mercoledì 13 aprile 2011

W... w... w... Wednesdays (13)

Buon mercoledì! Ogni tanto aggiorno le rubriche, sì! XD Effettivamente sto approfittando di quel po' di tempo libero che queste giornate mi stanno concedendo per leggere a più non posso! Ho finito Ti giro intorno (mi serviva semplicemente un'oretta libera, e figuratevi che non riuscivo a trovare nemmeno quella) ed ho letto in due giorni Cappuccetto Rosso Sangue, per cui scriverò presto le recensioni! Ieri invece mi è finalmente arrivato Alterra, di cui ho già ingurgitato le prime settanta pagine, e che quindi spero di finire al più presto per dare inizio allo speciale ed estrarre il vincitore del giveaway. Le novità sono più o meno queste, vi lascio a W...w...w... Wdnesdays, la rubrica creata da MiZB di ShouldBeReading e che consiste semplicemente nel rispondere a...

www...wednesdays è stato creato da MizB di ShouldBeReading



* What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
* What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
* What do you think you’ll read next?(Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)

What are you currently reading?
Sto leggendo Alterra di Maxime Chattam e sebbene sia ancora all'inizio la storia sembra carina! Forse finora un po' troppo simile al suo genere, ma ho davanti a me ancora 310 pagine...




What did you recently finish reading?
Cappuccetto Rosso Sangue di Sarah Blakley-Cartwright ma aspetto di scrivere la recensione per parlarvene più dettagliatamente...




What do you think you’ll read next?
Immancabilmente Delirium di Lauren Oliver, non vedo l'ora di cominciarlo *_*


martedì 12 aprile 2011

Teaser Tuesdays (21)

"Teaser Tuesdays" 

  
  • Grab your current read
  • Open to a random page
  • Share two (2) “teaser” sentences from somewhere on that page
  • BE CAREFUL NOT TO INCLUDE SPOILERS! (make sure that what you share doesn’t give too much away! You don’t want to ruin the book for others!)
  • Share the title & author, too, so that other TT participants can add the book to their TBR Lists if they like your teasers!
Ovvero,  per i non-angloleggenti:
  • Prendi il libro che stai leggendo
  • Apri una pagina a caso
  • Copia due pezzi "teaser" da una parte di questa pagina
  • STAI ATTENTO A NON SCRIVERE SPOILERS! (assicurati di non condividere troppe cose! Non si deve rovinare il libro agli altri!)
  • Indica il titolo e l'autore, in modo che gli altri Teaser Tuesday partecipanti possano aggiungerlo alla loro lista dei desideri se il libro è piaciuto.


In realtà l'ho appena finito, ma penso che siamo ancora in tempo per dedicare questa puntata di teaser Tuesdays a Cappuccetto Rosso sangue!

Le ragazze presero una boccata d'aria e si buttarono in acqua, capovolgendo la barca con forza durante il tuffo. Si cercarono poi nel buio liquido e si andarono a infilare sotto la barca. Tirarono fuori la testa in quel poco spazio che rimaneva libero; le gonne si attorcigliavano come alghe intorno alle loro gambe.
Nessuna era contenta. I capelli erano bagnati e gocciolanti, gli abiti inzuppati. dopo tutto quello che avevano fatto per essere carine con i ragazzi. E ora erano lì, sotto una barca malandata, in quella penombra blu scura, a battere furiosamente le gambe, invisibili a tutti, quasi a loro stesse. D'un tratto, però, quella situazione sembrò loro troppo ridicola r scoppiarono a ridere convulsamente. Lasciarono che le loro risate riempissero la notte. Il rumore sembrava provenire da dentro una conchiglia.(Cappuccetto Rosso sangue, di Sarah Blakley Cartwright, pag.70)

Tornando alla piazza del villaggio, Valerie vide due bambine che si tenevano sottobraccio, attente a non perdersi nella folla. Ripensò a una festa a cui lei e Lucie erano andate da piccole con i loro genitori. Cesaire le aveva fatte roteare in aria; Suzette si era chinata e le aveva imboccate con piccoli pezzetti di carne come se fossero uccellini nel nido. 
- Vorrei essere libera e disinibita come Rose- le disse Prudence, raggiungendola a passo di danza e gridando per farsi sentire al di sopra della musica. Manteneva la sua postura perfetta anche durante quei balli scatenati. 
Valerie capì immediatamente a cosa si riferisse. Controvoglia, si voltò a guardare Peter e rose. Lei gli danzava intorno e gli buttava le braccia al collo ogni volta che poteva. Lui tendeva le braccia verso il suo viso e affondava le mani nei capelli scuri così simili ai suoi, un gesto molto più intimo, un tradimento molto più profondo del muoversi all'unisono dei corpi nella danza. (Cappuccetto Rosso sangue, di Sarah Blakley Cartwright, pag.172)


lunedì 11 aprile 2011

Sondaggio namber faiv - Recensioni negative: giusto o sbagliato?

Anche un altro sondaggio si è concluso, vedendo la schiacciante vittoria degli autori stranieri contro quelli italiani... il 77% a favore dei primi si commenta da solo. Il sondaggio di questo mese mi è stato invece "suggerito" da una discussione avvenuta poco tempo fa con un'altra blogger.
Partiamo da una domanda: a cosa servono le recensioni? 
 Anche in questo caso ci sono diverse possibilità:
- A stimolare la discussione intorno a un libro;
- Ad esprimere un'opinione e, di conseguenza, influenzare l'impressione che avrà il lettore della recensione sul  libro in questione.
E perché si legge una recensione? Per ascoltare il parere di un'altra persona -una del cui spirito critico, possibilmente, ci fidiamo- ed in base a questa decidere o meno se acquistare un libro. Da ciò deduciamo che le recensioni sono importanti, se non fondamentali. Come fa il lettore medio ad orientarsi nella giungla delle "trappole" disseminate dalle case editrici (copertine stratosferiche, titoli fulminanti, cartelloni pubblicitari che spacciano il libro per l'ammasso di carta e inchiostro più fico e meraviglioso pubblicato dai tempi della Bibbia in poi...), risparmiando tempo e denaro e acquistando a colpo sicuro un prodotto soddisfacente e di qualità? Semplice, ascolta cosa ne pensa chi lo ha già letto. Cerca consiglio. Ed è a questo che serviamo noi blog letterari, no? A darvi un punto di riferimento per gli acquisti. Io per prima, per esempio, prima di acquistare un libro vado sempre a leggere le opinioni su Anobii. Se la maggior parte di queste sono negative e mi fanno un quadro di quelli che sono i difetti del romanzo, quasi sicuramente non lo compro.
E adesso passiamo ad un'altra domanda: Perché si esprimono e diffondono opinioni sui libri? Perché noi blogger facciamo il lavoro che facciamo?
A questa domanda rispondo io: per solidarietà. Per passione e solidarietà. Per spirito di ribellione. Sì, perché creare un circolo di idee dove non solo si parla di libri, ma dove questi vengono anche criticati e messi sotto processo, significa ribellarsi ad un circolo vizioso che coinvolge noi poveri lettori italiani, funestati da prezzi esagerati e libri che per vari motivi (cattive traduzioni, trame insignificanti o tutte uguali, modus scrivendi pari a quello dei bambini di quinta elementare ecc.) sono scadenti. Parlare male di un libro vuol dire lanciare un messaggio alle case editrici, protestare e avvertire gli altri lettori che quel libro non va acquistato. E perché non va acquistato? Perché siamo consumatori, e se spendiamo 20 euro per un'esordiente vogliamo di più. Vogliamo qualità, non soltanto belle copertine. Vogliamo libri privi di refusi, vogliamo belle traduzioni, vogliamo romanzi che non appartengano tutti allo stesso genere! E poi perché selezionare i libri vuol dire lasciare spazio ad altri che possibilmente sono stati scartati nonostante siano più meritevoli (sulle dinamiche di come ciò possa accadere dovremmo chiedere delucidazioni alle case editrici). Da ciò deriva l'utilità delle recensioni negative.
C'è però un'altra campana che sostiene non sia giusto stroncare un libro, perché dietro ognuno di essi si nasconde comunque tanto lavoro e denaro (che però potrebbero essere entrambi spesi, mi verrebbe da dire, per prodotti migliori). Bisognerebbe semplicemente ignorare perché, parlare di libri di cui non vale la pena parlare, significa comunque dare adito a qualcosa che non se lo merita. Insomma, non c'è motivo di scrivere recensioni negative e si può parlare invece di libri più piacevoli senza sprecare tempo sui peggiori. Inoltre i gusti sono soggettivi, ed un libro che non può piacere al recensore potrebbe invece piacere ad un plausibile lettore.
Ed è qui che, anche per questo mese, arriviamo alla domanda del sondaggio: è giusto o no scrivere recensioni negative? 

P.s.: volevo precisare che l'inglese maccheronico del titolo non è frutto della mia ignoranza ma della mia divertita cialtroneria XD

On my wishlist (10)

Hosted by Book Chick City


Dopo tanto tempo che non aggiorno On my Wishlist ho deciso che non potevo tirarmi indietro anche questa settimana, e così anche se con due giorni di ritardo pubblico questa puntata! Facciamo come al solito una divisione tra i libri classici che desidero acquistare e i libri contemporanei. Per la prima categoria ho scelto uno dei capolavori di Virginia Woolf, Mrs Dalloway. Per i contemporanei, invece, la mia scelta è ricaduta sul sempiterno Ugo Foscolo e il suo ultimo lavoro, Il cimitero di Praga e su una recentissima entrata della mia lista dei desideri: uno dei libri di Terry Pratchett, Stregoneria.

Tra i classici:

Mrs Dalloway - Virginia Woolf
Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore, prepara la sua festa per la sera; Septimus Warren Smith, sopravvissuto alla "grande guerra", nel frattempo passeggia con la moglie Rexia a Regent's Park in preda ai suoi deliri. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. I due senza incontrarsi, ma passando per gli stessi luoghi, tessono il filo sottile di corrispondenze, di echi ed emozioni che crea il romanzo.






Tra i contemporanei:

Il cimitero di Praga - Umberto Eco
Trent'anni dopo "Il nome della rosa" Umberto Eco torna in libreria con un nuovo romanzo di ambientazione storica. Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, il falso bordereau di Dreyfus per l'ambasciata tedesca, la crescita di quella falsificazione nota come "I protocolli dei Savi Anziani di Sion", che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi nella Parigi della Comune, orrendi ritrovi per criminali che tra i fumi dell'assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ottimo materiale per un romanzo d'appendice di stile ottocentesco, tra l'altro illustrato come i feuilletons di quel tempo. Un particolare: eccetto il protagonista, tutti i personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti e hanno fatto quello che hanno fatto. E anche il protagonista fa cose che sono state veramente fatte, tranne che ne fa molte, che probabilmente hanno avuto autori diversi. Accade però che, tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori, l'unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti.

Stregoneria - Terry Pratchett
L'ultima volta che lo videro, l'inetto mago Scuotivento, protagonista dei primi due episodi della saga, stava precipitando oltre l'orlo del Mondo Disco. Ora, misteriosamente, ritorna a farsi vivo, portando con sé il Bagaglio vivente. Ma non è tutto. C'era una volta l'ottavo figlio di un ottavo figlio, che era, naturalmente, un mago. E, come se la cosa non fosse già abbastanza complicata, si dice che il mago avesse avuto a sua volta otto figli. L'ottavo era un mago, anzi uno stregone dai grandi poteri che avrebbe portato non pochi guai nel pazzo Mondo Disco.

domenica 10 aprile 2011

By the Keyhole... (6) La fiera della vanità


E' già passato un mese dall'ultima puntata di By the keyhole... , la rubrica dedicata ai classici, ed è quindi giunto il momento di rinnovare l'appuntamento :) Questo mese parliamo di un classico meno conosciuto, ma il cui titolo (soprattutto quello inglese) non potrà non esservi familiare. Becky e Amelia sono due ragazze cresciute nello stesso educandato: la prima è povera e ambiziosa, la seconda è benestante ma troppo ingenua e delicata. A colpire è soprattutto il carattere di Becky, una vera arrivista che pur di raggiungere una posizione sfrutta tutte le sue qualità di commediante, abilissima a fingere di essere una dolce e mite ragazza... esattamente tutto l'opposto di ciò che è in realtà! Gli intrighi orditi per convolare a nozze sono spaventosamente divertenti e disarmanti... ma la nostra eroina riuscirà davvero a raggiungere lo status sociale di lady? Di contro Amelia, da buona e tenera ragazza quale è, è perdutamente innamorata (come è giusto sia) di un piccolo farabutto egoista e preso di sé... George è effettivamente indeciso se la ama o no, tuttavia i due sono da tempo fidanzati e niente sembra poter impedire il matrimonio... Almeno fin quando il padre di Amelia non va in bancarotta... 
Ma insomma, di quale libro stiamo parlando? Se non lo avete riconosciuto, vi dico subito che si tratta de...

La fiera della vanità

Progettato e iniziato intorno al 1844-45, pubblicato a puntate nel 1847, in volume l'anno successivo, "La fiera delle vanità" è il romanzo più noto di Thackeray. In queste pagine si narrano le vicende parallele di due donne molto diverse: Becky Sharp, tanto coraggiosa e intelligente quanto astuta, arrivista e priva di scrupoli, e la sua compagna di scuola Amelia Sedley, emblema di virtù ma anche terribilmente ingenua e un po' sciocca. Dominato da un garbato sarcasmo che a tratti si trasforma in un'ironia più feroce, "La fiera delle vanità" sconvolse la società letteraria vittoriana per la schietta descrizione della realtà sociale dell'epoca, che sia l'ambiente mondano londinese, quello esotico dell'India colonizzata, quello militare, rozzo e primitivo, oppure quello ipocrita e perbenista della Chiesa. Su questo molteplice sfondo si snoda con incredibile fluidità una narrazione dominata da molteplici personaggi. Manca, in questo romanzo, un eroe completamente positivo: al suo posto, per la prima volta, si muovono sulla pagina figure che non sono semplici manichini, ma uomini in carne e ossa. 

William Thackeray 
William Makepeace Thackeray nasce a Calcutta nel 1811. Rimasto orfano a 4 anni del padre, un alto funzionario della Compagnia delle Indie Orientali, studia Londra e a Cambridge, senza però completare gli studi universitari. Dopo alcuni viaggi sul continente tenta la carriera forense ma continua a preferire la compagnia di letterati e artisti. Nel 1832 e' a Parigi dove studia disegno e inizia la sua attivita' di giornalista e dove sposa Isabella Shawe. Tornato in Inghilterra nel 1837, inizia a pubblicare articoli e romanzi su diversi giornali utilizzando degli pseudonimi. Intanto la moglie si ammala e nel 1840 una grave forma di malattia mentale che la porta, per il resto della vita, in manicomio. La drammatica fine del suo matrimonio, e la morte della madre, costituiscono l'episodio fondamentale della sua vita. Muore a Londra nel 1863.
Tra i suoi lavori ricordiamo " Il libro degli snob", raccolta di articoli e scritti satirici che rappresentano una spietata e minuziosa denuncia delle menzogne sociali e dei difetti umani; il romanzo "Le memorie di Barry Lyndon" (1844-1856) e il romanzo "La fiera delle vanita'", l'opera legata alla sua fama. 
[Fonte: www.parodos.it] 

Il primo aggettivo che mi sento di attribuire a La fiera della vanità (Vanity Fair in inglese, pubblicato a puntate in 20 episodi su una rivista)  è "piacevole". Un fiume inarrestabile piacevolissimo e copioso, un ritratto vivissimo chiazzato di colori intensi, una storia che rimarca alcuni topos, ma che risulta davvero troppo ben scritta per non adorarne ogni singola parola. La narrazione in particolare è quella che mi fa letteralmente andare su di giri! Thackeray, in puro stile vittoriano, richiama spesso l'attenzione del lettore facendolo entrare direttamente nel romanzo, gli pone dei quesiti, fa delle osservazioni ironiche o sarcastiche. Lo stile è irresistibile, le descrizioni scintillanti, e i personaggi...! Vivi e forti, mai sbiaditi ma finemente descritti, tanto da sentirli dentro... Come non ammirare la risolutezza di Becky, la sua capacità di riemergere anche dalle situazioni più disastrose e impensabili, nonostante sia un personaggio chiaramente negativo? Come non immedesimarsi nell'ingenuità sentimentale di Amelia, tipica del primo amore? Come non odiare George Osborne e non amare da subito il suo migliore amico, il maggiore Dobbin? E Joseph, fratello di Amelia, incostante e pusillanime? E Rawdon, sciocco e senza cervello, ma innamorato di moglie e figlio? E Miss Crawley, emblema di un'aristocrazia spocchiosa e ridicola? 
Insomma, una gamma di personaggi che rispecchiano così tanto i difetti del genere umano da non lasciare nemmeno un po' di spazio ai pregi! La fiera della vanità mette in mostra le peggiori qualità della società, che si esibisce in un caleidoscopio di maschere e farebbe di tutto pur di mettersi in mostra... Nemmeno le creature più docili hanno scampo.

Il brano.
Ci sono tantissimi brani che sarebbero degni di nota, ma sono tutti collegati tra di loro e rischierei soltanto di fare spoiler. Quindi ho deciso di proporvi il prologo, il "manifesto" di tutta l'opera, in cui l'autore, nei panni di un regista, sta imbandendo la sua messinscena...


Welcome to the jungle*


Il Regista che siede sul palcoscenico davanti al sipario a contemplare la Fiera, si sente pervadere dal sentimento di profonda malinconia che gli ispira quel luogo brulicante di folla. Non si fa che mangiare e bere, amoreggiare e piantarsi, ridere e piangere; non si fa che fumare, imbrogliare il prossimo, altercare, ballare e strimpellare. Ci sono smargiassi che si aprono un varco a spintoni, bellimbusti che fanno l'occhio dolce alle donne, ladruncoli pronti a svuotar le tasche, poliziotti all'erta, imbonitori (altri imbonitori, che il diavolo se li porti!) che strepitano davanti ai loro baracconi, zotici col naso all'aria a guardare i ballerini in vesti multicolori, i poveri acrobati dal viso impiastricciato di belletto, mentre individui dalle dita agili e leggere armeggiano con le loro tasche posteriori. Sì, questa è la FIERA DELLA VANITÀ: non è certo un luogo morale, e nemmeno allegro, ad onta di tanto chiasso. Guardate la faccia degli attori e dei pagliacci quando fanno ritorno tra le quinte: Tom il Tonto che si lava le guance spalmate di trucco prima di sedere a cena dietro il fondale di tela insieme con la moglie e col piccolo Jack Budino. Tra qualche istante si alzerà il sipario, e lui sarà lì a saltare e a sgambettare strillando: «Buongiorno a tutti!»
Camminando in mezzo a una siffatta compagine umana, una persona incline alla riflessione non si sentirà oppressa, ritengo, dalla propria o dall'altrui ilarità. Una scenetta amena o gentile può saltuariamente commuoverla o divertirla: un grazioso bimbetto che sosti davanti a un banco di pan pepato; una bella ragazza che arrossisce mentre il suo innamorato le parla e le compra un regaluccio. Tov il Tonto, poveraccio che se ne sta laggiù dietro il carro a rosicchiare le sue ossa insieme con la famiglia che sbarca il lunario con le capriole. Ma l'impressione generale tende alla malinconia più che all'allegrezza. Tornati a casa, vi ponete a sedere indugiando a uno stato d'animo pacato, contemplativo, non esente da spirito di carità, e vi dedicate ai vostri libri o ai vostri affari.
Non vedo, al di fuori di questa, altra morale applicabile alla presente storia della Fiera della vanità. C'è chi giudica le fiere affatto immorali, e le evita, come le evitano i suoi domestici e i suoi familiari. Molto probabilmente costoro hanno ragione. Ma le persone che la pensano altrimenti, e sono indolenti benevole o portate al sarcasmo, possono forse compiacersi di trascorrervi una mezz'ora e dare un'occhiata agli spettacoli. Ce ne sono per tutti i gusti; accanite contese, nobili e solenni cavalcate, scene di vita aristocratica, altre di vita decisamente meschina; un certo sentimentalismo e qua e là qualche sprazzo di comicità. Il tutto fruisce di uno scenario acconcio illuminato a giorno dalle candele fornite dallo stesso Autore.
Che altro può aggiungere il Regista? Dare atto della lusinghiera accoglienza che hanno salutato lo spettacolo in tutte le principali città dell'Inghilterra in cui è stato presentato, e dove è stato valutato positivamente dai rappresentanti della pubblica Stampa e del pari dalle persone ragguardevoli per censo e per ceto. È fiero di constatare che le sue marionette hanno incontrato i gusti della miglior società dell'Impero. La vezzosa, piccola marionetta di nome Becky è stata giudicata straordinariamente flessibile nelle giunture e agilissima sotto i fili. A sua volta la bambola Amelia, sebbene abbia avuto una cerchia più esigua di estimatori, è stata scolpita e vestita dall'artista con la massima cura. Dobbin, sebbene goffo nella figura, balla peraltro in modo molto spontaneo e naturale. Qualcuno ha mostrato di apprezzare la Danza dei Bambini. Si prega infine di osservare attentamente il personaggio fastosamente abbigliato del Perfido Nobiluomo, per il quale non si è badato a spese, e che Belzebù si porterà via al termine di questa singolare rappresentazione.
Ciò detto, e non senza un profondo inchino ai suoi sovvenzionatori, il Regista s'inchina e il sipario si alza.

*Il titolo del brano è ovviamente arbitrario.

Filmografia.

Su La fiera della vanità - o, alternativamente, La fiera delle vanità - sono state prodotte le seguenti trasposizioni cinematografiche:
Vanity Fair, film muto del 1911 per la regia di Charles Kent
La fiera delle vanità, film del 1923 per la regia di Hugo Ballin
La fiera della vanità, sceneggiato televisivo del 1967 per la regia di Anton Giulio Majano
La fiera della vanità, film del 2004 per la regia di Mira Nair

sabato 9 aprile 2011

Anteprima Nel bosco di Aus

Dal 12 aprile per Piemme uscirà il nuovo libro di Chiara Palazzolo, la famosa autrice della trilogia di Marta Luna (Non mi uccidere, Strappami il cuore e Ti porterò nel sangue): Nel bosco di Aus (prezzo 19.50; pag. 490) è un gotico di altissima suspence che non potrà non interessarvi!


La vicenda prende le mosse dal trasferimento di Carla e della sua famiglia in una villa nei pressi del bosco. Ma qualcosa di oscuro si annida tra le querce secolari. Carla ha degli incubi spaventosi, mentre il figlio Albertino vede nei dintorni una donna molto vecchia che

sembra spiarli. Una strega, come la chiama lui. Presa da mille impegni quotidiani, Carla dà poco peso a questi segnali, ignorando la trappola infernale che sta per scattare.
Sullo sfondo di una provincia ambigua e nebbiosa ritratta con sottile ironia, Nel bosco di Aus è una favola nera che, attraverso una serie di eventi misteriosi e imprevedibili colpi di scena, si addentra nel cuore di tenebra del Male, confrontandosi con il locus letterario
della strega nel bosco, reinventato e arricchito però di soluzioni inedite.
Una storia forte e appassionante, abilmente sospesa tra possessione e sdoppiamento, in cui nulla è quello che sembra. Ma anche una intrigante partita a burraco tutta giocata al femminile, che delinea i rapporti di forza e solidarietà che innervano il mondo femminile di oggi. Svelando però le abissali ambiguità celate da sempre nei rapporti tra donne, di cui la Strega è insieme simbolo e archetipo. Madre e megera. Morte e rinascita.

Chiara Palazzolo
Nata in Sicilia ma romana d'adozione, ha esordito nel 2000 con il romanzo La casa della festa (Marsilio), pubblicando quindi per Piemme I bambini sono tornati (2003). Con la Trilogia di Mirta-Luna, affascinante eroina dark di Non mi uccidere (2005), Strappami il cuore (2006) e Ti porterò nel sangue (2007), ha ottenuto un grandissimo successo di pubblico e critica. Da Non mi uccidere è in preparazione l'omonimo film.


Anteprima Sposerò il principe William

In libreria dal 15 aprile Sposerò il principe William di Barbara Beckam, un simpaticissimo romanzo in stile chick lit per adolescenti! Edito da Fazi per la collana "fuori collana" e composto da 120 pagine, costerà solo 9.90 euro!


Il 29 Aprile 2011 il Principe William, erede al trono d'Inghilterra, convolerà a nozze con Kate Middleton.
Ma può William sposarsi senza avere la possibilità di innamorarsi di un'altra?


Mia Monelli è una quindicenne piena di energie e sogni nel cassetto. Il più grande ha un nome: William d'Inghilterra, al quale sente di essere stata predestinata. Quando da internet e dai tabloid giunge la notizia del suo fidanzamento ufficiale con Kate Middleton, Mia si pone un unico, pressante obiettivo: impedire il matrimonio del secolo e incontrare il ragazzo dei suoi sogni.

Parte così alla volta del Regno Unito, con un gruppo di amici e una zia incline ad assecondare le sue "follie", con in testa un piano preciso: incontrare William e convincerlo che è lei la donna della sua vita.
Divertente e frizzante, questo Bridget Jones in salsa teen coinvolge il lettore con la sua trama spumeggiante, piena di colpi di scena e situazioni esilaranti per una storia di sogni a occhi aperti e amicizia destinata a lettrici giovanissime in cerca del principe azzurro.



Barbara Beckam
Barbara Beckam per anni ha pensato di sposare Simon Le Bon, ma un giorno ha incontrato il suo vero principe: un ingegnere con centinaia di camicie - rigorosamente azzurre - da stirare. Tra un colpo di ferro e l'altro, Barbara trova il tempo per dedicarsi, oltre che al lavoro, anche alla scrittura e a lunghe chiacchierate con la sorella, sua prima lettrice e fan.

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