domenica 29 marzo 2015

Recensione: L’uomo di Schrödinger di Giovanni Marchese





9788889122792
L’uomo di Schrödinger, Giovanni Marchese
Verbavolant edizioni
200 pagine, 13,.00 euro
L’uomo di Schrödinger è un libro che non passa inosservato. La sua lettura, che può risultare a tratti difficoltosa, genera un senso di sofferenza e l'accumulo di un'alta dose di tensione che sfocia in un finale emblematico.
Un uomo si risveglia e non ricorda chi è, ha una profonda ferita in testa che gli fa spesso perdere conoscenza, indossa degli abiti che non sono i suoi e ha nel portafoglio i documenti di un asiatico che evidentemente non gli appartengono. Dal momento del risveglio il suo unico obiettivo è capire cosa gli sia successo e soprattutto quale sia la sua storia.
Tutto ciò porta ad un viaggio allucinato ai confini di una realtà disturbante fatta di misteriose sette segrete, sanguinosi delitti, complotti e produttori di film porno: la rappresentazione del ventre oscuro e perverso di un’Italia paradossale, cattiva e demente, collocata in un ipotetico futuro non troppo lontano.
L’odissea di un uomo che ha perso la memoria, ma capace di sognare e di ricordare brevi frammenti della sua vita, in un paese scosso dalla crisi economica e dall’imminente, inspiegabile, arrivo degli extraterrestri.
Il titolo ricorda il famoso paradosso del gatto di Schrödinger, che vede la teorica coesistenza di due stati (gatto vivo e gatto morto) fino a quando non si osserverà dentro la scatola; allo stesso modo il protagonista del romanzo è e non è, contemporaneamente. Almeno fino al drammatico finale.
Il disperato tentativo del protagonista di ritrovare il suo passato e se stesso viene reso dall’autore per mezzo di periodi brevi, con una punteggiatura abbondante, frasi secche e un ritmo incalzante che, pur essendo a volte impattante, riesce a coinvolgere il lettore, contribuendo a creare il clima di tensione e angoscia che caratterizza tutto il romanzo.
Molti riferimenti, almeno a una prima lettura, risultano poco chiari e difficilmente comprensibili. Il romanzo è ricco infatti di citazioni letterarie e cinematografiche, alcune solamente accennate, utilizzate come sfondo alla trama principale. Non è semplice dipanare un'intricata matassa che racchiude attori di cinema porno, sette religiose, fantasmi, rettiliani, bambini tutti uguali con gli occhi azzurri e i capelli biondi e flashback di un efferato omicidio.
Ne L’uomo di Schrödinger la realtà e l’incubo si rincorrono, raramente si riesce a comprendere se quello che sta succedendo sia reale oppure se si tratti dell’immaginazione scombussolata e allucinata del protagonista. Tutto ciò porta, in un climax di tensione, a una fine per certi versi drammatica, non certo scontata.
In conclusione, si tratta di un libro non certo rilassante, ma sicuramente intelligente e consapevolmente disturbante, che accompagna il lettore in un viaggio onirico ai confini della realtà. Per tutti gli amanti della suspence e delle letture poco convenzionali, che non disdegnano un tocco di noir, si rivelerà una lettura senza dubbio piacevole.

Voto: 




Giovanni Marchese
è nato a Catania nel 1976. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste Nuova Prosa, Alibi, DoppioZero, Verde, L’Inquieto, MareNero e in antologie quali Storytellers e La Semana Negra di Gijon.
Autore del saggio Leggere Hugo Pratt (2006), ha anche scritto soggetto e sceneggiatura dei graphic novel Ti sto cercando (2008), Nessun ricordo (2009) e Invito al massacro (2012), pubblicati da Tunué, e di alcuni fumetti brevi apparsi su varie raccolte.
Dal 2010 cura Nerdelite, blog dedicato al fumetto e alla letteratura:
http://nerd-elite.blogspot.it/




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