venerdì 27 febbraio 2015

Il tempio degli Otaku #103: "Doctor Du Ming" di Hang Jinglong e Zhang Jing






Salve a tutti, e benvenuti ad una nuova puntata de “Il Tempio degli Otaku”! Oggi parleremo di unmanhua – manga proveniente dalla Cina – dalla storia avvincente (e sconvolgente), dai disegni raffinati, adatto a chi non cerca soltanto mero intrattenimento ma spunti di riflessione. C'è soltanto un piccolo particolare da tenere in considerazione: non è edito in Italia. Questa, però, non può essere considerata una discriminante: semmai una ragione in più per far conoscere un'opera che nulla ha da invidiare ad altre più blasonate, e che invece di sovraccaricare ulteriormente il mercato – ingolfato di serie non sempre capaci di resistere alla prova del tempo – potrebbe arricchirlo. Perciò, nonostante tutto, oggi tratteremo del volume unico Doctor Du Ming, di Hang Jinglong e Zhang Zing (sceneggiatura e disegni). Buona lettura!

Du Ming è un giovane anestesista; a vederlo sempre calmo e sicuro di sé nessuno potrebbe mai immaginare la passione travolgente che monopolizza la sua vita. Da anni, infatti, è innamorato di una sua ex compagna di corso, Zhang Qian, una ragazza enigmatica che sembrava vedere in lui un alone di purezza che nessuno, nemmeno lei stessa, poteva eguagliare. Seppure il loro amore non fosse mai stato consumato, i due hanno continuato a scambiarsi lettere: fino a quando, improvvisamente, Zhang Qian si suicida. Sconvolto dal lutto, e dalla necessità di trovare una spiegazione al drammatico gesto, Du Ming ripercorre le tappe della sua storia con Zhang Qian. Ma il lato oscuro dell'anestesista preme per venire allo scoperto...

“Doctor Du Ming” non è un'opera facile, né da leggere né da recensire. Di capitolo in capitolo, infatti, il quadro della situazione cambia costantemente: le certezze del lettore sono destinate a crollare l'una dopo l'altra, e il processo non si arresta nemmeno nelle ultime tavole. Di conseguenza anche la recensione non potrà che essere parziale ed incompleta – ammesso che esista una recensione davvero completa e imparziale, perché ogni recensore filtra quanto letto secondo la sua ottica personale, e l'analisi dell'opera ne viene inevitabilmente influenzata – perché questo volume richiede questo tipo di approccio. Se posso permettermi di darvi un consiglio, cercate di prendere questa recensione più come uno spunto per una futura lettura in autonomia.

Ciò detto, nel suo presentare gli avvenimenti, il manhua segue due linee temporali che si intersecano continuamente tra loro: gli anni all'università di Du Ming ed il presente del giovane, segnato in egual misura sia dalla morte di Zhang Qian sia dalla presenza di una ragazza, Wang Yao, innamorata del protagonista nonostante il difficile momento da lei attraversato. Ciascuna delle due sottotrame ruota intorno a Zhang Qian, motore dell'intera vicenda. Nel passato, infatti, la ragazza appare misteriosa, evanescente: è colei che non vuole “contaminare” il puro Du Ming ed allo stesso tempo l'oggetto di orribili dicerie che contrastano con l'immagine che vuole preservare per il suo amato. Nel presente il suo ricordo non è consolante, ma opprimente: l'uomo stravolto dal dolore ne ha fatto un ideale irraggiungibile, talmente perfetto da condurre alla follia.


E' proprio da Zhang Qian che nasce il tema portante dell'opera: la purezza d'animo. L'ambiente in cui si muovono i personaggi è infatti dominato dalla corruzione e dalla malvagità: chi, per debolezza o per coraggio, non si piega a questa legge è destinato a soccombere. Per Zhang Qian, che ha conosciuto sulla propria pelle quanta decadenza si nasconda dietro ad una facciata di decoro, soltanto una persona può opporvisi: Du Ming. Il ragazzo, colpito da questa visione del mondo, cercherà di seguirla, conscio di essere la sua unica ragione di vita; al contrario, l'esempio di purezza suprema per lui è proprio da ricercarsi in Zhang Qian. In un crescendo di nichilismo, entrambi si scopriranno essere troppo idealisti per poter sopravvivere. Sembra inevitabile arrendersi all'oscurità, o con la morte oppure aderendo anima e corpo a quello che prima si disprezzava con tutte le proprie forze. A nulla possono persone come la sopraccitata Wang Yao, vittima incolpevole degli eventi. Non vi è alcuna possibilità di salvezza.


Il tratto di Zhang Jing (poco più che venticinquenne durante la realizzazione dell'opera) si adatta perfettamente a questo clima di desolazione. L'uso sapiente – totalizzante, si potrebbe dire – del bianco e del nero trasmette efficacemente sia la malinconia dei personaggi sia gli attimi di follia che li attraversano: quei momenti in bilico tra incubi e realtà che, però, possono cambiare per sempre una vita. Da notare, inoltre, il realismo: il character design non è occidentalizzato, le inquadrature non eccedono in virtuosismi, non vi sono orpelli capaci di distrarre il lettore. Uno stile personale, che mette in evidenza le potenzialità di questa giovane autrice.

“Doctor Du Ming” è un'opera peculiare, capace di lasciare un segno nel lettore e di offrire uno spaccato sincero sulla Cina di oggi; e, con tutta probabilità, anche della società occidentale nel suo complesso.
…E per oggi è tutto, cari amici. Arrivederci con la prossima puntata de “Il Tempio degli Otaku”!

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