Salve a tutti, e benvenuti ad
una nuova puntata de "Il Tempio degli Otaku"! Come la
scorsa volta, con il bel "Piece" di Hinako Ashiwara, oggi
parliamo di una serie appena conclusa in Italia, dopo aver riscosso
un grande successo. Un successo davvero inaspettato, perché
l'argomento di fondo è decisamente peculiare: le terme romane.
Questo è ciò che sta alla base dell'opera prima di una mangaka
piuttosto promettente, Mari Yamazaki. Nel frattempo, andiamo
alla scoperta di "Thermae Romae". Buona lettura!
Antica Roma, 128 d.C.
L'ingegnere Lucio Modesto, specializzato in impianti termali,
è alle prese con un problema non da poco: il calo di popolarità
delle terme. Se non vuole ritrovarsi senza lavoro, dovrà venirsene
fuori con un'idea geniale, che ridia lustro a questa tradizione
romana. Più facile a dirsi che a farsi. Mentre è in acqua alla
ricerca di ispirazione, viene risucchiato dal condotto di aerazione
dell'impianto, perdendo i sensi. Quando rinviene si trova in un posto
decisamente strano: sembrano delle terme a tutti gli effetti, ma gli
attrezzi usati a Roma non si sono mai visti; e sopratutto, sono
popolate da uomini piccoli e con la “faccia gialla”. Lucio non
lo sa, ma è nel Giappone degli anni '80, l'unico popolo che può
gareggiare con gli antichi romani quanto al culto delle terme. Dopo
un comprensibile shock culturale, il nostro si mette al lavoro,
mettendo in pratica quanto imparato dagli uomini dalla faccia gialla.
Del resto, non sarà l'unica volta che gli capiterà
quest'esperienza...
Il manga si caratterizza
principalmente per i suoi capitoli autoconclusivi: una scelta
che non brilla per originalità, ma che viene attenuata dalla breve
durata dell'opera - solo sei volumi. Anche per questo si riesce a
tollerare una certa ripetitività nei primi episodi, tutti dal
canovaccio piuttosto simile. Da sottolineare, però, che mano a mano
- con la sempre maggiore esperienza dell'autrice - la storia sarà
sempre più definita, con diverse sottotrame e personaggi ricorrenti.
Lucio continuerà a fare avanti e indietro dal Giappone a Roma, ma
gli elementi di contorno cambieranno. Non c'è limite all'inventiva
della mangaka, evidentemente divertita a sua volta.
Ma sopratutto, la ragione per cui si può chiudere gli occhi su questo piccolo difetto strutturale è molto semplice: le situazioni narrate sono divertenti. C'è poco da fare: è buffo vedere il disorientamento di questo romano tutto d'un pezzo di fronte a situazioni che a noi capitano tutti i giorni. Cresciuto nel mito di Roma, all'epoca al suo massimo splendore, scopre che la superiorità romana è, appunto, un mito: il popolo dalla faccia gialla l'ha surclassata in fatto di saggezza termale. Un duro colpo da digerire.
Ma sopratutto, la ragione per cui si può chiudere gli occhi su questo piccolo difetto strutturale è molto semplice: le situazioni narrate sono divertenti. C'è poco da fare: è buffo vedere il disorientamento di questo romano tutto d'un pezzo di fronte a situazioni che a noi capitano tutti i giorni. Cresciuto nel mito di Roma, all'epoca al suo massimo splendore, scopre che la superiorità romana è, appunto, un mito: il popolo dalla faccia gialla l'ha surclassata in fatto di saggezza termale. Un duro colpo da digerire.
A ben vedere, però, questa
situazione può essere anche drammatica: non per niente le reazioni
iniziali di Lucio sono di sgomento e sconforto. Tuttavia, tra una
situazione assurda e l'altra, il nostro cerca di trarne vantaggio,
prendendole come spunto per imparare e migliorarsi. Da sempre
esigente ed ambizioso, infatti, l'idea di aver trovato qualcuno - in
questo caso un intero popolo - migliore di lui lo stimola a fare
sempre meglio, e a cercare di carpire dagli uomini dalla faccia
gialla i loro segreti. Non c'è acrimonia in lui, solo stima. E
questo ci fa capire, senza bisogno che ce lo dica la Yamazaki, la
forza d'animo e la determinazione del popolo romano - e, più
prosaicamente, l'ottima introspezione psicologica del
protagonista. Non da meno sono gli altri personaggi ricorrenti,
tra cui l'imperatore Adriano e la giapponese – ma da cuore che
batte per l'antica Roma – Satsuki. Ciascuno di loro ha una
personalità ben definita e realistica che lo rende immediatamente
riconoscibile dal lettore.
Non manca nemmeno un'aura un po'
nostalgica e malinconica tra le pieghe del racconto. Nonostante nelle
storie non ci siano riferimenti in tal senso, la Yamazaki dice
chiaramente che queste si svolgono nel Giappone degli anni '80.
Oggigiorno, infatti, le terme ed i bagni pubblici, da sempre presenti
nella tradizione nipponica, stanno scomparendo con l'adeguamento ai
costumi occidentali, che non li prevedono. Lo stesso vale per gli
uomini e le donne con cui ha a che fare Lucio: persone semplici e
genuine. Si respira, perciò, una certa nostalgia per un mondo che
ormai non c'è più: proprio come l'antica Roma, tanto potente
nell'antichità tanto quanto è stata repentina e drammatica la sua
decadenza. Ed è forse questo, al di là dell'amore per le terme, il
reale punto di contatto tra il Giappone e la Roma di Lucio: l'essere
destinati, in un futuro non troppo lontano, a cambiare
irrimediabilmente, snaturandosi. A ben guardare, quindi, in "Thermae
Romae" non c'è solo la commedia, anzi.
Pur essendo di un'esordiente, lo
stile di Mari Yamazaki è piuttosto personale. Il character design è
realistico e piacevole a vedersi, la regia delle tavole è scorrevole
e rende agile la lettura, il tratto è delicato, con pochi retini ma
molte sfumature; e soprattutto, molta semplicità. Il che non è per
niente scontato.
"Thermae Romae" è un
manga più profondo di quello che sembra, a dispetto delle premesse
assurde. E sopratutto, la passione della mangaka per l'argomento è
palpabile. Se avete l'occasione, perché non darci un'occhiata?
E per oggi è tutto, cari amici;
arrivederci alla prossima volta, con “Il Tempio degli Otaku”!
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