lunedì 9 marzo 2015

Recensione: Il dono di Natale di Grazia Deledda



Luci di Natale, Grazia Deledda
Graphe.it
62 pagine, 5.00 euro
Formato eBook
La Vigilia di Natale è una giornata particolare un po' per tutti. Le ore che anticipano l’arrivo del giorno più bello dell’anno trascorrono spesso in un moto frenetico: gli ultimi regali da acquistare, il cenone da preparare, il traffico, sono tutti momenti che ci rendono inquieti e nervosi e ci impediscono di assaporare a pieno la dolce e serena atmosfera di quei giorni di festa. Il dono di Natale ci riporta invece indietro nel tempo, alla scoperta di quelle tradizioni passate che ancora oggi tentiamo di mantenere e di tramandare ai più piccoli.
Il racconto di Grazia Deledda è inserito in Luci di Natale, un libro che contrappone il passato al presente in un biglietto di auguri letterario diverso dai soliti canoni. Fa parte della seconda versione della collana “Natale ieri e oggi” e si presenta con una copertina lucida dall'aspetto semplice, con forme che richiamano il 25 dicembre.
Il dono di Natale è ambientato agli inizi del Novecento, in un paesino della Sardegna. Narra la tipica giornata di una famiglia di pastori alle prese con i preparativi per la Vigilia. Protagonista è Felle, ultimo di cinque fratelli, un bambino di bell’aspetto che racchiude in sé l’anima della festa. Il piccolo si fa in quattro per aiutare la mamma, vedova da poco, affannandosi affinché la giornata sia perfetta, soprattutto per permettere alla sorella maggiore, prossima alle nozze, di far bella figura con il suo fidanzato. Gioia, allegria, speranza e abbondanza, sono questi i Doni che il Natale porta all’interno della modesta abitazione della famiglia Lobina. Attraverso il punto di vista di Felle. scopriamo come la tradizione permette alla magia del Natale di prendere il sopravvento sulle persone anche se queste ultime stanno attraversando un periodo molto difficile.

Il vecchio sollevò il bicchiere, augurando salute e gioia a tutti; e tutti risposero in coro.
Poi si misero a discutere in un modo originale: vale a dire cantando. Il vecchio era un bravo poeta estemporaneo, improvvisava cioè canzoni; ed anche il fratello maggiore della fidanzata sapeva farealtrettanto.Fra loro due quindi intonarono una gara di ottave, su allegri argomenti d’occasione; e gli altri ascoltavano, facevano coro e applaudivano. Fuori le campane suonarono, annunziando la messa.”

È proprio questo il vero dono di Natale. Un piccolo grande pacco contenente sensazioni ed emozioni che solo in quella giornata ci permettiamo di lasciare andare. Una forte dose di speranza che ci fa aprire le porte del cuore. Questo speciale racconto vuole insegnarci che nascosti nella parte più recondita della nostra anima vi sono sentimenti ed emozioni che scalpitano dalla voglia di uscire allo scoperto. Proprio come Felle, dovremmo imparare a gestire l'ansia quotidiana e metterci a disposizione del prossimo.

Lo stile di Grazia Deledda si nota molto bene in questo testo particolare. Il racconto colpisce per il ritmo poetico, per le sue parole lineari e scorrevoli, ma soprattutto per le sensazioni che lascia trasparire. Il noto premio Nobel per la Letteratura è riuscita in poche pagine a condensare le emozioni di tre diversi tipi di attesa vissuti durante la Vigilia di Natale.



A cura di Silvia Saltarelli.

2 commenti:

  1. Ohhh non conoscevo questo racconto natalizio della Deledda, e dire che l'ho pure studiata all'università!! Ora sono proprio curiosa di leggerlo, grazie del consiglio!

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    1. Certamente la Deledda non può deludere! :)

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