sogni di rivincita scrivendo romanzi d'appendice. Nominato cavaliere dalla Regina Margherita perché sa "istruire dilettando", vive con la moglie, quattro figli e una pittoresca corte di animali in un caseggiato popolare ai piedi della collina torinese, sfiancato dai ritmi di un lavoro forsennato. Chi è davvero l'uomo che tiene ad essere chiamato capitano, sostenendo d'aver navigato tutti i mari del mondo? Da dove prende il favoloso repertorio di piante e animali con cui ricrea l'essenza stessa dell'esotismo? Perché i suoi personaggi sono agitati da una ossessiva sete di vendetta? A cent'anni dalla sua morte il romanzo di Ernesto Ferrero va oltre la biografia accostando documenti autentici e d'invenzione, e orchestrando le voci di un coro di testimoni: la moglie Ida, l'ex attrice da lui chiamata Aida, minacciata dalla follia; i figli, i vicini di casa, i pochi amici, i compagni di una bohème più sognata che praticata, esploratori, medici, giornalisti, pittori; ma soprattutto un'intrepida ragazza, Angiolina, che vorrebbe farsi insegnare da lui i segreti della scrittura e lo accompagna nell'ultimo viaggio con una tenera pietà tutta femminile.


Quarto classificato

Se tu fossi qui - Maria Pia Ammirati
Una giovane donna muore e il marito Matteo, sconvolto, comincia a interrogarsi sulla loro vita in comune. Mano a mano viene trascinato in un vortice di indizi e di incredibili rivelazioni, di false piste e di agnizioni inattese. Un telefonino che continua a suonare, messaggi che lampeggiano nella notte. Un amante segreto? Un amico troppo caro? Una seconda vita misteriosa? Una malattia nascosta? Un passato che ritorna? O solo un uomo e una donna che hanno smesso di comunicare, che non hanno saputo mettere a nudo il loro cuore. Questo non è un romanzo. È una storia che scommette sull'impossibile e trasforma la narrazione dell'indicibile in lettura awicente. È un libro sulla paura e sull'incapacità di amare. Un racconto estremo sulla mancanza di coraggio che affligge spesso la nostra vita quotidiana. Sulla difficoltà di vivere appieno la propria vita. Succede tutto nel tempo veloce e atroce del funerale di Luisa, in quello spazio breve e vuoto dove il tempo viene sospeso. Matteo scopre di non sapere nulla della giovane moglie e vorrebbe a tutti i costi tornare indietro. Vorrebbe amarla, abbracciarla, conoscerla, condividere giorni felici con le due figlie piccole. Ma non è più possibile. Si può soltanto pensare di ripartire, stavolta senza troppi preparativi e con un bagaglio nuovo di verità irrinunciabili. Scabra, essenziale, affilata dalla lama di uno sguardo impietoso, la narrazione corre veloce verso il suo finale liberatorio.


Quinto classificato

L'ultima sposa di Palmira - Giuseppe Lupo
23 novembre 1980: il terremoto colpisce la Basilicata e la Campania, provocando migliaia di morti, dispersi e senzatetto. Un'antropologa milanese si precipita a Palmira, minuscolo centro dell'Appennino che ha la particolarità di non figurare sulle carte geografiche. Trova strade e ferrovie interrotte, dighe e ponti crollati, abitazioni rase al suolo, famiglie distrutte. Solo una falegnameria è rimasta in piedi e dentro, notte e giorno, mastro Gerusalemme fabbrica il mobilio per una sposa, l'ultima del paese. Sulle ante sta disegnando le leggende che si tramandano negli anni: misteriose profezie di gente senza tempo e memoria, miracoli di un luogo favoloso dove convivono cristiani, ebrei, musulmani. I pannelli dei mobili sono l'unica testimonianza che Palmira sia esistita veramente e in essi si compie il destino di ogni uomo. Tra l'antropologa e il falegname inizia un dialogo di sguardi sfuggenti e di parole arcane, un viaggio alla ricerca dell'ultima sposa, un'avventura nei segreti di questa comunità, dalla remota fondazione di Patriarca Maggiore all'apocalisse del terremoto che ha trasformato il paese in un immenso presepe di morti. Grazie a una lingua modulata sull'affabulazione dei sogni e a un gioco di incastro fra epica orale, mito e cronaca, con questo fantasioso romanzo Giuseppe Lupo celebra un evento che fa da spartiacque nella recente storia del Mezzogiorno e segna la fine di una civiltà.

sabato 3 settembre 2011

Looking for books (9)


Bentornati all' appuntamento bisettimanale con Looking for books, la vostra vetrina online sui libri nascosti/passati inosservati/risalenti a pochi anni fa selezionati da me in modo da darvi qualche spunto sui prossimi acquisti. Questa volta ho deciso di segnalarvi in particolare due libri (Io sono un gatto e Il tizio della tomba accanto) che sono usciti in edizione economica presso Beat e Lit a prezzi ragionevoli. Cause di forza maggiore (leggi: legge Levi) ci stanno costringendo ad arrangiarci come possiamo, e presto arriverà sul blog una rubrica dedicata alle nuove uscite in edizione tascabile. Ci attendono tempi duri lettori...


Io sono un gatto - Natsume Soseki
Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sta per concludersi dopo aver realizzato il suo compito: restituire onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Il potere feudale dei daimyo è un pallido ricordo del passato, così come i giorni della rivolta dei samurai a Satsuma, e l'esercito nipponico contende vittoriosamente alla Russia il dominio nel Continente asiatico. Per Nero, il gatto di un vetturino che spadroneggia nel quartiere in cui si svolge questo romanzo, i frutti dell'epoca moderna non sono per niente malvagi: ha un pelo lucido e un'aria spavalda impensabili fino a qualche tempo fa per un felino di così umile condizione. Per il protagonista di queste pagine, invece, un gatto dal pelo giallo e grigio, che i suoi simili sbeffeggiano chiamandolo "Senza nome", le cose non stanno così: dinanzi ai suoi occhi si dispiega tutta l'oscura follia che aleggia in Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive a casa di un professore che si atteggia a grande studioso e che, quando torna a casa, si chiude nello studio. Di tanto in tanto il gatto va a sbirciarlo e puntualmente lo vede dormire. Certo, il luminare a volte non dorme, e allora si cimenta in bizzarre imprese. Compone haiku, scrive prosa inglese infarcita di errori, si esercita maldestramente nel tiro con l'arco, recita canti no nel gabinetto, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati... Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna...
Editore:  Beat (originale Neri Pozza)
Prezzo: 9,00  € (originale € 18,00)
Pagine: 476 (originale 510)
Anno: 2011 (originale 2009)


Il tizio della tomba accanto - Katarina Mazzetti
Desirée è una bibliotecaria di trentacinque anni rimasta vedova di un biologo bello e intelligente, che non ha mai però conosciuto davvero. Quando lui è morto, investito da un camion, lei si è sentita tradita e offesa, e durante le ore che passa sulla panchina del cimitero davanti alla sua lapide, essenziale e sobria, più che dolore prova un inspiegabile risentimento. Benny è un allevatore di vacche da latte, rimasto solo a gestire la sua fattoria da quando la madre è morta. La sua vita è scandita dagli imprescindibili orari delle mungiture e dalle lunghe visite al cimitero, durante le quali si dedica con passione alla cura della tomba dei genitori, pacchiana e kitsch quanto basta per far inorridire Desirée. I due si ritrovano a volte seduti sulla stessa panchina e l'antipatia è tanto reciproca quanto intensa. Fino a quando, un giorno, un casuale scambio di sorrisi fa scattare la scintilla e miracolosamente tutto cambia. Tra i due nasce un amore pieno di passione ma segnato fin dall'inizio dallo "shock culturale": lui si sente a disagio nell'appartamento asettico ed essenziale di lei, che a sua volta trova raccapriccianti i ricami della madre che invadono la casa di lui; Benny si addormenta all'Opera, mentre Desirée non mostra il minimo interesse nei confronti dell'azienda agricola. Man mano che trascorrono i mesi sembra che, invece di avvicinarsi, i due si allontanino sempre di più...
Editore: LIT (originale Elliot)
Prezzo: € 9,90 (originale 16,00 €)
Pagine: 256 (originale 240)
Anno: 2011 (originale 2010)


La ballerina dello zar - Adrienne Sharp 
È il 23 marzo 1890 a San Pietroburgo e, nell'ampio corridoio del teatro Mariinskij, è in corso una delle sfilate più emozionanti che sia dato vedere nella splendida città affacciata sul golfo di Finlandia. La famiglia reale è accorsa al gran completo per il saggio finale delle giovani allieve del corpo di ballo. Gli zar Romanov sono i finanziatori di buona parte dei Teatri imperiali e non mancano mai alle occasioni in cui è possibile scorgere le prime esibizioni delle future étoiles. Lungo il corridoio, l'imperatore Alessandro III avanza a grandi passi, seguito dall'imperatrice gracile e minuta. Più indietro ancora lo zarevic Nicola, detto Niki, un fauno, piccolo, esile nella sua uniforme, le guance morbide e graziose, i lineamenti fini. Raggiunta la tavola allestita per la sobria cena della scuola, l'imperatore fa sedere alla sua sinistra Nicola e, accanto a lui, la ragazza che più di tutte promette di essere una stella del Mariinskij: Mathilde Kschessinska, la figlia più giovane del grande Felix Kschessinsky, che ha danzato per i Romanov per quasi quarant'anni. L'intento di Alessandro III è palese: fare in modo che il figlio renda onore a una lunga tradizione che vuole imperatori, granduchi, conti e ufficiali scegliere le loro amanti tra le ballerine di danza classica. Per Mathilde Kschessinska è l'occasione di puntare dritta al cielo, un premio inaspettato al suo talento.
Editore: Neri Pozza
Prezzo: € 17,50
Pagine: 413
Anno: 2010


La stirpe di Maria Maddalena - Kathleen McGowan
Un vangelo scritto da Gesù in persona. Questo è il Libro dell'Amore, il prezioso testo di cui Maureen Paschal è venuta in possesso. Un ritrovamento di cui ha scelto di parlare al mondo intero in un saggio diventato un bestseller, pur consapevole dell'aspro dibattito che avrebbero scatenato quelle verità occultate per secoli. E non poteva essere che lei, discendente di Maria Maddalena, a svelarne il rivoluzionario messaggio. Ma ora che si accinge a partire per l'Europa, allo scopo di promuovere il proprio libro, comprende che il compito di divulgare la vera dottrina affidata a quelle antiche pagine non è il solo a cui è chiamata. Insieme a Bérenger Sinclair, noto collezionista d'arte e suo compagno, nella splendida Firenze dovrà cercare nuove risposte. Perché una delle profezie contenute nel vangelo parla di un Principe Poeta destinato a portare una rinnovata era di luce, una figura la cui discendenza attraversa i secoli e le cui tracce vanno cercate alla corte della famiglia de' Medici. È in Lorenzo il Magnifico, uomo di grande ingegno e appassionato mecenate, che si trova la chiave di quel sapere eretico tanto temuto e osteggiato. Indagando sulla sua vita e il suo rapporto con i più grandi artisti del Rinascimento, Maureen e Bérenger scopriranno un'antica linea di sangue che conduce proprio a Bérenger...
Editore: Piemme
Prezzo: € 19,90
Pagine: 429
Anno: 2011


La luce della luna - Nagai Kafu
Komayo ha soltanto venticinque anni quando, rimasta vedova, decide di abbandonare la campagna giapponese per tornare a Tokio, la città dove, regina del quartiere del piacere, aveva trascorso la sua adolescenza apprendendo le sublimi arti delle geishe. Quel tempo che ora le appare lontano è in realtà vicinissimo, perché nella capitale imperiale c’è chi, come Yoshioka, non si è mai dimenticato delle ore trascorse con lei. Il cuore di Komayo, però, non è rimasto prigioniero del passato. Al contrario, mentre le tentazioni del “mondo fluttuante” incombono, Komayo incontra Segawa, un giovane attore. Confondere l’amore con il piacere diventa facile. Ma la grazia di Komayo, pallida come la luce della luna che rischiara le sue notti, diventa il desiderio proibito di un cliente particolare: un uomo conosciuto semplicemente con l’inquietante nome di “Mostro marino”. Il terzo amante di una storia di intense passioni e pericolose rivalità, un capolavoro della letteratura giapponese dedicato alla vita di una geisha, la figura più magica e misteriosa dell’immaginario orientale.
Editore: Castelvecchi
Prezzo: € 16,00
Pagine: 256
Anno: 2011

venerdì 2 settembre 2011

Anteprima Ritratto di donna in cremisi

Direttamente da Stoccolma arriva in Italia, il 6 settembre, Ritratto di donna in cremisi di Simona Ahrnstedt, edito da Sperling & Kupfer (19.90 euro per 448 pagine). Storia d'amore e magica ambientazione nella Svezia del XIX secolo... l'ideale per le appassionate!








Ritratto di donna in cremisi - Simona Ahrnstedt
Stoccolma, Teatro dell'Opera, dicembre 1880. Lei è Beatrice Lowenstrom, bellissima, dai meravigliosi capelli rosso fuoco, prigioniera della sua famiglia adottiva e delle loro rigide convenzioni borghesi. Lui e il carismatico Seth Hammerstaal, lo scapolo più discusso della città, affascinante e inaffidabile, che non ha mai vissuto secondo gli schemi. Quella sera, a teatro, le loro strade si incrociano per non separarsi mai più: Seth è incantato dall'intelligenza e dal fascino di Beatrice, una donna che non assomiglia a nessun'altra, e il loro sarà un amore complicato e fatale, unico e folle. Ma la famiglia di Beatrice ha in serbo per lei ben altro destino...




Simona Ahrnstedt 
è nata a Stoccolma nel 1967. Laureata in psicologia, lavora come terapista. Collabora con diverse riviste scrivendo articoli sulle relazioni tra uomini e donne. Ritratto di donna in cremisi è il suo primo romanzo, che ha ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica in Svezia. Vive poco fuori Stoccolma con il marito e i figli e sta ultimando la stesura del suo secondo romanzo.

Il tempio degli Otaku... Ventottesimo appuntamento "Marmelade Boy" (Piccoli problemi di cuore)


Scritto da Surymae Rossweisse

NdM: Nota di Malitia

Salve a tutti, e benvenuti ad un'altra puntata de “Il tempio degli Otaku”. Oggi probabilmente qualcuno mi ringrazierà (NdM.: sì iooooo ti adoro grazie grazie grazie *_____*), visto che nel mirino ho una serie che, nella sua versione animata, in Italia fece strage di cuori. Vi ricordate di “Piccoli problemi di cuore”? Allora sappiate che... avete visto praticamente una serie totalmente diversa dall'originale! Ebbene sì: mamma Mediaset a suo tempo colpì ancora, e con una ferocia inaudita. Oltre al consueto rinominare i personaggi – con risultati esilaranti, come l'accoppiata tra Jin e, udite udite, Katia – gli adattatori si sono superati, manomettendo pesantemente la trama, censurando vari punti e addirittura non trasmettendo i cinque episodi finali. Proprio quello che tutti noi appassionati desideriamo più di ogni altra cosa: una serie monca senza motivo!
Non a caso, oggi non ci concentriamo sull'anime, ma andiamo a vedere il manga originale. Essendo fatto in contemporanea all'anime, alcuni punti non coincidono e vi sono alcune parti inventate dagli sceneggiatori dell'anime (con il consenso dell'autrice), ma la sostanza rimane invariata. Ecco a voi, quindi il manga “Marmalade Boy” di Wataru Yoshizumi, come mamma lo ha fatto. Buona lettura!

I genitori di Miki Koishikawa sorridono quando le raccontano gli incredibili eventi della loro vacanza alle Hawaii. Laggiù hanno incontrato una coppia, i Matsuura, ed avendo i quattro convenuto che le loro unioni erano ormai sul viale del tramonto hanno deciso di... scambiarsi i partner. Nel tentativo di non scioccare (ulteriormente) i rispettivi figli hanno inoltre stabilito di vivere tutti insieme nella stessa casa, come un'unica famiglia. Miki si oppone fermamente, ma invano.
All'improvviso, perciò, è costretta a trasferirsi con delle persone che non conosce: soprattutto il figlio dei Matsuura, , che ha pressappoco la sua età. Il ragazzo non sembra esattamente un compagnone: è piuttosto chiuso ed introverso, a parte i momenti in cui la prende in giro, e per niente sconvolto dalle sue bizzarre dinamiche familiari. Vivendoci fianco a fianco, però, Miki ne nota un lato nascosto: decisamente più dolce, come la marmellata.
NdM.:Ma non è adorabile? *_*
Piano piano, il loro comincia a trasformarsi in un rapporto non fraterno... o meglio, comincerebbe. Ad esempio il migliore amico di lei, Ginta Suo, decide proprio in quel momento di confessarle il proprio amore, cercando di rimediare al fatto che in passato per un malinteso l'avesse brutalmente rifiutata. Anche Yū non se la passa bene: la sua ex fidanzata, Arimi Suzuki, non ha la minima intenzione di cedere il passo alla nuova arrivata. Riusciranno i due a fidanzarsi e a vivere in pace la loro storia d'amore?

Se oggi andate in fumetteria, titoli simili a “Marmalade Boy” ne trovate a bizzeffe, e probabilmente in Giappone se una mangaka proponesse un simile soggetto le verrebbe rifiutato per la banalità. Non così negli anni '90, quando venne pubblicata la serie della Yoshizumi, e per la prima volta – o tra le prime volte – vennero introdotte tematiche piuttosto delicate, per di più istituendo un trend. Ad esempio, il divorzio: il Sol Levante ha un bassissimo tasso di coppie divorziate, e non credo sia stato molto bello vedere i genitori di Miki e Yū non solo separarsi, ma anche scambiarsi i partner e vivere nella stessa abitazione. E vogliamo parlare della relazione che coinvolge Meiko Akizuki, la migliore amica di Miki? Si innamora, ricambiata, di un suo professore. Ciliegina sulla torta, poi, l'incesto, vero o presunto che sia. Guardando le copertine zuccherose non lo avreste mai detto, vero? Però è così, anche se naturalmente è la storia d'amore “canonica” a fare la parte da leone.
Che Miki e Yū si sarebbero messi insieme era scontato sin dall'inizio – diamine, persino il titolo del manga è un indizio! - ma quello che non è scontato è se riusciranno a consolidare la loro unione. Quasi sicuramente la risposta alla domanda è sì, - non nella mente di Wataru Yoshizumi quando ideò il manga... -  però i problemi non mancheranno, anche piuttosto seri. Non si tratta dei tipici ostacoli da shojo manga, messi lì soltanto per il gusto di dare un po' di suspense – a volte neanche riuscendoci – ad una vicenda insapore, superati con la mitica forza del “perché ci amiamo/perché sì” e prontamente dimenticati. 
Prendiamo ad esempio Ginta ed Arimi, i rivali della situazione. L'intensità dei loro sentimenti è uguale a quella di coloro con cui sono in competizione, e la loro sofferenza è molta. Quasi dispiace, nel vederli rifiutati, perché il loro dolore è palpabile, e non se lo meritano. Anche per Miki, però, non è facile respingere Ginta: la minaccia di rovinare la loro amicizia incombe, così come la necessità di chiarire se la cotta avuta per lui è acqua passata o meno. Per Yū invece è un discorso più complesso, ma certo non è felice nel ferire una ragazza che lo ama da così tanto tempo. Da questa spinosa situazione però tutti e quattro maturano, riuscendo così a gestire al meglio in futuro situazioni simili e a sfruttarne i lati positivi. “Marmalade Boy”, del resto, non parla solo d'amore, ma anche d'amicizia. La relazione di Meiko con il professore – e soprattutto, il suo non saperne niente – metteranno a dura prova il rapporto di Miki con la ragazza, spingendola a porsi delle domande su quanto sia veramente stretto il loro legame. Nel corso della storia, poi, anche il solitario Yū troverà un amico, Satoshi Miwa, che a dispetto delle frivole apparenze sarà sempre al suo fianco pur rispettando la sua naturale introversione.

Il vero punto di forza del manga però è un altro, collegato ai punti precedenti, ed è il fatto che nell'universo nella storia non ci sono solo Miki e Yū. Pensate agli altri shojo che avete letto – se ne avete letti – e pensate ai comprimari: ve li ricordate? Probabilmente no. Invece personaggi come Meiko, Ginta, ecc. sono caratterizzati con la stessa cura degli altri, e pur avendo minore spazio non servono soltanto a riempire i tempi morti. La storia quindi non è noiosa, e se per caso i due protagonisti non vi dovessero piacere potete sempre concentrarvi sulle sottotrame, tratteggiate con estrema cura. Insomma, ci troviamo di fronte ad un cast eterogeneo, ben caratterizzato, a cui è facile affezionarsi: cosa si vuole di più? Magari una migliore gestione del ritmo ed approfondire un paio di vicende un po' sacrificate per arrivare al finale, ma consideratevi fortunati a non volere molto, molto di più...

Il tratto di Wataru Yoshizumi è tipicamente shojo. Non è né un complimento né un insulto: è una constatazione. I personaggi sono vagamente spigolosi (a volte anche un pelo sproporzionati), i loro occhi sono grandi e luminosi, e viene data parecchia attenzione ai loro vestiti. In alcuni frangenti le espressioni sono stilizzate, con una varietà stilistica funzionale alla storia; e naturalmente non possono mancare i retini. Anche se a dire il vero la mangaka ne usa pochi: la maggior parte degli sfondi sono vuoti. Il risultato finale però non è sgradevole, anzi...

E con questo è tutto, gente. Arrivederci alla prossima settimana, con “Il tempio degli Otaku”!

NdM: ma io non ricordavo mancassero gli ultimi cinque episodi o.ò


 (NdM: Sono piccoli problemi di cuore nati da un'amicizia che profuma d'amoreeeeeeee)

Recensione: La collezionista di voci di Kimberly Derting

(Leggi trama e info qui)

Scritto da Elli


Voto:


Un plot interessante… annegato nei cliché

Violet Ambrose è la tipica (tipica per i romanzi YA, ovviamente) sedicenne americana, un po’ impacciata e a disagio con la propria femminilità, insicura e travolta dagli improvvisi e inconfessabili sentimenti scatenati in lei dal suo migliore amico Jay. Ma Violet possiede anche una particolare capacità che la distingue dai suoi coetanei: fin da piccola è in grado di percepire i particolari echi sensoriali (possono essere odori, colori o suoni) emessi dai cadaveri degli esseri viventi uccisi brutalmente, la cui impronta è percepibile – identica – anche sul corpo dell’uccisore. Di solito si tratta di animali vittime di predatori e lasciati a decomporsi nel bosco che circonda la casa di Violet, oppure di vaghe tracce rimaste su chi è stato costretto a uccidere per lavoro (poliziotti, reduci di guerra ecc.), ma una volta, all’età di otto anni, la sua particolare dote l’ha guidata fino al corpo di una ragazza uccisa e seppellita nel bosco; e di nuovo accade adesso, quando un’eco visiva la porta a rinvenire in un lago il cadavere di un’altra giovane. E non è l’ultimo: ragazze dei dintorni cominciano a sparire con sempre maggiore frequenza, e Violet sa di essere l’unica in grado di riconoscere l’assassino.  
Orbene, più leggo questo tipo di romanzi, più penso a un cumulo di buone idee gettate al vento. Per quanto non certo originalissima, la partita a scacchi fra Violet e il serial killer (di cui a intervalli seguiamo il punto di vista) poteva dar vita a gran bel thriller paranormale… se il tutto fosse stato calato in un altro contesto. Ma si dà il caso che questo sia un romanzo per YA (che in questo momento vendono tanto e su cui pertanto le case editrici puntano senza alcun pudore), e dunque eccoci impantanati nei soliti cliché sulla vita liceale. Sembra davvero che ogni benedetto libro/film/serie tv che abbia per protagonisti degli adolescenti americani sia ambientato in un unico, immenso liceo popolato dai medesimi personaggi (poteva mancare, tanto per dirne una, la ragazza più popolare della scuola, ovviamente cheerleader, ovviamente bella, arrivista e senza cervello?). Grande spazio, naturalmente, è riservato alla storia d’amore di turno e alla emozioni della protagonista a riguardo; troppo spazio, visto che prevarica nettamente la parte “thriller”, ma questo è ciò che il target richiede, quindi… 
Peccato. Perché questa Kimberly Derting si distingue in qualcosa da altre sue “colleghe”. Intanto osa un po’ di più: le discese nella mente dell’assassino sono indubbiamente inquietanti (anche se a un certo punto viene sempre e doverosamente tirato il freno a mano), e le prime esperienze adolescenziali, benché si insista fin troppo sulla questione, sono descritte con una certa verosimiglianza rispetto al solito (ma anche in questo caso si avverte l’urgenza di non arrivare a essere “diseducativi” per i ragazzi).  Per quanto riguarda la suspense, indubbiamente se ne crea un po’, ma non riesce a raggiungere chissà quali livelli a causa della rapidità con cui vengono risolti i momenti di tensione (rapidità che salta ancora di più all’occhio se paragonata al “tempo” dedicato al lato romantico della storia).   
Il personaggio di Violet non è male e questo contribuisce a rendere la lettura gradevole; colpisce soprattutto la sua determinazione nel dare la caccia all’assassino nonostante i possibili pericoli. Gli altri “personaggi” sono poco più che un contorno non troppo saporito: abbiamo il solito ragazzo perfetto, protettivo e premuroso e i soliti genitori affettuosi e apprensivi. Discorso a parte, e una decisa nota negativa, meritano le amiche di Violet, talmente sopra le righe ed esagerate nei loro atteggiamenti da apparire del tutto finte (la tontissima Claire non ha potuto fare a meno di ricordarmi la Bella Addormentata del film Shrek Terzo). Lo stile è scorrevole, perfino suggestivo nei momenti in cui Violet si affida alle proprie particolari doti sensoriali, ma non si possono non notare alcune forzature nei dialoghi e nei gesti dei personaggi, nonché l’uso ripetuto di alcuni termini che si fanno notare (come il terribile sorriso “sghembo” di Jay).       
Probabilmente il servizio migliore che questo romanzo può rendere alle ragazzine a cui è rivolto (oltre a farle sospirare un po’) è di renderle un po’ più guardinghe nei confronti di estranei apparentemente innocui. In questo caso, tanto di guadagnato. 



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