lunedì 2 novembre 2015

Hard News e amore per i libri: intervista a Jeffery Deaver



Mercoledì 28 Ottobre la Scuola Holden di Torino ha ospitato il maestro americano del thriller Jeffery Deaver che ha presentato, all'interno del Salone Off 365, il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia, Hard News.
Il capitolo conclusivo della trilogia di Rune, che in Italia è stata pubblicata da Rizzoli a partire dal 2009, ci trascina nella New York dei notiziari locali dei primi anni novanta, epoca in cui i libri sono ambientati e in cui sono stati scritti.
Hard News è infatti uscito, negli Stati Uniti, nel 1992 e solo adesso i lettori italiani possono goderne nella traduzione di Seba Pezzani.
In questo atto finale della sua storia, la giovane e ambiziosa aiuto cameraman Rune si trova a indagare sul caso di un uomo accusato ingiustamente di omicidio, finendo per smuovere il pantano di un intrigo che avviluppa l'intero network per cui lavora.

Dopo una breve introduzione sul suo metodo di lavoro, Deaver ha risposto alle domande del gruppo di lettura formato dagli alunni della scuola, dimostrando che anni di interviste lo hanno dotato di una grande schiettezza e capacità di summa, davanti ai quesiti del pubblico.

Signor Deaver, Hard News è ambientato a New York, mentre lei è cresciuto a Chicago. Come si riesce a descrivere così bene una città di adozione da renderla un elemento della narrazione?

Il punto fondamentale è la documentazione sul posto, fare molte più ricerche di quanto poi trasparirà dal libro, che è sempre la punta dell'iceberg. La documentazione è la base di quel blocco di ghiaccio. A volte capita, nonostante ti sembri di essere diventato un esperto, di prendere degli abbagli. Per esempio, in un mio libro descrivo un tratto del fiume Hudson come pieno di rapide, ma durante una presentazione una signora mi ha avvicinato dicendomi che viveva proprio lungo quel tratto e che in realtà il fiume era prosciugato da anni. La documentazione è molto importante nel mio lavoro, perché ci sarà sempre qualcuno esperto di quello che stai scrivendo, pronto a notare le tue mancanze. Se succede che un lettore mi indichi delle imprecisioni, io mi scuso, perché quel piccolo dettaglio, che a me pareva insignificante, può aver minato per loro la godibilità del mio racconto.

In questo romanzo il sacrificio è una tematica forte, molto spesso la vita ti mette davanti a scelte che sembrano impossibili. Lei, come scrittore, ha mai dovuto sacrificare qualcosa per la sua carriera?

La domanda che uno scrittore deve porsi, prima di decidere se questa carriera fa per lui è: voglio scrivere un libro, o voglio vivere una vita da scrittore? Perché per scrivere libri c'è un dazio da pagare. Il mio processo creativo mi porta a passare mesi in solitudine, viaggiando. Lo scrittore è una persona sola. Ma ne vale la pena, perché non c'è niente al mondo come mettere in connessione le persone per mezzo delle proprie storie.

Come nascono i suoi personaggi?

Per creare personaggi credibili, lo scrittore deve essere empatico, riuscire a mettersi nei panni degli altri, di qualsiasi età o genere essi siano. Quando creo un personaggio, cerco di scriverne la biografia dal suo punto di vista, come se stessi compilando un curriculum vitae o la sua pagina facebook. A volte capita di affezionarti così tanto a dei personaggi che sapevi di dover far morire, da desiderare di salvargli la vita. Allora modifico la storia e magari li inserisco in un altro romanzo, ma devi avere una struttura molto solida e un'ottima conoscenza dei tuoi personaggi, per poterlo fare.

La sua scrittura è molto seriale, questa di Hard News è una trilogia, ma anche i suoi personaggi più famosi, come Lincoln Rhyme, vivono in più di un romanzo. Quando si rende conto di aver creato un personaggio che ha più di una storia da raccontare? è una sua decisione, quella di continuare una saga o è una proposta che arriva dalla casa editrice?

Gli editori amano le serie, perché ai lettori piace avere dei personaggi con cui poter spendere molto tempo, di cui vedere la crescita interiore. Il tipo di libri che scrivo deve presentare conflitti al suo interno, ostacoli che il protagonista deve superare per rivelarsi e per rivelare che può avere la meglio su ciò che la vita gli impone. Se stai guardando un film d'azione, come Mission Impossible, sai già che per quanto possa essere malmenato, Tom Cruise sarà sempre pronto a rialzarsi e battere il cattivo di turno, magari ricordandosi delle lezioni di karate che ha preso da bambino. I miei personaggi non sono così, sono più meditativi. Lincoln Rhyme non può alzarsi dalla sedia e sconfiggere il nemico fisicamente, dovrà necessariamente agire tramite il ragionamento.

Come si diventa scrittori miliardari?

L'amore per i libri. L'amore per i libri è fondamentale.
Questo e la struttura: nessuno legge un libro per arrivare a metà o per trovarlo noioso, è essenziale cercare idee che coinvolgano il lettore dalla prima all'ultima riga, pianificare la trama attentamente, come se fosse una sinfonia da camera. Come diceva Gustave Flaubert "I libri non si fanno come si concepiscono i bambini: si fanno come le piramidi, attraverso la progettazione e la collocazione di una pietra sull'altra, fino alla sommità".

A cura di Angela Bernardoni

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