A cura di Miki
E la sua anima gli svanì adagio adagio nel sonno mentre udiva lieve cadere la neve sull'universo, e cadere lieve come la discesa della loro estrema fine su tutti i vivi e i morti»
The Dead - Dubliners, James Joyce
The Dead - Dubliners, James Joyce
La musica ha sempre avuto nella vita di James Joyce un ruolo importante: il padre John era un apprezzato
Il percorso attraverso la musica di Joyce prosegue con "A Portrait of the Artist as a Young Man" (Ritratto dell'artista da giovane, 1916), dove il protagonista Stephen Dedalus riadatta i suoni che percepisce e li trasforma in poesia, per spingerci poi oltre e raggiungere la commistione di stile dell'"Ulysses" (1922), vero e proprio precursore dei tempi. Nel capolavoro di James Joyce i personaggi vengono caratterizzati e descritti ulteriormente proprio dai loro gusti musicali e dalle melodie che attraversano i loro pensieri durante la giornata, diventando quasi una vera e propria colonna sonora. "Love's Old Sweet Song" viene per esempio cantata da Molly Bloom ad un concerto e diventa simbolo del suo adulterio e della possibile riconciliazione col marito. "Blumenlied" (The Flower Song) è invece un brano che Bloom compra per la figlia Milly che prende lezioni di piano. E ancora "Seaside Girls", una delle più inflazionate in tutto il libro, che rappresenta la figura della donna seduttrice che porta gli uomini alla distruzione. "My Girl's a Yorkshire Girl", inizialmente associata a Blazes Boylan, racconta invece di due uomini alle prese con le proprie fidanzate, dai gusti molto simili, che scoprono poi essere la stessa persona; la canzone ha un finale tragico, i due malcapitati vanno infatti a casa dell'amata e trovano il marito. Concludiamo con "M'appari" e "The Bloom Is on the Rye", entrambe tratte dall'episodio delle Sirene, la parte più musicale di tutto il libro. Passiamo infine all'ultima fatica di James Joyce, "Finnegans Wake" (1939), che prende il suo nome da una ballata popolare tradizionale irlandese ed è ricchissimo di riferimenti musicali, tecniche narrative rivoluzionarie e una precisa struttura ritmica: la storia di una famiglia della periferia di Dublino viene raccontata dal sogno del protagonista, tra simbolismo e dimensione onirica. E se avete qualche dubbio sull'interpretazione, basta seguire il consiglio dello stesso Joyce e studiare la sonorità delle parole che vi svelerà il segreto del testo: «È tutto così semplice. Se non riuscite a capire un passaggio, leggetelo ad alta voce».
Lean out of the window,
Golden-hair,
I hear you singing
A merry air.
Golden-hair,
I hear you singing
A merry air.
My book was closed;
I read no more,
Watching the fire dance
On the floor.
I read no more,
Watching the fire dance
On the floor.
I have left my book,
I have left my room
For I heard you singing
Through the gloom,
I have left my room
For I heard you singing
Through the gloom,
Singing and singing
A merry air,
Lean out of the window,
Golden-hair.
A merry air,
Lean out of the window,
Golden-hair.
Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d'Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po' il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.
Il romanzo è la cronaca di un giorno reale, un inno alla cultura e alla saggezza popolare, e il canto di un'umanità rinnovata. L'intera vicenda si svolge in meno di ventiquattro ore, tra i primi bagliori del mattino del giugno 16 giugno 1904 data in cui Joyce incontra Nora Barnacle, la futura compagna di una vita, che nel tardo pomeriggio dello stesso giorno lo farà "diventare uomo" fino alle prime ore della notte della giornata seguente. Il protagonista principale, l'ebreo irlandese Leopold Bloom, non è un eroe o un antieroe, ma semplicemente un uomo tollerante, di larghe vedute e grande umanità, sempre attento verso il più debole e il diverso, e capace di cortesia anche nei confronti di chi queste doti non userà con lui. Gli altri protagonisti sono il giovane intellettuale, brillante ma frustrato dalla vita e dalle forze politiche e religiose che lo costringono, Stephen Dedalus già personaggio principale del libro precedente di Joyce, Dedalus. Un ritratto dell'artista da giovane e Molly Bloom, la moglie dell'ebreo, vera e propria regina del romanzo. Ulisse è un romanzo della mente: i suoi monologhi interiori e il flusso di coscienza sono una vera e propria versione moderna dei soliloqui amletici. Si insinuano gradualmente nelle trame dell'.opera, fino a dissolvere ogni limite tra narrazione realistico-naturalista e impressione grafica del pensiero vagante.
Opera leggendaria della letteratura contemporanea, Finnegans Wake è l'ultima fatica di James Joyce, stampata il giorno del suo cinquantasettesimo compleanno (il 2 febbraio del 1939). Con questo volume - il quarto pubblicato dagli Oscar - si completa la fatica di Luigi Schenoni, il geniale traduttore che ha affrontato la sfida di questo arduo testo. Con l'indispensabile ausilio del testo originale a fronte, esso dell'opera, ambientati nella taverna del protagonista, Humphrey Chimpden Earwicker, tra le 22 e le 23.30 di quell'unica giornata in cui, così come avviene nell'Ulisse, si svolge Finnegans Wake. Una giornata che simboleggia la parabola dell'esistenza, dalla nascita alla crescita, fino alla caduta, alla morte e alla resurrezione.
James Joyce(Dublino 1882 - Zurigo 1941), tra i più grandi scrittori del Novecento, lasciò l'Irlanda nel 1904 e soggiornò a lungo a Trieste, dove strinse amicizia con Italo Svevo, e a Parigi, tra il 1920 e il 1940, dove frequentò i massimi esponenti della cultura letteraria dell'epoca, da Valéry a Eliot, da Fitzgerald a Hemingway. Noto per straordinari capolavori quali Gente di Dublino (1914), Dedalus. Ritratto dell'artista da giovane (1916), Ulisse (1922) e Finnegans Wake (1939), James Joyce ha scritto anche numerose poesie.

Nessun commento:
Posta un commento
Grazie per aver condiviso la tua opinione!