giovedì 15 maggio 2014

Recensione: I centomila regni di N.K. Jemisin




I centomila regni, N.K. Jemisin
Gargoyle Books
382 pagine, 18.00 euro
Primo volume della The Inheritance Trilogy di N.K. Jemisin, I centomila regni racconta le avventure di una ragazza inspiegabilmente catapultata in una realtà del tutto diversa dalla sua: a capo di una tribù dopo la morte della madre, Yeine viene richiamata dal burbero e glaciale nonno materno nella città che domina incontrastata sui Centomila Regni, destinata a prendere su di sé un’eredità che le metterà contro i cugini, intenzionati a tutti i costi a succedere al trono. Una storia di intrighi, grandi architetture, dove gli dei sono al servizio dell’uomo, ridotti in schiavitù per controllare il loro potere, eppure capaci di modificare qualsiasi ordine per autocompiacimento. Yeine è la classica eroina sprovveduta che deve imparare a sopravvivere in un mondo complicato e a lei estraneo, sebbene per diritto di nascita faccia parte di una delle più importanti famiglie del regno. È lei stessa a raccontare la sua storia in prima persona, inizialmente perdendosi in lunghe digressioni sulla sua storia familiare che sono funzionali allo sviluppo della storia, ma riuscendo a catturare l'attenzione del lettore e a renderlo “facile preda” delle stesse emozioni che vive la protagonista.
Di sicuro il punto di forza dell’intera storia è l’ambientazione: la Jemisin costruisce un mondo in un solo palazzo di cristallo, dove tutto è trasparente, ma non per questo meno pericoloso, riuscendo con pochissimi particolari a permettere al lettore di costruire una personale ma ben definita visione dei luoghi nei quali si trova Yeine. Il tutto è sospeso in un tempo indefinito, che ricorda molto il periodo greco, sebbene più “tecnologico” (esistono, nel palazzo regale di Sky, ascensori in grado di portare dovunque si voglia con la sola forza della mente). La magia ha ruolo fondamentale nella storia, come anche le divinità relegate in corpi umani dopo la loro sconfitta nella battaglia contro Itempas - unica vera divinità sovrana che sembra ricordare la “vittoria” occidentale del monoteismo sul paganesimo. Gli dei che incontriamo con frequenza sono Seith, dio-bambino dispettoso e divertente, Nahadoth, oscuro e instabile che non mancherà tra i pensieri di Yeine, e Enefa, sorella di Nahadoth, anche ella ambigua nelle sue azioni.
Le tematiche della storia sono molto varie e attuali, come nella tradizione dell'epic fantasy: le guerre intestine sono il pretesto per parlare di razzismo, intolleranza, battaglie etniche e di eterna lotta fra bene e male. L’autrice svela il mondo femminile e la sua grande forza, lasciando che quello maschile, per una volta, rimanga un po’ nell’ombra.
Lo stile è molto interessante e coinvolgente, di certo insolitamente gradevole e ricco per un’opera primaI centomila regni è stato il romanzo d’esordio della Jemisin – tanto da ottenere nomination ai più importanti premi riservati ai fantasy, come lo Hugo Award 2011 per il Miglior Romanzo e il Nebula Award 2010 per la Narrativa, e aggiudicandosi il Locus Award 2011 per il Miglior Romanzo d’esordio e il World Fantasy Award 2011. Eppure, nonostante i vari riconoscimenti, il romanzo in alcune sue parti risulta acerbo, poiché sembra quasi che l’autrice non riesca a destreggiarsi con le tante storie che si intrecciano irrimediabilmente nella trama principale. Questa mancanza le si può però perdonare grazie alla capacità che mostra nell’introspezione e nella tecnica narrativa. Nel complesso, si tratta di una buona lettura che non ha fatto altro che avvicinarmi al genere fantasy, che fino a poco tempo fa non credevo potesse essermi affine. Insomma, come ho sostenuto nel mio articolo sull’epic fantasy scritto da donne, questo romanzo è la dimostrazione che nell’universo magico di cappa e spada c’è spazio anche per voci femminili, in grado di costruire romanzi avvincenti e particolari che non hanno niente da invidiare a quelli scritti da uomini.

Voto: 





Nata in Iowa, Nora K. Jemisin è cresciuta tra New York e l’Alabama. Dopo numerosi racconti, pubblica I Centomila Regni, opera d’esordio e primo volume della trilogia L’eredità, candidato all’Hugo, al Nebula e al World Fantasy Award, e con il quale nel 2011 ha vinto il Locus Award come miglior primo romanzo e il Romantic Times Reviewers’ Choice Award. Attualmente vive a Brooklyn, dove, oltre a scrivere romanzi e racconti, lavora come consulente universitario.Nata in Iowa, Nora K. Jemisin è cresciuta tra New York e l’Alabama. Dopo numerosi racconti, pubblica I Centomila Regni, opera d’esordio e primo volume della trilogia L’eredità, candidato all’Hugo, al Nebula e al World Fantasy Award, e con il quale nel 2011 ha vinto il Locus Award come miglior primo romanzo e il Romantic Times Reviewers’ Choice Award. Attualmente vive a Brooklyn, dove, oltre a scrivere romanzi e racconti, lavora come consulente universitario.

3 commenti:

  1. Ciao, non vedo l'ora di leggerlo e la tua recensione mi ha incuriosito molto :DDDD

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  2. Anche io ^-^ ne sento parlare bene speesso^-^

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  3. Bene, sono contenta di averti incuriosite, ragazze ;)
    è sempre bello sapere che le nostre recensioni vi sono utili! Mi raccomando, se lo leggerete, di tornare qui a discuterne con noi: le recensioni non sono fini a se stesse, ma un modo con cui confrontarsi e una possibilità di feedback per chi le scrive. Grazie mille :)

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