sabato 6 ottobre 2012

Anteprima: Il corpo umano di Paolo Giordano


Era dal 2008 che, esclusa la rubrica Quello che conta pubblicata su Gioia e interrotta ad agosto 2011, non sentivamo parlare di Paolo Giordano, il laureato in fisica vincitore del Premio Strega per lo stesso anno -il più giovane della storia del premio, a soli 26 anni- e del Campiello Opera Prima. Da La solitudine dei numeri primi, romanzo d'esordio variamente criticato su Anobii -dove non riesce ad ottenere più di 3 stelline e mezzo-, è stato tratto un film per la regia di Saverio Costanzo, e la fortuna di Giordano non sembra essersi interrotta, ora che, a trent'anni, sta per per pubblicare il suo secondo romanzo.
Il corpo umano, frutto di un'esperienza fatta presso i militari italiani in Afghanistan, è la storia intrecciata di tre vite alle prese con i conflitti -bellici, familiari o affettivi che siano- ruotanti attorno le vicende di un manipolo di militari. "Il corpo umano -dichiara Giordano* - è un romanzo sulla guerra, nelle sue molteplici incarnazioni: la guerra propriamente detta, quella dell’Afghanistan; la guerra dei rapporti intimi, affettivi e famigliari; e la guerra invisibile e pericolosissima contro se stessi”. 
Un'ambientazione dunque del tutto estranea da La solitudine dei numeri primi, ma che ne richiama le tematiche probabilmente con lo stesso stile asciutto -forse troppo- del primo romanzo.
Pubblicato anche questo da Mondadori, disponibile dal 12 ottobre all'esoso prezzo di 19.00 euro (312 pagine) Il corpo umano, per il momento, ha solo una certezza: comunque vada, sarà un successo.



È un plotone di giovani ragazzi quello comandato dal maresciallo Antonio René. L'ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha appena vent'anni e si sente inesperto in tutto. Per lui, come per molti altri, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita.
Al momento di partire, i protagonisti non sanno ancora che il luogo a cui verranno destinati è uno dei più pericolosi di tutta l'area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, "un recinto di sabbia esposto alle avversità", dove non c'è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio.
Ad attenderli laggiù, c'è il tenente medico Alessandro Egitto. È rimasto in Afghanistan, all'interno di quella precaria "bolla di sicurezza", di sua volontà, per sfuggire a una situazione privata che considera più pericolosa della guerra combattuta con le armi da fuoco.
Sfiniti dal caldo, dalla noia e dal timore per una minaccia che appare ogni giorno più irreale, i soldati ricostruiscono dentro la fob la vita che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti fra loro, cercano distrazioni di ogni tipo e si lasciano andare a pericolosi scherzi camerateschi. Soltanto la notte, sdraiati sulle brande, vengono sorpresi dai ricordi.
Nel silenzio assoluto, che è silenzio della civiltà ma anche della natura, riescono a sentire la pulsazione del proprio cuore, il ronzio degli altri organi interni - l'attività incessante del corpo umano.
L'occasione in cui saranno costretti a addentrarsi in territorio nemico sarà anche quella in cui ognuno, all'improvviso, dovrà fare i conti con ciò che ha lasciato in sospeso in Italia. Al loro ritorno, avranno sorpassato irreversibilmente la linea che separa la giovinezza dall'età adulta.
In un romanzo corale, che alterna spensieratezza e dramma, Giordano delinea con precisione i contorni delle "nuove guerre". E, nel farlo, ci svela l'esistenza di altri conflitti, ancora più sfuggenti ma non meno insidiosi: quelli familiari, quelli affettivi e quelli sanguinosi e interminabili contro se stessi.



Paolo Giordano

Paolo Giordano (Torino 1982) è laureato in fisica teorica. Con La solitudine dei numeri primi, suo romanzo d'esordio e bestseller internazionale tradotto in più di quaranta lingue, ha vinto tra gli altri il premio Strega 2008 e il premio Campiello Opera Prima. Collabora con il "Corriere della Sera" e con "Vanity Fair".



*[Fonte: Labottegadihamlin.it]


1 commento:

  1. e invece è andato maluccio assai...

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