venerdì 1 aprile 2011

Il tempio degli Otaku... Decimo appuntamento "Le situazioni di Lui&Lei"

La nostra Surymae mi ha fatto un bellissimo regalo pubblicando la recensione dell'anime de "Le situazioni di lui&lei" per cui perdevo letteralmente la testa quando andavo alle scuole medie (ho gli occhi a cuoricino *_*)! Era uno di quei periodi in cui pensi che, siccome sei passato dalle elementari alle medie, devi cominciare a fare le cose da grandi! Motivo per cui avevo rinunciato ai fumetti di Barbie per dedicarmi alle W.i.t.c.h. (che non erano ancora esplose come fenomeno televisivo) e a guardare gli anime il martedì sera su Mtv... In particolare Inuyasha e Le situazioni di lui&lei, per cui avevo un amore assoluto. I cartoni animati hanno infatti avuto un'importanza fondamentale per me... Ad ogni periodo della mia vita ne corrisponde uno. I tre-quattro anni furono il periodo di 3-4 anni Sailor Moon, il mio primo amore. Quelli che mi sono rimasti più nel cuore sono stati Luna Principessa Argentata (visto in un'estate, mi svegliavo alle 9 per  guardarlo), E' un po' magia per Terry e Maggie, Rossana, Piccoli problemi di cuore e forse quello a cui tengo di più, Temi d'amore tra i banchi di scuola. Figuratevi che per l'ultima puntata mi misi a piangere come una fontana e pensai (avevo sei anni!) che in quel momento si stava concludendo un periodo della mia vita e che da ora in poi sarei dovuto andare avanti. Poi ce ne furono tanti altri (Doremì per esempio caratterizzò il periodo della quinta elementare!), ma Le situazioni di lui&lei sono un ricordo piacevolissimo che mi porto dietro come tante altre delle esperienze in fatto di cartoni... che non erano solo cartoni, era il mio modo di sognare! 



Scritto da Surymae Rossweisse.


Salve a tutti, e benvenuti, come sempre, alla decima puntata de “Il tempio degli Otaku”. Oggi, evento più unico che raro, parliamo di anime: lo avevamo fatto soltanto nella terza puntata, ricordate? Certo, a differenza dell'altra volta la serie di questa settimana non rivoluzionerà mai l'industria dell'animazione; e, a differenza dell'altra volta, questo anime è tratto da un manga precedente – succede spesso così. In tutta onestà la versione originale non l'ho letta, però so che l'anime si ferma a soli sette volumi su ventuno del manga e che alcune cose qui e lì sono state cambiate. Perché, vi chiederete allora, ho deciso di optare per l'adattamento visivo e non quello cartaceo? Per prima cosa, perché conoscevo già il regista dell'opera: Hideaki Anno. Tenete bene a mente il nome, cari aficionados del Tempio: questa persona è stata la mente di una serie che – questa sì! - ha lasciato un gran solco nell'animazione giapponese, “Neon Genesis Evangelion”. Avevo giusto visto di recente quest'opera, e una delle cose che avevo apprezzato di più era stata proprio la regia. Quindi, rivedere l'operato di Anno non mi dispiaceva per niente. Senza contare che avevo già occhieggiato l'anime: pur non apprezzandone molto il genere di riferimento (lo shojo) la trama mi sembrava interessante, e pensavo valesse la pena di guardare ventisei episodi. Non mi sbagliavo. Perciò, ecco la recensione dell'adattamento televisivo de “Le situazioni di Lui & Lei” (in originale, “Karekano”).

Yukino Miyazawa: sedici anni di perfezione. Pensate alle qualità che una studentessa eccezionale dovrebbe avere: lei le ha tutte. Ha un ottimo profitto, i professori la adorano, è sempre disponibile ad aiutare le compagne in difficoltà, si impegna anche come capoclasse. C'è solo un piccolo problema... è tutta finzione. Dietro alla maschera di ragazza carinissima e gentile si nasconde una persona cinica e manipolatrice. Fino ad allora scolastico il trucchetto aveva funzionato a meraviglia: tutti amavano la nostra Miyazawa. Nel primo anno delle superiori, però, una persona manda in frantumi gli sforzi fatti: Soichiro Arima. Egli è perfetto quanto lei, se non di più: i voti sono praticamente gli stessi, i due sono entrambi capiclasse, e anche lui sembra buono come il pane. Yukino prende la situazione come una sfida personale da vincere a tutti i costi. Un giorno la nostra prende un voto più alto di lui: è fatta. Finalmente Arima è battuto ed umiliato, e capirà cosa succede a chi si mette in mezzo ai piani di Miyazawa. La reazione dello sconfitto, però, è totalmente diversa da come se la immaginava lei. Per prima cosa, si congratula umilmente – e sinceramente! - del risultato ottenuto. Quindi la competizione era tutta nella testa di Yukino? Dopo poco tempo, Arima arriva addirittura a confessarle il proprio amore – amore che la nostra rifiuta: non ha ancora seppellito l'ascia di guerra. La svolta avverrà in una nuvolosa domenica mattina: “lui” scoprirà “lei” nella sua vera forma. Vergognandosi, Miyazawa prega Arima di non rivelare a nessuno il segreto: Soichiro accetta volentieri... però, siccome adesso condivide con lui una verità scomoda, potrebbe fargli dei lavori scolastici extra?
Yukino si rassegna a fare i compiti assegnatele: questo le farà passare molto tempo con Soichiro. Durante quel tempo, scoprirà sì il suo lato nascosto – nemmeno lui era lo studente modello che voleva far credere di essere! - e comincerà addirittura a provare dei sentimenti per lui. Ma la libertà è più forte dell'amore: Miyazawa si ribella alla schiavitù e chiede ad Arima spiegazioni sul trattamento ricevuto. La risposta la sorprenderà: voleva passare solamente un po' di tempo con lei, perché ancora innamorato. Dopo questo chiarimento nasce una grande amicizia; e, dopo altre piccole peripezie, una storia d'amore, votata all'abbandono delle rispettive maschere e della ricerca della felicità. Ma Yukino e Soichiro non sono arrivati a destinazione; anzi, hanno ancora tanta strada da fare...


“Karekano”, almeno la controparte animata, si fonda sugli opposti. A livello di storia, ad esempio, è evidente la contrapposizione tra i due protagonisti. Pur comportandosi allo stesso modo, hanno delle piccole differenze che li rendono diversi, e perciò lo spettatore può scegliere in chi immedesimarsi di più. Le ragioni di Soichiro, ad esempio, affondano nel suo passato e nella sua famiglia, rendendo quasi nobile il suo inganno. Lo stesso non si può dire invece di Yukino, che agisce soltanto per avidità. Miyazawa è quindi un personaggio più negativo, quasi un anti eroe, mentre Arima è decisamente positivo. Le due personalità sono complementari, e questa è una delle cause della loro unione.
Sull'unione, poi, è bello osservare il rapporto tra questa e il mondo esterno: dalle persone gelose dell'affiatamento tra i due alla preoccupazione dei professori che teme per i buoni profitti dei ragazzi, oppure gli amici in comune che devono per forza fare i conti con questo, nessuno resterà però indifferente. Anche i nostri eroi dovranno agire di conseguenza, affrontando vari problemi che però li rafforzeranno ancora di più.
Altra contrapposizione, su cui l'anime spinge molto, sono i contesti familiari in cui si trovano i vari personaggi – tutti, non solo i due principali. La famiglia di Miyazawa, ad esempio, è felice e serena: la madre ed il padre sono uniti, le sorelle nonostante tutto si vogliono bene, ecc. Lo stesso però non vale per quelle di altri personaggi, come lo stesso Arima (due genitori adottivi gentili, ma distanti) o ad esempio Tsubasa Shibahime (ex-corteggiatrice di Soichiro ed ex-nemica di Miyazawa) sulla cui difficile situazione si concentreranno due episodi. Il messaggio che traspare è chiaro: il contesto familiare è importantissimo nella formazione di una persona. E tutte queste cose le fa tra una gag e l'altra: notevole!

Notevole è una definizione buona per il comparto tecnico, soprattutto la regia. Ehhh, dopo tutto quello che ho scritto nell'introduzione credevate che non ne parlassi più? Sbagliato, perché qualche parola da spendere se la merita. Hideaki Anno, infatti, utilizza inquadrature e tecniche differenti a quelle usuali. In Karekano vengono molto usati fondali costituiti da scritte ed onomatopee, oppure disegni cartacei più o meno stilizzati a seconda del contesto. Anche le sopraccitate inquadrature non sono da meno: ad esempio, se in una scena c'è un personaggio che sale di volata le scale, vediamo con i suoi occhi i gradini muoversi; un'altra inquadratura molto utilizzata, per quanto banale possa sembrare così a parole, è costituita da gli ingranaggi della porta scorrevole che si apre e si chiude. Anche la fotografia appare buona: colori brillanti quanto bastano, senza però abbacinare. Anche la colonna sonora non è male, peccato solo che sia un po' ripetitiva.

In sostanza, Karekano è un buon prodotto, che riesce a divertire e allo stesso tempo far riflettere. Grazie ai suoi personaggi ben sfaccettati, inoltre, si possono capire tante cose sulla società giapponese, che non fa mai male. Uniche pecche, che purtroppo devo riferire, è la presenza di alcuni episodi filler (riempitivi), ad esempio per riassumere la storia, e la mancanza di un vero finale per i due protagonisti, visto che gli ultimi episodi, seppur godibili, si concentrano su personaggi secondari. Per il resto, però, ve lo consiglio. Arrivederci alla prossima settimana,dunque, con “Il Tempio degli Otaku”!




Pero pero!!!!!

Anteprima Questo non è un libro

Il 5 aprile uscirà sempre per Mondadori un altro libro per ragazzi! La descrizione mi ha ricordato un po' l'incipit di Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket ma Questo non è un libro di Pseudonymus Boschsi concentra sulle avventure di Cass e Max Ernst! Al prezzo di 17 euro per 352 pagine, il romanzo è adatto ad un pubblico (ho l'impressione prevalentemente maschile... le ragazzine solitamente a 12 anni di questi tempi pensano ad un altro genere di libri -ammesso che pensino ai libri-!) in fase preadolescenziale, presumibilmente tra i 12 e i 14 anni. L'autore ha già scritto altri tre libri dello stesso genere, intitolati Il titolo di questo libro è segreto, Questo libro potrebbe farvi male e Se state leggendo questo libro è già troppo tardi!

Questo non è un libroAvvertenze e istruzioni per l'uso: Non leggere questo libro stando in piedi. Si potrebbe cadere per lo shock. Non leggere questo libro stando seduti. Potrebbe rendersi necessaria una fuga precipitosa. L'uso di veicoli o macchinari pesanti mentre si legge questo libro è assolutamente vietato. Potrebbe distrarre dalla trama. Una prolungata esposizione a questo libro potrebbe causare stordimento, vertigini e, in casi estremi, delusioni paranoidi o addirittura psicosi. Se è questa la vostra idea di divertimento, continuate a leggere, a qualunque costo. Se non lo è, questo libro non è il vostro genere. Le avventure di Cass e Max-Ernst sono sempre più bizzarre, e finalmente il Segreto sta per essere svelato. Ma sarà vero? Se questo non è un libro...


Bosch Pseudonymous
Bosch Pseudonymous è un profondo conoscitore e grande amante del cioccolato. Tant'è vero, o forse no, che in più di un'occasione, pare, ha rischiato la vita per procurarsi la goduriosa delizia. A parte questo, di lui sappiamo soltanto che ha già scritto Il titolo di questo libro è segreto e Se state leggendo questo libro è già troppo tardi. Per il resto, mistero assoluto.

giovedì 31 marzo 2011

Anteprima "Meterra" di Andrea Cisi

Il 5 aprile uscirà per Mondadori questo carinissimo libro per ragazzi scritto dall'italiano Andrea Cisi. Meterra è un fantasy dalla copertina unica con una trama intrigante che vi schiuderà le porte di un mondo tutto da scoprire! Vi andrebbe un giveaway? :)



Meterra. Il destino in una biglia
Andrea Cisi
Mondadori
Collana Omnibus
19.00 euro
450 pagine

In una Genova cupa e tentacolare, dove bande di ladruncoli si dividono tra il borseggio nei vicoli e mirabolanti sfide a biglie sopra i tetti della città vecchia, Mimì Maresco è la campionessa del suo Carruggio. Ma il giorno del suo tredicesimo compleanno Mimì perde il titolo, distratta da una voce insistente che l’attira in modo irresistibile verso una grata: è il passaggio per Meterra, luogo incantato abitato da razze stupefacenti, dove un tempo – prima che i malefici Zerf portassero la discordia – fra Umani, Diafani e Bleurl regnava l’armonia. Mimì scoprirà di essere l’unica in grado di riportare la pace. Tra fughe disperate, scontri all’ultimo sangue e incredibili sfide a biglie, prende vita un romanzo d’avventura e formazione che ci parla di amicizia, di armonia fra i popoli e del lungo, difficile cammino di una bambina che desidera tornare a casa.

Andrea Cisi
Andrea Cisi (Cremona, 1972) lavora nella sua città come operaio metalmeccanico. Ha pubblicato i romanzi Così come viene (2000), AYE – Are You Experienced? (2003) e, per Mondadori, Cronache dalla Ditta (2008). Nel 2003 ha vinto il concorso milanese Subway-letteratura e nel 2006, insieme all’illustratrice Margherita Allegri, il concorso Andrea Pazienza. Il suo racconto Un pomeriggio allo Zini fa parte dell’antologia Ogni maledetta domenica (2010).

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